ARCHIVIO
Tenente
Generale del Servizio Tecnico di Artiglieria del Regio Esercito
Direttore del Laboratorio di Vetrerie Ottiche di Roma,
Vito ARTALE
(Palermo, 3 marzo 1882 – Roma-Fosse Ardeatine, 24
marzo 1944)
All’indomani
del diploma liceale venne ammesso alla frequenza della Accademia Militare
di Torino (denominazione dell’epoca), uscendone nel 1905 con il grado di
Sottotenente di Artiglieria. Promosso Tenente è assegnato al 3° Reggimento
Artiglieria da Fortezza, venendo impiegato nella guerra italo-turca e nelle
successive operazioni di controguerriglia in Libia dall’ottobre 1911 al gennaio
1913, meritando una Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Rientrato in
Italia viene assegnato nel settembre del 1913 a Berlino quale Addetto
Militare.
Con
la promozione a Capitano prende parte al Primo Conflitto mondiale inizialmente
al comando della 141a batteria d’Assedio del 3° Reggimento
Artiglieria da Fortezza e successivamente diviene comandante della 542a
batteria d’Assedio. Nel luglio del 1917 è promosso Maggiore divenendo
comandante del CXXII Gruppo d’Assedio ed in seguito del Comando del
Corpo Volontari Gruppo d’Assedio. Assegnato al comando del II Gruppo del 35° Reggimento
Artiglieria da Campagna passa a comandare il CLXVII
Gruppo d’Assedio.
Con
la fine delle ostilità, dopo aver meritato una Croce di Guerra al Valor
Militare è membro della Commissione di Controllo dell’8a
Armata per l’esecuzione delle clausole armistiziali. Con la promozione a
Tenente Colonnello avvenuta nel 1926 e dopo essere stato posto al comando dell’11°
Centro Contraerei transita nel Servizio Tecnico di Artiglieria.
Nominato Vicedirettore della Fabbrica d’Armi di Terni dal 1° gennaio
1929, è assegnato in ordine allo Spolettificio di Roma e successivamente
è trasferito al Laboratorio di Precisione dell’Esercito, prima come
Vicedirettore e in seguito come Direttore. Promosso Colonnello diviene Capo
della Vetreria Ottica permanendo in tale incarico anche nelle promozioni
successive, quali quelle di Maggiore Generale e Tenente Generale. Benché
collocato in riserva a marzo del 1940, viste le sue doti organizzative e
tecnico-professionali, è trattenuto in servizio. Sotto la sua guida la Vetreria
Ottica del Laboratorio di Precisione diviene il maggior opificio
italiano dedicato alla produzione di vetrerie di precisione.
Con
l’armistizio dell’8 settembre 1943 Artale, fedele al giuramento prestato in
nome del re, entra in contatto con il Fronte Militare Clandestino (d’ora
in poi FMC) del Colonnello Montezemolo
iniziando una sistematica opera di sabotaggio di alcune apparecchiature industriali
e nascondendone altre, in modo che i tedeschi non fossero in grado di
utilizzarle per fini bellici. La stessa motivazione della Medaglia al Valor
Militare alla Memoria concessa ad Artale testimonia come egli avesse
intrapreso l’azione di danneggiamento: “Tale azione di sabotaggio, compiuta
con temerarietà sdegnosa di ogni prudenza, sotto gli occhi dei tedeschi e negli
stessi locali da essi presidiati, sospettata prima, scoperta poi, condusse al
suo arresto.”
Arrestato
dalla Gestapo nel dicembre 1943 viene rinchiuso nel carcere a Via Tasso fino al
24 marzo 1944, per essere sottoposto a brutali
interrogatori e torture, quando è assassinato alle Fosse ardeatine dagli uomini
di Kappler.
Gli sarà concessa la Medaglia d’Oro al Valor
Militare (alla “memoria”).
Riposa al sacello n. 63
del Mausoleo delle Fosse Ardeatine.
Fonti
URL consultate il 19 novembre 2025
https://www.combattentiliberazione.it/m-o-v-m-dall8-settembre-1943/movm-regione-lazio/artale-vito
https://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org
https://www.mausoleofosseardeatine.it
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