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lunedì 25 ottobre 2021

Messe: l'" inciso" per Gariboldi in merito all'impiego della 8a Armata in Russia Luglio 1942

 APPROFONDIMENTI

 Massimo Coltrinari

Uno dei tanti  errori commessi nella campagna di Russia, fu quello di non affidare al Generale Messe il comando dell'8a Armata, nel luglio 1942 comando che fu affidato al generale Italo Gariboldi, più anziano nell'annuario di Messe. L'esperienza acquisita in un anno di guerra al Comando del C.I.S.R doveva consigliare, oltre ai brillanti risultati conseguiti di affidare il comando dell'Armata, anche in considerazione del credito e del rispetto che Messe aveva presso i tedeschi, a Messe.  Come per gran parte delle cose riguardanti la nostra seconda guerra mondiale prevalsero considerazioni diverse; il merito e la capacità furono messe da parte. I risultati, anche se vi concorrono anche e più gravi motivi, del disastro della 8a Armata sono sotto gli occhi di tutti. L'annuncio dei disastri lo si può leggere in questo passo della Relazione  che il generale Giovanni Messe redasse al rientro in Italia (Archivio Resta, Comando del Corpo di Spedizione Italiano in Russia, Relazione sugli avvenimenti del Corpo di Spedizione in Russia e del XXXV° Corpo D'Armata (C:I:S:R:), 1 luglio 1941 - 30 settembre 1942) 

"Al mattino del 17 (luglio 1942) la "Sforzesca" assunse la responsabilità di tutto il territorio del 198° divisione germanica, di guisa che il Corpo di Armata si attribuì il settore compreso fra la linea sud dell'abitato di Faschtschevka - sud di Krassnij Lutsch - sud di Rovjenki, sulla destra, e la linea nord di Scheterovka - sud di Nal Nikolajevka - sud di Novo Bulakovka e sud Golnbovoschtka, sulla sinistra.

Per ordine del Comando 8^ Armata la divisione "Torino" era incorporata definitivamente nel II° Corpo d'Armata e mosse dalle sue posizioni d'attesa per raggiungere la zona ad oriente di Debalzevo, e proseguire poi su Voroschilovgrad. Non senza dispiacere vidi allontanarsi dai ranghi del XXXV° Corpo d'Armata questa mia gagliarda unità che nel corso della campagna aveva dato solida testimonianza di pregi militari .

E desidero fare subito un inciso. Quali potevano essere state le ragioni che avevano indotto il Comandante dell'Armata ad assegnarmi in un primo tempo in rinforzo la divisione "Sforzesca" per poi sottrarmi la "Torino" in piena battaglia? Allora, pur con scarsa convinzione rigettai dalle mie mente supposizioni poco gradite ma oggi, alla luce anche degli avvenimenti successivi, non posso del tutto respingere l'idea che ciò fu fatto nell'intento di smembrare il C.S.I.R., cancellarne la fisionomia e la forte personalità morale e spirituale che esso si era formata in 12 mesi di dura campagna, minimizzarlo per farne una qualunque corpo d'armata alla stregua di quelli nuovi giunti come se non contasse l'esperienza acquista, il patrimonio ideale di valore, di sacrificio di operosità conquistato a prezzo di dure lotte la cui forza poteva esprimere benefici effetti anche per le armate. Si intese con ciò svalutare lo sforzo compiuto e le difficoltà superate ritenendo forse che il C.S.I.R. ne avesse rafforzato le tinte per accrescere il proprio prestigio ed esaltare i propri meriti.

Non si comprese che si trattava invece di cruda realtà ed averla voluto ignorare o valutare con leggerezza concorse indubbiamente e rendo più penose le tristi vicende cui successivamente soggiacque 1'8a Armata.

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