Cerca nel blog

sabato 22 agosto 2026

La Genesi dell'Esercito Italiano nel secondo dopoguerra. La Riunione del 23 luglio 1944. La creazione dei Gruppi di Combattimento

 APPROFONDIMENTI

Massimo Coltrinari

L'ipotesi di costituzione di due gruppi di combattimento "Cremona " e "Friuli"

Nel mese di giugno 1944 si intensificarono i contatti anche ad alto livello. La situazione per gli Alleati era migliorata. Il fronte di Cassino era stato sfondato e Roma raggiunta il 4 giugno. Due giorni dopo era iniziato lo sbarco in Normandia, aprendo quel II fronte tanto auspicato. Ormai il fronte italiano aveva perso la sua importanza strategica e tutte le priorità erano per il fronte francese. Gli Alleati, pur non ammettendolo, speravano di arrivare a Berlino entro l’anno 1944 e così porre fine alla guerra in Europa. Interessante notare che, in una riunione a Caserta, il nostro Sottocapo di S.M generale, gen. Infante, prospettò al Capo di S.M. gen. Harding, il braccio destro e la mente pensante del gen Alexander, la eventualità di poter sostituire le unità marocchine, che non si erano ben comportate all’indomani dello sfondamento del fronte di Cassino nei confronti della popolazione italiana, con unità combattenti italiane, che in gran parte erano pronte. In sostanza, Infante faceva presente che nel breve volgere di un paio di mesi una o due divisioni italiane potevano entrare in linea.


Tutte le operazioni propedeutiche per la costituzione di nuove unità combattenti italiane erano state fatte e la pressione delle autorità politico-militare era costante. Si giunse, quindi, alla data del 23 luglio 1944, che può essere considerata come la data di costituzione di quelle unità combattenti che furono poi denominate “Gruppi di Combattimenti”. In una riunione presso la Commissione Alleata di Controllo (A.C.C.) a cui parteciparono da parte italiana il Capo di Stato Maggiore del SMRE, gen. Paolo Berardi, assistito da numerosi ufficiali e il gen. Browning, capo della Commissione Alleata di Controllo, anche lui assistito da numerosi ufficiali, gli Alleati annunciarono che avrebbero permesso la costituzione di “due gruppi di combattimento italiani con armamento inglese”.


Browning fu esplicito: era stato richiesto, alle autorità superiori, tutto il materiale per dotare i due gruppi di combattimenti, i quali non dovevano essere equipaggiati con materiali, armi ed equipaggiamenti, italiani, una novità assoluta. A richiesta di Browning, fu chiesto a Berardi un elenco delle divisioni italiane che potevano fornire uomini alla costituzione dei predetti gruppi di combattimento. Furono indicate le seguenti divisioni “Cremona”, “Friuli”, “Piceno”, “Mantova”, “Bari”, “Granatieri” in ordine decrescente. Ovviamente i due gruppi di combattimento sarebbero stati formati dalla “Cremona” e dalla “Friuli”.


In questa riunione emersero due elementi di novità: il primo, che gli Alleati avrebbero fornito armi ed equipaggiamenti, sollevando quindi la parte italiana da questa incombenza che dimostrava, nella sostanza, un accredito di credibilità; il secondo che, data la situazione, gli Allati stessi avevano bisogno del contributo italiano, almeno su questo fronte. Infatti, era in corso di progettazione l’operazione Anvil, lo sbarco nella Francia meridionale, il cui nerbo fondamentale era stato individuato nel Corpo di Spedizione Francese, che quindi doveva lasciare l’Italia. Queste forze sarebbero state sostituite da unità italiane, riprendendo una idea già prospettata dalle nostre autorità militari. Fu quindi una necessità da parte Alleata, la richiesta di maggiore contributo dell’Italia in termini di unità combattenti. A cui l’Italia rispose positivamente.


Alla luce di questo cambio di atteggiamento da parte Alleata, cambiò anche il nostro atteggiamento: non più reiterate richieste di potenziare le forze esistenti, in sostanza aumento dell’organico delle forze operanti, ovvero del Corpo Italiano di Liberazione, ma sostanzialmente creazione ex novo di unità combattenti, che avrebbe dato un profilo superiore a tutto il contributo italiano alla guerra. Questo stava a significare che per il Corpo Italiano di Liberazione, che proprio in quei giorni si era coperto di gloria, come abbiamo visto, a Filottrano ed aver dato un apporto sostanziale alla presa del porto di Ancona, i giorni della sua esistenza come unità combattente erano contati.


Il lavoro di preparazione per la creazione dei gruppi di combattimento fu articolato in tre comparti:

- costituzione organica del Gruppo di Combattimento

- tattica conseguente alla costituzione organica

- addestramento



mercoledì 19 agosto 2026

Progetto 2024/4 La Genesi dell'Esercito Italiano nel Secondo Dopoguerra. La Costituzione dei Gruppi di Combattimento

 Approfondimenti

Massimo Coltrinari

Il primo progetto ordinativo Febbraio 1944

Il vertice politico militare italiano, come abbiamo visto, si dovette presto disilludere di poter attuare, nel solco del tradizionale rovesciamento delle alleanze, di poter impiegare, da pari a pari con le forze alleate, le proprie forze Armate. Secondo gli italiani, sopratutto Badoglio, si aveva l’illusione di impegnare, sempre da pari a pari, la VII Armata italiana, stanziata in Puglia, a fianco della V Armata statunitense o della VIII Armata britannica. Nella riunione del 20 dicembre 1943, tenutosi nel sobborgo di Bari di Santo Spirito, gli Alleati chiarirono in modo ancora più netto, che la partecipazione italiana alla guerra, al momento, si sarebbe limitata al I Raggruppamento Motorizzato, massimo 5000 uomini. In quei giorni, peraltro, il Raggruppamento era stato ritirato dal fronte e mandato nelle retrovie, con la concreta possibilità di essere definitivamente sciolto alle luce delle problematiche che aveva mostrato. Il problema della cooperazione italiana in termini di unità combattenti fu posto in varie occasioni ai Comandanti alleati nel gennaio e febbraio 1944, ottenendo sempre risposte vaghe ed interlocutorie. Agli inizi di marzo 1944 si ebbe la sensazione da parte degli uomini dello Stato Maggiore Regio Esercito che aperture sarebbero state possibili, anche in considerazione che gli Alleati, in quel torno di tempo, erano in difficoltà sul fronte di Casimo. Nonostante il bombardamento della Abazia, voluta fortemente dai neozelandesi, e il contemporaneo stallo del fronte di Anzio, il cui sbarco era stato un completo fallimento, aperture volte a chiedere unità combattenti italiane, non vi erano state. In questo quadro lo SMRE preparò, nonostante tutto, un progetto dal titolo “Riordino delle divisioni “Pavia” e “Mantova”, unità italiane da impiegare, oltre a quelle esistenti, in combattimento.1

Il progetto, nonostante ogni buona volontà, non approdò a nulla. Le due divisioni furono lasciate lontano dal fronte, e, come abbiamo visto, nel marzo – giugno 1944 le uniche unità italiane combattenti erano quelle del I Raggruppamento Motorizzato che a fine marzo cambiò denominazione divenendo Corpo Italiano di Liberazione – C.I.L. Il progetto ebbe un suo risvolto positivo: fu il primo studio organico di quelle forze che poi divennero “Gruppi di Combattimento”: non era stato un lavoro inutile, ma propedeutico in relazione alle esigenze future.

1 L’Ordinamento delle divisioni sarebbe stato il seguente:

. Comando (con una sezione carabinieri)

. 3 reggimenti di fanteria (ciascuno su un comando, 2 battaglioni ed una compagnia mortai da 81

. 1 battaglione mitraglieri divisionale

. 1 battaglione controcarro (da costituire ex novo)

. 1 reggimento di artiglieria (su: comando, 3 gruppi di piccolo calibro; 2 da 100 e 1 da 75 ed 1 batteria da 20

. 1 battaglione Genio

. 1 Sezione di Sanità (a cui si sarebbe assegnati due ospedali da campo)

. 1 Sezione di Sussistenza

. 1 Autoreparto su 2 autosezioni ( da costituire)

A sostegno, si sarebbe costituito un reggimento complementi (120° Reggimento Fanteria)

Forza prevista: “Piceno “ 429 Ufficiali, 9178 sottufficiali e truppa; “Mantova” 427 ufficiali, 8988 sottufficiali e truppa. In totale la forza prevista era di 856 Ufficiali e 18166 sottufficiali e truppa. In sostanza si chiedeva di raddoppiare le forze combattenti italiane (al tempo, marzo 1944, il I Raggruppamento Motorizzato contava 14.000 uomini)

martedì 18 agosto 2026

Ordinamenti ed Organici . Bibliografia IV Articoli di Riviste e Tesi di Dottorato

 ARCHIVIO

Giovanni Riccardo Baldelli

Articoli di Riviste

Autore Sconosciuto, Un Battaglione per la Ristrutturazione in Rivista Militare, anno XCVIII, maggio-giugno 1975 n. 3, Roma

A. Breccia, L'adesione dell'Italia al Patto Atlantico, Rivista di Studi Politici Internazionali, Vol. 41, No. 1 (161) (gennaio-marzo 1974), Firenze

Miles Brutius, Il nuovo Reggimento di Fanteria in Rivista Militare, Anno I, n. 1 gennaio 1945, Roma

F. Cappellano in Esercito e ordine pubblico nell'immediato secondo dopoguerra in Storia Contemporanea, Fascicolo 250, marzo 2008

F. Cappellano, Fronte ad est in Storia Militare n. 114, anno XI marzo 2003, Albertelli Edizioni Speciali srl, Parma

F. Cappellano e M. Chiaruttini, Le fortificazioni del Tarvisiano in Storia Militare n. 257, anno XXIII febbraio 2015, Edizione Storia Militare, Parma

M. Cappelli, I problemi della Sanità Militare in Rivista Militare, anno IC, gennaio-febbraio 1976 n. 1, Roma

R. Corsini, Ristrutturazione in Rivista Militare, anno XCVIII, gennaio-febbraio 1975 n. 1, Roma

A. Cucino, La Ristrutturazione dell’Esercito. Situazione e prospettive in Rivista Militare, anno IC, luglio-agosto 1975 n. 4,

A. Di Fuccia, La specialità Genio Pionieri d’Arresto in Rivista Militare, anno XXIII, gennaio 1967 n. 1, Roma

E.M. in Rivista Militare, Anno III, n. 4 aprile 1947, Roma

F. Fabi, Il Corpo Automobilistico dell’Esercito in Rivista Militare, anno CIV maggio-giugno 1981 n. 3, Roma

F. Felcini, Sono attuali le unità Pionieri d’Arresto? in Rivista Militare, anno XXII, ottobre 1966 n. 10, Roma

E. Formento, Considerazioni sull'ordinamento della Brigata alpina in Rivista Militare, anno XXIII, settembre 1967 n. 3, Roma,

R. Gandolfi, Potenziamo le unità alpine in Rivista Militare, anno XXIV, gennaio 1968 n. 1, Roma

A. Giacalone, Il futuro ruolo dei Pionieri d’Arresto in Rivista Militare, anno XVI, febbraio 1960 n. 2, Roma

A. Giacalone, Impiego dei Pionieri d’Arresto in Rivista Militare, anno XVII, luglio-agosto 1961 n.7-8, Roma

G. Inaudi, Alpini: addestramento al combattimento in Rivista Militare, anno XVIII, settembre 1962 n. 9, Roma

G. Inaudi, La montagna dal punto di vista operativo in Rivista Militare, anno XIX, settembre 1963 n. 9, Roma

Z. Liberatore, Gli alpini e la guerra in montagna in Rivista Militare, anno XXII, settembre 1966 n. 4, Roma

Liuzzi. G. Evoluzione degli ordinamenti e dei procedimenti delle forze terrestri in conseguenza dell'impiego delle nuove armi in Rivista Militare, anno XII, 1959, Roma

P.F. Muraro, Le unità della Ristrutturazione in Rivista Militare, anno XCVIII, maggio-giugno 1975 n. 3, Roma

P.F. Muraro, Che cos’è la Brigata Meccanizzata in Rivista Militare, anno IC, maggio-giugno 1976 n. 3, Roma

E. Ramella, Situazioni di isolamento in Rivista Militare, anno XVI, febbraio 1960 n. 2, Roma

E. Rebecchi, Guerriglia e controguerriglia in Rivista Militare, anno XVIII, maggio 1962 n. 5, Roma

N. Labanca, L'esercito a Torino nelle agende del Generale Emanuele Beraudo di Pralormo 1945-1950. Una storia militare locale? in Storia Contemporanea, Fascicolo 250, marzo 2008

F. Parri, I rapporti con gli alleati nel 1945 in un promemoria di Harold Macmillan in Italia contemporanea, fascicolo 50, anno 1958

N. Pasti I problemi delle Forze Armate Italiane in Belfagor, Vol. 24, n. 5 (30 settembre 1969)

N. Pignato e F. Cappellano, L’Esercito italiano dall’armistizio al Trattato di Pace. Parte 2a: L’Esercito “di transizione”, in Storia Militare n. 92. Anno IX maggio 20021, Edizione Storia Militare, Parma

G. Long Parlamento e Forze armate dalla Costituente alla sesta legislatura, Roma

A. Versori, La dimensione internazionale della transizione postbellica in Italia (1943-1949), Il Politico, Nuova Series, Vol. 82, n. 3 (246), Italia in transizione: il Secondo Dopoguerra (settembre-dicembre 2017)



Tesi di Laurea o Dottorato

M. Di Giorgio, Tesi di Dottorato di ricerca Il movimento per la riforma della pubblica sicurezza, Università Cà Foscari Venezia, in Storia Sociale Europea dal medioevo all'età contemporanea ciclo XXVIII, Anno di Pubblicazione 2016



lunedì 17 agosto 2026

Progetto 2026/1 Giovanni Riccardo Baldelli Volume 3 Tomo II

DIBATTITI



GLI ORDINAMENTI DELL’ESERCITO ITALIANO NEL SECONDO DOPOGUERRA 1946 -1977


DALLA NASCITA DELLA REPUBBLICA 

ALLA RISTRUTTURAZIONE DEL 1975

Gli anni settanta e la ristrutturazione

(dal 1 gennaio 1970 al 31 dicembre 1977)




Con il Tomo II (Volume 3°) si prende in esame la situazione politico-militare e dottrinale in Italia, nel contesto europeo ed internazionale, segnato dalla gravissima crisi dei missili di Cuba, che portò il mondo alle soglie dello scontro nucleare, per passare poi ad una analisi delle strutture dell’Esercito Italiano negli anni del boom economico e della convertibilità aurea della lira per terminare con la disamina degli ordinamenti e degli organici delle varie Armi, Corpi e Servizi del già menzionato Esercito Italiano.


 

domenica 16 agosto 2026

sabato 15 agosto 2026

Ordinamenti ed Organici Bibliografia III Parte Pubblicazioni e circolari ministeriali

 ARCHIVIO

Giovanni Riccardo Baldelli

Pubblicazioni e circolari Ministeriali

ATP (Allied Tactical Procedures) 3.3.2.1 Tactics, Techniques and Procedures For Close Air Support And Air Interdiction, 2019

Ministero della Guerra – Stato Maggiore Regio Esercito Pubblicazione n. 3704 Addestramento della Fanteria. Volume I Istruzione Formale Individuale e di Reparto, Roma, 1939

Ministero della Guerra – Stato Maggiore Regio Esercito Pubblicazione n. 3704 Addestramento della Fanteria. Volume II Impiego, Roma, 1939

Ministero della Difesa. Stato Maggiore dell’Esercito. Ufficio Regolamenti Sezione Regolamenti. Circolare 1000 del 2 febbraio 1952. Norme per l’addestramento individuale.

Ministero della Difesa, Pubblicazione n. 4841 Istruzione per la contabilità degli enti amministrativi dell'Esercito- edizione 1951 (ristampa per alcune modifiche dell'edizione 1933-1940), 1956, Roma

Ministero della Guerra, Istruzioni amministrative per le truppe in campagna (bozza) – Ed. 1940 e le Norme per la gestione patrimoniale finanziaria dello Stato in periodo di guerra, Roma, 1940

Ministero della Guerra, Pubblicazione n. 3816 Istruzioni relative ad atti giuridici dei militari nella zona delle operazioni, Roma, 1940

Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Operazioni e Addestramento. Sezione Regolamenti. Il metodo nell’addestramento militare, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1947

Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Operazioni e Addestramento. Sezione Regolamenti. Circolare n. 2000 del 6 dicembre 1947. Le pattuglie, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1947

Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Operazioni e Addestramento. Sezione Regolamenti. Circolare n. 2100 del 6 dicembre 1947. La squadra fucilieri, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1947

Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Operazioni e Addestramento. Sezione Regolamenti. Circolare n. 2200 del 25 dicembre 1948. Il plotone fucilieri, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1948

Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Operazioni e Addestramento. Sezione Regolamenti. Circolare n. 2300 del 1° settembre 1949. Lineamenti d’impiego della Compagnia fucilieri, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1949

Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Operazioni e Addestramento. Sezione Regolamenti. Circolare n. 2400 del 1° luglio 1949. Lineamenti d’impiego del Battaglione di Fanteria, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1949

Ministero della Difesa. Stato Maggiore dell’Esercito. Ufficio Regolamenti Sezione regolamenti. Circolare 1000 del 2 febbraio 1952. Norme per l’addestramento individuale, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1952

Ministero dell'Interno-Direzione Generale di P.S., Corso di lezioni per le Scuole di Polizia, Roma, 1954

Ministero dell'Interno-Direzione Generale di P.S., Manuale d’istruzione militare professionale ad uso dei corsi per Allievi Guardie e Guardie di P.S., 2a Edizione, Roma, 1962

Scuola Ufficiali Carabinieri, Storia dell’Arma a cura della Redazione della “Rassegna dell’Arma dei Carabinieri”, Roma, 2016


Documentazione Archivistica consultata

Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia

Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana

Camera dei deputati V Legislatura Doc. XXIII, n. 1 Relazione sulla Commissione Parlamentare d'inchiesta sugli eventi del giugno-luglio 1964



giovedì 13 agosto 2026

Giovanni Riccardi Baldelli Ordinamenti 1946 - 1977

 APPROFONDIMENTI

Ordine di Battaglia dell’Esercito Italiano al 2 giugno del 1946


  1. Componente Operativa

  1. Divisione di Fanteria “Friuli”, su:

  • 87° e 88° Reggimento Fanteria;

  • 35° Reggimento Artiglieria da Campagna;

  • CXX Battaglione Misto Genio;

  1. Divisione di Fanteria “Cremona”, su:

  • 21° e 22° Reggimento Fanteria;

  • 7° Reggimento Artiglieria da Campagna;

  • CXLIV Battaglione Misto Genio;

  1. Divisione di Fanteria “Legnano”, su:

  • 67° e 68° Reggimento Fanteria;

  • 11° Reggimento Artiglieria da Campagna;

  • LI Battaglione Misto Genio;

  1. Divisione di Fanteria “Folgore”, su:

  • Reggimento Paracadutisti “Nembo”;

  • Reggimento Fanteria “Garibaldi”;

  • 184° Reggimento Artiglieria da Campagna;

  • CLXXXIV Battaglione Misto Genio;

  1. Divisione di Fanteria Mantova, su:

  • 76° e 114° Reggimento Fanteria;

  • 155° Reggimento Artiglieria da Campagna;

  • CIV Battaglione Misto Genio;

  1. Divisione di Sicurezza Interna (D.S.I.) “Aosta”, su:

  • 76° e 114° Reggimento Fanteria;

  • 139° Reggimento Sicurezza Interna;

  • 22° Reggimento Artiglieria con armamento di Fanteria;

  • CIV Battaglione Misto Genio;

  1. Divisione di Sicurezza Interna “Sabauda”, su: 1

  • 45° e 46° Reggimento Fanteria;

  • 16° e 145° Reggimento Sicurezza Interna;

Segue Documento 2


  • CIV Battaglione Misto Genio;

  1. Divisione di Sicurezza Interna “Calabria”, su:

  • 59° e 60° Reggimento Fanteria;

  • 236° Reggimento Sicurezza Interna;

  • 40° Reggimento Artiglieria con armamento di Fanteria;

  • XXXI Battaglione Misto Genio;

  1. , e 5° Reggimento Alpini;

  2. , , , , , e 10° Reggimento di Fanteria;

  3. Unità alle dirette dipendenze d’impiego degli Alleati:

  • 205a Divisione su:

  • 711°, 713°, 714°, 715°, 717° e 718° Raggruppamento;

  • e 6° Gruppo Battaglioni.

  1. Componente Territoriale

  • Organi Centrali;

  • undici Comandi Militari Territoriali, che si caratterizzavano per organici differenti:

  • I Comando Militare Territoriale di tipo “A”, Torino;

  • II Comando Militare Territoriale di tipo “C”, Genova;

  • III Comando Militare Territoriale di tipo “C”, Milano;

  • IV Comando Militare Territoriale di tipo “A”, Bolzano;

  • V Comando Militare Territoriale di tipo “B” Udine;

  • VI Comando Militare Territoriale di tipo “B” Bologna;

  • VII Comando Militare Territoriale di tipo “C”, Firenze;

  • VIII Comando Militare Territoriale di tipo “A”, Roma;

  • IX Comando Militare Territoriale di tipo “B”, Bari;

  • X Comando Militare Territoriale di tipo “A”, Napoli;

  • XI Comando Militare Territoriale di tipo “C”, Palermo;2

  • novantanove Distretti Militari;

  • novanta Depositi;

  • 101a, 102a, 103a, 104a, 105a, 106a, 107a, 108a, 109a, 110a e 111a Compagnia servizi Genio;

  • 101a, 102a, 103a, 104a, 105a, 106a, 107a, 108a e 110a Compagnia Collegamenti territoriali;

  • 1a e 2a Compagnia Ponti Metallici Scomponibili;

  • 516a e 562a Compagnia rastrellamento mine;

  • un Autogruppo;

Segue Documento 2


  • , 2°, , , , , , , , 10°, 11° Autoreparto alle dipendenze dei Comandi Militari Territoriali; 14°, 2(alle dipendenze dello Stato Maggiore Regio Esercito), 22°, 23° e 24° Autoreparto;

  • , 2°, , , , , , , , 10°, 11° Parco Veicoli Efficienti alle dipendenze dei Comandi Militari Territoriali;

  • 1a Compagnia motociclisti per servizio staffetta (alle dipendenze dello Stato Maggiore Regio Esercito);

  • un Tribunale Supremo Militare;

  • dodici Tribunali Militari Territoriali (Torino, Milano, Verona, Padova, Bologna, La Spezia, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo e Taranto);3

  • un Parco Veicoli Efficienti alle dipendenze della OARE (Officina Automezzi Riparazione Esercito) di Bologna;

  • ventitré Ospedali Militari;

  • circa centoventi tra Magazzini e Depositi.

  1. Componente Scolastico-Addestrativa

  • Accademia Militare di Lecce;

  • Scuola Applicazione di Sanità;

  • Istituto Geografico Militare;

  • undici Centro di Addestramento Reclute.4

1 Stefani nel suo La storia della dottrina e degli ordinamenti dell'Esercito Italiano, Volume terzo, Tomo I, Dalla Guerra di Liberazione all’arma atomica tattica, op. cit., alla nota 31 di pagina 580 inserisce, probabilmente per un refuso di stampa, il 40° Reggimento Artiglieria all’interno dell’organico della Sabauda” oltre che nella Divisione “Calabria”. Nel testo L’Esercito e i suoi Corpi. Sintesi storica – Volume Terzo. Tomo I edito dallo USSME nel 1979, a pagina 249 è invece indicato l’organico corretto della “Sabauda” su: 45°, 46°, 16° e 146° Reggimento Sicurezza Interna

2 F. Stefani, La storia della dottrina e degli ordinamenti dell'Esercito Italiano, Volume terzo, Tomo I, Dalla Guerra di Liberazione all’arma atomica tattica, op. cit., p. 558 e Ivi nota 34 p. 581

3 Il Regio Decreto del 9 settembre 1941-XIX, n. 1022, Ordinamento giudiziario militare pubblicato nel Supplemento Ordinario alla GUREI, n. 229 del 27 settembre 1941-XIX, stabiliva la dislocazione dei Tribunali Militari Territoriali nelle seguenti città ed assegnava loro la numerazione ordinale come di seguito riportato: Torino (), Milano (), Verona (), Trieste (), Bologna (), La Spezia (), Roma (), Napoli (), Taranto (), Palermo (10°), Cagliari (11°) e Zara (12°). In conseguenza delle vicende belliche del Secondo Conflitto mondiale le sedi di Trieste e Zara furono sostituite con quelle di Padova e Bari e quella di Cagliari con quella di Firenze. Con il Decreto del Presidente della Repubblica del 14 febbraio, n. 199, Revisione della circoscrizione dei Tribunali Militari Territoriali pubblicato nella GURI del 21 aprile 1964, n. 99, saranno soppresse le sedi dei Tribunali Militari Territoriali di Milano, Bologna, Firenze e Taranto. Pertanto, per effetto del Decreto Presidenziale le nuove sedi, che permarranno in buona sostanza fino alla fine del secolo scorso, con conseguente denominazione ordinale saranno: Torino (1°), Verona (2°), Padova (3°), La Spezia (4°), Roma (5°) con una Sezione autonoma a Cagliari, Napoli (6°), Bari (7°) e Palermo (8°).

4 1° C.A.R. (Casale Monferrato), 2° C.A.R. (Cuneo), 3° C.A.R. (Brescia), 4° C.A.R. (Montorio Veronese), 5° C.A.R. (Treviso), 6° C.A.R. (Pesaro), 7° C.A.R. (Siena), 8° C.A.R. (Chieti), 9° C.A.R. (Bari), 10° C.A.R. (Avellino), 11° C.A.R. (Palermo).