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lunedì 11 dicembre 2023

11 dicembre 1941 Dichiarazione di Guerra dell'Italia agli Stati Uniti

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Dopo l'attacco giapponese del 7 Dicembre 1941 alle isole Haway,  il Giappone dilagava nel Sud dell'Asia con le forze statunitensi  ed inglesi  ed alleate in ritirata su tutti i fronti. L'Italia, già fortemente impegnata in Africa Settentrionale e in Balcania, ormai era trascinata in quella che era divenuta la Seconda Guerra Mondiale.  Dalla esigenza, alquanto superficiale, di entrare in  guerra  per sedersi al tavolo della pace nel giugno 1040, la situazione era diventata seria. La Germania, dominatrice della Europa continentale, aveva perso la Battaglia aerea d'Inghilterra e rinviato a data da destinarsi lo sbarco per la conquista della Gran Bretagna. Come già Napoleone intendeva conquistare le isole britanniche conquistando la Russia, che attaccava nel giugno 1941. IL conflitto si allargava ancora di più e l'Italia, non richiesto, si caricava l'onere di inviare 60.000 nella Campagna d'Oriente ( Il Corpo Italiano di Spedizione in Russia). In quell'inverno del 1941 1942 le prospettive strategiche erano sempre più difficili. Ormai la libertà di azione era praticamente ridotta ai minimi termini. Con l'iniziativa giapponese, L'Italia ormai non poteva che seguire i suoi alleati dell'Asse. L'11 dicembre 1941 alle ore 12 Mussolini affacciandosi dal balcone di palazzo Venezia ad una folla non solo preoccupata ma intimamente scettica, annunciava la dichiarazione di guerra  agli Stati Uniti. Le illusioni erano finite. Ormai la possibilità di vincere la guerra erano remote e l'unica speranza rimaneva quella di una pace separata, sulla base dello statu quo in Europa.

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