ARCHIVIO
COMANDO I
RAGGRUPPAMENTO MOTORIZZATO
NOTA CIRCA L'OCCUPAZIONE DI MONTE
MARRONE
23 marzo 1944
1°- Opportunità dell'impresa
Evidente.
Il Marrone in mano tedesca compromette molto
seriamente le condizioni della difesa nel settore Castelnuovo e nel settore
Mainarde; una volta occupato dai Tedeschi, impadronirsene di viva forza
costituisce una operazione di dubbio esito e che potrebbe costare sensibili
sacrifici.
2° - Data
dell'operazione.
Per prevenire il nemico, la più prossima possibile.
Per dare garanzia di successo, occorre però
assicurare il tempo necessario per una buona organizzazione preventiva dei
fuochi e dei rifornimenti.
A titolo orientativo, la data per ora prevista è il
25 marzo. Il ritardo nell'arrivo delle salmerie alpine potrà rendere necessario
un corrispondente rinvio.
3° - Modalità
dell'operazione
Di sorpresa.
Pattuglie a ventaglio che partendo da q. 1180 e dal
piede dei vari canaloni del versante orientale arrivano pressoché
contemporaneamente sulla linea di cresta verso le 7 del mattino.
Stabilito in cresta questo servizio di vigilanza
leggera, iniziare l'ascesa da q. 1180 e da Valle Petrara delle unità destinate
a presidiare la posizione; nel complesso non più di 200 uomini che potrebbero
installarsi sul Marrone tra le 9 e 10 del mattino.
Al loro seguito colonne di portatori nella misura
più larga possibile. In previsione di possibili contrattacchi di sorpresa nella
prima notte successiva all'operazione, occorre sfruttare al massimo le ore di
luce per una prima sistemazione della posizione e per l'esecuzione di qualche
tiro di aggiustamento di artiglieri, mortai ed armi pesanti in grado di dare un
concorso di fuoco.
4° - Forze a disposizione e schieramento.
Sono destinate all'operazione le seguenti forze:
a) battaglione alpini « Piemonte »;
b) battaglione paracadutisti;
c) XXIX battaglione bersaglieri.
Il battaglione alpini ha il compito
dell'occupazione di M. Marrone.
Il battaglione paracadutisti ha il compito di
assicurare il fianco destro del battaglione alpini spostando avanti la
posizione di resistenza del settore Castelnuovo fino alla displuviale tra Rio
Petrara e Val di Mezzo per q. 1344 di M. Marrone, sella di q. 970 e q. 1214 di
M. Castelnuovo.
XXIX battaglione bersaglieri in riserva tra Castelnuovo
e Masseria Abbruzzese.
E' previsto che il II/68° rgt. ftr., attualmente in
linea nel settore di Castelnuovo, si raccolga dopo lo scavalcamento da parte
del btg. paracadutisti e si sposti nel sottosettore di Colle Jardini, passando
in secondo scaglione.
Il colonnello Fucci, comandante la fanteria del
raggruppamento, assumerà la direzione dell'operazione e provvisoriamente il
comando del sottosettore ovest da Val Viata (esclusa) a M. Castelnuovo
(incluso).
Il colonnello Caputo, comandante del 68° rgt ftr.,
assumerà il comando del sottosettore
est, avendo ai propri ordini diretti il I e II btg. del proprio reggimento ed
elementi minori.
Comando 4° rgt. bersaglieri e XXXIII btg. bers.,
provvisoriamente in terzo scaglione a Fornelli, meno gli elementi distaccati a
q. 1181 (un plotone fucilieri) e a q 1478 delle Mainarde (un plotone fucilieri
e due plotoni mortai).
5° - Difesa di M. Marrone
E dubbio che la configurazione del terreno uniforme
ed in lieve pendio verso ovest consentirà di assumere una soddisfacente
profondità di schieramento.
Questo inconveniente è aggravato dal fatto che in
Val Viata larghe chiazze di bosco si spingono in genere fino alla linea di
cresta agevolando l'avvicinamento del nemico.
Occorre
prevedere:
-
un'occupazione dell'ala della montagna a nuclei largamente intervallati ben for ama di armi
automatiche ed aggrappati il meglio possibile ai roccioni che strapiombano su
Valle Petrara;
- una
sistemazione - la più rapida possibile compatibilmente alle difficoltà
di rifornimento e di trasporto a piè
d’opera – di difese accessorie (mine e reticolati);
- una attivissima osservazione vicina e lontana;
- una efficiente organizzazione di fuochi frontali
e d'infilata.
In linea di
massima è da ritenere che:
- il tratto di fronte più delicato si debba
localizzare tra la q 1770 e la q 1344;
- che su tale tratto le direzioni d'attacco da nord
(Val di Mezzo) e da nord-ovest (regione Ferruccia) siano più pericolose della
direzione d'attacco da ovest (M. Mare).
Conseguentemente
sono stati previsti:
a) tiri d'infilata in alta Val Viata, da parte di
5ª e 6ª btr. obici da 100 mm. Schierate in regione Cerasuolo Vecchio, con
osservazioni a q. 1478;
b) tiri d'infilata in alta Val Viata e sulla sella
tra M. Mare M. Marrone, da parte di una compagnia di sei mortai da 81 (del 68º
fanteria) da schierare a circa metà percorso tra q. 1180 e la cima sud di M.
Marrone con osservazioni a detta cima;
c) tiri in regione Ferruccia e in Val di Mezzo, da
parte di una compagnia di sei mortai da 81 (del btg paracadutisti) da schierare
sui rovesci di q 1344, con osservazione su detta quota;
d) tiri d'infilata in regione Ferruccia, da parte
di una btr. da montagna da 75 (del btg. alpini « Piemonte »), di una compagnia
mortai da 81 (del 68° fanteria) e di due plotoni (a pezzi) da 47 (del btg.
paracadutisti) da schierare, in posizione di agguato in cresta o presso la
cresta di M. Castelnuovo, nei pressi di q. 1193;
c) concorso di fuoco, secondo le rispettive
possibilità di tiro di un'altra batteria obici da 100 e di 4 btr. di obici da
75, attualmente schierati in difesa dei settori di Castelnuovo e di Colle
Jardini;
f) impiego, dove, come e quando le circostanze lo
consentiranno, dei sei mortai in organico al battaglione alpini « Piemonte ».
Inoltre sarà opportuno predisporre il concorso eventuale di fuoco delle
artiglierie alleate in grado di realizzarlo ed in modo particolare il concorso
dei mortai e delle mitragliatrici pesanti di q. 1478 aventi azioni su testata
della Valle Viata.
6°- Misure
preventive.
Sono di ordine tattico e logistico.
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