DIBATTITI
La situazione generale a fine marzo 1944 dell’apporto delle forze armate italiane alla campagna degli Alleati in Italia ci viene data da un documento [1] che il “il 23 marzo 1944 la MMIA indirizzò al generale Berardi, e per conoscenza al maresciallo Messe, al ministro della Guerra generale Orlando, al generale Mason-MacFarlane, come capo della ACC, ed al Comando del XV Gruppo di Armate alleate, in cui si stabiliva la consistenza e l'impiego dell'Esercito italiano, fino al previsto raggiungimento della linea Pisa-Rimini.
Al
documento erano unite cinque tabelle, contrassegnate da A ad E, nelle quali si
indicavano nell'ordine: i vari contingenti delle forze italiane anche in
relazione alla loro dipendenza; gli organici consentiti per la organizzazione
centrale (Comando Supremo, Ministero della Guerra, Stato Maggiore
dell'Esercito, Guardia Reale, I Gruppo Guide, Accademia militare); idem per i
distretti, depositi e campi di transito (denominati unità statiche); idem per i
servizi delle nostre unità; idem per i Carabinieri e la Guardia di Finanza.”[2]
In
totale il contributo che il Regio Esercito era chiamato a dare era di
377.070 uomini gtra combattenti e non
combattenti, esclusi i Carabinieri e la Guardia di Finanza.
Merita di essere indicata la tabella A, che da un quadro esaustivo del
contributo chiesto al Governo del Sud.
Unitàcombattente
14.100 uomini
UnitàdipendentidalloStatoMaggioreR. Esercito
a)
nel territorio continentale:
Comando
LI Corpo d'Armata
divisione
"Mantova"
divisione
"Piceno"
altro
Comando di Corpo d'Armata
tre
divisioni difesa contraerea Calabria
b)
in Sicilia:
un
Comando di Corpo d'Armata
51.100
uomini divisione "Sabauda"
una
divisione (da trasferire dalla Sardegna) 20.300 uomini
c)
in Sardegna:
un
comando di Corpo d'Armata
tre
divisioni difesa contraerea 32.300 uomini
-
Unità dipendenti dal Comando del XV Gruppo di Armate alleate
.
già impiegate
. da
impiegare
.
controllo traffico 185.400 uomini
-
Personale in unità miste 1.000 uomini
-
Amministrazione:
Organizzazione
centrale
unità
statiche
servizi
42.870 uomini
-
Carabinieri e Guardia di Finanza 30.000 uomini
Il totale generale dei contingenti riportati nella tabella sud-detta assommava
a 377.070 uomini.
Il generale Duchesne accennava ad alcune questioni, come La possibile
contrazione del personale dei distretti, e la trasformazione dei Comandi del IX
e XXXI Corpo d'Armata in Comandi Territoriali. Ma soprattutto invitava il generale
Berardi a rargli conoscere in tempi brevi il suo punto di vista in merito al
prospettato ordinamento del nostro Esercito, sì da poterne informare a sua
volta il generale Mason-MacFarlane, capo della ACC.[3]
Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Gen. Berardi, diede riscontro
immediato a questa richiesta alleata sottolieneando che per la prima volta si
affrontava in modo preciso la suddivisione delle forze italiane atte a dare un
contributo concreto alla lotta alla Germania. Sottolineava, peraltro, che le
forze di immediato impego in combattimento avrebbero dovuto ammontare a 20750
uomini, cifra che si riteneva necessaria per svolere i compiti assegnati.
Avanzava altre indicazioni ed osservazioni, tutte tendenti ad aumentare in
primoluogo le forze combattenti, e in generale l’apporto italiano.
[1] Sottocommissione per l’Esercito ACC Comando
Principale (MMIA) Lequile (Lecce), G(6/1/35 Segreto. Oggetto Disposizioni
Esercito Italiano. Gen. b. G.C.Duchesne, 6 aprile 1944.
[2] Loi S., I rapporti fra Alleati ed
Italiani nella Cobelligerenza, Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore
dell’Esercito, Ufficio Storico, Roma, 1986, pag. 80
[3] Ibidem, pag. 81
.jpg)
Nessun commento:
Posta un commento