Istituto nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione
in Italia, Atlante Storico della Resistenza
italiana, Milano, Bruno Mondadori Editore, 2000
VALORE MILITARE Ce.S.Va.M.
Il blog è espressione del Centro Studi sul Valore Militare - Ce.S.Va.M.- istituito il 25 settembre 2014 dal Consiglio Nazionale dell'Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valore Militare.Lo scopo del CEsVAM è quello di promuovere studi sul Valore Militare.E' anche la continuazione on line della Rivista "Quaderni" del Nastro Azzurro. Il Blog è curato dal Direttore del CEsVAN, Gen. Dott. Massimo Coltrinari (direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org)
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venerdì 20 febbraio 2026
LA SITUAZIONE IN ITALIA: SETTEMBRE 1943
giovedì 19 febbraio 2026
Progetto 2024/1 - Gli Eccidi in Toscana Fiesole 12 agosto Testimonianza Giuseppe Amico
ARCHIVIO
(a a cura di Manuel Vignola)
1) Amico Giuseppe, vicebrigadiere e
comandante della caserma dei Carabinieri di Fiesole, processo verbale di
interrogatorio tenuto presso l’ufficio della Tenenza Suburbana dei Carabinieri
di Firenze il 22 marzo 1945, ore 15. Legione territoriale dei Carabinieri Reali
di Firenze, Tenenza di Firenze-Suburbana.
PROCESSO VERBALE d'interrogatorio del V. Brig. a p. eff. Amico Giuseppe di Mariano e di Bonceddo Rosa, nato a Rometta Marea (Messina) il 21/8/1919 (2776-71+ 1918).
L'anno millenovecentoquarantacinque, addì 22 del mese di marzo, h. 15 nell'ufficio di questa tenenza è avanti a Noi S. Tenente Manrico Gibelli, comandante la tenenza suddetta, assistito dal V. Brig. Basciu Luigi, il quale interrogato risponde quanto appresso: Il giorno 11 agosto 1944, si presentò nella abitazione del Sig. Borini Cesare, sita in via Marini 18, Fiesole, presso il quale io mi ero rifugiato dopo la mia fuga dai tedeschi dal Passo del Giogo (ove mi avevano sin dal giorno 6 stesso del mese deportato per essere adibito a lavori di fortificazione campale), la domestica della caserma, Sig.ra Torrini Edilia alla quale io consegnai L. 1000 (mille) ed un biglietto diretto ai carabinieri che ancora rimanevano in caserma, nel quale io dicevo loro di recarsi nei locali della Misericordia, da dove camuffati da fratelli della Misericordia, avremmo raggiunto Firenze ove già si combatteva per le strade.
A.D.R. Siccome nel frattempo appresi che le portantine della Misericordia non potevano più recarsi a Firenze, poiché il comando tedesco ne aveva vietata la circolazione ed io ero personalmente ricercato dai soldati germanici per il mio allontanamento dal Passo del Giogo, mi presentai dal Dott. Capecchi di Fiesole e mi feci ricoverare nel suo ospedalino.
A.D.R. Seppi solo il giorno 13 da una donna che veniva a visitare il marito pure ricoverato nell'ospedalino, che i carabinieri erano stati fucilati la sera precedente.
A.D.R. Non ho altro da aggiungere.
Fatto, letto e chiuso in data e luogo di cui sopra. [Firmato: Amico Giuseppe
Basciu Luigi Manrico Gibelli]
mercoledì 18 febbraio 2026
Lo sbarco di Anzio. Le valutazioni del servizio informazioni della V Armata
DIBATTITI
Il
servizio informazioni della V armata aveva una massima rispetto per il servizio
informazioni del comando del XV Gruppo di Armate, che era in mano ai
britannici, ma il rapporto non era aderente alla realtà risultando anche troppo
ottimista anche allo scopo di rincuorare le truppe, ma i suoi calcoli non
sprechiamo sempre le sue vere opinioni.
Scrive
Clark:
“Alla luce degli avvenimenti successivi
mi convinsi in merito alla prevedibile situazione ad Anzio era stato improntato
un deliberato ottimismo per intonarlo alle decisioni già prese a Tunisi. Il
calcolo nostro della V armata fatto dal colonnello Howard era più prudente e
prevedeva che il nemico avrebbe concentrato tutte le forze possibile per
tentare di mandare a vuoto lo sbarco e di impedirci di raggiungere i Colli
Albani. In altre parole il colonnello Howard era convinto che i tedeschi non
avrebbero permesso che la minaccia di Anzio determinasse il loro ripiegamento
dal fronte meridionale ma avrebbero combattuto fino alle estreme conseguenze e
si sarebbero ritirati solo quando fossero stati sconfitti su uno dei due
fronti. Noi eravamo pienamente consapevoli che divisioni tedesche dislocate
fuori dall’Italia avrebbero potuto essere inviate a partecipare alla nostra
battaglia ma speravamo che ciò non accadesse.”[1]
martedì 17 febbraio 2026
Progetto 2025/1 La Fabbrica che costruisce la storia
Il Progetto in titolo prevedeva la edizione di un volume. LO sviluppo della ricerca ha fatto si che è impossibile sviluppare un volume di otre 350 pagine. pertanto il progetto è stato riarticolato, sulla base della Bozza 1, in una edizione, sempre a titolo di 1 Volume, ma articlato in due edizioni, tomo I e Tomo II di circa 150-150 pagine cadauno.
Si ringrazia la Dott.ssa Sarà Catanese della disponibilità e delle indicazioni articlate in merit.
lunedì 16 febbraio 2026
Progetto 2016/2. Gli Italiani sulla testa di ponte di Anzio
120 giorni
sulla testa di sbarco
Lo
sbarco di Anzio del gennaio-maggio 1944, chiamato in questa maniera in quanto
lo sbarco ha avuto senso solo in presenza di un porto che è quello di Anzio;
nella terminologia corrente vi sono molte diatribe nel definirlo sbarco di
Anzio, di Nettuno, “sul litorale laziale” ed altre definizioni: noi ci
atteniamo al dato tecnico-tattico che uno sbarco a possibilità di attuarsi
ed alimentarsi e raggiungere il successo
solo se dispone di un porto; il nome di quel porto da il nome alla operazione
di sbarco. Dobbiamo subito dire che questo sbarco di Anzio fu una delle
battaglie nel teatro europeo-occidentale dove gli statunitensi trovarono più
difficoltà insieme ai loro alleati britannici. Lo sviluppo dello sbarco tanto
diverso da quello previsto nei piani è dovuto alla deficienza condotta
operativa di alcuni comandanti sul campo che non approfittarono della sorpresa.
Inoltre tocca aggiungere a questo elemento principale anche il mancato
raggiungimento immediato da parte delle forze sbarcate degli obiettivi fissati
in precedenza. La decisiva poi volontà dei tedeschi, dopo la loro iniziale
sorpresa, di eliminare quello che loro definivano un vero e proprio pericolo
determinato dallo sbarco alleato per la tenuta del loro fronte meridionale e la
non meno volontà e tenacia anglo-americana a resistere per non essere buttati a
mare, portano a un complesso di discordi pareri fra gli storici, oggi, e sugli uomini di del tempo, ieri che
parteciparono all’azione e fra gli stessi comandanti che presero parte alla
battaglia
Celebre la frase della
primo ministro Winston Churchill che fu il promotore dello sbarco che lo
aveva voluto a tutti i costi, il quale di fronte all’ insuccesso contestava
apertamente il comandante statunitense che guido lo sbarco per la sua mancanza
di aggressività tanto che riuscì a scrivere “avevo sperato di lanciare sulla spiaggia un gatto selvatico mentre
invece ci troviamo sulla riva con una balena arenata”[1]
sono parole molto dure dovute forse anche al fatto che egli dopo lo sbarco
aveva impartito istruzioni al comandante delle forze alleate in Italia di
spingere lui solitamente avanti la massa d'assalto senza ottenere il
rafforzamento della testa di sbarco: Delusione ci fu anche nel campo
avversario. Il comando generale tedesco e in particolare Hitler dinanzi
all'insuccesso dell'operazione della
eliminazione della testa di sbarco, rimase contrariato non volersi convincere della giustificazione
che il fallimento della controffensiva tedesca era dovuto alla assoluta
superiorità in fatto di aviazione e di artiglieria. In molti e tra questi vari
comandanti non erano d’accordo sull'opportunità di avanzare versi i colli
Albani o verso Roma subito dopo lo sbarco pensando che un possibile rapido
concentramento di forze tedeschi avrebbe potuto tagliare ogni rifornimento e
quindi annientare le forze alleate così incautamente avventura tesi nel
retroterra. Si doveva dare appoggio al fronte di Cassino cercando di interrompere
da tergo ogni alimentazione.
In tutto questo contesto dove le forze alleate
combattono e i tedeschi contrattaccano e si difendono ognuno per raggiungere i
loro obiettivi sono presenti anche gli italiani nella loro veste di cobelligeranti da una parte e di alleati
dall'altra. Sono presenti i Carabinieri della compagnia R che svolgono sulla
testa di ponte compiti di polizia militare Mentre dall'altra parte sono
presenti i reparti della Decima MAS agli ordini di Junio Valerio Borghese che
però occorre rilevare non fanno parte delle forze della Repubblica Sociale
Italiana ma sono entità autonome dopo un accordo con i tedeschi sottoscritto
proprio dal Junio Valerio Borghese.
Infine
non bisogna dimenticare il ruolo svolto dalla Resistenza Romana che attraverso
le sue componenti riuscì a raccogliere tutte le informazioni che permisero alla
testa di ponte di salvarsi. È nota la vicenda della attività dell’agente
dell’OSS Peter Tompkins che ha
ampiamente dimostrato che le sue informazioni si rilevarono vitali per la
salvezza della testa di ponte. Tompkins era in collegamento diretto con il G2
del VI Corpo d'Armata e le informazioni raccolte dai Patrioti romani permisero di prevenire
tutte le offensive tedesche che furono neutralizzate e respinte.
Quindi lo sbarco di Anzio e qui presentato basandosi
su una ricostruzione che tiene presente il metodo storico al fine di
considerare ancorché a largo raggio tutti i punti per dare un quadro generale
degli avvenimenti.
[1]
Churchill, W., La seconda guerra
mondiale, Da Theheran a Roma Milano, Arnaldo Mondadori Editore, Parte 5°
Vol II, Capo X.
domenica 15 febbraio 2026
sabato 14 febbraio 2026
I Raggruppamento Motorizzato Piano per la Occupazione di Monte Marrone 31 marzo 1944
ARCHIVIO
Ordine 395/Op. del 28 marzo 1944 del comando fanteria
raggruppamento motorizzato sulla occupazione di Monte Marrone
1° RAGGRUPPAMENTO MOTORIZZATO
COMANDO FANTERIA DEL RAGGRUPPAMENTO
N. 395 di prot. Op. 28
marzo 1944
Oggetto: Occupazione del M. Marrone.
Carta topografica: tavoletta 1 : 25.000 - Castellone al
Volturno (ripr. U. T. dello S.M.R.E. ed. marzo
1944)
Allegati n. 3 (omessi).
Indirizzi….
I
- Faccio seguito alla mia lettera n. 339 35 marzo, oggetto: " Schieramento
settore Castelnuovo ".
II
- Il giorno x, all'ora h, il btg. alpini « Piemonte >> darà corso
all'occupazione di sorpresa del M. Marrone, attenendosi alle seguenti
prescrizioni:
a)
il movimento del grosso dovrà essere preceduto da elementi esploranti
alleggeriti che, procedendo rapidamente ed affermandosi sulla linea di cresta,
dovranno proteggere il successivo movimento degli scaglioni arretrati dalle
dirette offese avversarie;
b)
la occupazione della linea di cresta avrà carattere nucleare in corrispondenza
dei punti più forti, più delicati, di maggiore dominio e di più vasto campo di
osservazione e di tiro sul versante occidentale del M. Marrone;
c)
nessun'arma automatica dovrà avere la direzione di tiro parallela alla
osservazione ed alle provenienze avversarie, perció:
¾
tiro fiancheggiante,
¾
incrocio dei fuochi con le armi
contigue,
¾
nessuna postazione in vista, sia come
rilevato sul profilo della linea di cresta, che come feritoie non schermate al
tergo (basta un telo da tenda).
III.
- Sia proceduto ad un conveniente e sollecito sgombero del campo di tiro dalla
boscaglia, tenendo presente le prescrizioni relative ai tiri di aggiustamento
dei mortai e delle artiglierie (§ VIII e IX).
IV.
Tra i primi materiali, dovranno affluire sulla linea di cresta gabbioni,
matasse di filo spinato, mine a strappo, talchè, prima di sera, sia già stato
dato soddisfacente sviluppo allo stendimento dei reticolati e dei campi di mine
(a non meno di 50 metri dalle postazioni delle armi); siano messe in opera
molte bombe a mano, in funzione di mine, secondo istruzioni verbali già
impartite.
V.
La occupazione della cresta del M. Marrone ha valore di posizione di
resistenza; essa perciò dovrà essere tenuta ad ogni costo contro eventuali
azioni avversarie, che, presumibilmente condotte da grosse pattuglie, avranno
il carattere di assoluta sorpresa, specie di notte.
VI.
Il battaglione alpini « Piemonte » dovrà strettamente collegarsi tatticamente:
¾
a sinistra: con la occupazione
italo-polacca delle Mainarde (q. 1478);
¾
a destra: con la occupazione di q,
1344 del CLXXXV btg. parac.;
¾
con la occupazione arretrata q. 1180
che resta alle dipendenze tattiche del XXIX btg. bersaglieri.
VII.
- II comandante del CLXXXV btg. paracadutisti applichi, per la parte che
concerne il suo tratto di settore, le prescrizioni di cui ai precedenti
paragrafi II, lettera b), c), III e IV.
VIII.
- Mortai da 81 (vedi lucido allegato n. 1).
a)
Schierati: 2 plotoni mortai del CLXXXV btg. parac.sti, 6 mortai (2 per ciascuna
cp.) del btg. alpini « Piemonte », 9ª e
10 ª cp. mortai del III/68° rgt. ftr.
Concorrono,
per eventuali azioni di fuoco su mia esclusiva richiesta: 2 plotoni mortai del
XXXIII btg. bersaglieri.
Non
schierati: 2 plotoni mortai del XXIX btg. bersaglieri.
Totale:
36 mortai.
b)
Compiti:
¾
plotoni mortai del CLXXXV btg. paracadutisti:
zona di sorveglianza n. 1,
tratti di sbarramento n. 11-12;
¾
mortai del btg. alpini Piemonte:
zona di sorveglianza n. 2,
tratti di sbarramento n. 13-14-15;
¾
9ª cp. mortai del III/68" rgt.
ftr.:
zona di sorveglianza n. 3,
tratti di sbarramento n. 16-17;
¾
10ª cp. mortai del III/68° rgt. ftr.:
10% cp. mortai del 111/68° rgt. ftr.:
zona di sorveglianza n. 4,
tratti di sbarramento n. 18 e 19;
¾
plotoni mortai del XXXIII btg.
bersaglieri:
tratti di sbarramento nell'alta Valle Viata (comuni
alla difesa delle Mainarde).
c)
Modalità:
¾
i mortai dei btg. Piemonte e CLXXXV
parac.sti agiscono alle dirette dipendenze dei rispettivi comandanti di btg.:
¾
le cp. 9ª e 10 ª, al comando del
comandante il III/68°, costituiscono massa di manovra alle mie dirette
dipendenze;
¾
i tiri di aggiustamento per lo
sbarramento saranno effettuati il giorno x
dalle
ore h alle ore h+60': 9ª cp.,
dalle ore h+60' alle ore h + 120': mortai del btg.
alpini Piemonte,
dalle ore h+ 120' alle ore h+180': mortai del CLXXXV btg. paracadutisti,
dalle ore h+180' alle ore h+240': 10ª cp. morai;
¾
riserva di comunicare il giorno x ed
ora h prima della quale è vietato qualsiasi tiro.
d)
Collegamenti:
¾
con filo diretto: tra me e le cp. 9ª e
10ª ed i plotoni del XXXIII btg bersaglieri;
¾
tramite rispettivi comandanti di btg
rimanenti.
IX
- Artiglieria:
¾
IV/11° alle mie dirette dipendenze
dalle ore 6 del giorno x;
¾
btr. Alpina: continua a rimanere alle
mie dirette dipendenze; azioni di fuoco soltanto su mio ordine;
¾
II e III/11°: concorso in seguito a
mia richiesta rivolta al comando I raggruppamento.
Compiti:
nessuna azione di fuoco precederà od accompagnerà il movimento del btg.
Saranno
invece:
¾
effettuati tiri di accecamento sugli
osservatori nemici principali (M. S. Michele, M. Mattone Colle dell'Altare),
già in esecuzione sin dai giorni precedenti;
¾
predisposti tiri di interdizione sulle
principali vie di accesso alla zona di M. Marrone;
¾
effettuati tiri di aggiustamento nei
tratti di sbarramento « Aosta », « Ivrea» e « Torino» quando la cresta del M.
Marrone sarà stata occupata.
Osservazione:
la pattuglia O. C. del II/11º, già dislocata con il comando btg. alpini,
seguirà nel movimento i reparti avanzati del btg. stesso in modo da stabilirsi
e funzionare sulla vetta, appena raggiunta.
Richieste
di fuoco: saranno effettuate direttamente da me e, parallelamente, servendosi
delle pattuglie O. C.
Collegamenti:
¾
a filo e radio: quelli in atto;
¾
in caso di mancato funzionamento, e
soltanto per quanto riflette lo sbarramento:
serie di razzi rossi: « apertura del fuoco »,
serie di razzi verdi: « cessazione del fuoco ».
X
- Riferimenti: valersi del profilo del M. Marrone e relativa numerazione.
XI.
- Collegamenti: restano invariati quelli disposti al paragrafo 8 del citato
foglio n. 339.
XII.
- Posto di comando: invariato.
XIII.
-Prescrivo che le comunicazioni sollecite, complete ed esaurienti delle novità,
mi siano inviate - con tutti i mezzi a disposizione - non appena si verificano,
anche negative alle ore 3,30, 9,30, 15,15, 21,30 di ciascun giorno.
XIV.
Riserva di comunicare giorno x ed ora h.
XV.
Ricevuta.
Il Colonnello comandante
ETTORE FUCCI
venerdì 13 febbraio 2026
giovedì 12 febbraio 2026
i Raggruppamento Motorizzato Comando 5a Divisione "Kresowa". Piano di appoggio alla azione su Monte Marrone
ARCHIVIO
Piano di appoggio redatto dal comando 5ª divisione polacca
il 26 marzo 1944
COMANDO 5ª DIVISIONE « KRESOWA »
Segreto (copie n 8) 26 marzo 1944
PIANO DI APPOGGIO ALL'AZIONE DEL 1 RAGGRUPPAMENTO MOTORIZZATO DA PARTE
DELLA 5ª DIVISIONE KRESOWA E DELL'ART.
DI C. A.
(questo piano è stato discusso con
tutti i Com.ti interessati)
1°
- All'azione di appoggio del 1
raggruppamento italiano per l'occupazione di M. Marrone parteciperanno:
a)
artiglieria di C. A. e 6º rgt. art. leggera al comando del colonnello
Zabkowskiego;
b)
artiglieria della III divisione di ftr.: due gruppi;
c)
due plotoni mortai italiani e due plotoni mitraglieri polacchi dislocati a q.
1478 delle Mainarde nel settore della 5ª brigata di fanteria;
d)
eventuale azione diversiva organizzata dal com.te della 3ª divisione di ftr.
dal fronte di Castel S. Vincenzo in direzione di Pizzone-S. Michele.
2°
- Condizioni per l'appoggio.
Poiché
l'azione di occupazione del M. Marrone sarà fatta di sorpresa e poiché il
comandante del 1 raggruppamento motorizzato italiano pensa che il successo è
sicuro non essendo il nemico su M. Marrone (eventualmente solo con piccole
pattuglie), l'azione di appoggio è limitata al compito di aiutare il
mantenimento del M. Marrone nel caso di un contrassalto o contrattacco.
3°-
Compiti particolari del raggruppamento d'appoggio e tempi in cui l'azione
d'appoggio dovrà esplicarsi.
a)
Raggruppamento artiglieria del colonnello Zabkowskiego: eseguirà i tiri di
sbarramento e di interdizione segnati nel lucido allegato su richiesta del
comandante l'artiglieria del 1 raggruppamento italiano che preciserà, se
necessario, le azioni da svolgere. Preparazione di queste azioni soltanto
topografica (senza aggiustamento). L'aggiustamento per il tiro di sbarramento è
consentito dopo l'occupazione del M. Marrone.
b)
Artiglieria della 3ª divisione (due gruppi): eseguirà il fuoco su q. 1177 di S.
Michele e 1180 (ovest di Pizzone), 1067 (Casone del Medico) e M. Mattone.
Richieste di queste azioni saranno rivolte dal comandante l'artiglieria
italiana che si servirà come intermediario dell'osservatorio dell'artiglieria
di Castel S. Vincenzo.
c)
Due plotoni mortai italiani e due plotoni mitraglieri polacchi delle Mainarde
faranno fuoco in Valle Viata, M. Mare-M. Marrone (la sella fra i due monti), ad
ovest di M. Marrone, dietro richiesta del comando ftr. italiana direttamente al
com.te dei mortai italiani.
d)
Eventuale azione di diversione delle truppe della 3ª divisione sarà eseguita a
richiesta del comandante la 5ª divisione solamente nel caso in cui si apprenda
con sicurezza che il nemico sta preparando il contrattacco sul M. Marrone,
oppure se la sorpresa non riuscisse completamente e in modo da rendere
necessario il combattimento per occupare il M. Marrone. La divisione, in questo
caso, ha lo scopo di disorientare il nemico sulle nostre effettive intenzioni e
ritardare così il suo contrattacco su M. Marrone.
4°
- Ordine particolare.
I.
tutti i raggruppamenti saranno pronti per le ore 20 del giorno 30 marzo.
II.
Quando il Marrone sarà occupato, le azioni di fuoco sopra previste
continueranno ad avere vigore ed entreranno a far parte del normale piano di
fuoco.
II
- Se la 3ª divisione riceverà contemporaneamente le richieste di fuoco previste
alla lettera b) e d), darà la precedenza a quelle di cui alla lettera d).
IV
- Lo stato di allarme previsto al paragrafo I cesserà dietro ordine del com.te
la 5ª divisione Kresowa.
5°
- Il posto comando del colonnello Rudnickiego sarà presso il comando del
colonnello Zabkowskiego (com.te l'artiglieria di C. A.) a Colli dalle ore 18
del 30 marzo
Il Comandante di divisione
SULIK
mercoledì 11 febbraio 2026
martedì 10 febbraio 2026
I Raggruppamento Motorizzato. Lineamenti per l'occupazione di Monte Marrone 2 marzo 1944
ARCHIVIO
Nota del 22 marzo 1944 del comando raggruppamento
motorizzato sulla occupazione di Monte Marrone
COMANDO I RAGGRUPPAMENTO MOTORIZZATO
NOTA CIRCA L'OCCUPAZIONE DI MONTE
MARRONE
23 marzo 1944
1°-
Opportunità dell'impresa
Evidente.
Il
Marrone in mano tedesca compromette molto seriamente le condizioni della difesa
nel settore Castelnuovo e nel settore Mainarde; una volta occupato dai
Tedeschi, impadronirsene di viva forza costituisce una operazione di dubbio
esito e che potrebbe costare sensibili sacrifici.
2° - Data dell'operazione.
Per
prevenire il nemico, la più prossima possibile.
Per
dare garanzia di successo, occorre però assicurare il tempo necessario per una
buona organizzazione preventiva dei fuochi e dei rifornimenti.
A
titolo orientativo, la data per ora prevista è il 25 marzo. Il ritardo
nell'arrivo delle salmerie alpine potrà rendere necessario un corrispondente
rinvio.
3° - Modalità dell'operazione
Di
sorpresa.
Pattuglie
a ventaglio che partendo da q. 1180 e dal piede dei vari canaloni del versante
orientale arrivano pressoché contemporaneamente sulla linea di cresta verso le
7 del mattino.
Stabilito
in cresta questo servizio di vigilanza leggera, iniziare l'ascesa da q. 1180 e
da Valle Petrara delle unità destinate a presidiare la posizione; nel complesso
non più di 200 uomini che potrebbero installarsi sul Marrone tra le 9 e 10 del
mattino.
Al
loro seguito colonne di portatori nella misura più larga possibile. In
previsione di possibili contrattacchi di sorpresa nella prima notte successiva
all'operazione, occorre sfruttare al massimo le ore di luce per una prima
sistemazione della posizione e per l'esecuzione di qualche tiro di
aggiustamento di artiglieri, mortai ed armi pesanti in grado di dare un
concorso di fuoco.
4° -
Forze a disposizione e schieramento.
Sono
destinate all'operazione le seguenti forze:
a)
battaglione alpini « Piemonte »;
b)
battaglione paracadutisti;
c)
XXIX battaglione bersaglieri.
Il
battaglione alpini ha il compito dell'occupazione di M. Marrone.
Il
battaglione paracadutisti ha il compito di assicurare il fianco destro del
battaglione alpini spostando avanti la posizione di resistenza del settore
Castelnuovo fino alla displuviale tra Rio Petrara e Val di Mezzo per q. 1344 di
M. Marrone, sella di q. 970 e q. 1214 di M. Castelnuovo.
XXIX
battaglione bersaglieri in riserva tra Castelnuovo e Masseria Abbruzzese.
E'
previsto che il II/68° rgt. ftr., attualmente in linea nel settore di
Castelnuovo, si raccolga dopo lo scavalcamento da parte del btg. paracadutisti
e si sposti nel sottosettore di Colle Jardini, passando in secondo scaglione.
Il
colonnello Fucci, comandante la fanteria del raggruppamento, assumerà la
direzione dell'operazione e provvisoriamente il comando del sottosettore ovest
da Val Viata (esclusa) a M. Castelnuovo (incluso).
Il
colonnello Caputo, comandante del 68° rgt ftr., assumerà il comando del sottosettore est, avendo ai propri ordini
diretti il I e II btg. del proprio reggimento ed elementi minori.
Comando
4° rgt. bersaglieri e XXXIII btg. bers., provvisoriamente in terzo scaglione a
Fornelli, meno gli elementi distaccati a q. 1181 (un plotone fucilieri) e a q
1478 delle Mainarde (un plotone fucilieri e due plotoni mortai).
5° -
Difesa di M. Marrone
E
dubbio che la configurazione del terreno uniforme ed in lieve pendio verso
ovest consentirà di assumere una soddisfacente profondità di schieramento.
Questo
inconveniente è aggravato dal fatto che in Val Viata larghe chiazze di bosco si
spingono in genere fino alla linea di cresta agevolando l'avvicinamento del
nemico.
Occorre prevedere:
-
un'occupazione dell'ala della montagna a nuclei largamente intervallati ben fornita di armi
automatiche ed aggrappati il meglio possibile ai roccioni che strapiombano su
Valle Petrara;
-
una sistemazione - la più rapida
possibile compatibilmente alle difficoltà di rifornimento e di trasporto a piè d’opera – di difese accessorie (mine e
reticolati);
-
una attivissima osservazione vicina e lontana;
-
una efficiente organizzazione di fuochi frontali e d'infilata.
In linea di massima è da ritenere che:
-
il tratto di fronte più delicato si debba localizzare tra la q 1770 e la q
1344;
-
che su tale tratto le direzioni d'attacco da nord (Val di Mezzo) e da
nord-ovest (regione Ferruccia) siano più pericolose della direzione d'attacco
da ovest (M. Mare).
Conseguentemente sono stati previsti:
a)
tiri d'infilata in alta Val Viata, da parte di 5ª e 6ª btr. obici da 100 mm.
Schierate in regione Cerasuolo Vecchio, con osservazioni a q. 1478;
b)
tiri d'infilata in alta Val Viata e sulla sella tra M. Mare M. Marrone, da
parte di una compagnia di sei mortai da 81 (del 68º fanteria) da schierare a
circa metà percorso tra q. 1180 e la cima sud di M. Marrone con osservazioni a
detta cima;
c)
tiri in regione Ferruccia e in Val di Mezzo, da parte di una compagnia di sei
mortai da 81 (del btg paracadutisti) da schierare sui rovesci di q 1344, con
osservazione su detta quota;
d)
tiri d'infilata in regione Ferruccia, da parte di una btr. da montagna da 75
(del btg. alpini « Piemonte »), di una compagnia mortai da 81 (del 68°
fanteria) e di due plotoni (a pezzi) da 47 (del btg. paracadutisti) da
schierare, in posizione di agguato in cresta o presso la cresta di M.
Castelnuovo, nei pressi di q. 1193;
c)
concorso di fuoco, secondo le rispettive possibilità di tiro di un'altra
batteria obici da 100 e di 4 btr. di obici da 75, attualmente schierati in
difesa dei settori di Castelnuovo e di Colle Jardini;
f)
impiego, dove, come e quando le circostanze lo consentiranno, dei sei mortai in
organico al battaglione alpini « Piemonte ». Inoltre sarà opportuno predisporre
il concorso eventuale di fuoco delle artiglierie alleate in grado di
realizzarlo ed in modo particolare il concorso dei mortai e delle
mitragliatrici pesanti di q. 1478 aventi azioni su testata della Valle Viata.
6°- Misure preventive.
Sono
di ordine tattico e logistico.
Le
prime essenzialmente consistono nell'apprestamento delle basi di fuoco previste
al paragrafo precedente (scelta delle nuove posizioni, lavori di accesso alle
postazioni, trasporto delle munizioni, impianti di nuovi osservatori) Esse sono
in corso e per assicurare loro una conveniente protezione si è già provveduto a
rinforzare l’occupazione avanzata di Castelnuovo. Le seconde riflettono la
costituzione di basi di rifornimenti (rifornimenti viveri munizioni e materiali
del genio) in valle Petrara per il successivo inoltro a Monte Marrone a d’orso
d’uomo. Esse, come già accennato, sono in ritardo per il mancato arrivo delle
salmerie del battaglione alpini e della batteria da montagna
lunedì 9 febbraio 2026
Un rito di passaggio e di iniziazione
DIBATTITI
Il battesimo dell’artigliere
Ten. Art. P.E. Sergio Benedetto Sabetta
Nei riti di
passaggio e nei riti di iniziazione si passa da una condizione sociale o
spirituale a una diversa condizione, come per il battesimo, la circoncisione e
l’investitura per il cavaliere medievale, si ha una manifestazione pubblica
dell’assunzione di un nuovo status e della conseguente responsabilità che
questa comporta.
L’individuo
è ufficialmente incardinato in una posizione ritenuta adeguata, si sanciscono
diritti e doveri che a lui competono, si conferma nel coraggio e superamento
della prova l’autorità conferitagli formalmente.
Inquadrato
nella primavera del 1980 presso il I Gr. A.Pe. “Adige” ad Elvas, su un
altipiano sopra Bressanone, Arma nucleare tattica da 1 a 20 Kilotoni con obici
da 203/25, reparto della III Brigata Missili “Aquileia”, 5° Corpo D’Armata,
nell’aprile giurai fedeltà quale Sottotenente di artiglieria davanti al
Colonnello Comandante e alla Bandiera entrando formalmente nelle mie funzioni
con l’assegnazione alla 8° batteria obici, finchè nei primi di luglio mediante
tradotta ferroviaria raggiungemmo il poligono
di Monte Romano (Viterbo) per il
campo a fuoco, quale prova sul terreno per il rilascio dell’annuale abilitazione
NATO davanti ad una apposita commissione di ufficiali della NATO.
Il Gruppo
era costituito da circa 34 ufficiali, 46 sottufficiali, 81 graduati e 376
militari semplici per un totale di 537 uomini assegnati alla 7° e 8° batteria e
al C.S.B. oltre alla 4° Compagnia fucilieri d’assalto che custodivano il sito a
testate nucleari Site Rigel a Naz-Sciaves monitorato dall’11° th US distaccamento del 559 US artillery
groupe Italy, nel periodo dell’estate del 1980 il Comandante era il Ten. Col.
Massimo Innamorati, gli avanzamenti di carriera e le licenze dipendevano dal
successo dei Campi NATO, quindi vi era una notevole attenzione e forte
motivazione nell’addestramento, tanto che il Gruppo ebbe nel corso delle varie
prove valutative NATO l’ambito riconoscimento di migliore unità d’artiglieria
NATO.
Durante due
giorni di fuoco con munizionamento convenzionale e l’ultimo giorno con
munizionamento speciale simulante una carica nucleare, ebbi la direzione del
centro calcolo balistico presso il comando batteria, ero addetto in caserma
all’addestramento dl personale di batteria che doveva fornire i dati balistici.
Le cariche
dell’obice in sacchi di cordite erano sette a seconda della lunghezza della
parabola, costituita dal primo e dal secondo arco, si usava normalmente la
prima carica per sicurezza tirando a breve distanza al fine di evitare una
eventuale uscita per errore di calcolo o impostazione dati della granata dal
poligono.
Le
esplosioni con le spolette a tempo erano come dei soli nel cielo, mentre enormi
sbuffi di terra si alzavano con le spolette a percussione il raggio delle
schegge era sui 150 metri, una carica non partì per difetto della catena
incendiaria la quale non riuscì a fare detonare la cordite, calò il silenzio,
tutti si raggrupparono lontano, si aspettò dei lunghi minuti una eventuale
esplosione ritardata, poi gli artiglieri incaricati, aperto l’otturatore,
sbloccarono con la mazza e il calcatoio dalla parte della canna la granata la
cui fascia di forzamento, necessaria per imprimere alla stessa la rotazione
necessaria alla sua stabilizzazione nella traiettoria, era impegnata sulla
rigatura interna.
Dall’osservatorio
il Capitano trasmetteva le coordinate con la radio che gracchiava, queste
venivano riportate velocemente sulle due tavole topografiche, la principale e
l’altra di controllo, all’ok della tavola di controllo i dati venivano
trasmessi rapidamente al S.Tenente ai pezzi se li faceva impostare al pezzo
base per i tiri a forcella di aggiustamento, dopo alcuni tiri, inquadrato il
bersaglio, veniva dato l’ordine della salva e i quattro pezzi aprivano il fuoco
uno dopo l’altro cadenzati, questo per controllare che tutte le granate
esplodessero all’impatto ed eventualmente individuate quelle inesplose farle
brillare dopo i tiri ad opera dei genieri.
Vi era tra
gli artiglieri l’usanza di scrivere su ogni granata un nome di donna, queste
pesavano sui 90 kg., l’ultimo giorno ci fu portata dagli artiglieri americani
la granata speciale, lucida come l’ottone e del peso di circa 110 kg. con T N T,
fu caricata nel silenzio generale, arrivarono gli ordini dall’osservatorio,
calcolata la traiettoria ed impostati i dati partì il colpo, nel cielo si vide
un sole accecante, il bersaglio neutralizzato, vi fu un sospiro di sollievo.
Durante i
tiri il fungo dell’otturatore a vite dell’obice veniva periodicamente pulito
dal deposito dei fumi della cordite con una spugna imbevuta d’acqua presa da un
secchio ai piedi del pezzo, alla fine dei tiri l’acqua che restava nel secchio
era grigia, puzzolente di zolfo e uova marce, le spolette erano accatastate da
una parte e avvitate sulla granata all’inizio dei tiri, se richiesto dai tiri a
tempo la spoletta veniva temporizzata per fare esplodere la granata in aria ed
investire con una pioggia di schegge il terreno sottostante.
I sacchetti
di cordite necessari al lancio della granata erano posti da un lato, alla fine
dei tiri quelli restanti furono tutti accatastati e incendiati, una vampa
altissima si sollevò verso il cielo sotto lo sguardo tra l’incuriosito e l’attonito
degli artiglieri al primo campo a fuoco.
Le granate
venivano normalmente lanciate con la prima carica sentendo nell’aria un sibilo
simile al motore di un aereo a reazione, talvolta usciva sfarfallando quando a
causa del non corretto impegno della corona di forzamento con la rigatura si
perdeva parte della spinta dei gas nell’esplosione, il colpo era impreciso, le
sicure sulla spoletta erano due una manuale, che veniva tolta al momento del
caricamento, l’altra meccanica, un dischetto metallico interno che a seguito
della forza di rotazione della granata avrebbe dovuto scivolare liberando il
percussore.
Finiti
brillantemente i tiri tra l’entusiasmo generale, esausti scaricarono la
tensione accumulata nei giorni precedenti, gli artiglieri al primo fuoco
vennero chiamati per il loro battesimo da artigliere al centro della batteria,
il Tenente anziano per gli ufficiali e
il graduato più esperto per la truppa, fatto portare il secchio con l’acqua
sporca dei tiri, presa la spugna con cui era stato pulito l’otturatore del
pezzo, la imbeveva nel secchio e fatto inginocchiare il candidato, tolto
l’elmetto, ne cospargeva la testa dichiarandolo artigliere a tutti gli effetti
così passando da giovane recluta ad anziano, con il rispetto a lui dovuto per
avere sostenuto la fatica, il rumore delle detonazioni, eseguito gli ordini per
giornate intere senza dare segni di stanchezza.
Un rito che
dava un senso comprensibile all’impegno, un riconoscimento veloce, pratico e
pubblico dello sforzo e della disciplina mostrata, nonché dell’affiatamento del
reparto e delle regole apprese e correttamente applicate.
NOTA
Malatesta L., Armi nucleari a Nord Est . La III Brigata
Missili Aquileia 1959-1991, Gestione sito 2023.
domenica 8 febbraio 2026
Il I Raggruppamento Motorizzato sulle Mainarde Febbraio 1944
ARCHIVIO
- Ordine n. 289/Op. del 19 febbraio 1944 del comando del
raggruppamento motorizzato sulla sistemazione difensiva settore Castel Nuovo -
Rocchetta
COMANDO I
RAGGRUPPAMENTO MOTORIZZATO
UFFICIO CAPO
S. M. - Sezione OPERAZIONI
Segreto-urgente
N. 289 di prot. Op 19 febbraio 1944
Oggetto:
Sistemazione difensiva settore Castelnuovo-Rocchetta Carta: 1: 50.000.
Al
Comando 68° Rgt. Fanteria
Al
Comando 4º Rgt Bersaglieri
Al
Comando CLXXXV Btg. Paracaduti
Al
Comando 1 Big. Arditi
Al
Comando V Brg Controcarro
Al
Comando 11° Rgt Artiglieria
e.
per conoscenza
Al
Comando a Divisione Marocchina – Raggruppamento Nord
Al
Comando Fanteria divisionale
Al
Comando LI Brg Misto Genio
Seguito
e conferma ordini verbali:
1.
Situazione nemica: a parte.
2.
Situazione nostra:
Raggruppamento in linea nel quadro
di:
¾
5ª armata
americana;
¾
CEF;
¾
Raggruppamento
nord 2ª divisione marocchina (Generale Guillaume – Posto comando Selvone);
¾
schieramento
all'estrema ala destra delle unità sopra indicate, in contatto con l'ala
sinistra dell'8ª armata inglese (3ª divisione polacca).
3.
Missione: temporaneamente difensiva nel settore delimitato:
¾ a destra: Colle Jannini (incluso)-Pizzone
(escluso)-Castel S. Vincenzo (escluso)- Masseria Petrone (esclusa)-(limite
destro del settore della 5ª armata):
¾ a sinistra: M. Mare-M. Marrone-Mass. Coia (località
inclusa) con compito difensivo.
4.
- Schieramento:
a)
68° rgt. fanteria in linea, rinforzato da V btg. controcarro, btg, arditi « Boschetti ».
IV gruppo 11° artiglieria schierato a Colle Papa
in appoggio diretto;
b)
CLXXXV btg. paracadutisti « arditi Nembo » a Rocchetta Nuova in riserva di settore
(dipendenza diretta da questo comando);
c)
4º rgt. bersaglieri in approntamento a Fornelli e a Montaquila;
d)
11° rgt. artiglieria (meno il IV gr.) impiegato nell'intero settore della 2ª
divisione marocchina secondo ordini direttamente ricevuti.
5.
- Direttive generali per la difesa del settore:
a)
due sottosettori di battaglione rispettivamente fra M. Marrone e M. Castelnuovo
e fra M. Castelnuovo e M. Rocchetta;
b)
posizione di resistenza:
¾
nel sottosettore
di sinistra: Colle Rotondo-Castelnuovo (abitato);
¾
nel sottosettore
di destra: barra di Colle Jardini;
c)
garanzia di possesso dell'osservatorio di q. 1.250 di M. Castelnuovo a
saldatura dei due sottosettori;
d)
robusto collegamento materiale:
¾
con le unità
polacche sulla destra (Castel S. Vincenzo);
¾
con le unità
marocchine sulla sinistra (q. 1.180 di M. Marrone).
In
particolare:
¾
in Castel S.
Vincenzo: schieramento di armi pesanti organizzato a caposaldo col compito di
battere di fianco forze nemiche eventualmente attaccanti in direzione di Colle
Jardini,
¾
a q. 1.180: un
pl. bersaglieri a saldatura fra l'occupazione italiana di Colle Rotondo e
l'occupazione marocchina di q. 1.478 delle Mainarde (ordini dettagliati a
parte);
e)
btg. arditi in riserva a Scapoli col compito di: alimentare un attivo
pattugliamento la sicurezza nel triangolo S. Michele a Foce-M. S. Michele-Colle
Alto;
f)
56ª cp. controcarro (V battaglione) schierata a Ponte Rotto a sbarramento delle
provenienze da Alfedena ed Atina;
g)
comando delle truppe in linea (comando 68° rgt. ftr, a Scapoli).
Previsto che il comando
raggruppamento si sposti prossimamente a Colli.
6.
- Attendo non appena possibile (comunque non oltre il 21 corrente mese) dal
comando 58° rgt. fanteria lucido dettagliato degli schieramenti effettuati e
del piano dei fuochi.
Il Generale comandante
UMBERTO UTILI


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