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giovedì 9 dicembre 2021

Gli studenti scrivono. Cristian G. Agenzia Formativa "Don Angelo Teboldi", Lumezzane, Brescia

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Iniziativa Storia in Laboratorio/ Milite Ignoto


Da Aquileia a Roma. Il viaggio del Milite Ignoto di Christian G.

Il 28 ottobre 1921, alla stazione di Aquileia, la bara del Milite Ignoto, scelta dalla signora Maria Bergamas, fu posta su un carro ferroviario su un affusto di cannone, disegnato appositamente da Guido Cirilli; su un lato erano scritte la date MCMXV-MCMXVIII (1915-1918); invece sul lato opposto era riportata la citazione dantesca: “L’ombra sva torna ch’era dipartita”.

Il treno partì la mattina seguente, il 29 ottobre del 1921, alle ore otto. Oltre al carro con la bara, erano presenti 15 carri per raccogliere le corone di fiori lanciate dai cittadini, durante il tragitto; le altre carrozze di prima e di seconda classe erano destinate alla scorta d’onore. Il treno si fermava in ogni stazione cinque minuti ed effettuò in tutto 120 soste.

Il Ministero della Guerra ordinò il più rigoroso silenzio durante il passaggio del treno; erano vietati discorsi pubblici e all’arrivo nelle stazioni poteva essere suonata una sola volta “La canzone del Piave”.

Durante le fermate notturne a Venezia, Bologna e Arezzo era predisposto il cambio alle rappresentanze di senatori, di deputati, di madri, di vedove, di mutilati e di ex combattenti.

Per la trazione erano utilizzate due locomotive FS740. I macchinisti furono scelti tra i decorati di guerra, cioè persone ritenute eroiche e che avevano ottenuto medaglie d’oro, d’argento e di bronzo. Durante il passaggio del treno, la folla si inginocchiava; le donne e i bambini lanciavano i fiori; il saluto militare da parte di rappresentanze delle forze armate e di ex combattenti, le autorità religiose locali benedivano la salma. I fiori furono lanciati dal treno nelle acque del Piave, celebrando i caduti, al passaggio. La destinazione del viaggio fu la stazione di Portonaccio, la sera del primo novembre. La mattina seguente era previsto l’arrivo alla stazione di Roma Termini per le successive celebrazioni.

La mattina del 2 novembre, quando la bara del Milite Ignoto giunse alla stazione di Roma Termini, fu accolta dal Re e dalla famiglia reale, da bandiere, stendardi e insegne militari dell’Esercito, della Marina e della Guardia di Finanza, con generali, comandanti d’armata, capi di Stato maggiore dell’Esercito e della Marina. Erano invitati, insieme alle diverse cariche dello Stato, decorati di medaglia d’oro e rappresentanze di mutilati, di madri e vedove di caduti e di ex combattenti.

La bara, sostenuta dall’affusto di cannone, fu trasportata alla basilica di Santa Maria degli Angeli, affiancata da decorati della medaglia d’oro e seguita a piedi dal re Vittorio Emanuele III e dalle cariche dello Stato. In Piazza Esedra la bara del Milite Ignoto fu benedetto dal vescovo monsignor Angelo Bartolamasi e poi portata all’interno della Basilica a spalla, posta su un palco per la cerimonia.

La bara rimase nella chiesa fino al 4 novembre con un gruppo di soldati d’onore: quattro ufficiali, quattro sottufficiali, quattro caporali, quattro soldati, quattro mutilati e quattro ex combattenti. Durante il giorno la chiesa fu aperta al pubblico per permettere di rendere omaggio al caduto.

Il 4 novembre, terzo anniversario della fine della prima guerra mondiale, alle ore 8 e trenta, la bara fu caricata sull’affusto di cannone. Il lungo corteo delle varie armi di Esercito, Marina, Guardia di Finanza e Guardia di Pubblica Sicurezza, precedeva il carro seguito a sua volta da dieci madri e da dieci vedove di caduti, da rappresentanti di cariche dello Stato e dell’Esercito e dalla rappresentanza di mutilati ed ex combattenti.

All’Altare della Patria attendevano l’arrivo del corteo il re Vittorio Emanuele III con la famiglia reale e le più alte cariche dello Stato, insieme a rappresentanze di vedove di caduti in guerra, di grandi mutilati, di associazioni e di ex combattenti. Il corteo giunse alle 9 e trenta riempiendo la Piazza Venezia; la bara fu portata a spalla fino alla tomba e sepolta sotto la statua della dea Roma, all’Altare della Patria, o Vittoriano, con il saluto militare.

Grazie a questo argomento ho capito cosa è successo dopo la prima guerra mondiale e ho approfondito la mia conoscenza personale. Poi ho compreso che con quest’azione, il viaggio del Milite Ignoto, lo Stato italiano si interessava della popolazione italiana, rendendo omaggio ai caduti in guerra. Infine ho trovato questa ricerca utile e interessante per i motivi descritti in precedenza.


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