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giovedì 21 ottobre 2021

L'Afganistan e le guerre dell'800. 10 Parte. 1880

 APPROFONDIMENTI 

 La Seconda Guerra Afgana 1880

Massimo Coltrinari

a.    Gli avvenimenti politici ed economici durante le operazioni

(1)     Iniziative politiche ed economiche dei belligeranti

Si ricorda, durante le ostilità, il “trattato di Gundamak”, il 7 maggio 1879, in cui Jacub-Khan credette di non poter più resistere alle operazioni belliche anglo-indiane, che prevedeva eterna amicizia tra Inghilterra ed Afghanistan, l'amnistia per gli afgani amici degli anglo-indiani, obbligo per l'emiro di consigliarsi, nelle sue relazioni internazionali con il governo britannico, che si impegna a difendere gli afgani da ogni attacco ed infine la nomina di un agente inglese con sede a scorta a Cabul.

(2)     Interferenze di Parti o Paesi: inesistente

(3)     Interferenze di “movimenti” simpatizzanti: inesistenti

(4)     Interforze di neutrali: inesistenti

b.    Considerazioni riepilogative

(1)     Sull’impostazione, lo sviluppo ed i risultati delle operazioni di guerra

La Gran Bretagna, trascinata da una politica aggressiva, si trovava con forze indebolite ed impegnate in teatri distanti del mondo. La catastrofe d'Isandula aveva avuto in Europa un ritorno negativo. Nell'Africa settentrionale l’influenza britannica aveva ricevuto un duro colpo da Ismail, vice rè dell'Egitto; mentre Caffì, re degli Ascianti, nell'Africa occidentale aveva respinto lo offerte inglesi di farsi intermediaria tra lui ed il re di Adansa. Quando le truppe britanniche erano impegnate nel labirinto dell'Afghanistan, il re Thibo di Birmania cominciava a mostrare intenzioni belligeranti; nè era possibile richiamarlo al dovere con quell'esercito anglo-indiano, tutto attirato verso la frontiera opposta. Vi era inoltre la questione d'Oriente e i pericoli da parte della Russia, determinata alla conquista di Cipro. Ecco i motivi per cui il governo inglese cercasse di finire quella guerra afgana ormai ingloriosa, che si prolungava oltre misura, che stava per diventare sanguinosa, con stenti per i soldati in termini di fame e freddo.

(2)     Sui riflessi esercitati su di esse dagli avvenimenti politici ed economici verificatisi durante il loro svolgimento

Non si è trattato di un trionfo inglese, anche se è difficile sostenere che l’esercito di Londra sia stato sconfitto. L’Afghanistan uscì dal conflitto come un Paese riconosciuto e questo può considerarsi il risultato più duraturo che ha ottenuto. Ritornando alla figura di Rahman-Khan, lo stesso era considerato, da entrambe le potenze in competizione, Russia e gran Bretagna, un re che non avrebbe fatto gli interessi né degli uni né degli altri, ma solo del suo popolo. In ciò vi era la necessità di liberarsi di un gravoso fardello, politicamente scomodo. Dette interferenze esterne provocarono enorme confusione interna. Rahman, noto come l’Emiro di Ferro fu lui a chiarire il dilemma in un’autobiografia ritenuta autentica sul ruolo del suo Paese. Lo stesso non era però accettato all’unanimità dal popolo afgano: infatti il suo controllo comprendeva la capitale e la parte Nord del Paese. Ad Herat, il cugino Ayub Khan iniziò autonomamente a pretendere il trono, riuscendo anche a sconfiggere le truppe britanniche a Kandahar.  L’esercito inglese riuscì però a reagire e a cacciare dalla città le truppe di Eiub-Khan, che fu offerta al controllo di Rahman. La stessa era considerata crocevia fondamentale che non poteva solo essere evacuata ed inoltre gli afgani sarebbero così stati più inclini sostenere la politica inglese, se gli inglesi non avessero interferito negli affari dell’Afghanistan.  Abdur Rahman accettò il ruolo di stato cuscinetto che gli inglesi diedero al Paese, non riuscendo però a sedare definitivamente le tribù ostili che non ne riconoscevano l’autorità. L’Emiro di Ferro accettò la perdita di regioni di confine oggetto di contenzioso con l’India britannica, ingoiò i rospi della Durand Line, che nel 1893 venne tracciata, stabilendo la frontiera occidentale dell’Afghanistan, e del corridoio di Wakhan ed acconsentì a cedere alla Gran Bretagna la direzione della politica estera afgana. In cambio l’emiro ricevette 1,2 milioni di rupie in contributi annuali, aumentati a 1,85 milioni dopo che si inchinò davanti all’imposizione dei confini, cosa che gli fece guadagnare di volta in volta un premio in armamenti inglesi, riuscendo a  costituire un esercito nazionale permanente. Ma mentre si dotava di armi moderne, impediva la nascita di scuole e ferrovie moderne.

All’inizio degli anni ottanta gli inglesi avevano così creato uno Stato cuscinetto ragionevolmente stabile, che li proteggesse da interferenze russe, mettendo al sicuro le ricchezze dell’India britannica. Gli attuali confini afgani risalgono infatti al regno di Abdur Rahman. I russi non erano disposti a restare a guardare. Nel 1877 la città di Kashgar era tornata a far parte dello Xinjiang, il Turkmenistan cinese, con critiche enormi di Pietroburgo, che potè soltanto mantenere un console nella città, avviando altresì un’intensa attività commerciale con un vantaggio di tempo rilevante rispetto agli inglesi.




I precedenti post sono stat pubblicati in data 22,23 e 25 ottobre; e 2,3 6, 13, 14, 20, 21 otoobre 2021

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