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venerdì 25 ottobre 2019

Il Valor Militare nella provincia di Asti II Parte


DIBATTITI
Relazione presentata
 al Convegno in occasione della 
Giornata del Decorato
Torino aprile 2019



CONVEGNO
“Morte, minacci? Me non vedrai tremante”
I Caduti al Valor Militare di Asti e Provincia

Sessione Seconda
I Caduti al Valor Militare di Asti e Provincia


Presidente della Federazione di Asti

II Parte

Caduti al Valor Militare astigiani e Battaglia degli Altipiani
(15 maggio – 30 giugno 1916)

La cosiddetta Battaglia degli Altipiani, conosciuta anche, per il nome datogli dagli austriaci che la scatenarono, come “Strafexpedition”, fu combattuta fra il 15 maggio e il 30 giugno 1916.

Ben 21 “Caduti al Valor Militare” astigiani si sacrificarono proprio durante il suo corso.

I combattimenti iniziarono il 14 maggio 1916, con un deciso fuoco d’artiglieria austroungarico, mai effettuato prima, sulle posizioni italiane. Il mattino del giorno successivo, contro i nostri mosse una grandissima e preponderante massa nemica, ottenendo rapide conquiste che fecero temere il tracollo del nostro fronte.

Ciononostante, gli italiani contrattaccarono per riconquistare ogni posizione persa e si svilupparono mischie che in vari documenti del nostro Stato Maggiore furono definite “selvagge”.

Purtroppo, a un certo punto, gli austroungarici ebbero la meglio e gli italiani dovettero necessariamente iniziare la ritirata.

Con estrema speditezza Cadorna racimolò un buon numero di divisioni di riserva e con esse costituì la Quinta Armata. Essa, inviata speditamente in zona, fu capace, a metà giugno, di arrestare l’offensiva nemica quando questa era praticamente arrivata nella pianura vicentina. Allo scopo furono anche rimpatriati, in tutta fretta, soldati che in quel momento si trovavano in Albania e in Libia e s’ebbe anche l’apporto di unità inglesi e francesi

In effetti Cadorna corse un grande rischio, poiché per costituire la Quinta Armata furono tratti 120 battaglioni dal fronte isontino. Se il nemicolo fosse venuto a sapere, lì avrebbe certo scatenato subito un’offensiva che poteva avere per l’Italia esiti rovinosi.

Alla fine di giugno gli italiani passarono alla controffensiva che alla fine arrivò ad annullare i vantaggi ottenuti dal nemico.

A livello popolare, destò grande scalpore la morte o la cattura (con la conseguente esecuzione), di alcuni tra i più illustri e conosciuti personaggi dell'irredentismo italiano quali: Fabio Filzi; Damiano Chiesa; Cesare Battisti. La vita e la morte di questi personaggi avrebbero guidato, in Italia, molte delle campagne d'arruolamento e molta parte della letteratura propagandistica del periodo.

I Caduti al Valor Militare astigiani appartenenti agli alpini morirono su: il Pal Piccolo, il Monte Forame, l’Ortigara, il Monte di Mezzo.

Quelli appartenenti alla Fanteria erano in forza alle Brigate Liguria, Alessandria, Modena e al 26° Reggimento Lancieri di Vercelli.

Simbolico appare il monumento alla Beata Giovanna Maria Bonono, praticamente l’unico manufatto a rimanere in piedi in Asiago, cittadina completamente rasa al suolo perché finita e restata, purtroppo, nell’occhio del ciclone dei combattimenti.

Nella Battaglia degli Altipiani gli italiani ebbero circa 6 mila morti, gli austriaci circa la metà (3 mila).

Per inciso, alla luce di questo massacro, il fatto che oggi, qualche anima bella abbia chiamato “StrafXpedition” una corsa che parte dal Passo Vezena e termina ad Asiago, lascia veramente perplessi.

Caduti al Valor Militare astigiani e 10a Battaglia dell'Isonzo
(12 maggio – 5 giugno 1916)

La decima battaglia dell'Isonzo fu combattuta tra il 12 maggio e il 5 giugno 1917. Stavolta l’iniziativa fu italiana. L’obiettivo era quello di raggiungere Trieste. Stavolta erano gli austriaci a contare su un minor numero sia di truppe sia di artiglierie.

L’offensiva venne affidata alla 3ª Armata e al Comando della Zona di Gorizia (unione dei Corpi d'armata II, VI e VIII).

I Caduti al Valor Militare astigiani, che in totale furono 9, si contano soprattutto fra il 14 e il 23 maggio, in una fase in cui gli austriaci contrattaccarono ovunque con grande energia.

I Caduti al Valor militare astigiani alpini appartenevano tutti al 3° Reggimento. I fanti alle Brigate: Firenze; Ravenna; Arezzo; Bologna.

Alla fine della battaglia i progressi italiani compiuti con sanguinose giornate di battaglia ed ingenti perdite vennero in poche ore annullati. Come nel caso della Strafexpedition, ma purtroppo al contrario.

L'unico vantaggio rimasto agli italiani fu il mantenimento del costone Cucco di Plava - Vòdice. Commuove il fatto che tutti gli alpini astigiani Caduti al Valor Militare durante la decima Battaglia dell'Isonzo morirono tutti proprio sul Monte Vòdice.

Ecco perché sulla sua cima ovest si trova una colonna sormontata da una fiera nera aquila, che li ricorda.

Nell'ambito della Decima battaglia dell'Isonzo inoltre si ebbero grandi scontri nei cieli nel corso dei quali, il neonato Corpo Aeronautico Italiano effettuò importanti azioni di massa assicurandosi sempre la meglio.

Da parte italiana si contarono 36.000. Gli austro-ungarici ebbero, invece, 17.000 morti (meno della metà).

Caduti al Valor Militare astigiani e Battaglia del Solstizio
(15 giugno – 22 giugno 1918)

La battaglia del solstizio durò dal 15 giugno al 22 giugno 1918 e fu scatenata dagli austro-ungarici mediante, ancora una volta, un massiccio bombardamento del fronte italiano sul Piave.

Forti del risultato di Caporetto dell’ottobre precedente, i nostri nemici pensano di assestarci il colpo di grazia e in effetti durante le prime ore dei combattimenti la cosa sembrava possibile. Nel pomeriggio dello stesso giorno, però, la situazione cambiò radicalmente a favore delle nostre armi e il 16 giugno l’avanzata era già stata arrestata.

Il ruolo dei servizi di informazione italiani fu molto efficace e avvertì anche del’uso dei gas, così che gli i nostri non si trovarono impreparati proprio come a Caporetto. Anche stavolta l’impiego del nostro Corpo Aeronautico rappresentò un elemento d’arresto per i nostri avversari.

Non tutto, purtroppo, andò per il meglio, infatti, il 19 giugno 1918, volando sopra il Montello, morì il Maggiore Francesco Baracca.

In quello stesso giorno, però, avvenne l’importante successo della famosa “carica di San Pietro Novello”. In quell’omonima frazione presso Monastir di Treviso, il VII Lancieri di Milano, numericamente inferiore, respinse l’avanzata degli austro-ungarici che si erano infiltrati oltre il Piave.

I soldati asburgici cercarono di resistere ancora qualche giorno ma l’arrivo tempestivo delle riserve italiane e il forte innalzamento del livello del Piave, dovuto alle abbondanti piogge, il famoso e musicato “rigonfiar dell’onde” determinò, il 24 giugno la fine della battaglia.

Si stima che i morti italiani furono circa 8 mila, quelli austriaci circa 11 mila.

I Caduti al Valor Militare astigiani furono 9. Fra loro, questa volta non vi fu nessun alpino, perché dopo Caporetto il fronte si era spostato in pianura.

Dopo soli quattro mesi da questa battaglia, arrivarono le radiose giornate di Vittorio Veneto che portarono l’Italia alla definitiva Vittoria.

Nell’accomiatarmi, desidero commemorare, insieme a tutti i 136 Caduti al valor Militare astigiani, sfortunati soldati “dalla storia spezzata”, tutti i nostri caduti di guerra, non solo della prima, ma di tutte le guerre e, in ultimo, anche delle nostre missioni di pace.

Desidero anche onorare le vittime che ci furono nemiche. Da tempo il Nastro Azzurro svolge preziose iniziative insieme alla Croce Nera austriaca, in ricordo dei nostri e dei loro caduti. Due popoli non più in guerra, mai più in guerra.

Per farlo, leggerò la motivazione della MAVM di un ragazzo del ‘99 nato a Castagnole Lanze, il soldato Giovanni Austa, appartenente al 41° Reggimento Fanteria (Brigata Modena), caduto a due mesi scarsi dalla fine della guerra:

Costante esempio di fermezza e di coraggio, visto cadere un soldato ferito, sprezzante del pericolo, sotto persistente e violento fuoco, con generoso slancio accorreva a prestargli aiuto, incoraggiandolo con nobili parole ispirate ad elevato senso patriottico, finché cadeva egli stesso colpito a morte. Roccolo (Monte Grappa), 9 settembre 1918.

Grazie a tutti.


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