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venerdì 6 febbraio 2026

Il Corpo Italiano di Liberazione. Gli Allegati

 ARCHIVIO

37. - Memorandum del 24 gennaio 1944 del comando della 5ª armata americana

38. - Ordine di operazione n. 1 dell'8 febbraio 1944 del comando gruppo nord francese

39. - Nota n. 27 del 13 febbraio 1944 del comando gruppo nord francese

40. - Ordine n. 289/Op. del 19 febbraio 1944 del comando del raggruppamento motorizzato sulla sistemazione difensiva settore Castel nuovo - Rocchetta

41. Lettera n. 2223/Ord. del 14 marzo 1944 dello S.M.R.E. sulla costituzione del III battaglione a.a. del 68° reggimento fanteria

42. Lettera n. 561/Op. del 23 marzo 1944 del comando raggruppamento motorizzato sulla costituzione del III battaglione a.a. del 68" reggi mento fanteria

43. Lettera n. 314/Op. del 22 febbraio 1944 del comando raggruppa mento motorizzato sul LI battaglione bersaglieri

44. - Ordine di difesa n. 133 del 4 marzo 1944 del comando gruppo nord francese

45. -  Nota del 22 marzo 1944 del comando raggruppamento motorizzato sulla occupazione di Monte Marrone

46. - Lettera n. 228 G/M del 23 marzo 1944 del comando gruppo nord francese sulla occupazione di Monte Marrone

47. - Lettera del 31 marzo 1944 del gen. Clark

48. - Istruzione 343/Op. Tj 44 del 26 marzo 1944 del comando 5ª divisione polacca

49. - Piano di appoggio redatto dal comando 5ª divisione polacca il 26 marzo 1944

50. - Ordine 395/Op. del 28 marzo 1944 del comando fanteria raggruppamento motorizzato sulla occupazione di Monte Marrone

51. - Lettera dell'11 aprile 1944 del comandante del II corpo polacco

52. - Messaggio dell'11 aprile 1944 del comandante dell'8ª armata britannica

53. - Lettera n. 728/Op. del 12 aprile 1944 del comando raggruppamento motorizzato sui limiti di settore

54. - Copia di manifestino lanciato dai Tedeschi

55. - Lettera del 14 aprile 1944 del comandante della 5ª divisione polacca << Kresowa >>

56. - Lettera n. 2545/Ord. del 3 aprile 1944 dello S.M.R.E. sulla nuova denominazione di « Corpo italiano di liberazione >>


giovedì 5 febbraio 2026

Realtà essere e linguaggio. Pensiero e Tecnicismo

 DIBATTITI


Prof. Sergio Benedetto Sabetta

 

            Dalla fine del ‘700 con la Rivoluzione Industriale le scienze della natura si impongono come metodo ai saperi dell’uomo, nell’organizzazione totale della società l’essere umano è misurato e tecnicamente inserito, quale reazione dalla fine dell’800 vi è una progressiva demonizzazione della tecnica che nella Grande Guerra ha una sua conferma, dove la tecnica diventa produzione e distruzione scientifica di massa, (Adorno). Nasce l’esigenza di una riflessione sull’uomo, sulla sua essenza e sugli strumenti che dispone per interpretare la realtà quale il linguaggio, oggi dopo un secolo, nel nuovo millennio si ripropone la riflessione innanzi alla conflittualità in atto, alla dispersione relazionale e alle pervasive nuove tecnologie ad esse collegate, ecco la necessità di un accrescimento mediante il pensiero filosofico, come richiesto anche recentemente dall’Accademia Militare di Modena all’Università di Bologna.

            La comprensione della realtà non può essere letta scientificamente come una serie di leggi precise ma va interpretata, vi è una impossibilità di leggere l’uomo in termini deterministici.

            Gadamer nell’ermeneutica pone il problema ontologico della comprensione dell’esserci, dell’uomo che cerca di comprendersi nel mondo, in questo vi è prima una precomprensione a cui segue una comprensione di se stesso in quel contesto interpretandolo, Gadamer vuole mettere in chiaro la struttura della comprensione, l’essere umano è sempre una comprensione e quindi una struttura di interpretazione, ovvero una struttura storica.

            La verità è figlia di una comprensione dell’interpretazione, essendo l’essere nel mondo una interpretazione dello stesso, l’essere quindi non è scientifico ma una esperienza di vita, una interpretazione del mondo, in questo Gadamer considera esserci tre ambiti di esperienza: l’arte, la storia e il linguaggio.

            Nella Storia critica la presunzione di una oggettività storica, impossibile in quanto il passato è studiato da colui che vive nel presente, occorre quindi una mediazione ossia un circolo ermeneutico storico che parta da una precomprensione. Gli Illuministi si sono battuti contro i pregiudizi, ma afferma Gadamer, questi ci saranno sempre occorre pertanto vedere quali siano validi a partire da una analisi completa degli stessi, circolo ermeneutico vi è quindi un divenire storico.

            Gadamer vuole conservare la metafisica aristotelica e platonica non distruggerla come fanno Nietzsche e Haidegger, ma reinterpretarla essendo la reinterpretazione del presente il risultato di una serie di concatenazioni interpretative fuse fra loro, che conducono a una nuova interpretazione di senso e di verità.

            Nella “Critica del linguaggio e dialogo” vi è una contemporaneità tra comprensione e applicazione della comprensione all’interno del dialogo, la dimensione della lettura e interpretazione è all’interno del testo in un circolo ermeneutico di domande e risposte tra lettore e testo e viceversa, vi è un dialogo a partire dal testo che ci conduce all’interno con una interpretazione attiva e passiva contemporanea, in cui il circolo ermeneutico è un circolo dialogico.

            Nel trasformarsi all’interno del testo non conosciamo dove andrà il dialogo ermeneutico, l’interpretazione è sempre viva mai chiusa in quanto la comprensione avviene nel linguaggio, questi non è solo interpretare ma luogo dove l’essere si dà all’uomo, il linguaggio è l’evento ontologico dove si manifesta l’essere pertanto è evento significante, struttura fondamentale per comprendere l’essere che è all’interno del linguaggio stesso.

            Husserl critica lo studio della mente umana in termini matematici di pura oggettività, staccata dalla realtà, circostanza che ha favorito dell’intellettualismo estraendo dei principi da una realtà falsata, è venuta meno la valutazione dell’esperienza in favore di una astratta oggettività allontanando dalla vita reale fatta di “fluire e divenire”, allontanando la creatività.

            Il tempo della scienza è quantitativo, il tempo della vita è relativo, la fenomenologia quale scienza del fenomeno vuole tornare alle cose ossia alle essenze e studiarle come appaiono, fenomeni. Le cose appaiono quindi necessita averne una visione diretta sospendendo il giudizio in modo da poterlo reinterpretare, bisogna tornare alla vita nella conoscenza esperienziale, nelle Epoché di un mondo della soggettività quale esperienza, intenzionalità da cui partire già Cartesio sottolineava che possiamo dubitare del mondo ma non dei nostri atti.

            Con Wittegenstein la filosofia mostra i limiti e le ambiguità del linguaggio, rende esplicito quello che era oscuro, rende coscienti del significato, deve tenersi presente che la cura del linguaggio evita parte della conflittualità in una modestia intellettuale e impegno etico, ricordandoci il limite delle domande.

            Dobbiamo uscire dalle trappole linguistiche le diverse aspettative legate ai termini portano all’incomprensione, occorre pertanto che il significato personale sia contestualizzato con la descrizione, infatti le diverse culture conducono a significati diversi dei singoli termini.

            Il linguaggio nasce dall’intimo ma rinforza gli stati d’animo, occorre quindi una purificazione del linguaggio in modo da superare il blocco proveniente dagli stati d’animo, vi è un potere trasformativo delle parole esse devono riflettere l’insieme completo dell’esistenza, l’uso appropriato delle parole toglie il velo delle gabbie derivanti dalle metafore ed astrazioni, dalle tante ideologie che lo imprigionano in una liberazione intellettuale ed esistenziale.

            Vi è una doppia valenza epistemologica, permette di vedere il mondo, ed esistenziale, permette di vivere senza veli, si riformulano le proprie idee superando gli imposti dall’esterno, quali le propagande politiche ed economiche, la riflessione filosofica permette una valutazione e quindi una esistenza più completa ed autentica.

Ermete Trismegisto ci ricorda che “l’uno è il tutto e il tutto è l’uno”, l’uno è molteplice ma i molteplici sono radicati in uno ed è il logos che media tra l’escatologico e il materialismo, tuttavia nel sacro vi è l’origine della scienza e della legge in quanto ordinatore primario.

Bibliografia

·        Aresu A., Ma , ndo cori, 227-236, “Roma”, Limes, 11/2025;

·        Della Pelle P., La dimensione ontologica dell’etica in Hans-Georg Gadamer, Franco Angeli 2013;

·        Ghigi N., La metafisica in Edmond Husserl, Franco Angeli 2007;

·        Moravia S., Adorno. Filosofia dialettico-negativa e teoria critica della società, Nimesis Edizioni 2004;

·        Perissinotto L., Introduzione a Wittgenstein, Il Mulino 2018;

·        Spegler O. – Capozzi E., L’autodistruzione dell’Occidente. Dall’umanesimo cristiano alla dittatura del relativismo, Historica Edizioni 2021;

·        Todd E., La sconfitta dell’Occidente Fazi Edizioni 2024;

Vattino G., Introduzione 

mercoledì 4 febbraio 2026

Contatti del mese di Gennaio 2025

 NOTIZIE CESVAM


Nel mese di Gennaio si sono avuti 8310 contatti

per questo QUADERNI ON LINE

 CHE è LO STESSO LIVELLO DEL MESE PRECEDENTE


martedì 3 febbraio 2026

Giovanni Riccardo Baldelli. Progetto 2024/2 Fosse Ardeatine. MOVM Vito Artale

 ARCHIVIO

Tenente Generale del Servizio Tecnico di Artiglieria del Regio Esercito

Direttore del Laboratorio di Vetrerie Ottiche di Roma,

Vito ARTALE

(Palermo, 3 marzo 1882 – Roma-Fosse Ardeatine, 24 marzo 1944)

 

All’indomani del diploma liceale venne ammesso alla frequenza della Accademia Militare di Torino (denominazione dell’epoca), uscendone nel 1905 con il grado di Sottotenente di Artiglieria. Promosso Tenente è assegnato al 3° Reggimento Artiglieria da Fortezza, venendo impiegato nella guerra italo-turca e nelle successive operazioni di controguerriglia in Libia dall’ottobre 1911 al gennaio 1913, meritando una Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Rientrato in Italia viene assegnato nel settembre del 1913 a Berlino quale Addetto Militare.

Con la promozione a Capitano prende parte al Primo Conflitto mondiale inizialmente al comando della 141a batteria d’Assedio del 3° Reggimento Artiglieria da Fortezza e successivamente diviene comandante della 542a batteria d’Assedio. Nel luglio del 1917 è promosso Maggiore divenendo comandante del CXXII Gruppo d’Assedio ed in seguito del Comando del Corpo Volontari Gruppo d’Assedio. Assegnato al comando del II Gruppo del 35° Reggimento Artiglieria da Campagna passa a comandare il CLXVII Gruppo d’Assedio.

Con la fine delle ostilità, dopo aver meritato una Croce di Guerra al Valor Militare è membro della Commissione di Controllo dell’8a Armata per l’esecuzione delle clausole armistiziali. Con la promozione a Tenente Colonnello avvenuta nel 1926 e dopo essere stato posto al comando dell’11° Centro Contraerei transita nel Servizio Tecnico di Artiglieria. Nominato Vicedirettore della Fabbrica d’Armi di Terni dal 1° gennaio 1929, è assegnato in ordine allo Spolettificio di Roma e successivamente è trasferito al Laboratorio di Precisione dell’Esercito, prima come Vicedirettore e in seguito come Direttore. Promosso Colonnello diviene Capo della Vetreria Ottica permanendo in tale incarico anche nelle promozioni successive, quali quelle di Maggiore Generale e Tenente Generale. Benché collocato in riserva a marzo del 1940, viste le sue doti organizzative e tecnico-professionali, è trattenuto in servizio. Sotto la sua guida la Vetreria Ottica del Laboratorio di Precisione diviene il maggior opificio italiano dedicato alla produzione di vetrerie di precisione.

Con l’armistizio dell’8 settembre 1943 Artale, fedele al giuramento prestato in nome del re, entra in contatto con il Fronte Militare Clandestino (d’ora in poi FMC) del Colonnello Montezemolo iniziando una sistematica opera di sabotaggio di alcune apparecchiature industriali e nascondendone altre, in modo che i tedeschi non fossero in grado di utilizzarle per fini bellici. La stessa motivazione della Medaglia al Valor Militare alla Memoria concessa ad Artale testimonia come egli avesse intrapreso l’azione di danneggiamento: “Tale azione di sabotaggio, compiuta con temerarietà sdegnosa di ogni prudenza, sotto gli occhi dei tedeschi e negli stessi locali da essi presidiati, sospettata prima, scoperta poi, condusse al suo arresto.”

Arrestato dalla Gestapo nel dicembre 1943 viene rinchiuso nel carcere a Via Tasso fino al 24 marzo 1944, per essere sottoposto a brutali interrogatori e torture, quando è assassinato alle Fosse ardeatine dagli uomini di Kappler.

Gli sarà concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare (alla “memoria”).

Riposa al sacello n. 63 del Mausoleo delle Fosse Ardeatine.

Fonti URL consultate il 19 novembre 2025

https://www.combattentiliberazione.it/m-o-v-m-dall8-settembre-1943/movm-regione-lazio/artale-vito  

https://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org

http://www.infinitamemoria.it/cimiteri/lazio/roma/roma/cimitero-mausoleo-delle-fosse-ardeatine/memorial/vito-artale 20 novembre 2025

https://www.mausoleofosseardeatine.it


lunedì 2 febbraio 2026

Lo sbarco di Anzio. Note introduttive

 APPROFONDIMENTI

Lo sbarco di Anzio del gennaio-maggio 1944, chiamato in questa maniera in quanto lo sbarco ha avuto senso solo in presenza di un porto che è quello di Anzio; nella terminologia corrente vi sono molte diatribe nel definirlo sbarco di Anzio, di Nettuno, “sul litorale laziale” ed altre definizioni: noi ci atteniamo al dato tecnico-tattico che uno sbarco a possibilità di attuarsi ed  alimentarsi e raggiungere il successo solo se dispone di un porto; il nome di quel porto da il nome alla operazione di sbarco. Dobbiamo subito dire che questo sbarco di Anzio fu una delle battaglie nel teatro europeo-occidentale dove gli statunitensi trovarono più difficoltà insieme ai loro alleati britannici. Lo sviluppo dello sbarco tanto diverso da quello previsto nei piani è dovuto alla deficienza condotta operativa di alcuni comandanti sul campo che non approfittarono della sorpresa. Inoltre tocca aggiungere a questo elemento principale anche il mancato raggiungimento immediato da parte delle forze sbarcate degli obiettivi fissati in precedenza. La decisiva poi volontà dei tedeschi, dopo la loro iniziale sorpresa, di eliminare quello che loro definivano un vero e proprio pericolo determinato dallo sbarco alleato per la tenuta del loro fronte meridionale e la non meno volontà e tenacia anglo-americana a resistere per non essere buttati a mare, portano a un complesso di discordi pareri fra gli storici, oggi,  e sugli uomini di del tempo, ieri che parteciparono all’azione e fra gli stessi comandanti che presero parte alla battaglia

Celebre la frase della  primo ministro Winston Churchill che fu il promotore dello sbarco che lo aveva voluto a tutti i costi, il quale di fronte all’ insuccesso contestava apertamente il comandante statunitense che guido lo sbarco per la sua mancanza di aggressività tanto che riuscì a scrivere “avevo sperato di lanciare sulla spiaggia un gatto selvatico mentre invece ci troviamo sulla riva con una balena arenata[1] sono parole molto dure dovute forse anche al fatto che egli dopo lo sbarco aveva impartito istruzioni al comandante delle forze alleate in Italia di spingere lui solitamente avanti la massa d'assalto senza ottenere il rafforzamento della testa di sbarco: Delusione ci fu anche anche nel campo avversario. Il comando generale tedesco e in particolare Hitler dinanzi all'insuccesso dell'operazione  della eliminazione della testa di sbarco, rimase contrariato  non volersi convincere della giustificazione che il fallimento della controffensiva tedesca era dovuto alla assoluta superiorità in fatto di aviazione e di artiglieria. In molti e tra questi vari comandanti non erano d’accordo sull'opportunità di avanzare versi i colli Albani o verso Roma subito dopo lo sbarco pensando che un possibile rapido concentramento di forze tedeschi avrebbe potuto tagliare ogni rifornimento e quindi annientare le forze alleate così incautamente avventura tesi nel retroterra. Si doveva dare appoggio al fronte di Cassino cercando di interrompere da tergo ogni alimentazione.

In tutto questo contesto dove le forze alleate combattono e i tedeschi contrattaccano e si difendono ognuno per raggiungere i loro obiettivi sono presenti anche gli italiani nella loro veste di  cobelligeranti da una parte e di alleati dall'altra. Sono presenti i Carabinieri della compagnia R che svolgono sulla testa di ponte compiti di polizia militare Mentre dall'altra parte sono presenti i reparti della Decima MAS agli ordini di Junio Valerio Borghese che però occorre rilevare non fanno parte delle forze della Repubblica Sociale Italiana ma sono entità autonome dopo un accordo con i tedeschi sottoscritto proprio dal Junio Valerio Borghese.

 Infine non bisogna dimenticare il ruolo svolto dalla Resistenza Romana che attraverso le sue componenti riuscì a raccogliere tutte le informazioni che permisero alla testa di ponte di salvarsi. È nota la vicenda della attività dell’agente dell’OSS Peter  Tompkins che ha ampiamente dimostrato che le sue informazioni si rilevarono vitali per la salvezza della testa di ponte. Tompkins era in collegamento diretto con il G2 del VI Corpo d'Armata e le informazioni raccolte  dai Patrioti romani permisero di prevenire tutte le offensive tedesche che furono neutralizzate e respinte.

Quindi lo sbarco di Anzio e qui presentato basandosi su una ricostruzione che tiene presente il metodo storico al fine di considerare ancorché  a largo raggio tutti i punti per dare un quadro generale degli avvenimenti.

 

 



[1] Churchill, W., La seconda guerra mondiale, Da Theheran a Roma Milano, Arnaldo Mondadori Editore, Parte 5° Vol II, Capo X.


domenica 1 febbraio 2026

Consulenza in merito alle Decorazioni

 NOTIZIE CESVAM 



Riceviamo nella nostra email dedicata all'Albo d'oro

Salve mi servirebbe per uno scopo puramente informativo e per scoprire la storia di due miei familiari le informazioni che voi possedete in qualità di ente nazionale per due soldati di Trepuzzi il primo è il pluridecorato luigi Rucco che combatte la ww1 la ww2 la guerra di Etiopia e di Albania per poi diventare colonello quasi generale prima di ritirarsi e poi il soldato Alberto Rucco che combatte nella ww1 e li venne amputata una gamba per una ferita vedete le sue immagini di medaglie da mio nonno custodite per capire che sono due miei familiari grazie se mi rispondete mi mandate in formato PDF tutte le info che avete ancora grazie.







 A questa email si è così risposto


Egregio Signore, in merito alla richiesta inviata con questa email si può dire vedendo le foto allegate che: 1. Le medaglie indicate sono medaglie Commemorative e non Al Valore MIlitare

 La Prima è la Croce di Cavaliere di Vittorio Veneto

 La Seconda è la Croce al merito di Guerra

 La Terza è La Medaglia Interalleata della Vittoria I Guerra Mondiale

La Quarta è la Medaglia Commemorativa della II Guerra Mondiale

La Quindi La Medaglia per le Vedove di Guerra



 Consiglio di richiedere allo Archivio di Stato della provincia di Nasciat dei suoi ascendenti il Foglio Matricolare che viene rilasciato gratuitamente e nel riquadro Decorazioni al Valore vedere che cosa vi è scritto

Con le più vive cordialità

CESVAM. Centro STudi sul Valore Militare

giovedì 29 gennaio 2026

Copertina Gennaio 2026





QUADERNI ON LINE



 


Anno LXXXVIi, Supplemento on line, I, 2026, n. 119

(2746)

                                                                               GENNAIO 2026

valoremilitare.blogspot.com 
www.cesvam.org 

canale you tube: istituto nastro azzurro - cesvam

mercoledì 28 gennaio 2026

La Battaglia di Ortona Natale 1943

 APPROFONDIMENTI

Dott. Leonardo Avallone*

Premessa

Il presente elaborato è frutto di una meticolosa ricerca e di una attenta analisi delle fonti reperite riguardanti un evento bellico che ebbe luogo nel nostro Paese durante i rivolgimenti verificatisi nel corso del Secondo conflitto mondiale. L'evento in questione è noto come “Battaglia di Ortona”. La suddetta, sconosciuta ai più e poco ricordata tanto all'interno dei manuali scolastici, quanto in quelli di portata nazionale, ma nota soprattutto ai cultori dell’età contemporanea, costituì un esempio singolare di scontro armato che ebbe luogo in ambiente urbano tanto da essere stata definita “la Stalingrado d’Italia”. È inoltre nota in quanto in essa furono messe in atto specifiche metodologie e strategie militari che evidenziarono notevoli capacità di adattamento delle truppe in campo, consentendo a queste di sviluppare nuove tattiche che, in seguito, furono considerate innovative per l’epoca. Si trattò di uno scontro particolarmente cruento che vide fronteggiarsi migliori reparti degli eserciti tedeschi e canadesi e proprio gli scontri tra questi sono oggetto del presente elaborato. Dopo una breve introduzione che illustra l’andamento del conflitto nel corso dell'anno 1943, con riferimento in particolare alla Campagna d’Italia, si descrive la Linea Gustav del qual sistema il territorio di Ortona e dintorni rivestiva il ruolo di zona operativa nel versante adriatico. Successivamente, per rendere completa la rappresentazione, si descrivono le operazioni militari che furono preludio alla battaglia, con particolare riferimento ai decisivi scontri sui fiumi Sangro e Moro e a quelli successivi, che spinsero le truppe sino alla periferia della cittadina abruzzese. Nel nucleo centrale si descrive la battaglia di Ortona nelle varie fasi che la contraddistinsero, con un'attenzione particolare al racconto di ciò che accadde giorno per giorno, grazie all’ausilio di estratti dei rapporti militari dei reparti di combattimento. Ciò ha permesso di poter guardare a quanto accaduto non solo attraverso la storiografia, ma anche attraverso l'occhio e la penna di coloro che hanno vissuto quei concitati momenti. Inoltre, per ulteriore completezza, sono anche stati analizzati: schieramenti, reparti operativi, armamenti e comandanti militari. La descrizione delle operazioni militari comprende anche il resoconto dei tentativi messi in atto all'esterno della città che però si rivelarono inconcludenti perché non permisero né di scavalcare l'obiettivo, né di circondarlo. Si riportano poi testimonianze di militari canadesi, tedeschi e anche di civili. In particolare, per quest'ultima categoria, una delle testimonianze è stata direttamente raccolta dall’ autore del presente lavoro. Nella parte conclusiva, a seguito del ritrovamento di ulteriori documenti e testimonianze, si dà conto del revisionismo storico e delle controversie emerse in merito a specifici fatti rispetto alla storia convenzionalmente raccontata. Vengono vagliate le motivazioni sottostanti alla battaglia indagando le ragioni che condussero a quello che è oggi considerato come uno degli scontri più violenti del conflitto complessivamente inteso.

Tesi di Laurea Master di 1° LIv. In Storia Militare Contempranea, Anno Accademico 2023/2024

martedì 27 gennaio 2026

lunedì 26 gennaio 2026

Albania. Collaborazione

 NOTIZIE CESVAM

Goffredo Zignani, con la collaborazione di Giovanni Cecini, ha interessato il CESVAM, anche nella sua condizione di Socio dell'Istituto del Nastro Azzurro per un contro con la giornalista albanese  Rudina Xhunga che ha in progetto la realizzazione di un lungometraggio relativo alla Resistenza dei Militari Italiani in Albania dal 1943 al 1945

domenica 25 gennaio 2026

Save the Date: 18 marzo 2026. Palazzo Salviati - CASD

 NOTIZIE CESVAM

Il Convegno dal Titolo "Il Collegio e la Scuola Militare: tra Guerra e Liberazione" si terrà nella data indicata, organizzato dalla Ass. Ex Allievi Nunziatella Sez Lazio   con la Patnerschip anche del CESVAM - Centro Studi sul Valore Militare.

sabato 24 gennaio 2026

Sessione di Laurea Invernale 2024 -2025.


La Sessione di Laurea invernale per i Master di 1° Livello
si terrà il 
23 febbraio 2025

Info e indicazioni su www.portaleunicusano.it/master

 

venerdì 23 gennaio 2026

Associazione Storia Contemporanea

 NOTIZIE CESVAM

1. Il socio più votato è stato Marco Severini. Le nuove cariche designate dal Direttivo sono
le seguenti: Rita Forlini, Presidente; Marco Severini, Legale Rappresentante e Vicepresidente esecutivo; Lidia Pupilli, Direttrice scientifica, Vicepresidente esecutiva e Segretaria; Sara Carbone, Presidente dei Revisori dei Conti. I due Vicepresidenti sono incaricati della gestione ordinaria dell’Associazione.
2. Si è deciso di investire i soldi risparmiati nell'affitto di uno stand al prossimo Salone Internazionale del Libro di Torino (giovedì14-lunedì 18 maggio 2026), la principale kermesse libraria italiana e la seconda in Europa: i soci e le socie che intendessero partecipare lo faranno a proprie spese (per la presentazione del suo testo si è prenotato il socio Stefano Salmi); chi vuole prenotare una stanza nello stesso albergo in cui si troveranno - come negli ultimi 15 anni consiglieri e soci - devono inviare apposita comunicazione, a questa casella, entro il 15 febbraio (specificando le notti di pernottamento) così da effettuare la relativa prenotazione.
3. Tutti i soci sono invitati a comunicare gli eventi che vogliono proporre o quelli che li vedranno protagonisti (in presentazioni, convegni o altra iniziativa pubblica: l'Associazione, su richiesta, può assegnare il patrocinio gratuito all'iniziativa) negli ultimi giorni del mese precedente l'evento così da darne comunicazione a tutti i soci tramite la Newsletter mensile.
4. Il 2026 inizierà con i libri dei soci Noemi Ercoli, Andrea Pongetti, Carlo Vernelli, Americo Alessandrini e altri ancora.
Per info e chiarimenti scrivete ad ascontemporanea@gmail.com
5. Oggi è stata spedita la rivista a chi ha già rinnovato la quota 2026; si fa in tempo a rinnovarla entro il 31 gennaio; i primi di febbraio saranno spedite le nuove copie.
Saluti.
Staff ASC

giovedì 22 gennaio 2026

Ordine è stato eseguito. La posizione di Bandiera Rossa

 DIBATTITI


Bandiera Rossa criticò l'attentato di via Rasella sul suo bollettino Disposizioni rivoluzionarie del 29 marzo: «L'atto terroristico non appartiene alla strategia marxista [...] la morale del proletariato, costretto dalla durissima via rivoluzionaria a non sciupare energie ma a spenderle nel modo più redditizio, afferma: che ogni atto rivoluzionario deve tener conto delle conseguenze immediate e future»[95]; aggiungendo: «Noi non possiamo sapere che cosa fanno i comunisti del PCI pur di farsi citare da radio-Londra». 

Lo stesso articolo condannava i gesti eroici e gli impulsi romantici in quanto estranei alle basi collettive e di classe della rivoluzione marxista, denunciava come inammissibile il rischio di contraccolpi contro gli innocenti e argomentava che l'atteggiamento tenuto dagli attentatori di via Rasella fosse inutile e riprovevole, in quanto individualista e non comunista; infatti – continuava l'articolo – sebbene i comunisti dovessero cercare di conquistare il potere anche con la violenza, il sacrificio di sangue proletario sarebbe stato utile solo qualora avesse comportato tangibili vittorie per il solo proletariato. Occorreva dare priorità all'organizzazione collettiva anziché alle imprese militari individuali; il compito prioritario dei militanti di Bandiera Rossa, secondo l'articolo, avrebbe dovuto essere perciò la difesa attiva contro la repressione nazifascista.  Roma 1944

Fon te Vikipedia: Voce Bandiera Rossa 



mercoledì 21 gennaio 2026

Irma Bandiera, Medaglia d’Oro al Valor Militare

 DIBATTITI


alessia biasiolo 

 

Il ricordo delle Medaglie al Valor Militare permette di mantenere il legame con quella parte di vita vera che speriamo di non dover provare sulla nostra pelle: persone che hanno dovuto affrontare problemi e incombenze alle quale mai avrebbero pensato e che hanno stabilito il confine tra subire e voltarsi dall’altra parte, oppure reagire, anche a costo della propria vita o di quella dei propri cari.

Il caso di Irma Bandiera è uno di quelli. Bolognese, classe 1915, apparteneva ad una famiglia antifascista. Fidanzata con il militare Federico Cremonini di stanza a Creta, se lo ritrovò fatto prigioniero dopo l’8 settembre e, tragicamente, la nave che lo stava portando in un campo di prigionia verso il Pireo venne bombardata dagli Alleati. Cremonini venne dato per disperso.

La tragica situazione italiana e il dolore per la perdita di Federico, avvicinò Irma ai resistenti che cominciò ad aiutare, entrando nel contempo nelle fila del Partito Comunista.

Conosciuto Dino Cipollani, noto con il nome di battaglia di Marco, Irma prese sempre più parte attiva alla Resistenza diventando la sua staffetta con il nome di battaglia di Mimma, fino al suo ingresso nella VII Brigata GAP di Bologna; nella sua abitazione di Via Gorizia a Bologna allestì una base logistica partigiana.

A Funo, dove la donna aveva dei parenti che visitava di frequente, il 5 agosto 1944 venne ucciso un ufficiale tedesco e un comandante delle Brigate Nere: la rappresaglia seguente portò all’arresto di tre partigiani e il 7 agosto anche di Irma, che si era appena occupata di portare armi alla sua formazione. Venne rinchiusa nelle scuole di San Giorgio di Piano separata dagli altri partigiani arrestati, poi tradotta a Bologna e sottoposta a continue torture per sei giorni per farle tradire i suoi compagni. Delle sevizie si occuparono i fascisti della Compagnia Autonoma Speciale guidata dal capitano Renato Tartarotti. La crudeltà nei confronti di Irma arrivò ad accecarla con una baionetta e, pur in possesso di documenti cifrati, ella non rivelò i nomi dei suoi compagni oppure la sede delle basi partigiane.

Il 14 agosto, in fin di vita e cieca, Irma venne portata sotto la sua abitazione ancora nel tentativo di farla parlare. Date le inutili torture, i fascisti la uccisero al Meloncello di Bologna.

I familiari la cercarono ovunque, non avendo sue notizie: al centro di smistamento delle Caserme Rosse in Via Coticella, o nel carcere bolognese di San Giovanni in Monte; in Questura e al comando tedesco di Via Santa Chiara, inutilmente.

Il suo corpo venne ritrovato il 14 agosto sul selciato dello stabilimento di una fabbrica di materiale sanitario dove doveva restare esposto per una giornata a monito per chi sosteneva i partigiani.

Trasportato il cadavere all’Istituto di Medicina Legale di Bologna, il custode scattò ai poveri resti delle fotografie per testimoniare le torture alle quali era stata sottoposta la donna.

Quindi Irma Bandiera venne sepolta nel Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna.

Il Partito Comunista diramò un foglio clandestino per incitare ad intensificare lotta contro gli occupanti, proprio in nome di Irma, e la formazione di partigiani attivi a Bologna prese il suo nome: Prima Brigata Garibaldi “Irma Bandiera”. Le venne intitolata una Brigata SAP e un Gruppo di Difesa della Donna.

Al termine del conflitto venne riconosciuta ad Irma Bandiera la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria con la seguente motivazione: Prima fra le donne bolognesi a impugnare le armi per la lotta nel nome della libertà, si batté sempre con leonino coraggio. Catturata in combattimento dalle SS tedesche, sottoposta a feroci torture, non disse una parola che potesse compromettere i compagni. Dopo essere stata accecata fu barbaramente trucidata e il corpo lasciato sulla pubblica via. Eroina purissima degna delle virtù delle italiche donne, fu faro luminoso di tutti i patrioti bolognesi nella guerra di liberazione.

A Bologna la lapide in suo ricordo recita:

Irma Bandiera/ Eroina nazionale/ 1915 – 1944/ Il tuo ideale seppe vincere le torture e la morte/ La libertà e la giovinezza offristi/ Per la vita e il riscatto del popolo e dell'Italia/ Solo l'immenso orgoglio attenua il fiero dolore/ Dei compagni di lotta/ Quanti ti conobbero e amarono/ Nel luogo del tuo sacrificio/ A perenne ricordo/ Posero”.

Lasciata Bologna, Renato Tartarotti si trasferì a Trieste. All’inizio del 1945, con gli uomini della sua Compagnia, si trovò a Vobarno (Brescia) dove venne arrestato per estorsione e rapina e rinchiuso in carcere a Brescia.

Riuscito ad evadere, venne catturato il 16 maggio dai gappisti della 135esima Brigata Garibaldi in Val Trompia e riportato in carcere a Brescia.

Processato a Bologna dalla Corte d’Assise Straordinaria, venne condannato a morte per fucilazione alla schiena. La sentenza venne applicata presso il Poligono di Tiro di Bologna il 2 ottobre 1945, alle sei del mattino.

 

Alessia Biasiolo

 


martedì 20 gennaio 2026

Il Concetto di conflittualità, dal pensiero classico alla modernità

 DIBATTITI



Sergio Benedetto Sabetta

L’uso sempre più estensivo dell’IA in tutti i campi, dal civile al militare, con una economia globale che nella crescita continua sempre più accelerata ha condotto ad una lotta competitiva sulle risorse naturali, a cui si è aggiunta una crescita esponenziale della popolazione fuori dall’area occidentale, con una conseguente instabilità dovuta in parte alle masse giovanili con una maturità in formazione che nella loro ricerca esuberante di affermazione diventano masse da manovrare a fini politico-strategici, inoltre dobbiamo considerare che la conflittualità avviene anche in ambito linguistico, informativo e in ultima analisi di significazione.

Vi è infatti una distinzione tra gli strumenti linguistici che esprimono il pensiero e la realtà in sé, noi esprimiamo la sola impressione che la realtà in noi provoca.

Eraclito distingue tra il testo declamato, logos quale discorso declamato e pensiero di chi declama (noema ), il logos non è che la legge della realtà ma sebbene legge del mondo, pensiero e parola per Eraclito vengono a coincidere vi è una incompatibilità tra linguaggio e realtà, in quanto il linguaggio tende a fermare quello che non può essere fermato essendo la realtà olistica, mentre il parlare è il particolare del momento.

Esiste in natura un continuo mutare (polemos), contrasto fra opposti, dove la creazione sfugge alla razionalizzazione imposta dagli uomini (poieses), così che come il fuoco è il posto della trasformazione di una natura in continuo divenire la guerra quale scontro tra opposti lo è per gli uomini, ma proprio nel limite degli opposti vi è il sacro, tanto che Eraclito nel farneticare dionisiaco vede la vicinanza agli Dei.

Il linguaggio definisce ma al contempo limita fino ai suoi limiti estremi di significazione, oltre il quale il nostro agire e la vita ci appare un tutto insieme fuori dallo spazio e dal tempo, in quanto solo quello che può essere espresso esiste.

Heidegger oppone l’essere in sé, quale concetto definito nella parola, all’essere cosa ma nell’oblio dell’essere quale ente ne definisce la desacralizzazione e pertanto la fine, questo fa sì che l’essere umano quale forza vitale diventi ente elemento della tecnica (ontico), in opposizione all’essere ontologico del rivelamento discorsivo proprio di un pensiero riflessivo, vi è quindi la necessità di porre l’uomo al centro dell’essere in un nuovo umanesimo e non divinizzare la tecnica, infatti gli enti sono nel tempo mentre l’essere è temporalità ovvero avvenimento come la luce permette l’emergere delle cose visibili e il silenzio la ritmicità del suono.

Il linguaggio è utile se apre e non chiude quale gabbia, nella sua fluidità pratica apre a nuove riflessioni o attività, esso è un mezzo e non il fine ultimo che nell’illuminare fa entrare in un labirinto dove la verità viene a sfocare.

Già Severino nel 2016 notava la conflittualità crescente in essere nella terra quale conseguenza ultima della globalizzazione inserita nello sviluppo tecnologico galoppante, che viene a superare le vecchie ideologie sostituite dalla sola tecnica e conduce all’esasperazione dell’individualismo, questo tuttavia non si trasformerà in uno scontro mondiale bensì solo settoriale, perdendo di vista l’insieme nella ricerca del predominio.

Nella contrapposizione tra il divino e gli uomini nasce la volontà, quale superamento del confine nella ricerca di fare diventare altro quello che è ma questo è anche occupare, strappare agli altri ancor più in una dimensione finita quale è la natura contrapposta alla crescita impetuosa della massa umana e della tecnica, della ricerca delle risorse necessarie al suo divenire.

La tecnica è metodo di modifica e adattamento dell’uomo alle varie esigenze, dal nulla all’essere, per Schumpeter il capitalismo non è che una continua distruzione e ricostruzione ma la tecnica in questo ciclo supera il capitalismo diventando autonoma, tuttavia la tecnologia nell’espandersi deve consolidare il potere interno allo Stato fornendo ricchezza, lavoro, influenza all’esterno e controllo interno.

Nella gerarchia dell’essere vi è una contrapposizione tra l’essere umano finito e la verità che può risultare infinita nella sue varie sfaccettature, dal che ne consegue che l’infinito può essere compreso solo come dimensione per approssimazione, ma non nella sostanza.

Sorge qui il problema dell’IA e del suo passaggio dalla logica alla statistica, dalla deduzione alla associazione, dove avendola sovraccaricata essa ha inquinato l’informatica delle banche dati mescolando e rendendo più labile il confine tra realtà e falsità, creando un ulteriore problema al già difficile rapporto con la verità nell’illusione di una dimostrazione matematica.

La connessione dell’IA in tutti e tra tutti gli ambienti nella ricerca di prevedere le necessità dell’io porta a una possibile perdita di capacità critica, favorita tra l’altro dall’impoverimento umanistico nelle scuole con una meritocrazia ideologica non corrispondente al merito e all’incapacità di accettare e valutare i propri errori o limiti, d’altronde l’ambiente sempre più preparato per l’IA pone problemi nel rapporto tra capacità di agire e intelligenza, oltre che nella direzione ossia controllo e governance, richiedendo leadership per una direzione ovvero un progetto chiaro e valori definiti, ossia cosa vuol fare e come farlo.



Bibliografia

  • Heidegger M., Essere e tempo, Mondadori 2017;

  • Heidegger M., Fink E., Eraclito, Laterza 2010;

  • Severino E., Il destino della tecnica, Rizzoli 2009;

  • Severino E., Il tramonto della politica. Considerazioni sul futuro del mondo, Rizzoli 2017;

  • Schumpeter J., Storia dell’analisi economica, Bollati Boringhieri 1990.


lunedì 19 gennaio 2026

Progetto 2022/ 2 La Divulgazione

 NOTIZIE CESVAM


I Libri del Nastro Azzurro

L’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valore Militare, nelle sue molteplici attività nel campo di diffondere dei valori statutari, si è impegnato, dal 2014, nella promozione culturale, finalizzata alla conoscenza storica, attraverso anche l’attività editoriale.

I volumi che sono stati pubblicati, oltre 50 titoli, che sono le risultanze delle attività di ricerca e studio attivate tramite progetti, riguardano i variegati aspetti della storia militare e, in generale, la storia contemporanea attraverso la particolare ottica del Valore Militare, sia espresso che non riconosciuto.

Questo percorso editoriale ha l’intento di valorizzare e stimolare la conoscenza del Valore Militare italiano, soprattutto verso le generazioni più giovani, come contributo e sostegno alla loro formazione di uomini e di cittadini nell’esempio e nel ricordo di chi ci ha preceduto.

E’ disponibile un Catalogo, dal titolo “ Le edizioni a stampa 2014 -2024” edito dal Centro Studi sul Valore Militare – CESVAM che si può chiedere a: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org. Per ogni altra informazione: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org.



domenica 18 gennaio 2026

Lo SMOM nella Seconda Guerra Mondiale


Fonte iconografica
 Treno ospedale della II Guerra Mondiale
 gestito dal Sovrano Militare Ordine di Malta

Questo Ordine è riconosciuto nell'ambito del Diritto Internazionale come Stato
 Dei tre elementi che contraddistingue uno Stato, la Sovranità, Il Territorio, La Popolazione, il 
Sovrano Ordine di Malta ha solo il primo la Sovranità, mancando gli altri due elementi, la popolazione ed il territorio.

Se si negano i principi del Diritto Internazionale la Comunità degli Stati perde la certezza del proprio essere e si ritorna al "tutti contro tutti", alla barbaria 
con l'unica legge riconosciuta, quella del più forte.

Per le sue opere benefiche e utili il Sovrano Militare Ordine di Malta è un esempio che il rispetto delle norme produce pace e benessere tra i popoli e le Nazioni

 

sabato 17 gennaio 2026

Il Caso Goenlandia, tra cooperazione e reciprocità

 DIBATTITI

Sergio Benedetto Sabetta



La Groenlandia è un paradigma dei rapporti tra gli USA e l’Eurasia, dopo la sua occupazione di fatto durante la Seconda Guerra Mondiale da parte USA per controllare il Nord Atlantico e l’accordo del 1949 con la Danimarca in cui mantenendo il possesso formale agli USA si concedeva l’uso militare dell’isola, nel 1955 gli USA riproposero come nel 1946 l’acquisto dell’isola, proposta che venne respinta.

Dobbiamo tuttavia considerare il cambio di paradigma avvenuto in America con Trump dove il concetto di progresso proprio della rivoluzione industriale, inteso quale cambiamento sociale nella direzione della storia incarnato dagli USA, tanto tra i democratici che nei repubblicani, viene attaccato in quanto ideologia incardinata nella globalizzazione la quale conduce alla distruzione della classe media a favore di una ristretta elite il progresso così inteso non è la soluzione ma diventa il problema, necessita pertanto il ritorno alla famiglia, alla qualità dell’istruzione e alla costruzione delle comunità, passando dall’impero globale alla dottrina di Monroe.

La Groenlandia tra l’altro possiede il 10% circa delle terre rare, nonostante le difficoltà climatiche nello sfruttamento e una crescente resistenza della popolazione per i problemi dell’inquinamento, il giacimento di Kvanefyeld ha destato l’interesse della Cina, come la Russia ha mostrato un interesse strategico per il controllo delle rotte glaciali e la vicinanza al Nord America.

Le proposte di investimenti sia cinesi che russe in infrastrutture sono state respinte con l’appoggio USA che ha garantito gli investimenti e una diminuzione dei dazi, tuttavia nonostante una crescente tensione tra la popolazione locale e la Danimarca vi è una certa diffidenza verso le proposte USA. Mentre i Democratici con il 30% tendono a mantenersi in equilibrio tra USA e Danimarca, il partito dei nativi Naleraq con il 25% punta apertamente all’indipendenza, quest’ultimo è in crescita dal 2021 quale espressione del malcontento della popolazione autoctona degli Inuit, uno dei motivi principali è lo sfruttamento della riserva minerale, deve comunque considerarsi che metà degli introiti dell’isola derivano da trasferimenti dalla Danimarca a cui gli USA hanno proposto di sostituirsi.

L’acquisizione della Groenlandia permetterebbe tra l’altro agli USA il controllo della rotta artica avendo già il possesso dell’altra porta di accesso che è l’Alaska, oltre al blocco dei tentativi già menzionati di penetrazione cinese e russa, il momento è favorevole quale scambio territoriale con la Russia, ad un suo acquisto in Ucraina vi è altrettanto un acquisto USA nel Nord America analogamente con la Cina per Taiwan, con gli europei stretti tra vari fronti, compreso il Medio Oriente, inoltre vi è la prevedibilità di una ricaduta elettorale interna favorevole.

Dobbiamo considerare che se nella cooperazione vi è la fragilità di un guadagno non sicuro, nella reciprocità il guadagno è sicuro, nella prima ipotesi la logica della circolazione funziona bene in situazioni di parità nella seconda ipotesi interviene la redistribuzione del guadagno quale funzione della gerarchia, vi è comunque la necessità di collegare i fatti in un unico disegno strategico.

Per una cooperazione vi sono cinque possibili ipotesi, i legami di parentela, una reciprocità diretta per ripetizione dell’incontro, una reciprocità indiretta derivante dalla creazione del capitale reputazionale a seguito della circolazione delle informazioni che porteranno a futuri vantaggi nelle relazioni con terzi, una reciprocità di rete a seguito della struttura sociale in cui si è inseriti, ossia i vantaggi della massa, infine vi è la selezione di gruppo dove i gruppi più cooperativi prevalgono sui gruppi meno cooperativi.

A sua volta mentre la potenza è statica il potere è dinamico, esso è esteso dalle cose materiali alle informazioni, attualmente la morfologia del potere è la morfologia dell’incertezza, ossia della risposta che veniva dal mondo virtuale la quale crea la rappresentazione della realtà, esso si sovrappone alla materialità dell’analogico.

Il digitale può falsare l’analogico, ossia la realtà, non solo per confondere ma anche come una semplificazione non corrispondente alla realtà, il digitale nel suo crescere aumenta la necessità del controllo da parte dell’analogico (sovranità nell’analogico), il mercato al quale è stato delegato il controllo del digitale non può controllarlo, né risolvere le sue problematicità, questa è una funzione che spetta alla politica, la quale nel riequilibrare e disinnescare le potenziali conflittualità strutturali limita l’economia alla produzione e alla creazione di ricchezza, riservando a sé i rapporti umani, la distribuzione delle risorse e la preservazione dell’ambiente, evitando il totale assorbimento etico dell’uomo al mondo digitale in pervasiva crescita ed attraverso il controllo del digitale controllare indirettamente l’analogico, vi è in questo un problema culturale come lo è l’economia nella formazione dei bisogni (economia portamenti sta).

A sua volta il potere può essere fondato in senso negativo solo forza, ma può anche in senso positivo fondarsi sul prestigio, ossia la capacità di guidare gli altri dove la punizione acquista la funzione di rinsaldare la cooperazione sociale rendendo non premiante i comportamenti opportunistici, il potere d’altronde può avere due funzioni una di dominio, l’altra di prendersi cura, in questo esso socialmente si appoggia nell’età contemporanea sulla massa, elemento organizzato ai fini della massimizzazione produttiva e finanziaria, nonché per la sua distribuzione in contrapposizione alla caoticità della folla.

Bibliografia

  • Brown R., Psicologia sociale, UTET 1980;

  • Surowiecki J., La saggezza delle folle, Fusi Orari 2007;

  • Morin E., La sfida della complessità, Le Lettere 2017.