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martedì 24 marzo 2026

Eroismo al femminile

 DIBATTITI

TOMIRI (prima metà del sec. VI a.C.)

La principale fonte su questa donna divenuta da subito esempio del valore e della forza d’animo femminili, è Erodoto (Storie I,205-214). Da lui sappiamo che era la moglie del re dei Massageti, popolo scitico grande e forte, situato nei pressi degli Urali, al di là del fiume Arasse.

Dopo la morte del marito subentrò a lui nella gestione del potere e Ciro il Grande, nel tentativo di estendere i propri domini, chiese di sposarla. Avendo intuito il vero obiettivo del sovrano, Tomiri rifiutò. Al che Ciro intraprese apertamente una spedizione contro i Massageti; ponti di barche vennero gettati sul fiume per il passaggio dell’esercito e torri di difesa furono costruite sulle imbarcazioni che traghettavano le truppe. Il sovrano poi riunì il consiglio dei più autorevoli tra i Persiani per chiedere loro cosa convenisse fare ed il lidio Creso in tale circostanza gli suggerì di non insuperbirsi troppo per tutte le sue precedenti vittorie ma di tendere invece un agguato ai Massageti, popolo ignaro dei grandi agi e dei beni abituali per i Persiani. Conveniva dunque, secondo Creso, imbandire un opulento banchetto con cibi abbondanti e numerosi crateri di vino; ad attirare i Massageti nella trappola sarebbero rimasti alcuni soldati Persiani, scelti tra i più deboli mentre il grosso dell’esercito sarebbe rimasto in agguato nascostamente. E così fu fatto.

Un terzo circa dell’esercito dei Massageti, spintosi contro quei pochi Persiani lasciati appositamente da Ciro come esca, ne fece strage sebbene quelli tentassero di difendersi; poi vedendo il banchetto imbandito, tutti si riempirono di cibo e di vino e si addormentarono. I Persiani nascosti subito avanzarono facendo strage dei nemici: molti ne uccisero, altri li catturarono vivi e tra questi si trovava il figlio di Tomiri, comandante dei Massageti, che si chiamava Spargapise. Appena informata dell’accaduto, la regina invitò Ciro a non insuperbirsi, avendo egli vinto grazie agli effetti del vino e non alla forza delle armi; gli chiese poi di renderle il figlio e di andarsene impunito, pur avendo oltraggiato la terza parte dell’esercito dei Massageti. Viceversa, pur dichiarandosi il sovrano insaziabile di sangue, ella lo avrebbe saziato! Ciro non volle tener conto di tale suggerimento e ciò gli fu fatale.

Quando Spargapise, riavutosi dall’ ubriachezza, comprese in quale situazione si trovava, pregò il sovrano di scioglierlo dalle catene; fu accontentato ma non appena padrone delle sue mani, si diede la morte. Tomiri, visto che Ciro non le aveva prestato ascolto, radunò tutte le sue truppe e diede battaglia ai Persiani. Essa fu violentissima: vi trovarono la morte moltissimi dei nemici invasori tra cui lo stesso Ciro. Tomiri ne fece cercare il cadavere tra i caduti e, trovatolo, introdusse la testa del sovrano in un otre pieno di sangue umano dicendogli: -Tu hai ucciso me che son viva e che ti ho vinto in battaglia, catturando con inganno mio figlio; e io, come ti ho minacciato, ti sazierò di sangue. -

Ella divenne da subito esempio del valore e della forza d’ animo femminili e come tale il ricordo di lei ha attraversato i secoli.

Dante ce la presenta nella prima cornice del Purgatorio quando, elencando esempi di superbia punita, la incontra come fustigatrice della superbia di Ciro: Mostrava la ruina e ‘l crudo scempio

Che fé Tamiri, quando disse a Ciro:

Sangue sitisti, e io di sangue t’ empio”

(Purgatorio XII, 55-58)

Ricordiamo anche che il suo nome fu assegnato all’ Asteroide 590 Tomyris.




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