Cerca nel blog

sabato 5 settembre 2026

Gli studi orinativi propedeutici alla creazione dei Gruppi di Combattimento da parte delle SMRE

 APPROFONDIMENTI

PROGETTO 2024/4 

La genesi dell'Esercito Italiano nel secondo dopoguerra



Massimo Coltrinari

Il risultato delle conferenze del 23 e del 31 luglio 1944 fu notevole. Era terminato l’atteggiamento ostativo alleato in termini di equipaggiamento ed armamento: finalmente anche gli Alleati avrebbero avuto armi ed equipaggiamenti, come i Polacchi, i Brasiliani, i Greci, e le truppe dell’Impero adeguati alle esigenze della guerra che si stava combattendo, e quindi posti su un piano di eguaglianza; la consistenza del contributo italiano in termini di unità combattenti si triplicò; inoltre si apriva la speranza che questo contributo aumentasse in relazione alla struttura delle divisioni di sicurezza interna, che divennero una sorta di riserva per la costituzione di nuove unità.


Lo SMRE, sulla base delle decisioni prese con gli Alleati si mise subito al lavoro. I lineamenti di studio, come detto, per la creazione dei gruppi di combattimento fu articolato in tre comparti:

- costituzione organica del Gruppo di Combattimento

- tattica conseguente alla costituzione organica

- addestramento


Costituzione organica del Gruppo di Combattimento

Sulla base dello studio approntato già dal febbraio 1944 in merito al riordinamento delle divisioni “Piceno” e “Mantova” fu approntato un progetto organico di base, che risultò come segue:

. comando del Gruppo di combattimento (200 uomini)

. 2 reggimenti di fanteria (6300 uomini) ogni reggimento su 3 battaglioni,1 compagnia mortai ed una compagnia

cannoni da 6 libbre, calibro 57/50, (18 pezzi per reggimento)

. 1 reggimento artiglieria (1400 uomini) su 4 gruppi di cannoni da 4 libbre (calibro 87 mm) -(32 pezzi), 1 gruppo

cannoni controcarro da 17 libbre (calibro 76 mm) – (8 pezzi) 1 gruppo di cannoni contraerei da 40 mm

(12 pezzi)

. 1 battaglione del Genio con 1 compagnia collegamenti (300 uomini) e 2 compagnie artieri (400 uomini)

. 1 Sezione di sanità e 2 ospedali da campo (300 uomini)

. 1 autoreparto per carburanti, sussistenza e artiglieria ( 400 uomini)

. officine meccaniche ed elementi vari ( 200 uomini)

Complessivamente nel gruppo di combattimento si sarebbero avuti 9500 uomini con la seguente dotazione di armamento:

. 4500 fucili

. 2500 moschetti automatici

. 500 mitragliatrici

. mortai: 220 Piat, 30 da 76 mm, 140 da 50 mm

. 32 pezzi da 25 libbre ( calibro 87 mm)

. 8 pezzi controcarro da 17 libbre (cal. 76 mm)

. 36 pezzi controcarro da 6 libbre (cal. 37 mm)

. 12 pezzi contraerei da 40 mm.

La proporzione tra battaglioni di fanteria e gruppi di artiglieria era di 1:1 (6 battaglioni di fanteria: 6 gruppi di artiglieria). Come è stato fatto notare1 nella divisione binaria italiana era di 2:1 (6 battaglioni di fanteria, poi aggiunti 2 battaglioni della Milizia) 3 gruppi di artiglieria. Ovvero il sostegno del fuoco ai Gruppi fu raddoppiato rispetto alla divisione binaria italiana.

Il personale assegnato ebbe una attenzione particolare: si doveva assegnare il personale migliore, scelti fisicamente e ben preparati, sopratutto gli ufficiali subalterni e di inquadramento, che dovevano avere un alto spirito combattivo e resistenza fisica tale da potere, in ogni circostanza, mantenere sempre integra l’attitudine a combattere.


Lineamenti della tattica conseguente alla costituzione organica

Una volta adottato l’organico definitivo del Gruppo di combattimento, su questo si sarebbero basati i relativi procedimenti d’azione. In relazione a questo era prioritario dare il massimo impulso all’addestramento tecnico sull’uso delle nuove armi in dotazione e dell’equipaggiamento. Al riguardo, tra i vari corsi di addestramento svolti dagli Alleati, che vedremo più avanti, qui merita di essere citato il corso informativo tattico, istituito allo scopo di far conoscere la dottrina tattica dell’Esercito inglese sull’impiego e sui procedimenti delle minori unità. A questo corso furono ammessi gli ufficiali superiori italiani che già avevano terminato i nostri corsi di S.M.


Addestramento

Il problema principale da risolvere era quello di addestrare il personale italiano all’uso di armi ed equipaggiamenti di un esercito straniero, che per giunta era stato nemico per oltre quattro anni. Il primo criterio di massima adottato fu quello di inviare un congruo numero di ufficiali italiani presso le scuole inglesi i quali, a loro volta, terminati i corsi, avrebbero provveduti ad istruire gli specialisti ed il personale di minori unità. Di pari passo fu dato il massimo impulso alla traduzione in lingua italiana dei regolamenti, librette e manuali d’uso inglesi e provvedere alla massima diffusione. Altro criterio fu quello di assegnare a ciascun Gruppo di combattimento in costituzione un nucleo di ufficiali inglesi per istruzione e collegamento, allo scopo di eliminare eventuali difficoltà e disguidi. 2

Si diede avvio nel mese di agosto alla istituzione di cari corsi, tra i quali:

. corsi sulle armi di fanteria, sulle armi di plotone e sul mortaio da 3 pollici )da 76 mm), a Benevento

. corsi sul materiale di artiglieria, in pratica sul

.. cannone controcarro da 6 libbre ( cal.57 mm) per ufficiali di fanteria:

.. cannone da 25 libbre ( cal. 87 mm);

.. cannone controcarro da 17 libbre (cal 76 mm)

.. cannone contraerei da 40 mm

. corsi sui mezzi di trasporto in dotazione agli Eserciti alleati

. creazione della scuola italiana dei collegamenti, creata a Nocera Inferiore

. corso informativo tattico, già citato, per la conoscenza e lo studio dei procedimenti tattici dell’Esercito Inglese

Il problema principale era la lingua, in quanto la conoscenza della lingua inglese nel regio Esercito era nulla; si provvide quindi a creare presso tutte le scuole, oltre che presso, come detto, i Gruppi di combattimenti di nuclei di interpreti. L'addestramento, in sintesi, era meramente applicativo, agevolato dalla abbondanza dei mezzi didattici a disposizione. In questo frangente fu utile l’opera di diversi soldati italiani già prigionieri che, rientrati o richiesti dalla prigionia, avevano già una pregressa esperienza sia dell'uso della lingua inglesi sia sui materiali di impiego.


Nella prima decade di agosto 1944 lo SMRE era alacremente al lavoro sotto il profilo organico. Fu stabilito l’ordine di precedenza nell’approntamento dei gruppi di combattimento, che non poteva essere che le divisioni “Cremona” e “Friuli” le meglio organizzate in quel periodo. La località di addestramento dei primi gruppi di combattimento fu individuata nella zona di Lucera, ove erano già in loco vari reparti della “Friuli”. Vi era un poco velato ottimista negli ambienti dello Stato Maggiore, dopo le riunioni ultime con gli alleati; addirittura si lavorava non solo sul presente ma anche in prospettiva, pensando di poter trasformare in unità combattenti le Divisioni di sicurezza. Questo avrebbe portato il numero dei gruppi ad 11, un numero tale che sicuramente, dal punto di vista ordinativo era giocoforza creare almeno una Armata italiana ma portare in linea. Questo ottimismo era basato su quanto aveva mostrato il Comando alleato in varie manifestazioni del suo pensiero, sempre favorevoli ad un ampliamento del contributo operativo degli Italiani. A questo risultato, non di poco conto se si pensa che solo sette mesi prima, nel gennaio del 1944, nei giorni non certo belli del “dopo Monte Lungo” vi era la concreta possibilità che si arrivasse alla totale cancellazione di unità combattenti italiane, si era giunto grazie a:


“a) il frutto della lunga, metodica e silenziosa azione svolta dalle nostre supreme autorità per ottenere il massimo potenziamento dello sforzo bellico dell’Italia al fianco delle Nazioni Unite”

b) il riconoscimento ufficiale da parte alleata del valore del combattente italiano dopo le prove date dai nostri soldati del I Raggruppamento motorizzato e del Corpo Italiano di liberazione”


1 Cfr. I Gruppi di Comnattimento, Nota 1 pagina 12. L’organigramma sopra riportato è tratto da questa pubblicazione

2 Cfr. “I Gruppi di Combattimento”, cir., pag. 13


giovedì 3 settembre 2026

Basi e truppe statunitensi in Germania

Una finestra sul mondo


FONTE: LIMES, Rivista Italiana di Geopolitica, n. 6 Giugno 2026

Il numero dei militati USA in Europa è di 34.500 ( dati riferiti al 2025). Fino al 2022 questi militari erano una garanzia della difesa dell'Europa stessa. Con l'amministrazione Trump debbono essere considerati come un presidio degli interessi statunitensi in Europa, a prescindere delle esigenze degli Stati Europei. Nel maggio 2026 l'Amministrazione Trump ha annunciato il ritiro di 5000 soldati USA dal suolo tedesco principalmente dalla base di Visek, in Baviera.

 

INFOCESVAM N. 4 DEL 2026 Luglio Agosto 2026 1 Settembre 2026

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

____________________________________________________________________

ANNO XIII, 79/80/, N. 4, Luglio - Agosto 2026, 1 Settembre 2026

XIII/4/1176- La decodificazione di questi numeri è la seguente: XIII anno di edizione, 4 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1176 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento

XIII/4/1277 – L’ultimo numero dedicato allo stato di avanzamento progetti, Questo numero allo stato di visibilità dei blog geografici e storici a sostegno dell’offerta formativa ed alle Chat di divulgazione alla data del 31 agosto 2026

XIII/4/1178 – www.valoremilitare.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 8708, mese di aprile 55698, mese di maggio 20095, mese di giugno 43804, mese di luglio 53780, mese di agosto, 89061 per un totale di 571.000 dalla apertura del Blog. Visibilità: Altissima. quasi anomala.

XIII/4/1179 -– www.studentiecultori.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1572, mese di aprile 1624, mese di maggio 1714, mese di giugno 2982, mese di luglio 8300, mese di agosto 14527 per un totale di 171.000 dalla apertura del Blog. Visibilità: Altissima

XIII/4/1180 -– www.storiamilitare.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 2048, mese di aprile 2125, mese di maggio 6601, mese di giugno 7065, mese di luglio 26428, mese di agosto 18624 per un totale di 119.000 dalla apertura del Blog.Visibilità:Altissima

XIII/4/1181 -– www.uniformologia.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1736, mese di aprile 2142, mese di maggio 2715, mese di giugno 8273, mese di luglio, 10619, mese di agosto 8461 per un totale di 171.000 dalla apertura del Blog.Visibilità: Alta

XIII/4/1182 -– www.seniores.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1592, mese di aprile 1396, mese di maggio 2241, mese di giugno 4072, mese di luglio 7096, mese di agosto 6267 per un totale di 100.750 dalla apertura del Blog-Visibilità: Alta

XIII/4/1183 -– www.atlantegeostrategico.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1019, mese di aprile 1049, mese di maggio 1176, mese di giugno 1981, mese di luglio, 5430, mese di agosto 5902 per un totale di 78.300 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1184 -– www.atlanteeuropa.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 2022, mese di aprile 1305. mese di maggio 3760, mese di giugno 3921, mese di luglio, 10197, mese di agosto 5558 per un totale di 83.500 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1185 - – www.atlanteitalia.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 4, mese di aprile 504, mese di maggio 336, mese di giugno 458, mese di luglio, 967, mese di agosto 1404 per un totale di 8700 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1186 -– www.atlanteasia.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1867, mese di aprile 1487, mese di maggio 1917, mese di giugno 2003, mese di luglio, 11677, mese di agosto 10520 per un totale di 90.300 dalla apertura del Blog. Visibilità: Altissima

XIII/4/1187 -– www.atlantemedioriente.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 964, mese di aprile 1350, mese di maggio 1981, mese di giugno 2015, mese di luglio 10677, mese di agosto 8161 per un totale 61.000 dalla apertura del Blog. Visibilità:

XIII/4/1188 -– www.atlanteafrica.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1079, mese di aprile 1452, mese di maggio 1547, mese di giugno 1747, mese di luglio, 6346, mese di agosto 4955 per un totale di 65.000 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1189 –– www.atlanteamerica.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1002, mese di aprile 745, mese di maggio 2056, mese di giugno 2100, mese di luglio, 3954, mese di agosto 7059 per un totale di 68.000 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1190 –– www.atlanteoceania.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 580, mese di aprile 898, mese di maggio 1096, mese di giugno 1210, mese di luglio, 3516, mese di agosto 2980 per un totale di 38.400 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1191 -– www.atlanteterrepolari.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 246, mese di aprile 248, mese di maggio 335, mese di giugno 426, mese di luglio, 2501, mese di agosto 2232 per un totale di 19.000 dalla apertura del Blog.Visibilità: Alta

XIII/4/1192 –– www.regnodelsud.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 306, mese di aprile 521, mese di maggio 1149, mese di giugno 1270, mese di luglio, 1333, mese di agosto 1613 per un totale di 79.500 dalla apertura del Blog. Visibilità: Medio Alta

XIII/4/1193 –– www.marche1944.blogspot.com. Aggiornato al 30 aprile 2026. Accessi mese di marzo 525, mese di aprile 1002, mese di maggio 1892, mese di giugno 1902, mese di luglio, 5142, mese di agosto 4292 per un totale di 70.500 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1194 –– www. Guerra di liberazione. La storia.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1787, mese di aprile 791, mese di maggio 1096 mese di giugno 2013, mese di luglio, 4136, mese di agosto 5053 per un totale di 52.100 dalla apertura del Blog- Visibilità: Alta

XIII/4/1195 – – www.informazionieintelligence.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 406, mese di aprile 723, mese di maggio 502, mese di giugno 703, mese di luglio, 3178, mese di agosto 2856 per un totale di 38.400 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1196 – www.internamentoereticolati.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1549, mese di aprile 71213, mese di maggio 2146, mese di giugno 2614 , mese di luglio, 2714, mese di agosto 8466 per un totale di 118.000 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1197 – www.prigioniadiguerra.blogspot.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1257, mese di aprile 1347 , mese di maggio 2060, mese di giugno 2160, mese di luglio 6765, mese di agosto 5154, per un totale di 100.500 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1198 –– www.storiainlaboratorio.com. Aggiornato al 31 agosto 2026. Accessi mese di marzo 1542, mese di aprile 1503, mese di maggio 2247, mese di giugno 8856, mese di luglio, 10934, mese di agosto 8246 per un totale di 106.000 dalla apertura del Blog. Visibilità: Alta

XIII/4/1199 – Criterio di assegnazione visibilità Blog per questo torno di tempo. Bassa, da 1 a 500; Mediocre, da 501 a 999, Media, da 1000 a 1499, Medioalta, da 1500, a 1999, Alta, da 2000 a 9999, Altissima oltre 10000 accessi al mese.

XIII/4/1200 - Prossimo INFOCESVAM (settembre - ottobre 2026 ) sarà pubblicato il 1 novembre 2026. I precedenti numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia storici e che geografici.

(a cura di Massimo Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org





mercoledì 2 settembre 2026

La creazione dei Gruppi di Combattimenti. La riunione del 31 luglio 1944.

 APPROFONDIMENTI



Massimo Coltrinari

Significato della Guerra di Liberazione

La situazione era talmente fluida che presentò nel breve arco di qualche giorno altri elementi di novità. Certamente gli Alleati, sotto la spinta delle esigenze del fronte della Normandia, che in quelle settimane era bloccato intorna a Caen e non vi erano prospettive concrete di dilagare verso sud, come avvenne qualche settimana dopo, e di quelle della operazione “Anvil” che assorbiva forze superiori a quelle disponibili, entrarono nell’ordine di idee di chiedere un aumento del contributo italiano in termini di forze combattenti, fino allora contenuto nelle sole corze del C.I.L.

Il 31 luglio 1944 in una riunione presso lo SMRE presente il gen. Paolo Berardi, il rappresentante alleato. Quasi a sopresa, ebbe a fare due dichiarazioni importanti:

- la prima: le unità italiane combattenti costituite ex novo non potevano essere chiamate “Divisioni”, ma dovevano essere chiamate “Gruppi di Combattimento”. Questo per evidenti ragioni politiche, in quanto non si voleva dare un rilevo troppo evidente all’Italia nel quadro del contributo alla vittoria alleata. Sarà questo una costante da parte Alleata, sopratutto britannica, che caratterizzerà la politica alleata in relazione alla nostra cobelligeranza.

A rafforzare questa linea politica, sul piano esecutivo e quindi tattico, ai gruppi di combattimento non erano assegnate forze corazzate, che avrebbero conferito ai Gruppi una maggiore consistenza organica ed una forza d’urto aderenti ed adeguate alle esigenze dela guerra meccanizzate del tempo. In altre parole non si voleva che unità italiane conquistassero sul campo una qualsiasi vittoria, vittoria che poi sarebbe stata fatta pesare al tavolo della trattative di Pace, dove l’Italia, nonostante la belligenza, doveva presentarsi come Paese vinto e sconfitto, e non come paese che aveva contribuiti, anche in minima parte, alla vittoria.1


In quasto quadro va inserito tutto il significato di quello che chiamiano “Guerra di Liberazione”: tutti i sacrifici che il popolo italiano fece in questa guerra non ebbero sul piano strettamente politico-diplomatico peso nelle clausole del Trattato di Pace, clausole che furono redatte sulla base eslusiva degli interessi dei vincitori.


Nonostante questo approccio, che sicuramente feriva nell’intimo gli Italiani, sopratutto i militari di alto grado, che la vedevano come una umiliazione morale, Italiani che avevano dimenticato in fretta quello che era stato il recente passato di “nemici”, ed ora “nemici vinti”, si può dire che questa apertura alleata, dettata dalle loro necessità e non per buona grazia nei nostri confronti, fu il secondo passo, dopo la volontà di creare unità combattenti italiane. Sulla via della genesi della rinascita dell’Esercito Italiano i nomi delle divisioni scelte per formare i gruppi di combattimento attraverseranno tutto il secondo dopoguerra e saranno presenti negli ordinamenti dell’Esercito fino ai nostri giorni.

- la seconda: molto più vicina alla contemporaneitàdel 1944, rispetto a quanto detto sopra, il cui riverbero arriverà fino ai nostri giorni, fu la notizia che i gruppi di combattimento anziché due, come era stato comunicato solo quattro giorni prima, sarebbero stati sei. Certamente era una notizia degna di ogni attenzione, e il rappresentante alleato già faceva i nome di detti Gruppi, che denotava studi approfonditi da parte alleata: “I Raggruppamento Motorizzato”, “Nembo”, “Cremona”, “Mantova”, “Piceno”. Con questa elencazione faceva anche notare che i reparti compoenti il Corpo Italiano di Liberazione avrebbero contribuito alla formazione dei gruppi, e quindi no avrebbero più avuto una loro vita operativa autonoma.

Nella riunione si parlò anche di altre forze italiane: le divisioni di sicurezza interna. Per costituire questa forza che doveva comprendere 5 Divisioni, la forza totale non doveva superare i 45.000 uomini, ed ogni Divisione doveva avere un organico di circa 9.500 uomini, su due reggimenti di fanteria di tre battaglioni ciascuno. Una annotazione del rappresentate alleato riuscì gradita ai suoi interlocutori italiani: le divisioni di sicurezza interna dovevano avere lo stesso organico dei Gruppi di combattimenti, al fine di riuscire facile, alla occirrenza, poterle trasformare da unita di sicurezza ad unità combattenti. Ciò stava a significare che nel prosieguo delle operazioni gli Alleati potevano autorizzae un ulteriore allargamento del numero delle unità combatteti italiane.


Altro argomento affrontato in questa riunione del 31 luglio 1944 fu quello di come i Gruppi dovevano essere ordinati organicamente per il comando. Le ipotesi allo studio erano:

. intercalare i Gruppi di combattimento italiani fra le divisioni alleate

. costituire un Corpo unico, tutto di Gruppi italiani, ovvero si sarebbero costituiti due Corpi di Armata, ognuno su tre gruppi di combattimento, in pratica era la premesa per la costituzione di due Armate italiane.

. dare vita ad un sistema misto: alcuni gruppi di combattimento sarebbero stati intercalati fra le divisioni alleate; i rimanenti riuniti in un Corpo italiano, calibrato sulle esigenze operative emergenti.

La parte italiana nell’aprire la discusiione subito mostrò il vivo desiderio di poter adottare la seconda ipotesi, che significava avere in campo due Armate italiane. “Se ciò non fosse stato possibile, fare sin dall’inizio che almeno si fosse ottenuto di non disseminare i Gruppi di combattimento italiani, ma di ordinarli in raggruppamenti di due o tre Gruppi, in modo che si potesse, successivamente, tendere a raggruppare in un unico Corpo italiano al quale affidare in proprio un settore del fronte”2

Le insistenze su questo punto furono anche in seguito serrate e reiterate, ma gli Alleati furono irremovibili: i Gruppi avrebbero operato intercalati tra le divisioni alleate; se per esigenze operative avrebbero dovuto operare fianco a fianco, non si sarebbe creato dal punto di vista ordinativo nessuno nuovo comando. La logica era sempre la stessa: l’Italia anche in campo militare doveva avere un bassimmo profilo e dare il proprio contributo nella misura in cui era prevalente l’interesse alleato.


1 Essendo una esigenza politica, e non militare, questo aspetto fu ovviato con l’assegnazione in rinforzo a seconda delle necessità, di unità carri alleate. Si è osservato: “Ma non vi è dubbio che, ove i Gruppi avessero potuto disporre di formazioni corazzate, vi sarebbero state una più serrata unità di comando e una maggiore facilità e prontezza nelle intese, con la conseguenza di un più rapido e politico rendimento tattio”. Proprio quello che gli Alleati non volavano Cfr. I Gruppi di combattimento” , cit.,pag. 41

2 Cfr. I Gruppi di combattimenti, cit., pag. 15


martedì 1 settembre 2026

domenica 30 agosto 2026

Editoriale Agosro 2026

 Si conclude un mese dedicato alle vacanze. Un mese di pausa in seno alle iniziative del CESVAM che sono variegate e specifiche

Nonostante questo, grazie alla casa Editrice che ha un ritmo di lavoro multidimensionale, si è potuto procedere con una pianificazione già predisposta nei mesi precedenti e quindi messa in lavorazione anche ad agosto. Questa pianificazione ha permesso di portare a termine il progetto dedicato agli Ordinamenti nel secondo dopoguerra, con la chiusura come  manoscritto 5 di ben cinque volumi. Nel mese che andrà a cominciare, pertanto, si procederà alla revisione della bozza 1 e della bozza 2 e quindi alla pubblicazione. In bozza 2 è arrivato anche il volume dedicato alla Resistenza, che rappresenterà la prima pubblicazione del settembre. In sviluppo anche tutti gli altri progetti, che vedranno la finalizzazione nel prossimo autunno

L'augurio che questo periodo di riposo possa essere stato utile al fine di avere energie ed entusiasmo per  per il lavoro che ci attende in questo che è il tredicesimo anno di attività del CESVAM

Massimo Coltrinari 


sabato 29 agosto 2026

Copertina Agosto 2026





QUADERNI ON LINE


Omaggio al monumento alla MOVM Filippo Corridoni


 

                                                         Anno LXXXVII, Supplemento on line, VIII, 2026, n. 125

(84125)

                                                                              AGOSTO  2026

valoremilitare.blogspot.com 
www.cesvam.org 

canale you tube: istituto nastro azzurro - cesvam


venerdì 28 agosto 2026

giovedì 27 agosto 2026

2 maggio 1945. La fine della guerra in Italia


La guerra in Italia non fini il 25 aprile 1945. Questa data è stata l'inizio della insurrezione generale proclamata dal CLNAI. I combattimenti continuarono fino al 2 maggio 1945
A Caserta, sede del Comando del XV Gruppo di Armate era stata firmata la resa di tutte le forze tedesche, senza la presenza di plenipotenziari italiani, 
 il 29 aprile 1945. Per ragioni di opportunità la pubblicazione di questa capitolazione fu annunciata solo il 2 maggio 1945 

 

martedì 25 agosto 2026

Progetto 2026/1 Giovanni Riccardo Baldelli Volume 3 Tomo III

 ARCHIVIO




GLI ORDINAMENTI DELL’ESERCITO ITALIANO

NEL SECONDO DOPOGUERRA - 1946 - 1977

DALLA NASCITA DELLA REPUBBLICA ALLA RISTRUTTURAZIONE DEL 1975

Gli anni settanta e la ristrutturazione

(dal 1 gennaio 1970 al 31 dicembre 1977)


In questo volume (Tomo III) si prendono in esame la situazione politico-militare e dottrinale dei primi anni settanta, comparandola, ove il caso con quella degli anni sessanta, indicandone evoluzioni e correttivi; segue una attenta presentazione della struttura dell’Esercito Italiano prima della Ristrutturazione indi la descrizione dei cardini e dei lineamenti della Ristrutturazione stessa e la sua attuazione, l’impatto e la recezione nel tessuto connettivo della Forza Armata, sottolineando che con questa ristrutturazione si esce definitivamente dal retaggio della seconda guerra mondiale, dall’onda lunga della sconfitta e della occupazione straniera, e si acquisisce indipendenza e quindi sovranità di decisioni nel settore della difesa terrestre alla luce della scelta di campo atlantica e democratica. Infine si propongono delle considerazioni sugli ordinamenti e sugli organici delle Varie Armi, Corpi e Servizi dell’Esercito Italiano in questo suo nuovo e aggiornato profilo sia funzionale che operativo.




sabato 22 agosto 2026

La Genesi dell'Esercito Italiano nel secondo dopoguerra. La Riunione del 23 luglio 1944. La creazione dei Gruppi di Combattimento

 APPROFONDIMENTI

Massimo Coltrinari

L'ipotesi di costituzione di due gruppi di combattimento "Cremona " e "Friuli"

Nel mese di giugno 1944 si intensificarono i contatti anche ad alto livello. La situazione per gli Alleati era migliorata. Il fronte di Cassino era stato sfondato e Roma raggiunta il 4 giugno. Due giorni dopo era iniziato lo sbarco in Normandia, aprendo quel II fronte tanto auspicato. Ormai il fronte italiano aveva perso la sua importanza strategica e tutte le priorità erano per il fronte francese. Gli Alleati, pur non ammettendolo, speravano di arrivare a Berlino entro l’anno 1944 e così porre fine alla guerra in Europa. Interessante notare che, in una riunione a Caserta, il nostro Sottocapo di S.M generale, gen. Infante, prospettò al Capo di S.M. gen. Harding, il braccio destro e la mente pensante del gen Alexander, la eventualità di poter sostituire le unità marocchine, che non si erano ben comportate all’indomani dello sfondamento del fronte di Cassino nei confronti della popolazione italiana, con unità combattenti italiane, che in gran parte erano pronte. In sostanza, Infante faceva presente che nel breve volgere di un paio di mesi una o due divisioni italiane potevano entrare in linea.


Tutte le operazioni propedeutiche per la costituzione di nuove unità combattenti italiane erano state fatte e la pressione delle autorità politico-militare era costante. Si giunse, quindi, alla data del 23 luglio 1944, che può essere considerata come la data di costituzione di quelle unità combattenti che furono poi denominate “Gruppi di Combattimenti”. In una riunione presso la Commissione Alleata di Controllo (A.C.C.) a cui parteciparono da parte italiana il Capo di Stato Maggiore del SMRE, gen. Paolo Berardi, assistito da numerosi ufficiali e il gen. Browning, capo della Commissione Alleata di Controllo, anche lui assistito da numerosi ufficiali, gli Alleati annunciarono che avrebbero permesso la costituzione di “due gruppi di combattimento italiani con armamento inglese”.


Browning fu esplicito: era stato richiesto, alle autorità superiori, tutto il materiale per dotare i due gruppi di combattimenti, i quali non dovevano essere equipaggiati con materiali, armi ed equipaggiamenti, italiani, una novità assoluta. A richiesta di Browning, fu chiesto a Berardi un elenco delle divisioni italiane che potevano fornire uomini alla costituzione dei predetti gruppi di combattimento. Furono indicate le seguenti divisioni “Cremona”, “Friuli”, “Piceno”, “Mantova”, “Bari”, “Granatieri” in ordine decrescente. Ovviamente i due gruppi di combattimento sarebbero stati formati dalla “Cremona” e dalla “Friuli”.


In questa riunione emersero due elementi di novità: il primo, che gli Alleati avrebbero fornito armi ed equipaggiamenti, sollevando quindi la parte italiana da questa incombenza che dimostrava, nella sostanza, un accredito di credibilità; il secondo che, data la situazione, gli Allati stessi avevano bisogno del contributo italiano, almeno su questo fronte. Infatti, era in corso di progettazione l’operazione Anvil, lo sbarco nella Francia meridionale, il cui nerbo fondamentale era stato individuato nel Corpo di Spedizione Francese, che quindi doveva lasciare l’Italia. Queste forze sarebbero state sostituite da unità italiane, riprendendo una idea già prospettata dalle nostre autorità militari. Fu quindi una necessità da parte Alleata, la richiesta di maggiore contributo dell’Italia in termini di unità combattenti. A cui l’Italia rispose positivamente.


Alla luce di questo cambio di atteggiamento da parte Alleata, cambiò anche il nostro atteggiamento: non più reiterate richieste di potenziare le forze esistenti, in sostanza aumento dell’organico delle forze operanti, ovvero del Corpo Italiano di Liberazione, ma sostanzialmente creazione ex novo di unità combattenti, che avrebbe dato un profilo superiore a tutto il contributo italiano alla guerra. Questo stava a significare che per il Corpo Italiano di Liberazione, che proprio in quei giorni si era coperto di gloria, come abbiamo visto, a Filottrano ed aver dato un apporto sostanziale alla presa del porto di Ancona, i giorni della sua esistenza come unità combattente erano contati.


Il lavoro di preparazione per la creazione dei gruppi di combattimento fu articolato in tre comparti:

- costituzione organica del Gruppo di Combattimento

- tattica conseguente alla costituzione organica

- addestramento



mercoledì 19 agosto 2026

Progetto 2024/4 La Genesi dell'Esercito Italiano nel Secondo Dopoguerra. La Costituzione dei Gruppi di Combattimento

 Approfondimenti

Massimo Coltrinari

Il primo progetto ordinativo Febbraio 1944

Il vertice politico militare italiano, come abbiamo visto, si dovette presto disilludere di poter attuare, nel solco del tradizionale rovesciamento delle alleanze, di poter impiegare, da pari a pari con le forze alleate, le proprie forze Armate. Secondo gli italiani, sopratutto Badoglio, si aveva l’illusione di impegnare, sempre da pari a pari, la VII Armata italiana, stanziata in Puglia, a fianco della V Armata statunitense o della VIII Armata britannica. Nella riunione del 20 dicembre 1943, tenutosi nel sobborgo di Bari di Santo Spirito, gli Alleati chiarirono in modo ancora più netto, che la partecipazione italiana alla guerra, al momento, si sarebbe limitata al I Raggruppamento Motorizzato, massimo 5000 uomini. In quei giorni, peraltro, il Raggruppamento era stato ritirato dal fronte e mandato nelle retrovie, con la concreta possibilità di essere definitivamente sciolto alle luce delle problematiche che aveva mostrato. Il problema della cooperazione italiana in termini di unità combattenti fu posto in varie occasioni ai Comandanti alleati nel gennaio e febbraio 1944, ottenendo sempre risposte vaghe ed interlocutorie. Agli inizi di marzo 1944 si ebbe la sensazione da parte degli uomini dello Stato Maggiore Regio Esercito che aperture sarebbero state possibili, anche in considerazione che gli Alleati, in quel torno di tempo, erano in difficoltà sul fronte di Casimo. Nonostante il bombardamento della Abazia, voluta fortemente dai neozelandesi, e il contemporaneo stallo del fronte di Anzio, il cui sbarco era stato un completo fallimento, aperture volte a chiedere unità combattenti italiane, non vi erano state. In questo quadro lo SMRE preparò, nonostante tutto, un progetto dal titolo “Riordino delle divisioni “Pavia” e “Mantova”, unità italiane da impiegare, oltre a quelle esistenti, in combattimento.1

Il progetto, nonostante ogni buona volontà, non approdò a nulla. Le due divisioni furono lasciate lontano dal fronte, e, come abbiamo visto, nel marzo – giugno 1944 le uniche unità italiane combattenti erano quelle del I Raggruppamento Motorizzato che a fine marzo cambiò denominazione divenendo Corpo Italiano di Liberazione – C.I.L. Il progetto ebbe un suo risvolto positivo: fu il primo studio organico di quelle forze che poi divennero “Gruppi di Combattimento”: non era stato un lavoro inutile, ma propedeutico in relazione alle esigenze future.

1 L’Ordinamento delle divisioni sarebbe stato il seguente:

. Comando (con una sezione carabinieri)

. 3 reggimenti di fanteria (ciascuno su un comando, 2 battaglioni ed una compagnia mortai da 81

. 1 battaglione mitraglieri divisionale

. 1 battaglione controcarro (da costituire ex novo)

. 1 reggimento di artiglieria (su: comando, 3 gruppi di piccolo calibro; 2 da 100 e 1 da 75 ed 1 batteria da 20

. 1 battaglione Genio

. 1 Sezione di Sanità (a cui si sarebbe assegnati due ospedali da campo)

. 1 Sezione di Sussistenza

. 1 Autoreparto su 2 autosezioni ( da costituire)

A sostegno, si sarebbe costituito un reggimento complementi (120° Reggimento Fanteria)

Forza prevista: “Piceno “ 429 Ufficiali, 9178 sottufficiali e truppa; “Mantova” 427 ufficiali, 8988 sottufficiali e truppa. In totale la forza prevista era di 856 Ufficiali e 18166 sottufficiali e truppa. In sostanza si chiedeva di raddoppiare le forze combattenti italiane (al tempo, marzo 1944, il I Raggruppamento Motorizzato contava 14.000 uomini)

martedì 18 agosto 2026

Ordinamenti ed Organici . Bibliografia IV Articoli di Riviste e Tesi di Dottorato

 ARCHIVIO

Giovanni Riccardo Baldelli

Articoli di Riviste

Autore Sconosciuto, Un Battaglione per la Ristrutturazione in Rivista Militare, anno XCVIII, maggio-giugno 1975 n. 3, Roma

A. Breccia, L'adesione dell'Italia al Patto Atlantico, Rivista di Studi Politici Internazionali, Vol. 41, No. 1 (161) (gennaio-marzo 1974), Firenze

Miles Brutius, Il nuovo Reggimento di Fanteria in Rivista Militare, Anno I, n. 1 gennaio 1945, Roma

F. Cappellano in Esercito e ordine pubblico nell'immediato secondo dopoguerra in Storia Contemporanea, Fascicolo 250, marzo 2008

F. Cappellano, Fronte ad est in Storia Militare n. 114, anno XI marzo 2003, Albertelli Edizioni Speciali srl, Parma

F. Cappellano e M. Chiaruttini, Le fortificazioni del Tarvisiano in Storia Militare n. 257, anno XXIII febbraio 2015, Edizione Storia Militare, Parma

M. Cappelli, I problemi della Sanità Militare in Rivista Militare, anno IC, gennaio-febbraio 1976 n. 1, Roma

R. Corsini, Ristrutturazione in Rivista Militare, anno XCVIII, gennaio-febbraio 1975 n. 1, Roma

A. Cucino, La Ristrutturazione dell’Esercito. Situazione e prospettive in Rivista Militare, anno IC, luglio-agosto 1975 n. 4,

A. Di Fuccia, La specialità Genio Pionieri d’Arresto in Rivista Militare, anno XXIII, gennaio 1967 n. 1, Roma

E.M. in Rivista Militare, Anno III, n. 4 aprile 1947, Roma

F. Fabi, Il Corpo Automobilistico dell’Esercito in Rivista Militare, anno CIV maggio-giugno 1981 n. 3, Roma

F. Felcini, Sono attuali le unità Pionieri d’Arresto? in Rivista Militare, anno XXII, ottobre 1966 n. 10, Roma

E. Formento, Considerazioni sull'ordinamento della Brigata alpina in Rivista Militare, anno XXIII, settembre 1967 n. 3, Roma,

R. Gandolfi, Potenziamo le unità alpine in Rivista Militare, anno XXIV, gennaio 1968 n. 1, Roma

A. Giacalone, Il futuro ruolo dei Pionieri d’Arresto in Rivista Militare, anno XVI, febbraio 1960 n. 2, Roma

A. Giacalone, Impiego dei Pionieri d’Arresto in Rivista Militare, anno XVII, luglio-agosto 1961 n.7-8, Roma

G. Inaudi, Alpini: addestramento al combattimento in Rivista Militare, anno XVIII, settembre 1962 n. 9, Roma

G. Inaudi, La montagna dal punto di vista operativo in Rivista Militare, anno XIX, settembre 1963 n. 9, Roma

Z. Liberatore, Gli alpini e la guerra in montagna in Rivista Militare, anno XXII, settembre 1966 n. 4, Roma

Liuzzi. G. Evoluzione degli ordinamenti e dei procedimenti delle forze terrestri in conseguenza dell'impiego delle nuove armi in Rivista Militare, anno XII, 1959, Roma

P.F. Muraro, Le unità della Ristrutturazione in Rivista Militare, anno XCVIII, maggio-giugno 1975 n. 3, Roma

P.F. Muraro, Che cos’è la Brigata Meccanizzata in Rivista Militare, anno IC, maggio-giugno 1976 n. 3, Roma

E. Ramella, Situazioni di isolamento in Rivista Militare, anno XVI, febbraio 1960 n. 2, Roma

E. Rebecchi, Guerriglia e controguerriglia in Rivista Militare, anno XVIII, maggio 1962 n. 5, Roma

N. Labanca, L'esercito a Torino nelle agende del Generale Emanuele Beraudo di Pralormo 1945-1950. Una storia militare locale? in Storia Contemporanea, Fascicolo 250, marzo 2008

F. Parri, I rapporti con gli alleati nel 1945 in un promemoria di Harold Macmillan in Italia contemporanea, fascicolo 50, anno 1958

N. Pasti I problemi delle Forze Armate Italiane in Belfagor, Vol. 24, n. 5 (30 settembre 1969)

N. Pignato e F. Cappellano, L’Esercito italiano dall’armistizio al Trattato di Pace. Parte 2a: L’Esercito “di transizione”, in Storia Militare n. 92. Anno IX maggio 20021, Edizione Storia Militare, Parma

G. Long Parlamento e Forze armate dalla Costituente alla sesta legislatura, Roma

A. Versori, La dimensione internazionale della transizione postbellica in Italia (1943-1949), Il Politico, Nuova Series, Vol. 82, n. 3 (246), Italia in transizione: il Secondo Dopoguerra (settembre-dicembre 2017)



Tesi di Laurea o Dottorato

M. Di Giorgio, Tesi di Dottorato di ricerca Il movimento per la riforma della pubblica sicurezza, Università Cà Foscari Venezia, in Storia Sociale Europea dal medioevo all'età contemporanea ciclo XXVIII, Anno di Pubblicazione 2016