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lunedì 2 febbraio 2026

Lo sbarco di Anzio. Note introduttive

 APPROFONDIMENTI

Lo sbarco di Anzio del gennaio-maggio 1944, chiamato in questa maniera in quanto lo sbarco ha avuto senso solo in presenza di un porto che è quello di Anzio; nella terminologia corrente vi sono molte diatribe nel definirlo sbarco di Anzio, di Nettuno, “sul litorale laziale” ed altre definizioni: noi ci atteniamo al dato tecnico-tattico che uno sbarco a possibilità di attuarsi ed  alimentarsi e raggiungere il successo solo se dispone di un porto; il nome di quel porto da il nome alla operazione di sbarco. Dobbiamo subito dire che questo sbarco di Anzio fu una delle battaglie nel teatro europeo-occidentale dove gli statunitensi trovarono più difficoltà insieme ai loro alleati britannici. Lo sviluppo dello sbarco tanto diverso da quello previsto nei piani è dovuto alla deficienza condotta operativa di alcuni comandanti sul campo che non approfittarono della sorpresa. Inoltre tocca aggiungere a questo elemento principale anche il mancato raggiungimento immediato da parte delle forze sbarcate degli obiettivi fissati in precedenza. La decisiva poi volontà dei tedeschi, dopo la loro iniziale sorpresa, di eliminare quello che loro definivano un vero e proprio pericolo determinato dallo sbarco alleato per la tenuta del loro fronte meridionale e la non meno volontà e tenacia anglo-americana a resistere per non essere buttati a mare, portano a un complesso di discordi pareri fra gli storici, oggi,  e sugli uomini di del tempo, ieri che parteciparono all’azione e fra gli stessi comandanti che presero parte alla battaglia

Celebre la frase della  primo ministro Winston Churchill che fu il promotore dello sbarco che lo aveva voluto a tutti i costi, il quale di fronte all’ insuccesso contestava apertamente il comandante statunitense che guido lo sbarco per la sua mancanza di aggressività tanto che riuscì a scrivere “avevo sperato di lanciare sulla spiaggia un gatto selvatico mentre invece ci troviamo sulla riva con una balena arenata[1] sono parole molto dure dovute forse anche al fatto che egli dopo lo sbarco aveva impartito istruzioni al comandante delle forze alleate in Italia di spingere lui solitamente avanti la massa d'assalto senza ottenere il rafforzamento della testa di sbarco: Delusione ci fu anche anche nel campo avversario. Il comando generale tedesco e in particolare Hitler dinanzi all'insuccesso dell'operazione  della eliminazione della testa di sbarco, rimase contrariato  non volersi convincere della giustificazione che il fallimento della controffensiva tedesca era dovuto alla assoluta superiorità in fatto di aviazione e di artiglieria. In molti e tra questi vari comandanti non erano d’accordo sull'opportunità di avanzare versi i colli Albani o verso Roma subito dopo lo sbarco pensando che un possibile rapido concentramento di forze tedeschi avrebbe potuto tagliare ogni rifornimento e quindi annientare le forze alleate così incautamente avventura tesi nel retroterra. Si doveva dare appoggio al fronte di Cassino cercando di interrompere da tergo ogni alimentazione.

In tutto questo contesto dove le forze alleate combattono e i tedeschi contrattaccano e si difendono ognuno per raggiungere i loro obiettivi sono presenti anche gli italiani nella loro veste di  cobelligeranti da una parte e di alleati dall'altra. Sono presenti i Carabinieri della compagnia R che svolgono sulla testa di ponte compiti di polizia militare Mentre dall'altra parte sono presenti i reparti della Decima MAS agli ordini di Junio Valerio Borghese che però occorre rilevare non fanno parte delle forze della Repubblica Sociale Italiana ma sono entità autonome dopo un accordo con i tedeschi sottoscritto proprio dal Junio Valerio Borghese.

 Infine non bisogna dimenticare il ruolo svolto dalla Resistenza Romana che attraverso le sue componenti riuscì a raccogliere tutte le informazioni che permisero alla testa di ponte di salvarsi. È nota la vicenda della attività dell’agente dell’OSS Peter  Tompkins che ha ampiamente dimostrato che le sue informazioni si rilevarono vitali per la salvezza della testa di ponte. Tompkins era in collegamento diretto con il G2 del VI Corpo d'Armata e le informazioni raccolte  dai Patrioti romani permisero di prevenire tutte le offensive tedesche che furono neutralizzate e respinte.

Quindi lo sbarco di Anzio e qui presentato basandosi su una ricostruzione che tiene presente il metodo storico al fine di considerare ancorché  a largo raggio tutti i punti per dare un quadro generale degli avvenimenti.

 

 



[1] Churchill, W., La seconda guerra mondiale, Da Theheran a Roma Milano, Arnaldo Mondadori Editore, Parte 5° Vol II, Capo X.


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