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martedì 15 marzo 2022

Nord Stream 2 e la dipendenza europea dal gas russo

 SCENARI, REGIONI, QUADRANTI



Antonio Trogu

 

Il Nord Stream 2 è il più grande gasdotto al mondo, lungo 1230 chilometri è stato costruito parallelamente al Nord Stream 1, un altro gasdotto lungo 1224 chilometri. Ciò vuol dire  un potenziamento della capacità russa di rifornire la regione dell’Europa occidentale di gas naturale ed è stato citato da Putin come la naturale soluzione all’attuale carenza energetica. Il progetto, però, è anche al centro di alcune importanti tensioni politiche in quanto molti politici e osservatori ritengono che la Russia usi le esportazioni di gas naturale come un’arma politica, per espandere la propria influenza e indebolire il blocco politico europeo.

Prima della costruzione dei due gasdotti Nord Stream il gas russo passava via terra, attraverso i territori di Ucraina e Bielorussia. Ora invece, con il completamento di Nord Stream 2, il gas potrà di fatto bypassare i paesi dell’Europa orientale con la possibilità quindi di applicare pressioni politiche specifiche interrompendo le forniture di gas ai singoli paesi dell’est, mantenendo però il conveniente flusso di esportazioni verso l’Europa occidentale. 

La  consegna del gas in europa avviene attraverso un unico sistema di trasporto del gas che collega i giacimenti di gas del Nord della Russia con i paesi limitrofi. Numerosi gasdotti che attraversano il territorio ucraino forniscono gas naturale dalla Russia ai clienti europei ed insieme costituiscono il più grande corridoio di trasporto del gas con una capacità progettuale di oltre 100 miliardi di metri cubi, attraverso il quale il gas russo può essere consegnato ai consumatori in diversi paesi europei.

Per fornire forniture ininterrotte di gas dalla Russia ai paesi del Far Abroad, il 30 dicembre 2019, con la partecipazione diretta di  Gazprom Export LLC , è stato concluso un accordo tra Gazprom PJSC e Naftogas Ukrainy  che fornisce il trasporto di gas naturale attraverso il territorio ucraino fino al 31 dicembre 2024. 

 

Urengoy – Pomary – Uzhgorod, Brotherhood, Progress

Le consegne tramite il gasdotto Brotherhood  sono iniziate nel 1967. Nel 1984, il primo gasdotto transcontinentale al mondo Urengoy – Pomary – Uzhgorod  è stato costruito con una capacità di progettazione di 32 bcma. Nel 1988  fu costruito il gasdotto Progress (Yamburg – confine occidentale dell'URSS) con una capacità di 26 bcma. Sul territorio dell'Ucraina, il suo percorso coincide con il percorso del gasdotto Urengoy – Pomary – Uzhgorod  .
All'interno del corridoio ucraino, questi gasdotti forniscono il transito del gas in direzione della Slovacchia. In Slovacchia, il gasdotto è diviso, uno dei rami va alla Repubblica Ceca, l'altro – all'Austria.

 

 Souyz
    Questo gasdotto, che segue il percorso da Orenburg al confine occidentale dell'URSS, è il risultato dell'accordo di Orenburg. Il gasdotto con una capacità di progetto di 26 bcma è entrato in funzione nel 1980. La Soyuz può trasportare gas verso Slovacchia, Ungheria e Romania. 

 

Percorso di trasporto del gas attraverso la Romania

Il 1986 ha visto l'inizio della costruzione di un gasdotto di transito attraverso il territorio rumeno per fornire gas a Bulgaria, Turchia, Grecia e Macedonia del Nord. Nel 2002 è stata costruita la seconda stringa di questo gasdotto.

 

Nord Stream

Il gasdotto Nord Stream con una capacità di 55 miliardi di metri cubi all'anno consente il trasporto diretto di gas per i clienti dell'Europa occidentale, aggirando gli stati di transito. La pipeline è composta da due stringhe con una capacità di throughput di 27,5 bcma ciascuna. Il suo percorso si trova sotto il Mar Baltico dalla baia di Portovaya vicino alla città di Vyborg, alla costa tedesca vicino a Greifswald, per un'estensione di 1224 km. Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Francia, Danimarca e altri stati europei sono i mercati target per le forniture attraverso questo gasdotto.

 

Yamal – Europa

Il gasdotto Yamal – Europa attraversa Russia, Bielorussia e Polonia raggiungendo la Germania. La costruzione del gasdotto è iniziata nel 1994 vicino ai confini tedesco e polacco e le prime sezioni del gasdotto sono state messe in funzione già nel 1996. La parte bielorussa in cui Gazprom è diventata l'unico investitore è stata avviata nel 1997. Dopo la messa in servizio dell'ultimo compressore stazione nel 2006, Yamal – Europa ha raggiunto la sua piena capacità – 33 bcma.

Blue Stream 

Il gasdotto Blue Stream è destinato alle consegne dirette di gas in Turchia, aggirando i paesi di transito. Il gasdotto lungo 1.213 km è costituito da una sezione terrestre e una offshore, che inizia vicino a Izobilnoye nella regione di Stavropol e termina ad Ankara, in Turchia. La costruzione è stata completata nel dicembre 2002 e febbraio 2003 ha segnato l'inizio del primo flusso di gas commerciale. La capacità del progetto del gasdotto è di 16 bcma.

 

Vyborg – Imatra

Il gasdotto di esportazione verso la Finlandia, con una capacità annua di 6 miliardi di metri cubi, fa parte del sistema di trasporto del gas della regione di Leningrado.

 

Tornando al Nord Stream gli USA prima con Trump e poi con Biden lo hanno sempre osteggiato il progetto. Il Nord Stream2, che la Germania ha voluto in questi anni nonostante l'ostilità degli Stati Uniti e dell'Europa orientale, è stato completato lo scorso anno ma richiede ancora un ultimo via libera. Il nuovo governo tedesco ha tuttavia cambiato atteggiamento nei confronti dell'opera rispetto al precedente guidato da Angela Merkel che ha sempre ignorato le richieste di abbandonare il progetto anche se le tensioni con la Russia erano aumentate per le accuse di spionaggio e l'avvelenamento e l'incarcerazione dell'oppositore politico Alexei Navalny.

Ma vi sono nuovi ritardi nella certificazione di Nord Stream 2, la conferma sui lunghi tempi di approvazione del controverso gasdotto russo-tedesco è giunta, il 17 dicembre 2021, dallo stesso regolatore tedesco, Bnezta (Bundesnetzagentur), incaricato di verificare che la società Nord Stream 2 AG si adatti alla normativa tedesca ed europea. Il capo dell’ente, Jochen Homann, ha affermato che l’operatore Nord Stream 2 AG, registrato in Svizzera, ha avviato il processo di costituzione di una filiale in Germania, spiegando, però, che la decisione sul gasdotto non sarà presa prima di giugno 2022. In effetti, dopo il via libera di Berlino, i documenti passeranno all’esame della Commissione Europea. Per iniziare a pompare gas, l’operatore del Nord Stream 2 deve ottenere l’approvazione dal regolatore tedesco Bnezta, il quale sta verificando la conformità del progetto alla direttiva UE sul gas. La certificazione era stata temporaneamente sospesa, il 16 novembre, poiché l’operatore Nord Stream 2 AG, con sede nella città svizzera di Zugo, è stato chiamato a registrare una filiale in Germania e trasferirvi fondi. In risposta, il 17 novembre, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aveva dichiarato: “La società esercente è pronta a soddisfare tutti i requisiti della normativa vigente per poter avviare quanto prima il progetto”. Pertanto, fino a quando ciò non accadrà, il processo per la certificazione sarà sospeso. 

In particolare la certificazione svolta dall’Authority si è impantanata per una questione legale che prevede che la società Nord Stream 2 AG sia regolata dal diritto della repubblica federale. Al momento la società del gasdotto ha sede in un Paese extra-Ue, la Svizzera e il processo di certificazione potrà riprendere solo dopo che verrà completato il trasferimento di beni essenziali e di risorse umane alla nuova società. Secondo la direttiva Ue sul gas, il funzionamento del gasdotto e la distribuzione del gas devono essere separati in modo sufficiente. Non solo ma se anche dopo l’avvenuto trasferimento dovesse arrivare luce verde dall’agenzia federale tedesca, è comunque prevista una verifica della Commissione europea che potrebbe durare fino a quattro mesi. I tempi per l’entrata in funzione del Nord Stream 2, che secondo la maggior parte degli analisti dovrebbe contribuire a frenare la carenza di gas e ad allentare le tensioni sui prezzi, rischiano seriamente di allungarsi.

Dal punto di vista politico, il Nord Stream 2 aggira l'Ucraina, togliendo al paese circa un miliardo di euro all'anno di introiti da tariffe di transito e, è il timore di Kiev, rimuovendo un ostacolo a una potenziale aggressione russa. L'Ucraina, in conflitto con la Russia dall'annessione della Crimea da parte di Mosca nel 2014, ritiene che il Nord Stream 2 sarà utilizzato dalla Russia per esercitare pressioni politiche.

Dopo un incontro con il vice primo ministro polacco Jacek Sasin a Varsavia il vicecancelliere, ministro dell'Economia e del clima tedesco Robert Habek ha affermato che la situazione geopolitica potrebbe influenzare il lancio del gasdotto Nord Stream 2, la sua certificazione avverrà esclusivamente in conformità con il diritto dell'UE. Verranno effettuati controlli tecnici e legali in conformità con gli standard dell'UE. Nella situazione attuale, la geopolitica non può essere ignorata quando si tratta del funzionamento di questo gasdotto, ha affermato Khabek.

 

Molti analisti non sono d'accordo sui vantaggi economici e ambientali di Nord Stream. Un rapporto del 2018 del think tank tedesco Diw ha affermato che il progetto non era necessario e si basava su previsioni che "sopravvalutano significativamente la domanda di gas naturale in Germania e in Europa".

La ministra degli Esteri Annalena Baerbock ha lanciato un chiaro avvertimento che il Nord Stream 2 non inizierà a pompare gas se la Russia invaderà l'Ucraina, nonostante la grave crisi energetica che ha fatto salire alle stelle i prezzi del gas in Europa. In caso di aggressione, ha affermato Baerbock, "prepareremo un pacchetto di sanzioni forti", che includono "anche Nord Stream 2".

Secondo molti osservatori l'infrastruttura aumenterà la dipendenza dell'Europa dal gas russo mentre l'Ucraina l'ha definita come un'"arma geopolitica". L'esatto contrario di quello che disse, lo scorso mese di luglio, l'allora Cancelliera Merkel al presidente Usa Joe Biden: "Non sarà usata per scopi politici".

Negli  anni Duemila l’UE ha intensificato le iniziative per rafforzare la propria politica energetica, con l’obiettivo primario di diversificare le fonti di approvvigionamento rispetto al gas proveniente dalla Russia in quanto la preoccupazione principale era che Mosca potesse avere le chiavi della politica europea e che il Cremlino, tramite i rubinetti del gas, potesse influenzare le scelte strategiche dei singoli Paesi. Nel corso degli anni, quindi, lo sviluppo di un Corridoio Meridionale del Gas, indipendente da Mosca, è diventato il principale banco di prova per l’ambiziosa azione di Bruxelles in questo settore e la Commissione europea ha riconosciuto il Corridoio quale “una delle più alte priorità dell’Unione in campo energetico”, sottolineando la necessità di una cooperazione tra la Commissione stessa, gli Stati membri e i Paesi fornitori coinvolti.

Il 21 dicembre dello scorso anno, secondo i dati dell’operatore di trasporto del Paese, Gascade le consegne di gas naturale russo alla Germania, attraverso il gasdotto Yamal-Europe, sono state completamente interrotte. Inoltre sempre secondo i dati dell’operatore di rete tedesco Gascade il  2 gennaio, il gasdotto Yamal-Europe che di solito fornisce gas all’Europa Occidentale, per il 14° giorno consecutivo ha ordinato il transito nella direzione opposta, verso Est, e a partire dal 21 dicembre  il gas è stato trasportato in modalità inversa, mentre i prezzi energetici nel mercato europeo hanno registrato nuovi picchi.

La capacità massima di trasporto del gasdotto Yamal-Europe è di 89 mmc al giorno ma, nella giornata del 20 dicembre, il transito di gas è stato di soli 3,8 milioni di metri cubi di gas, ossia  solo il 4% della capacità totale del gasdotto. A causa di tali sviluppi, la Russia è stata accusata di aver limitato le forniture di gas verso l’Europa con lo scopo di sfruttare la situazione di crisi per ottenere la rapida approvazione dell’UE del controverso gasdotto Nord Stream 2. Inoltre, Gazprom aveva riferito che le forniture verso l’UE si stavano avvicinando a volumi record e aveva giustificato il carente approvvigionamento, che comunque era conforme ai contratti sottoscritti con il blocco, con il fatto di voler dare la precedenza al rifornimento degli impianti di stoccaggio del gas della Federazione.

La Germania, principale economia europea, importa circa il 40% del proprio gas dalla Russia e ritiene che il gasdotto abbia un ruolo nella transizione energetica da carbone e nucleare alle rinnovabili. L'ex cancelliere Gerhard Schroeder è presidente del comitato degli azionisti del Nord Stream.

Oggi, con i prezzi dell'energia in aumento in tutta Europa e la Russia che come appare sta limitando le forniture di gas per esercitare pressioni sull'Occidente, fermare il Nord Stream 2 sembra un rischio per Berlino.

 

 

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