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mercoledì 20 luglio 2022

I Rapporti tra Russia ed Ucraina.

 DIBATTITI


 

Kiev si allontana da Mosca

 

 Non sono tutte rose e fiori i rapporti, nel secolo breve, dalla caduta dell’Impero degli Zar e dalla Rivoluzione d’ottobre del 1917 al 2014, i rapporti tra Mosca e Kiev, e quelli tra Kiev e Mink, cioè Tra Ucraina e Bielorussia.

Quello che oggi Putin non perdona all’Ucraina, mentre ha ridotto la Bielorussia a stato vassallo, è che ha osato portare alla attenzione dell’Occidente situazioni che dovevano rimanere segrete. Durante il viaggio del 2010 e quello del 2011 rimanemmo sopresi su come gli Ucraini portavano quasi sempre la nostra attenzione su che cosa era successo in quelle terre durante la costruzione della URSS. Mentre il mondo conosce ormai la verità sull fosse di Kaityn, in cui 11.000 ufficiali polacchi sono stati giustiziati per annientare la borghesia polacca, strage voluta da Stalin per aver una Polonia socialista all’indomani della vittoria contro la Germania, da trasformare in baluardo dalle offese occidentale, nulla si sapeva delle fosse di Sandarmokh. Qui cui la Polizia Segreta di Stalin, la NKVD, nel 1937-1938  giustiziò migliaia di sospetti, durante le famose purghe  di quel periodo.

L’Ucraina ha osato, attraverso i suoi studiosi (ad esempio Juri Dmtriev) dare prove oggettive di questi crimini e stragi stalinisti, confutando la versione ufficiale russa che voleva continuare ad attribuire la responsabilità ai finlandesi, come, fino al 1990,  Kaityn ai tedeschi.

In ogni dittatura comunista, e non, Dmitriev fu osteggiato in ogni modo, dileggiato e screditato in ogni sede ed infine accusato, con prove false, di pedofilia in un procedimento davanti a un tribunale di giudici orientati con una sentenza già predisposta. Questa procedura giuridica è prassi in Russia, sotto qualsiasi regime come strumento per eliminare gli oppositori.

 Gli Ucraini hanno osato sfidare il Cremlino e di aver smascherato le menzogne su cui, come ogni dittatura, è costruita la Russia di Putin. Ciò che spinge gli storici ucraini a cercare di dire la verità su base oggettiva e documentale è il dato che la loro terra fu massacrata dagli anni trenta agli anni quaranta, con un sterminio preordinato mediante una pianificata carestia che causò 2-5 milioni tra il 1932 ed il 1933. Tutto quello che è stato scritto su questa situazione è stato ampiamente dimostrato che era falso, e tutti i falsificatori del passato hanno dovuto fare i conti, non tanto in Russia o in Ucraina, quanto nelle sedi libere dell’occidente i cui lavori scientifici corretti hanno portato alla luce verità inconfessabili.

 L’Ucraina ha sempre avuto questa tendenza: portare i crimini sovietici alla conoscenza dell’Occidente. Mentre nel 2011 constatavamo questo, ci domandavano quale sarebbe stata la reazione di Mosca. Il dibattito storiografico è sempre interessante, ma a quel tempo prevalse la tendenza  a considerare questa opera degli Ucraini, meritoria e degna di nota, non per altro per riabilitare la memoria delle vittime, ma senza conseguenze politiche.

Nelle cosiddette “terre del sangue” tra il Mar Baltico ed il mar Nero, sono state eliminate perché potenziali oppositori o “tiepidi” nei confronti della idea sovietica oltre 14 milioni di persone dovute, oltre alla carestia programmata, alla incuria militare, ad una persecuzione organizzata e pianificata. Secondo Costantino Sicov, “ l’Ucraina ha così allargato il campo delle responsabilità di tutto ciò che è successo all’epoca. Non le è stato perdonato”…” E’ per questo che il Cremlino tenta di annientarla e di seppellirla in una terra di nessuno” l’Ucraina….” Non dimentica i tempi disumani e ne porta testimonianza al mondo intero. Ma attesta pure che quel male non è ancora finito.”[1]

Nel 2010 e 2011 si arrivò a considerare un parallelismo tra il negazionismo dei crimini nazisti, e quello dei crimini del comunismo, in cui la versione putiniana dei fatti era vista in un quadro revisionista. In realtà oggi possiamo dire che è solo e puro negazionismo, per accreditare versioni di dittature in cui la disinformazione, la intossicazione dei dati e dei fatti è dottrina ampiamente applicata. A quel tempo un altro aspetto che contribuì ad aumentare la nebbia dietro cui il disegno putiniano veniva celato era il rapporto con la Germania nazista.

Gli Ucraini accolsero con fiori ed applausi l’arrivo delle truppe naziste nel giugno del 1941. Questo agli occhi di Stalin, ancora sconvolto dall’enorme errore che fece riponendo ogni fiducia, quasi granitica, nelle parole di Hitler che non lo avrebbe mai attaccato, divenne una accusa imperdonabile per Kiev. Il popolo ucraino reagì quasi spontaneamente ad una politica di oppressione e stermini che i sovietici attuarono non solo in Ucraina, ma in tutta l’Europa orientale sotto il loro controllo. Lotta non solo di classe, ma ideologica e intransigente. I tedeschi, con miopia assoluta, non accolsero nel loro schieramento gli Ucraini, e anche loro misero a ferro e fuoco l’Ucraina, con una politica di spoliazione simile a quella sovietica.

Nel contesto della guerra nacque un movimento di guerriglia ucraino, che prima si rivolse contro i nazisti, ma che aveva radici ideologiche sociali e morali nella opposizione a Mosca. Questa resistenza, come già detto, in una nota precedente durò fino al 1956, ed occorrerà approfondirla.

Nel 2010 e nel 2011 pensavamo che questi aspetti della storia, le oltre 44 deportazioni in massa di popolazioni, tra cui i tedeschi del Volga, i Tartari di Crimea ecc. le stragi, le carestie pianificate,  fossero oggetto di studi e approfondimenti per sapere e contribuire a creare freni per impedire che si ripresentassero. Gli Ucraini, con i loro studiosi, pensavano fossero sulla strada giusta, da condividere. In realtà avevano posto le premesse del loro annientamento, iniziato il 24 febbraio 2022. Questo ci permette anche di capire ogniqualvolta Mosca parla di Ucraini nazisti e nazionalisti, il vero motivo di tale asserzioni: ovvero difesa a tutto tondo di quanto attuato da Stalin in  nome del comunismo e lotta a chi vuole dimostrare versioni diverse da quella ufficiale. Una sorta di difesa memoria del male che con i tempi che stiamo vivendo aggiunge altri capitoli. (continua)

 




[1] Da LIMES, Rivista di Geopolitica, Il Capo Putin, n. 4/ 2022. Pag. 49. “Lettera da Kiev” Costantin Sicov.


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