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venerdì 30 novembre 2018


SOMMARIO
ANNO LXXIX, Supplemento on line, X, n.35
Novembre 2018
www.valoremilitare.blogspot.com
Editoriale,  Novembre 2018.
                            su www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 28.11.2018
Copertina, Ottobre 2018.  Università Nicolò Cusano Telematica Roma. Il Master
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IL MONDO DA CUI VENIAMO: LA MEMORIA

APPROFONDIMENTI
Giancarlo Ramaccia., La Battaglia di Vittorio Veneto. Le forze contrapposte
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Giancarlo Ramaccia., La Battaglia di Vittorio Veneto. La lotta sul Grappa
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Giancarlo Ramaccia., La Battaglia di Vittorio Veneto. Il Passaggio sul Piave  
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Giancarlo Ramaccia., La Battaglia di Vittorio Veneto. La Vittoria
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Luigi Marsibilio, L’eroismo del Sergente W. Kraiser.
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DIBATTITI
Luigi Marsibilio, Anzio. La testa di ponte. Indice
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Luigi Marsibilio, Anzio. Preparazione di un anniversario
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Francesco Attanasio, L’Emblema Araldico del Nastro Azzurro
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Redazionale, Dizionari minimo della Grande di Liberazione 1943 - 1945
                     su www. valoremilitare.blogspot.com con post in data 25.11.2018
Massimo Coltrinari, Prigionia Italiana in URSS. Cronistoria del Movimento antifascista degli Ufficiali italiani in URSS
                     su www. valoremilitare.blogspot.com con post in data 26.11.2018
Redazionale, Fascismo e Nazismo: due entità opposte
                     su www. valoremilitare.blogspot.com con post in data 27.11.2018

ARCHIVIO
Redazionale, Le versioni dal greco: sempre attuali
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Redazionale, Albania 1943. Iniziate le operazioni di editing
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MUSEI,ARCHIVI,BIBLIOTECHE
Redazionale, Ex Libris. Libri antichi
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IL MONDO IN CUI VIVIAMO: LA REALTA' D'OGGI

UNA FINESTRA SUL MONDO
Redazionale, Le bugie di un referendum contro la UE. La Brexit
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Redazionale, Stato ed Antistato. La Colombia
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GEOPOLITICA DELLE PROSSIME SFIDE
Redazionale, Israele, passato presente e futuro
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SCENARI,REGIONI, QUADRANTI

CESVAM NOTIZIE
CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
Redazionale, Il periodico del Nastro Azzurro n. 5 Settembre – Ottobre 2018
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Redazionale, Nuova Feltria IV Novembre
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Mario Bova, Albania. Un Bando Interessante. Premio Anna Cenerini Bova
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Redazionale, Master in Storia Militare Contemporanea 1796 – 1960 Modulo 3
                     su www. valoremilitare.blogspot.com con post in data 9.11.2018
Mario Nasatti, La Grande Guerra. Federazione di Lecco
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Redazionale, Emeroteca. Novembre 2018
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Redazionale, Master in Storia Militare Contemporanea 1796 – 1960 I
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Redazionale, Master in Storia Militare Contemporanea 1796 – 1960 II
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Redazionale, Dizionario minimo della Grande Guerra. Ringraziamenti.
                     su www. valoremilitare.blogspot.com con post in data 21.11.2018

SEGNALAZIONI LIBRARIE

AUTORI

Pecce Alessio, ricercatore
Bottoni Roberta, Istituto del nastro Azzurro
Coltrinari, Massimo direttore CESVAM
Francesco Attanasio, Presidente della federazione di Siracusa
Carandente  Chiara, Istituto del Nastro Azzurro
Baldoni, Massimo, pseudonimo
Giorgini, Desiderio pseudonimo
Alessia Biasiolo, collaboratrice CESVAM
Luigi Marsibilio, membro del Collegio dei redattori della Rivista
Giancarlo Ramaccia, vice direttore CESVAM
Giovanni Cecini membro del Collegio dei redattori della Rivista

Numero chiuso in data 30.11. 2018

giovedì 29 novembre 2018

Copertina Novembre 2018




QUADERNI ON LINE


Avviato il Master di I Livello
Storia Militare Contemporanea 1796 1960
presso la Università  Nicolò Cusano Telematica Roma  
Anno LXXIX, Supplemento on line, X, 2018, n. 35
Novembre 2018
www.valoremilitare.blogspot.com



mercoledì 28 novembre 2018

Editoriale Novembre 2018




Il mese di novembre segna un importante punto di realizzazione: l'avvio del Master di I Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 1960 proposto dal Presidente Nazionale, attraverso il CESVAM, alla Università Nicolò Cusano Telematica Roma. Il Master vede tutto il CESVAM impegnato con i suoi componenti a diversi livelli. Si è concretizzato l'annuncio dato al XXX Congresso Nazionale dell'Istituto a Napoli, che aveva visto la unanimità di adesione sia a questa iniziativa sia a tutta l'attività del CESVAM. I primi riscontri sono tutti positivi è già sono iniziate le prime iscrizioni, che denotano, a giudizio di esponenti della Università Nicolò Cusano un interesse esteso alle tematiche del Master. In attesa degli ulteriori sviluppi qui si può sottolineare come lo stemma dell'Istituto stia girando sulle piattaforme informatiche sia della Università Cusano sia di quelle ad essa collegate, oltre che sulle filiere dirette ed indirette che fanno capo alla predetta università Ciò significa che va sotto gli occhi di tantissimi giovani, usi ad usare lo strumento informatico con estrema facilità, e questo è un obiettivo conseguito di estrema importanza. Arrivare ai giovani con queste iniziative intraprese è uno dei desideri vivissimi del Ministero della Difesa, organo vigilante, come è stato ampiamente sottolineato all'ultimo incontro tra le Associazioni Combattentistiche e d'Arma ed il Signor Ministro tenuto al CASD  due settimane fa. Il Ministro della Difesa nel suo discorso conclusivo parlava di aria nuova che deve spirare nell'ambito dell'associazionismo combattentistico; ebbene quanto da noi proposto e realizzato può essere considerata aria nuova in quanto l'Istituto del Nastro Azzurro è, tra le Associazioni Combattentistiche e d'Arma, la prima che attiva un Master di I Livello presso una Università Italiana.

Massimo Coltrianri
direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org

martedì 27 novembre 2018

Fascismo e Nazismo due entità opposte

DIBATTITI
Si usa credere che tra i due regimi vi siano identità di vedute e di intenti
In realtà ad una disamina attenta questo non rispecchia la realtà.
Una breve sintesi dei principali aspetti dei due regimi sottolinea come
 essi siano profondamente diversi.
 Questa diversità è una concausa del fallimento della Alleanza militare, 
e quindi della disastrosa partecipazione dell'Italia alla Seconda Guerra Mondiale



Nel primo dopoguerra in Italia e in Germania si imposero due regimi che, a partire dal 1936, si avvicinarono divennero alleati e condussero una guerra da alleati. Si crede che fossero simili, ma
in realtà i due Regimi erano molto distanti tra loro. 

Basti dire che il fascismo, come origine, nasce da una guerra vinta, il nazismo da una guerra persa; nelle intenzioni, il fascismo vuole ricostruire l’Italia, il nazismo vuole vendicarsi per la sconfitta subita; nella politica, il fascismo vuole una rivoluzione sociale, il nazismo il ritorno ad un ordine tradizionale; nelle istituzioni, il fascismo vuole uno stato forte, il nazismo vuole sostituire lo Stato con il popolo secondo la teoria del “wolk” (popolo); nella politica estera, di espansione, il fascismo propugna il colonialismo di popolamento, il nazismo, la conquista di territori slavi da ghettizzare, secondo l’idea di Haushofer delle panregioni; nell’arte, il fascimo eredita e vide di futurismo, il nazismo vive di neoclassicismo; in economia, il fascismo la modernizzazione del paese, il nazismo il ritorno ad una vita tradizionale; nel lavoro, il fascismo propugna il corporativismo e il sindacalismo, il nazismo lavoratori militarmente inquadrati ed infine in tema di nazionalismo, il più delicato, il fascismo lo interpreta su base identitaria nazionale, il razzismo su base identitaria razziale. Il rapporti tra fascismo e nazismo quindi furono sempre difficili, spesso tesi, di reciproca disistima, anche se in apparenza tutto sembra essere armonico.

Per approfondimenti vds.
Alessandro Colla, La strana coppia, in Conoscere la Storia, n. 49, Novembre 2018 Bimestrale, (redazione@conoscerelastoria.it).

lunedì 26 novembre 2018

Prigionia italiana in URSS.


APPROFONDIMENTI
 Il progetto dedicato  al
 Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943-1945
prevede anche la Prigionia
Si riporta la prima parte di un documento relativo
 alla prigionia in URSS,
 che sarà oggetto di un CESVAM Papers di prossima pubblicazione



CRONISTORIA DEL MOVIMENTO ANTIFASCISTA 
DEGLI UFFICIALI ITALIANI PRIGIONIERI NELL'U.R.S.S.

Agli ufficiali del campo 160: Introduzione

Signori ufficiali,
dopo 3 anni di prigionia e alla vigilia del rimpatrio, davanti al Gruppo Antifascista Italiano si è posto il dovere di tracciare i lineamenti essenzali della situazione ideologica politica di questa comunità di ufficiali italiani per fissare i compiti che ne derivano.
Quali sono i tratti caratteristici della situazione ideologico-politica della nostra collettività?
Il Gruppo Antifascista Italiano, a conclusione di una obiettiva e serena analisi condotta con cognizione di causa, è giunto a determinare in tal modo la fisionomia politica della comunità degli ufficiali del campo di concentramento 160.
In primo luogo, esistenza di un gruppo di antifascisti di ogni tendenza politica, chiaramente orientati e decisi per l'instaurazione di un regime democratico nuovo, protesi nella lotta per lo sradicamento di ogni residuo di fascismo e nell'opera di chiarificazione dei problemi della democrazia.
In secondo luogo, esistenza di un ristretto ma attivo gruppo costituito da elementi dichiaratamente ed effettivamente antidemocratici e quindi antinazionale, per l'orientamento non democratico e per il disorientamento politico della maggioranza degli ufficiali prigionieri italiani. Questo gruppo è caratterizzato per lo svolgimento di un'azione costantemente in opposizione all'opera del movimento democratico e di cosciente falsa interpretazione delle cose italiane e svalutazione degli uomini che hanno lottato e lottano nel nostro paese, uniti nel Fronte Nazionale di Liberazione per il rinnovamento democratico della nostra Patria.
In terzo luogo, esistenza, tra l'uno e l'altro gruppo, di un rilevante numero di ufficiali, in posizione di attesismo generalmente spettatori della lotta che i due gruppi si fanno quotidianamente.questo complesso di ufficiali può essere così diviso e caratterizzato:
a) elementi che ancora non riescono ad uscire dei limiti di questa contraddizione: da una parte, sincero riconoscimento privato dalla necessità dell'orientamento democratico antifascista, e dall'altra parte incapacità o non volontà a manifestare pubblicamente tale orientamento per timore di rompere un conformismo apolitico mantenuto ad arte da note persone antidemocratiche.
b) Elementi completamente disorientati e per questo fatto non ancora liberatisi dal frastuono della retorica fascista.
c) Elementi in ritardo rispetto all'interpretazione giusta degli avvenimenti nazionali ed internazionali e all'orientamento del nostro popolo.
d) Elementi scettici sulle forze reali e sulle positive possibilità di vittoria della democrazia. Questi sono caratteristici per l'evidente tendenza ad interpretare generalmente gli avvenimenti in funzione delle vecchie e sorpassate formule della dottrina e della prassi fascista.
e) Elementi che per laloro posizione militare, avrebbero potuto fare qualcosa per la democrazia ma che hanno preferito non fare nulla o quasi nulla, contribuendo così indirettamente sul disorientamento dei più giovani in particolare, i quali attendevano da loro una parola di indirizzo concreto.
Tali sono in tratti caratteristici essenziali della fisionomia ideologico-politica della nostra comunità. Tale e in generale la situazione politica del nostro settore, dopo 3 anni di prigionia. Di fronte a questa situazione, qual'è lo scopo principale che si propone di raggiungere il G.A. italiano?
Tenuto presenti, innanzi tutto, le umane e ansiose attese da parte di madri e parenti per ognuno dei componenti di questa collettività di ufficiali, e tenuto poi presente il compito che inevitabilmente ognuno di noi sta per essere chiamato a svolgere nel prossimo avvenire in seno alla propria famiglia, per assicurare a questa il pane giornaliero, e in seno alla nazione per l'opera di ricostruzione spirituale e materiale del nostro paese, il G. IA. Italiano, sentita inoltre la responsabilità del suo dovere nel quadro delle responsabilità nazionali ha deciso di proclamare pubblicamente a tutti gli ufficiali del campo quale è lo scopo fondamentale che esso si prefigge ora di raggiungere affinchè la massa degli onesti abbia a comprenderlo nel suo esatto valore, e affinchè la ristretta minoranza di coloro che invocano un ritorno al passato fascista, non abbia a snaturare e falsarne il significato.
Il G.A. si propone principalmente di orientare la stragrande maggioranza degli intellettuali di questo campo sulla necessità di rientrare in patria consapevoli della situazione nuova italiana dei suoi ulteriori sviluppi, e della funzione, sociale di ogni intellettuale, affinchè l'innesto nella complessa vita reale del nostro paese avvenga senza pregiudizi di essa e senza gravare sulle condizioni dei reduci stessi e delle loro famiglie.
Fissato questo scopo fondamentale, il G.A. italiano ritiene anche opportuno annunciare i metodi più idonei per il suo raggiungimento, stabilendo in modo inequivocabile che la sua azione sarà svolta solamente ed esclusivamente su di un terreno politico.
Quali sono questi metodi?
Il primo è quello di tracciare, sulla base di verbali, articoli e testimonianze, un quadro retrospettivo, il più possibile completo e cronologico, dello sviluppo politico della nostra comunità, per ricordare a tutti e ad ognuno posizioni, tendenze ed atteggiamenti, collettivi e personali, passati e recenti, dando il modo di revisionarli per rafforzare la propria fiducia nella democrazia e per consolidare i legami della solidarietà nazionale.
Il secondo è quello di precisare contemporaneamente le responsabilità politiche e personali per l'attuale disorientamento della nostra comunità, perchè essa, vagliate alla luce di un riesame sereno e tempestivo, diano il modo agli interessati di riflettere. I mezzi che il G.A. userà sono: radio del campo, giornali murali ordinari e straordinari ed eventuali discussioni in riunioni pubbliche.
Il G.A. Italiano si atterrà scrupolosamente a questi mezzi ed a questi metodi perchè esso non solamente profondamente convinto nella vittoria della democrazia nuova, ma perchè anche convinto che gli antifascisti cesserebbero di essere democratici il giorno in cui pensassero di usare le stesse armi impugnate contro di loro fino ad oggi taluni fascisti ovvero: speculazione su errori e manchevolezze personali, minaccie palesi e non palesi, intimidazioni dirette o indirette, calunnie ed anche condanne preventive.
Signori ufficiali! - siano giunti all'ultimo periodo di nostra prigionia. Doveri concreti e irrimediabili si pongono davanti a noi tutti dalla realizzazione dei quali dipenderanno prossimamente in grandissima parte l'esistenza della nostra vita come uomini liberi e come cittadini costruttivi. Voi comprenderete che ora si tratta di fare un passo decisivo e cioè definirsi pubblicamente contro il fascismo e per la democrazia nuova.
Per far questo è indubbiamente necessario dare bando ad ogni ripicca, risentimento e antipatia per persone singole o per gruppi di persone. E soprattutto bando anche dato definitivamente a ingiustificabili timori di rompere con il dannoso conformismo apolitico alimentato di proposito da chi intende difendere vecchi interessi.
Oggi non solamente si tratta di sentirsi patriota, ma di dimostrarlo in ogni occasione e con chiunque. Oggi si tratta di ritrovare sè stessi dopo un grave periodo di smarrimento, in quella Patria che prende immagine e animo dallo spirito e dall'azione del glorioso fronte delle sane energie nazionali, fronte nazionale di Liberazione di cui il G.A. Italiano di questo campo – quantunque attraverso inevitabili errori, e flussi e riflussi, a molta distanza dalla paria; sin dalla sua nascita si è sforzato nel contribuire a tenerne alta la bandiera contro lo scempio che di essa volevano fare gli antidemocratici, cioè i falsi patriotti.
Trasmesso per radio la sera del 29 deicembre 1945 – Affisso dal 19 al 9 gennaio 1946.

massimo coltrinari
(centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org)

domenica 25 novembre 2018

Dizionario minimo della Guerra di LIberazione 1943 - 1945


DIBATTITI
La impostazione che viene data al
Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943 -1945
è basato sulla constatazione che
agli Italiani si presentò quello che
abbiamo definito
Il Momento delle Scelte.
 Scelte che poi saranno origine dei fronti della Guerra della Liberazione





 Il Momento delle scelte
  
La lotta che il popolo italiano intraprese, all'indomani dell'armistizio dell'8 settembre 1943 con le Nazioni Unite può essere intesa come un tutto uno, ovvero una opposizione armata al nazifascismo ed adesione alla coalizione antihitleriana. Scopo di questa nota è indivduare i fronti di questa guerra in cui si combatté in nome di una Italia diversa e democratica.
I  fronti individuati sono i seguenti:
- Quello dell'Italia libera, ove gli Alleati tengono il fronte e permettono al Governo del Re d'Italia di esercitare le sue prerogative, seppure con limitazioni anche naturali per esigenze belliche. Il Governo del Re è il Governo legittimo d'Italia che gli Alleati, compresa l'URSS., riconoscono.
- Quello dell'Italia occupata dai tedeschi. Qui il fronte è clandestino e la lotta politica è condotta dal C.L.N., composti questi dai risorti partiti antifascisti. E' il grande movimento partigiano dei nord Italia.
- Quello della resistenza dei militari italiani all'estero. E' un fronte questo non conosciuto, dimenticato, caduto presto nell'oblio. E' la lotta dei nostri soldati che si sono inseriti nelle formazioni partigiane locali per condurre la lotta ai tedeschi (Jugoslavia, Grecia, Albania).
         -   Quello della Resistenza degli Internati Militari Italiani, che opposero un deciso rifiuto di aderire alla R.S.I., di fatto delegittimandola.
- Quello della della Prigionia Militare Italiana della seconda guerra mondiale.

Se vediamo il singolo militare, il singolo cittadino atto alle armi vediamo che alla guerra parteciparono per vare vie, spesso seguendo scelte le più disparate: chi come rifiuto di consegnarsi ai tedeschi; chi, catturato, finì nei campi di concentramento in Germania e in Polonia; chi entrò nelle file partigiane e prese le armi; chi rientrò in Italia del Sud e nella stragrande maggioranza entrò nelle file dell'Esercito dei Re; chi visse, senza cedere, sui monti in Italia e all'Estero per  non consegnarsi ai ai tedeschi e non collaborare, chi nei campi di Prigionia degli ex-Nemici, ora alleati, accettò di collaborare in nome del contributo che l'Italia doveva dare per un domani migliore.
L'approccio adottato permette di poter sviluppare le ricerche in queste cinque direzioni direzioni al fine di vedere quanti e quali italiani portarono, come dice Luciano Bolis il loro "granello di sabbia", oltre a quella che vide coinvolti quelli che rimasero fedeli alla vecchia Alleanza che ha permesso di riportare alla luce tanti episodi ormai avvolti nel buio, ma deve essere ulteriormente integrato.

sabato 24 novembre 2018

Albania 1943. Iniziate le operazioni di edting

ARCHIVIO
Dopo il volume dedicato alla 
III  Guerra di Indipendenza del 1866,
il Volume del progetto autonomo del Nastro Azzurro è quello dell'Albania.
La riproposizione del volume del 1995
annunciato alla Giornata del febbraio 2017 all'Istituto Gramsci di Roma
è entrata nella sua fase di editing
 Si pubblicano alcuni documenti presentati in quella occasione


ALBANIA 1943










venerdì 23 novembre 2018

Le versioni dal greco: sempre attuali


ARCHIVIO
Ritornare all'età giovanile, 
 rileggere le versioni che si dovevano tradurre
 dal greco, 
 questa qui presentata eè stata tradotta da Luigi Settembreini, 
nell'ottocento, 
serve a fa comprendere che spesso il nuovo, presentato come grande scoperta,
 non è altro che il vecchio
di cui non si sapeva della precedente esistenza.

Luciano di Samosata
XXV. 
DEL MODO DI SCRIVERE LA STORIA.

 Si conta, o mio Filone, che quei di Abdera, al tempo del re Lisimaco, furon presi da una nuova malattia. A tutti veniva una febbre gagliardissima fin dal cominciare e continua; poi verso il settimo giorno, a chi scorreva molto sangue dal naso, a chi compariva largo sudore, e la febbre scioglievasi. Ma il male travolgeva le loro menti in modo ridicolo, tutti davan di volta per la tragedia, e recitavano versi giambi, e gridavano, e specialmente declamavano ciascuno tra sè l’Andromeda di Euripide, e i versi del soliloquio di Perseo: sicchè tutta la città era piena di gialli e magri declamatori settimanali che a gran voci belavano: Tu, de’ Numi e degli uomini tiranno, O Amore; e quel che segue. La cosa durò un pezzo: finchè venuto l’inverno e un freddo grande li risanò di quella pazzia. Della quale, io credo fu cagione Archelao, famoso tragedo di quel tempo, che in mezzo a’ grandi bollori della state, rappresentò loro l’Andromeda in tal modo che molti nello stesso teatro furono assaliti dalla febbre, e poi che si levarono, si diedero a recitar tragedie, essendo rimasta fitta nella loro mente l’Andromeda, e credendo ciascuno di vedersi ancora innanzi agli occhi Perseo e Medusa. Ora il caso è lo stesso: la malattia degli Abderiti ora è venuta a molti letterati; non di declamare tragedie (chè saria minor male farci udire bei versi altrui), ma dacchè sono cominciati questi avvenimenti, la guerra contro i barbari, la rotta in Armenia, e le continue vittorie,19 non ci è uno che non iscriva una storia; anzi tutti son divenuti Tucididi, Erodoti, e Senofonti. Onde è proprio vero che la guerra è madre di ogni cosa, se ci ha partorito a una volta questo formicaio di storici. Ora io a vedere e udire costoro, o amico mio, mi sono ricordato di un tratto di Diogene. Quando si sparse la voce che Filippo veniva ad assalire Corinto, tutti i cittadini sbigottiti si diedero un gran fare, chi preparava armi, chi portava pietre, chi rifaceva le mura, chi rafforzava i bastioni, e chi faceva una cosa, chi un’altra. Diogene vedendo questo, e non avendo niente da fare (perchè nessuno lo adoperava a niente), succintasi la tunica, si messe con grande studio a rotolar su e giù pel Cranèo la botte nella quale abitava. E dimandandogli un suo conoscente: Perchè fai questo, o Diogene? Rotolo anch’io la botte, rispose, per non sembrare io solo scioperato fra tanti affaccendati. Anch’io dunque, o mio Filone, per dir qualche parole in un tempo di tanti parolai, e non rimaner muto come le comparse nella commedia, ho creduto bene di fare il mio potere, di rotolare la botte mia; ma non di scrivere una storia, nè di raccontar fatti, chè non sono tanto ardito, non aver questa paura di me. Io so bene che pericolo è a rotolar su le pietre, specialmente questo mio botticello, che è di creta e non molto forte, e se intoppa in qualche ciottolo, ei si rompe, e ne dovrò raccogliere i cocci. Ciò che io mi son proposto, come pigliar parte nella guerra standomene al sicuro fuori la mischia, ora te lo dirò. Da questo fumo, da quest’onda, e da tutti i pensieri che vanno con lo scrivere, io mi terrò lontano prudentemente: io voglio dare qualche avvertimento e pochi precetti agli scrittori, per aiutarli nella fabbrica, e non pretendo che su l’edifizio si scriva il mio nome, perchè io appena con la punta delle dita tocco la creta. Benchè molti credano che non han bisogno di precetti per questo, come non han bisogno di arte per camminare o guardare, o mangiare, e che scrivere una storia sia cosa a tutti facile ed agevole, purchè uno sappia esprimere ciò che gli viene in mente: pure tu sai, o amico mio, che questa non è di quelle imprese che si pigliano per niente e si conducono con agevolezza, ma più che gli altri componimenti vuole moltissima cura, se, come 19 Il solo Giulio Capitolino narrando i fatti di M. Aurelio e di L. Vero, parla brevemente di questa guerra contro Osroe re de’ Parti. Severiano generale romano, di nazione Celta, fu vinto, ucciso, e distruttogli l’esercito in Armenia da Otriade generale de’ Parti. Dipoi Stazio Prisco, Avidio Cassio, e Marcio Vero vinsero i Parti in una gran battaglia presso Europo, città della Media, vendicarono la sconfitta d’Armenia, presero Artassata, e pervennero sino a Babilonia. Vedi Capitolino. 38 dice Tucidide, si vuol fare un monumento per l’eternità. So bene che non persuaderò a molti, anzi parrò molesto ad alcuni, specialmente a quelli che hanno già compiuta e pubblicata la loro storia. Se essi furono lodati da chi li ascoltò, saria pazzia ora a sperare che mutassero e correggessero ciò che una volta fu approvato, e riposto come in aule reali. Pure anche ad essi potrò giovare: se mai avverrà qualche altra guerra, o dei Celti contro i Geti, o degl’Indi contro i Battri (contro noi nessuno leverebbe il capo, che tutti stanno cheti ed obbedienti), essi potranno meglio comporre una storia, applicandovi questa regola, se loro parrà che sia diritta: se no, seguiteran pure a misurare con la stessa misura, il medico non si curerà un fico che tutti gli Abderiti vorranno declamare l’Andromeda. Un consiglio deve avere due parti, deve insegnare ciò che è da seguire, e ciò che è da fuggire; diciamo primamente da quali cose deve fuggire chi scrive una storia, da quali specialmente tenersi puro e mondo; e dipoi che deve egli fare per non fallire la via diritta e più breve, come incominciare, come ordinare i fatti, che misura dare a ciascuno di essi, quali tacere, quali esporre lungamente, quali è meglio accennare, come narrarli ed unirli; ed altrettali cose che diremo dipoi. Per ora parliamo dei vizi che stanno coi cattivi scrittori. Degli errori che sono comuni ad ogni specie di scrittura, nella lingua, nell’armonia, nelle sentenze, ed ogni altra mancanza d’arte, saria lungo a discorrere, e non entrano nel mio argomento. Gli errori poi che si commettono nelle storie, li troverai facilmente, se avrai la pazienza che ho avuta io di prestar le orecchie ad ascoltarle tutte. Nondimeno non sarà fuor di proposito ricordarne alcuni, per dare un esempio di questa maniera di scritture. E primamente consideriamo che grande errore fanno molti di questi scrittori, i quali invece di narrare i fatti avvenuti, si spaziano a lodare principi e capitani, levando a cielo i nostri, gettando a terra sconvenevolmente i nemici: senza sapere che la storia è distinta e separata dall’encomio, vi sta un muro di mezzo, sono lontani, come dicono i musici, due ottave l’una dall’altro. Chi scrive un encomio ha il solo scopo di lodare e compiacere per qualunque modo il lodato; e se anche con la bugia vi riesce, non se ne cura: ma se una bugia anche piccola cade nella storia, ella non la sopporta, come quella che i medici chiamano l’asperarteria, non sopporta qualunque bricioletta vada giù per essa. E pare ancora che costoro non sappiano come altri propositi e regole ha la poesia, ed altri la storia. Lì è piena libertà, ed una sola legge, ciò che piace al poeta: il quale invasato ed inspirato dalle Muse, ancorchè voglia aggiogare cavalli alati ad un cocchio, e faccia correre alcuni su le acque o sulle punte delle spighe, non gli si può dir nulla: e quando il loro Giove con una catena solleva e tiene sospesa la terra ed il mare, essi non temono che la si rompa, e l’universo vada giù in conquasso. Anzi se vogliono lodare Agamennone non puoi impedirli che lo facciano simigliante pel capo e per gli occhi a Giove, pel petto a Nettuno, pel cinto a Marte; chè dev’essere un composto di tutti gli Dei il figliuolo d’Atreo e d’Aeropa, e non basta il solo Giove, o Nettuno, o Marte a dargli compiuta bellezza. Se la storia accoglie siffatte adulazioni, che altro ella diventa se non una poesia pedestre, priva di poetica magniloquenza, e che senza versi, però senza bellezza, racconta tante bugie? Grande, anzi stragrande è questo errore di non distinguere ciò che conviene alla storia, e ciò che alla poesia, ed introdurre nella storia i vezzi e gli ornamenti poetici, la favola, l’encomio, e le altre pompose esagerazioni: come se ad un atleta robusto, e di quelli che paion proprio querce, uno mettesse indosso una gonnella di porpora ed altri ornamenti di cortigiana, e gli dipingesse ed imbellettasse la faccia. Per Ercole! come lo renderebbe ridicolo, come lo brutterebbe con quello adornamento! Non dico io già che non si debba lodare nella storia talvolta, ma si deve lodare a tempo opportuno, e con certa misura, e da non dispiacere agli avvenire che leggeranno, perocchè in questo bisogna aver molto riguardo alla posterità, come dirò fra poco. Coloro poi i quali credono che la storia contenga due parti, il dilettevole e l’utile, e però v’introducono l’encomio, come quello che diletta e rallegra i leggitori, vanno assai lungi dal vero. Questa distinzione è falsa perchè uno è il fine della storia, l’utile, che si ottiene dal solo vero. Se vi si aggiunge il dilettevole, è meglio, come la bellezza all’atleta: se no, Nicostrato d’Isidoto sarà sempre tenuto un altro Ercole, perchè prode e più forte di due lottatori, benchè sia bruttissimo d’aspetto: e il
bello Alceo di Mileto lotterà con lui, e diverrà, come dicono, innamorato di Nicostrato.20 Così la storia se avrà per giunta un po’ di dilettevole attirerà più innamorati; ma finchè ella avrà la propria perfezione, cioè la esposizione del vero, si curerà poco della bellezza. Ed ancora è da notare un’altra cosa, che nella storia non è dilettevole ciò che è interamente favoloso, e le lodi sperticate sono per ogni verso pericolose, se pensi che non ti ascolta il volgo e la gente minuta, ma uomini che stanno lì per giudicarti, per appuntarti di tutto, che non si lascerebbono sfuggire un ette, che hanno occhi più acuti di quelli di Argo e in tutto il corpo, che osservano ad una ad una le cose che dici, come i cambiatori le monete, che rigettano subito le false, e ricevono le correnti e di buon conio. A questi si deve avere riguardo quando si scrive, e non darsi pensiero degli altri, ancorchè scoppino in applausi. Se non avrai riguardo a questi, se condirai la storia con favole, con lodi, e con altre blandizie, tu la renderai simile ad Ercole in Lidia. Certo hai veduto in qualche parte dipinto Ercole divenuto servo di Onfale, vestito stranissimamente: lei con la pelle del lione indosso e con la clava in mano, come una vera Ercolessa; lui in gonnella di croco e di porpora, in atto di scardassar lana, ed avere da Onfale la sculacciata col sandalo. Sozzo spettacolo vedere il corpo mezzo scoverto della veste, ed un dio sì virile divenuto una femminetta. Il volgo forse ti loderà; ma i pochi savi, ai quali tu non pensi, assai piacevolmente ne rideranno, vedendo la stranezza, la sconvenienza, la ripugnanza della cosa: perchè il proprio di ciascuna cosa è bello; ma se poi togli il proprio al brutto, lo fai bruttissimo. Lascio di dire che le lodi, forse piacevoli al lodato, sono spiacevoli agli altri, specialmente se troppo esagerate: come le fanno molti, che per cattivarsi la benevolenza dei lodati, riescono nella più spiattellata adulazione: chè non sanno farlo con arte, non velano le carezze, ma si gettano a sparpagliare un mondo di menzogne incredibili e sbardellate. Onde neppure conseguono il fine che essi desiderano: perchè i lodati, massime se sono uomini di senno, se ne stomacano, e li sfatano come adulatori.
(continua)

giovedì 22 novembre 2018

Stato ed Antistato

UNA FINESTRA SUL MONDO
Si da per scontato il concetto di Stato,
 con la sua sovranità e le sue prerogative.
In realtà esistono Stati che hanno al loro interno
formazioni che, su diversi nasi e motivi danno vita
 a forme di antistato.
Tali forme possono assumere varie forme, tra cui
 quelle delle organizzazioni cosiddette criminali sono più comuni
Si porta nella carta l'esempio della Colombia




Fonte LIMES, rivista di Geopolitica

www.ilmioabbonamento.it

mercoledì 21 novembre 2018

Dizionario minimo della Grande Guerra. Ringraziamenti

NOTIZIE CESVAM
 Il primo ciclo del Dizionario minimo della Grande Guerra
Le persone che hanno partecipato
a questi lavori sono state riportate 
in una pagina di ciascun dizionario
In questo momento il CESVAM si sente di ringraziare tutto il personale sotto nominato per la  collaborazione.


Il “Dizionario Minimo della Grande Guerra” ha visto la luce grazie alla attività
de CeSVaM – Centro Studi sul Valor Militare attivo in seno all’Istituto
del Nastro Azzurro fra Combattenti decorati al Valor Militare. Il CeSVaM,
nel quadro della proposta, e realizzazione del progetto omonimo presentato
ed accettato dal Ministero della Difesa, ha dato vita ad una attività a cui
hanno partecipato varie persone che hanno contribuito, ognuno assolvendo
il proprio compito, alla realizzazione del Dizionario.

Tali persone sono:
Carlo Maria Magnani, generale, Presidente dell’Istituto del Nastro Azzurro
fra Combattenti decorati al Valor Militare;
Massimo Coltrinari, generale, Direttore del Centro Studi sul Valore Militare
e responsabile scientifico;
Giancarlo Ramaccia, professore, Collegio degli scrittori della Rivista “Quaderni”;
Luigi Marsibilio, generale, Collegio degli scrittori della Rivista “Quaderni”;
Giovanni Cecini, storico, Collegio degli scrittori della Rivista “Quaderni”;
Osvaldo Biribicchi, ufficiale dell’Esercito, Collegio degli scrittori della Rivista
“Quaderni”;
Alessia Biasiolo, professoressa, collaboratrice della Rivista “Quaderni”;
Roberta Bottoni, Istituto del Nastro Azzurro;
Chiara Carandente, Istituto del Nastro Azzurro.

Hanno partecipato alla redazione del Dizionario con i
loro contributi:

Carmine Aulicicco, colonnello;
Gabriele Battista, ingegnere;
Stefano Bernini, Presidente Federazione Pistoia;
Gianluca Bonci, ufficiale dell’Esercito;
Emanuele Cerutti, Direttore Museo del nastro Azzurro di Salò;
Giorgio Clemente, ufficiale dell’Esercito;
Antonio Cuozzo, generale;
Gianluca Coltrinari, ingegnere;
Antonio Daniele, generale, Direttore del Periodo “il Nastro Azzurro”;
Mario Di Spirito, generale;
Dante Gatta, ricercatore CeSVaM, 2016
Giorgio Lavorini, Presidente Federazione di Prato;
Francesco Leone, avvocato, 2016
Anna Maria Menotti, membro del CeSVaM, 2017
Eleonora Palone, ricercatrice CeSVaM, 2016
Alessio Pecce, ricercatore CeSVaM;
Mario Pereira, Vice Presidente Federazione di Pistoia;
Massimo Squillaci, collaboratore Rivista “QUADERNI”;
Pericle Tiscione, ufficiale dell’Esercito.

Per la edizione dei volumi, non si può non ringraziare Gennaro Guerriero
per la sua disponibilità, ed i suoi collaboratori Angela Corgnale, Sergio Fusco,
Gennaro Ponzio, e, in particolare Laura Licata e Chiara Mastrantonio
che hanno dato preziosi consigli sulla realizzazione grafica. Infine, un ringraziamento
particolare alla Sig.ra Paola Tomasini che ha predisposto gli
indici dei nomi e ha provveduto alla revisione finale del testo.

martedì 20 novembre 2018

Master in Storia militare contemporanea 1796 - 1960 II

NOTIZIE CESVAM
 Si pubblica la locandina relativa
 al Master di I Livello in
"Storia Militare Contemporanea"
Distribuita anche in occasione dell'Incontro  con il Signor Ministro,
e per via informatica a tutte le Associazioni Combattentistiche e d'Arma,
attesta l'impegno dell'Istituto del  Azzurro verso i giovani.
Dai primi riscontri si rileva un generale plauso a questa iniziativa
da parte delle Massime Autorità Vigilanti e da parte dei Presidenti delle
Associazioni Combattentistiche e d'Arma. 






informazioni
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

lunedì 19 novembre 2018

Master in Storia Militare Contemporanea 1796 - 1960 I

NOTIZIE CESVAM
Il Master in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960
attivato presso la Università Niccolò Cusano telematica Roma
è entrato nella sua fase attiva.
L'Ufficio Master della Università ha comunicato
che sono già arrivate le prime iscrizioni.
Si pubblica il comunicato relativo al Master,
 diffuso fra le Associazioni Combattentistiche e d'Arma
in occasione della Riunione Annuale con il Ministro della Difesa
tenutasi al Centro Alti Studi della Difesa in Roma, lo scorso giovedì 15 novembre 2018




ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO
FRA COMBATTENTI DECORATI AL VALOR MILITARE

COMUNICATO

Il Presidente del Nastro Azzurro, gen. Carlo Maria Magnani, attraverso il  CESVAM – Centro Studi sul Valor Militare, in patnerschip con l'Università degli Studi Nicolò Cusano, telematica Roma, ha proposto ed è stato attivato un Master di I Livello in:

STORIA MILITARE CONTEMPORANEA 1796 – 1960

presso la Facoltà di Scienze Politiche per l'anno Accademico 2018-2019, della durata di 1500 ore e per complessivi 60 CFU.
Tale Master propone ai partecipanti le conoscenze riguardanti un approccio interdisciplinare alla ricostruzione ed intepretazione di un avvenimento militare. Prevede l'erogazione dei seguenti insegnamenti: Storia del Risorgimento, Storia Moderna, Storia Contenporanea, Storiografia, Geografia Generale, Geografia Storica e Militare, Storia delle Dottrine ed Ordinamenti Militari, Logistica ed Armamenti, Scienze Strategiche ed è strutturato nei seguenti moduli. L’articolato dei Moduli è in allegato, insieme al Bando. I Moduli saranno svolti nella modalità e-learning e saranno supportati da apposite sinossi (da scaricare informaticamente) e da test di autovalutazione per la verifica di apprendimento.
I Partecipanti potranno disporre del supporto di Tutor per gli approfondimenti, inoltre durante l'anno, saranno attivati "seminari tematici" resso la sede nazionale dell'Istituto del Nastro Azzurro Piazza Galeno 1 sulla base delle richieste pervenute.
L'Esame finale consiste nella discussione di una "breve tesi" concordata con la Direzione Scietifica del Master e seguita dai  Docenti del Master.

L'Istituto del Nastro Azzurro e la Presidenza Nazionale nel dare comunicazione alle Federazioni di questa attività, annunciata al XXX Congresso Nazionale di Napoli, indirizzata alla formazione e che ulteriormente aumenta il prestigio dell‘Istituto, invita tutti i Presidenti delle Federazioni Provinciali di farsi portavoce nei singoli territori di pertinenza di questa iniziativa, tenendo presente che il Master è rivolto ai giovani, nella fascia di età dai venticinque ai quaranta anni, ovvero a coloro che sono in cerca di una occupazione e vogliono acquisire titoli, e coloro che già nel mondo del lavoro, voglio aiutarsi nella progessione di carriera.
Detto invito è esteso anche alle Associazioni Combattentistiche consorelle, con messaggio analogo, consisderando che i soci di entrambi non sono, per lo più, annoverabili ed inseribili nelle indicazioni di cui sopra; quindi questo comunicato è inteso come il comune sforzo di colloquiare con le nuovi generazioni, in modo costruttivo e fattivo a favore della conoscenza del nostro mondo militare, coì poco conosciuto o male inteso nelle nostre comunità e collettivita.

Informa inoltre che per ogni chiarimento in merito si può contattare il CESVAM (alla e mail: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org) e, per chi è interessato alla partecipazione, è possibile rivolgersi all‘Universtà degli Studi Nicolò Cusano Segreteria Generale Master via Don Carlo Gnocchi 3 00166 Roma, infomaster@unicusano.it, oppure sul sito della Università Nicolò Cusano www.unicusano.it/master. Inoltre si può utilizzare la email: contatti@unicusano.it oppure il numero verde 800.98.7373 o i telefoni 06 45678350 oppure 06 70307312,
Il Bando del Master è pubblicato presso il sito della Universita degli Studi Nicolò Cusano Telematica Roma (www.universitacusano.it/master). A questo comunicato è annessa la locandina, il bando, l’articolato e la nota delle agevolazioni che l’Istituto del Nastro Azzurro accorda ad eventuali frequentatori nell’utilizzo e impiego del master.


domenica 18 novembre 2018

Le bugie di un referendum contro la U. E.

UNA FINESTRA SUL MONDO
La Brexit ha indebolito l'Unione Europea.
La Gran Bretagna è in un vicolo cieco di 
parole e povertà. Tutti hanno perso
Le bugie dei brixter  durante il referendum si sono rilevate abominevoli.
Chi paga è il popolo britannico,
 che, peraltro, è il primo responsabile di questa situazione.
 Il futuro è più+ nero di quello che si pensi.






sabato 17 novembre 2018

L'Eroismo del sergente W. Kaiser.


APPROFONDIMENTI
Il Valore Militare si manifesta a tutte le latitudini
Nelle operazioni per l'annientamento della testa di ponte 
 da parte della XIV armata tedesca
 si distinse un sergente statunitense
che. 'iniziativa, fermò l'azione delle unità carriste tedesche.





Quando l'attacco iniziò, il sergente Charles W. Kaiser fermati della Compagnia A, del 191° Battaglione carri armati si piazzò dietro una casa colonica a 500 metri da Aprilia. Il suo carro n. 2 fu eliminato in mattinata da un proietto di artiglieria. A mezzogiorno la fanteria nemica passò il fossato accanto alla strada che conduceva alla casa colonica. Volgendo la torretta del suo carro n. 1 il sergente sparò un colpo da 75 mm. che rasentò la casa ed esplose in mezzo ai nemici. Un secondo tentativo di prendere la casa fu frustato con bombe a mano. Due carri armati nemici si avvicinarono giù per la strada. Nascosto dalla nuvola di polvere sollevatasi attorno alla casa, il sergente Kaiser fece avanzare il suo carro n. 1, eliminò un carro armato nemico con tre colpi e con quattro appiccò il fuoco ad un altro; colpi ben diretti raggiunsero l'equipaggio mentre tentava di venire fuori.
Alle 14,30 il carro n. 3 fu colpito in pieno. La radio che il sergente Kaiser aveva usata per dirigere il tiro dell'artiglieria fu danneggiata ed egli non poté ricevere l'ordine di ritirarsi emanato dal suo comandante di plotone tenente William E. Nangle. Alle 16,15 sopraggiunsero altri 6 carri armati. Il sergente creandosi una cortina di fumo cercò di passare con l'aiuto di essa attraverso la campagna; 260 metri dalla casa il suo carro fu colpito ed il pilota ucciso. Il sergente Kaiser gravemente ustionato si nascose in un fosso fino a dopo il crepuscolo e allora ritornò al suo battaglione.
Il 191° Battaglione carri armati, aveva perduto 7 carri armati ma ne aveva distrutti 15 nemici; altri 7 erano stati eliminati dai cannoni controcarri.

Fonte:  AA, VV, Anzo Beachhead, Waschington, US Departmente of Defence, 1948


Situazione delle forze contrapposte alla data del 15 febbraio 1944
sulla testa di ponte di Anzio


venerdì 16 novembre 2018

Ex Libris. Libri antichi

MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
Roma, negozio di libri antichi.
Una delle fonti primarie per
la ricerca di volumi rari e particolari.
Le ricerche del CESVAM basate
su fonti documentali pubbliche di pregio può trovare sipporto in questo negozio



mercoledì 14 novembre 2018

Emblema Araldico. Una nota

DIBATTITI
Venerdì 16 novembre 2018, 
in occasione del 202° Anniversario della Fondazione del Corpo,
a Maddaloni, 
 il Presidente Nazionale consegnerà
 l'Emblema Araldico
 al Tenente Generale. Salvatore Farì,
 Capo del Corpo di Commissariato
Si riporta una nota dell'Avv. Francesco Atanasio, Consigliere Nazionale del Nastro Azzurro.


Per salvaguardare il patrimonio ideale delle migliaia di decorati al valor militare ( solo la Sicilia ne poteva vantare oltre 10.000) su idea della M.O.V.M. Ettore Viola, sotto la presidenza del gen. Pirzio Biroli si redigeva a Roma il 23 febbraio 1923 l’atto fondativo della “Legione Azzurra”: lo firmavano con Viola Acerbo, Balbo, Casagrande, De Vecchi, Guzzoni, Bronci, Paolucci, Pellizzeri, Simoni , tutti decorati al v.m. Il 21 aprile, con una solenne cerimonia nell’Aula senatoria del Campidoglio, il Capo del Governo Mussolini consegnava l’Orifiamma nazionale al comitato centrale del sodalizio e suggeriva di fargli assumere la denominazione di “Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti decorati al valor militare” (con chiaro riferimento al colore del nastro serico al quale è attaccata la decorazione metallica). Vittorio Emanuele III con Regio Decreto del 17 novembre 1927, concedeva al sodalizio (elevato al rango di Ente Morale l’anno successivo ) “la facoltà di far uso di un Emblema…e del quale possono fregiarsi i Soci dell’Istituto stesso, a seconda dei meriti da ciascuno di essi acquisiti: scudo sannitico timbrato da un elmo corrispondente al tipo pesante, adottato nella nostra guerra per il taglio dei reticolati nemici: detto elmo sarà ornato da fregi decorativi d’argento, d’azzurro e d’oro. Il capo, il campo e la campagna divisi da filetti d’oro e in azzurro tutti o in parte, a seconda delle decorazioni acquisite da chi può portare l’emblema; sul campo il Nastro dell’Ordine Militare di Savoia, nei suoi colori, posto in banda, filettato d’oro pei decorati dell’Ordine stesso; su campo d’oro o su campo azzurro, se oltre a detta decorazione, l’insignito possieda anche medaglie d’oro e d’argento. Quando manchi l’Ordine Militare di Savoia, un filetto d’oro posto in banda.
In alto a destra, una o più stelle d’oro se il decorato gode di una o più medaglie d’oro al Valor Militare; sotto a sinistra una o più stelle d’argento a seconda delle acquisite medaglie d’argento; sul campo una o più corone reali, d’oro per gli ufficiali superiori e d’argento per gli ufficiali inferiori a seconda delle promozioni per merito di guerra, eventualmente ordinate in fascia. La campagna divisa con filetti d’oro posti in palo in scomparti corrispondenti ciascuno ad una medaglia d’argento.
Quando il Socio è insignito soltanto di medaglia di bronzo, ed eventualmente di promozioni per merito di guerra, le medaglie di bronzo vengono indicate sul campo; per una sola medaglia il campo è tutto azzurro con filetto d’oro posto in banda; per più medaglie, è diviso da filetti di oro, in altrettante fasce orizzontali azzurre, restando abolito il filetto posto in banda” . Il Sovrano trasmetteva “solenne documento della accordata grazia all’Ente concessionario” con Lettere Patenti del 29 marzo 1928. Con Regio Decreto del 19 dicembre 1935 estendeva tale facoltà ai decorati di “Croce al Valor Militare” precisando che l’emblema all’interno di “eguale scudo sannitico” avrebbe contenuto “le caratteristiche della decorazione che sono gli smalti di bianco e di azzurro variamenti disposti nei modi e nelle forme stabilite dal Direttorio Nazionale dell’Istituto, a secondo che le Croci di guerra al Valor Militare concesse al Socio siano una o più e debbano al caso accompagnarsi ai vari segni di distinzione di cui al nostro Decreto del 17 novembre 1927 – V.E.F. per altri meriti militari eventualmente acquisiti dal Socio stesso”. Il decreto veniva rimesso all’Istituto con Lettere Patenti del 16 gennaio 1936. Ciascun decorato acquisiva pertanto la facoltà e il diritto di fare uso del descritto emblema in riferimento alle decorazioni ottenute: tale facoltà è stata confermata dall’attuale ordinamento istituzionale con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 158 del 10 gennaio 1966, che sanzionava il nuovo Statuto del sodalizio. La Presidenza nazionale, ai sensi dell’art. 7 del vigente Regolamento, rilascia l’Emblema araldico al socio che fa richiesta allegando le motivazioni delle ricompense ottenute: eguale richiesta possono formulare i congiunti dei titolari dei ricompense al v.m. caduti, dispersi o deceduti per cause di guerra, iscritti all’Istituto con la qualità di “Soci aderenti”. Si è discusso in dottrina sulla natura di tale riconoscimento araldico: lo si può ritenere il segno distintivo di una “nobiltà generosa”, concessa a titolo personale dal Capo dello Stato in ragione delle specifiche benemerenze acquisite in campo militare. Con Regio Decreto n. 2210 del 16 dicembre 1927 fu regolato “l’ordine delle precedenze fra le varie cariche e dignità” a Corte e nelle pubbliche funzioni: l’articolo 1 prevedeva nella categoria IV al 13° posto il Presidente dell’Istituto del Nastro Azzurro e nella categoria VIII i Presidenti delle Federazioni Provinciali. “Nei ricevimenti e nelle pubbliche funzioni, cui si interviene in corpo” l’art. 2 assegnava al Comitato centrale dell’Istituto del Nastro Azzurro il 21° posto, dopo la Deputazione dei Consigli superiori dei Ministri e prima dei Consigli di Amministrazione dell’Istituto di emissione del Regno, della Cassa Depositi e Prestiti e degli Istituti di previdenza e di assicurazione. Il carattere strettamente apolitico del sodalizio gli ha consentito di superare indenne il mutamento istituzionale del 1946 pur dovendo modificare lo Statuto nel 1951 e nel 1975.

Francesco Atanasio