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giovedì 26 maggio 2022

Sergio Benedeto Sabetta. Il Galateo dovere del N.H.

 DIBATTITI




 

            Il brevetto da Ufficiale comporta l’attributo di N.H. e quindi il dovere di un comportamento consono, ma è da chiedersi il perché della necessità di adottare una tale condotta ed il suo sempre attuale profondo significato.

            Già Monsignor Giovanni Della Casa nel suo trattato sopra l’educazione detto “Galateo”, da cui il nome, come il Castiglione nel “Cortigiano” o l’Alberti nel “Padre di famiglia”, pongono alla base dei rapporti la “convenevole misura” che nell’unità delle azioni crea l’armonia sociale e quindi la bellezza.

            Come afferma Dalla Casa un animo ben educato e di buone maniere è piacevole e somigliante a virtù, questo ancor più necessita a Corte e tra simili, anche se opportuno in qualsiasi famiglia quale comune consesso civile.

            Se per i trattatisti del ‘400 e ‘500 la forza imperativa di una forte educazione derivava dall’utilità e dalla necessità della bellezza, quale espressione di una superiorità dell’animo umano, nell’età moderna la correttezza di comportamento affonda le sue radici nella necessità del rispetto reciproco, che ancor più un gentiluomo deve possedere nella propria nobiltà d’animo, diventa quindi in ultimo una questione etica.

            Storicamente già nel corso del Medio Evo la Chiesa aveva cercato di limitare la brutalità e la rozzezza degli uomini d’armi, introducendo i riti dell’investitura cavalleresca, preceduti da un apprendistato e seguiti da obblighi di comportamento come la tregua d’armi,  il rispetto dei luoghi sacri e delle donne e fanciulli con minaccia di scomunica, la cui violazione comportava l’ignominia presso i simili.

            A questo si affiancava la nascita delle Corti e l’elaborazione di modi cortesi riflessi in letteratura nella Scuola Siciliana di Federico II e nel Dolce Stil Novo toscano, ma anche nell’amor cortese dei trovatori nella celebre “Corte d’amore” di Eleonora d’ Acquitania o nella raffinata Corte dei Duchi di Borgogna.

            La violenza delle guerre di religione che tra il ‘500 e ‘600 sconvolsero l’Europa, la brutalità della Rivoluzione Inglese di Cromwell con la seguente restaurazione regia, la Guerra dei Trenta Anni che dissanguò la Germania, il succedersi delle guerre civili e religiose in Francia, dagli Ugonotti alle due Fronde, il tutto al crescersi distruttivo delle nuove armi, non fecero che rafforzare la necessità della classe dirigente di introdurre comportamenti impostati sulla correttezza reciproca, per ridurre la possibilità di futuri scontri, fondati anche su possibili mali intesi sensi dell’onore.

            Vi fu quindi una codificazione dei comportamenti che scivolarono talvolta nel XVIII secolo nell’eccesso del “cicisbeo”, deriso dagli illuministi, ma che adottati e temperati nell’800 anche dalla borghesia nascente permisero una positiva evoluzione sociale, di cui il Corpo Ufficiali ne è stata testimonianza.

            Il passaggio tra aristocrazia e borghesia della codificazione comportamentale secondo il modello del “bon ton”, corrisponde al passaggio tra il neoclassicismo illuminista e il romanticismo idealista, tra forme perfettamente proporzionali e slanci irrazionali, emotivi dell’animo.

            Differenza che si può ben vedere nella Rivoluzione Francese, quando alla compostezza aristocratica, anche di fronte alla morte, si contrapponevano i gesti teatrali e drammatici, eclatanti, dei borghesi, tuttavia ben presto, superati gli eccessi rivoluzionari il Galateo aristocratico fu riadattato e adottato dalla stessa borghesia che si venne progressivamente ad integrare con l’aristocrazia.

            Attualmente il volere negare la necessità dell’adozione di relazioni impostate sul rispetto reciproco ma, al contrario, adottando modelli aggressivi da guascone, sorretti dai mezzi di comunicazione, ha portato alla nostra attuale “pesantezza relazionale”.

            Dobbiamo comunque considerare che l’onore, quale rispetto rivendicato da ogni militare, rimane ed è strettamente legato al Galateo, base del rispetto reciproco, questo anche al fine di superare il degrado dell’anima che può provocare un uso continuo della violenza insito nella guerra.     

 

 

Ten. Cpl  Art. Pe. Sergio Benedetto Sabetta

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