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mercoledì 13 luglio 2022

Riflessioni sull'Ucraina

 DIBATTITI


Ucraina: la difficoltà di scegliere. (II)

 

La situazione che trovammo nei vari viaggi di studio, ricerca e approfondimento del 2008, 2009, 2010 2011 sono partiti dalla constatazione che l'Ucraina è un sistema presidenziale così come lo era sino al 2004, ma si è evoluto negli anni. La differenza rispetto al passato consisteva nel fatto che se prima esisteva una dicotomia tra Presidente della Repubblica e Capo del Governo ora tale dicotomia lascia il posto ad una forte accentramento dei poteri nelle mani del Presidente della Repubblica, che nomina il primo ministro ed i ministri.  Questo sistema da una parte è molto snello dal punto di vista della legislatura; qualche perplessità la lascia sulla qualità delle leggi che vengono emanate nel senso di vicinanza agli standard europei.

In tutto ciò sembrava allora che l'Ucraina avviasse un processo di involuzione democratica, in cui il Paese subiva una inversione di tendenza passando da un forte avvicinamento all'Occidente in particolare alla NATO ed alla UE ad un successivo allontanamento a partire dal 2007. Questa alternanza, una sinusoide di politica estera ed interna,si è avuta anche nel decennio successivo

Le strutture politiche interne sono tornate, verso la fine del primo decennio di questo secolo, verso un atteggiamento più autoritario rispetto a quanto mostrato nei precedenti governi E quindi la tendenza iniziale verso la democrazia si è indebolita  a favore di una propensione verso l’”anocracy” [1]

l'Ucraina nel 2010 era vista da noi come un paese giovane che doveva ancora ben capire quale fosse stata la giusta direzione da intraprendere e adottare i giusti strumenti con i quali arrivare agli obiettivi prefissati. Il primo strumento da adottare era quello atto a combattere quello della corruzione, il male di tutti i mali. Le scelte fatte dal Presidente Zelens’kyj dal 2020 in questo campo in poi portarono ad un gravissimo sconto istituzionale con la Corte Costituzionale che ancora oggi è in essere. Zelens’kyi ha sospeso il Presidente di tale Corte OleksanderTupytskyi; la Corte ha risposto dichiarando illegittime le iniziative del Presidente. Intanto la corruzione rimane ai dati di sempre. Occorre fare cenno qui alla cosiddetta “giustizia selettiva”. Molti degli esponenti dei precedenti Governi sono oggetto di attenzione giudiziaria o stanno già scontando sanzioni penali. Questo rafforza sempre più il partito pro-russo, che si rivolge idealmente al presidente Janukovic, fuggito a Mosca, che, come noto, voleva una replica bielorussa della Ucraina.

Questa situazione, lotta alla corruzione e scontro istituzionale, è aggravata da due elementi fondamentali: la annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014 e l'auto-proclamazione della Repubblica di lugansk e Donetsk, repubbliche secessioniste filo-russe.

In pratica l’Ucraina dal 2014 è in guerra, anche se fino al 24 febbraio 2022 era un conflitto a bassissima intensità, con la Russia, un elemento questo che non è stato compreso in Occidente e che praticamente è esploso il 24 febbraio di quest'anno

I viaggi svolti dieci anni fa avevano lo scopo di comprendere due elementi cardini che sono fondamentali per capire, ieri come oggi, la situazione attuale: il primo: i movimenti di resistenza nazionali ucraini, storia, azione, obiettivo e conseguenze fino al 1956 (anno della rivolta di Budapest) incluso il ruolo che gli Ucraini hanno avuto nel 1941-1945 all'indomani del invasione della Germania e la grande guerra patriottica. Elementi questi che a Mosca fanno perdere il senno e che  rappresentano un macigno nelle relazioni tra Ucraina e la Russia. Il secondo: le relazioni e lo scontro in atto nell'ambito del ruolo della Chiesa ortodossa nella società russa e soprattutto il rapporto che c'è con la Chiesa di Roma. Senza andare a iperboliche  interpretazioni è lo scontro ancora in atto da tra Impero Romano d'Occidente e l'Impero Romano d'Oriente,  lo scontro tra Roma e Bisanzio, tra Oriente ed Occidente, (Oggi Nato/ UE vs Russia) che vede i due Capi di queste chiese il Patriarca Cirillo e il Papa Francesco su posizioni diametralmente opposte.

Su questi due argomenti, che potrebbero essere le chiavi interpretative per intravedere una soluzione futura, oggetto di studio e riflessioni pluriennali, ritorneremo nelle prossime note, attingendo da quelle esperienze di viaggio. ( continua)



[1] Termine in uso di origine anglosassone di derivazione dal greco antico, indicante la “non democrazia” ma anche la “non dittatura”, con varie sfumature al suo interno.


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