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martedì 15 marzo 2022

Nord Stream 2 e la dipendenza europea dal gas russo

 SCENARI, REGIONI, QUADRANTI



Antonio Trogu

 

Il Nord Stream 2 è il più grande gasdotto al mondo, lungo 1230 chilometri è stato costruito parallelamente al Nord Stream 1, un altro gasdotto lungo 1224 chilometri. Ciò vuol dire  un potenziamento della capacità russa di rifornire la regione dell’Europa occidentale di gas naturale ed è stato citato da Putin come la naturale soluzione all’attuale carenza energetica. Il progetto, però, è anche al centro di alcune importanti tensioni politiche in quanto molti politici e osservatori ritengono che la Russia usi le esportazioni di gas naturale come un’arma politica, per espandere la propria influenza e indebolire il blocco politico europeo.

Prima della costruzione dei due gasdotti Nord Stream il gas russo passava via terra, attraverso i territori di Ucraina e Bielorussia. Ora invece, con il completamento di Nord Stream 2, il gas potrà di fatto bypassare i paesi dell’Europa orientale con la possibilità quindi di applicare pressioni politiche specifiche interrompendo le forniture di gas ai singoli paesi dell’est, mantenendo però il conveniente flusso di esportazioni verso l’Europa occidentale. 

La  consegna del gas in europa avviene attraverso un unico sistema di trasporto del gas che collega i giacimenti di gas del Nord della Russia con i paesi limitrofi. Numerosi gasdotti che attraversano il territorio ucraino forniscono gas naturale dalla Russia ai clienti europei ed insieme costituiscono il più grande corridoio di trasporto del gas con una capacità progettuale di oltre 100 miliardi di metri cubi, attraverso il quale il gas russo può essere consegnato ai consumatori in diversi paesi europei.

Per fornire forniture ininterrotte di gas dalla Russia ai paesi del Far Abroad, il 30 dicembre 2019, con la partecipazione diretta di  Gazprom Export LLC , è stato concluso un accordo tra Gazprom PJSC e Naftogas Ukrainy  che fornisce il trasporto di gas naturale attraverso il territorio ucraino fino al 31 dicembre 2024. 

 

Urengoy – Pomary – Uzhgorod, Brotherhood, Progress

Le consegne tramite il gasdotto Brotherhood  sono iniziate nel 1967. Nel 1984, il primo gasdotto transcontinentale al mondo Urengoy – Pomary – Uzhgorod  è stato costruito con una capacità di progettazione di 32 bcma. Nel 1988  fu costruito il gasdotto Progress (Yamburg – confine occidentale dell'URSS) con una capacità di 26 bcma. Sul territorio dell'Ucraina, il suo percorso coincide con il percorso del gasdotto Urengoy – Pomary – Uzhgorod  .
All'interno del corridoio ucraino, questi gasdotti forniscono il transito del gas in direzione della Slovacchia. In Slovacchia, il gasdotto è diviso, uno dei rami va alla Repubblica Ceca, l'altro – all'Austria.

 

 Souyz
    Questo gasdotto, che segue il percorso da Orenburg al confine occidentale dell'URSS, è il risultato dell'accordo di Orenburg. Il gasdotto con una capacità di progetto di 26 bcma è entrato in funzione nel 1980. La Soyuz può trasportare gas verso Slovacchia, Ungheria e Romania. 

 

Percorso di trasporto del gas attraverso la Romania

Il 1986 ha visto l'inizio della costruzione di un gasdotto di transito attraverso il territorio rumeno per fornire gas a Bulgaria, Turchia, Grecia e Macedonia del Nord. Nel 2002 è stata costruita la seconda stringa di questo gasdotto.

 

Nord Stream

Il gasdotto Nord Stream con una capacità di 55 miliardi di metri cubi all'anno consente il trasporto diretto di gas per i clienti dell'Europa occidentale, aggirando gli stati di transito. La pipeline è composta da due stringhe con una capacità di throughput di 27,5 bcma ciascuna. Il suo percorso si trova sotto il Mar Baltico dalla baia di Portovaya vicino alla città di Vyborg, alla costa tedesca vicino a Greifswald, per un'estensione di 1224 km. Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Francia, Danimarca e altri stati europei sono i mercati target per le forniture attraverso questo gasdotto.

 

Yamal – Europa

Il gasdotto Yamal – Europa attraversa Russia, Bielorussia e Polonia raggiungendo la Germania. La costruzione del gasdotto è iniziata nel 1994 vicino ai confini tedesco e polacco e le prime sezioni del gasdotto sono state messe in funzione già nel 1996. La parte bielorussa in cui Gazprom è diventata l'unico investitore è stata avviata nel 1997. Dopo la messa in servizio dell'ultimo compressore stazione nel 2006, Yamal – Europa ha raggiunto la sua piena capacità – 33 bcma.

Blue Stream 

Il gasdotto Blue Stream è destinato alle consegne dirette di gas in Turchia, aggirando i paesi di transito. Il gasdotto lungo 1.213 km è costituito da una sezione terrestre e una offshore, che inizia vicino a Izobilnoye nella regione di Stavropol e termina ad Ankara, in Turchia. La costruzione è stata completata nel dicembre 2002 e febbraio 2003 ha segnato l'inizio del primo flusso di gas commerciale. La capacità del progetto del gasdotto è di 16 bcma.

 

Vyborg – Imatra

Il gasdotto di esportazione verso la Finlandia, con una capacità annua di 6 miliardi di metri cubi, fa parte del sistema di trasporto del gas della regione di Leningrado.

 

Tornando al Nord Stream gli USA prima con Trump e poi con Biden lo hanno sempre osteggiato il progetto. Il Nord Stream2, che la Germania ha voluto in questi anni nonostante l'ostilità degli Stati Uniti e dell'Europa orientale, è stato completato lo scorso anno ma richiede ancora un ultimo via libera. Il nuovo governo tedesco ha tuttavia cambiato atteggiamento nei confronti dell'opera rispetto al precedente guidato da Angela Merkel che ha sempre ignorato le richieste di abbandonare il progetto anche se le tensioni con la Russia erano aumentate per le accuse di spionaggio e l'avvelenamento e l'incarcerazione dell'oppositore politico Alexei Navalny.

Ma vi sono nuovi ritardi nella certificazione di Nord Stream 2, la conferma sui lunghi tempi di approvazione del controverso gasdotto russo-tedesco è giunta, il 17 dicembre 2021, dallo stesso regolatore tedesco, Bnezta (Bundesnetzagentur), incaricato di verificare che la società Nord Stream 2 AG si adatti alla normativa tedesca ed europea. Il capo dell’ente, Jochen Homann, ha affermato che l’operatore Nord Stream 2 AG, registrato in Svizzera, ha avviato il processo di costituzione di una filiale in Germania, spiegando, però, che la decisione sul gasdotto non sarà presa prima di giugno 2022. In effetti, dopo il via libera di Berlino, i documenti passeranno all’esame della Commissione Europea. Per iniziare a pompare gas, l’operatore del Nord Stream 2 deve ottenere l’approvazione dal regolatore tedesco Bnezta, il quale sta verificando la conformità del progetto alla direttiva UE sul gas. La certificazione era stata temporaneamente sospesa, il 16 novembre, poiché l’operatore Nord Stream 2 AG, con sede nella città svizzera di Zugo, è stato chiamato a registrare una filiale in Germania e trasferirvi fondi. In risposta, il 17 novembre, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aveva dichiarato: “La società esercente è pronta a soddisfare tutti i requisiti della normativa vigente per poter avviare quanto prima il progetto”. Pertanto, fino a quando ciò non accadrà, il processo per la certificazione sarà sospeso. 

In particolare la certificazione svolta dall’Authority si è impantanata per una questione legale che prevede che la società Nord Stream 2 AG sia regolata dal diritto della repubblica federale. Al momento la società del gasdotto ha sede in un Paese extra-Ue, la Svizzera e il processo di certificazione potrà riprendere solo dopo che verrà completato il trasferimento di beni essenziali e di risorse umane alla nuova società. Secondo la direttiva Ue sul gas, il funzionamento del gasdotto e la distribuzione del gas devono essere separati in modo sufficiente. Non solo ma se anche dopo l’avvenuto trasferimento dovesse arrivare luce verde dall’agenzia federale tedesca, è comunque prevista una verifica della Commissione europea che potrebbe durare fino a quattro mesi. I tempi per l’entrata in funzione del Nord Stream 2, che secondo la maggior parte degli analisti dovrebbe contribuire a frenare la carenza di gas e ad allentare le tensioni sui prezzi, rischiano seriamente di allungarsi.

Dal punto di vista politico, il Nord Stream 2 aggira l'Ucraina, togliendo al paese circa un miliardo di euro all'anno di introiti da tariffe di transito e, è il timore di Kiev, rimuovendo un ostacolo a una potenziale aggressione russa. L'Ucraina, in conflitto con la Russia dall'annessione della Crimea da parte di Mosca nel 2014, ritiene che il Nord Stream 2 sarà utilizzato dalla Russia per esercitare pressioni politiche.

Dopo un incontro con il vice primo ministro polacco Jacek Sasin a Varsavia il vicecancelliere, ministro dell'Economia e del clima tedesco Robert Habek ha affermato che la situazione geopolitica potrebbe influenzare il lancio del gasdotto Nord Stream 2, la sua certificazione avverrà esclusivamente in conformità con il diritto dell'UE. Verranno effettuati controlli tecnici e legali in conformità con gli standard dell'UE. Nella situazione attuale, la geopolitica non può essere ignorata quando si tratta del funzionamento di questo gasdotto, ha affermato Khabek.

 

Molti analisti non sono d'accordo sui vantaggi economici e ambientali di Nord Stream. Un rapporto del 2018 del think tank tedesco Diw ha affermato che il progetto non era necessario e si basava su previsioni che "sopravvalutano significativamente la domanda di gas naturale in Germania e in Europa".

La ministra degli Esteri Annalena Baerbock ha lanciato un chiaro avvertimento che il Nord Stream 2 non inizierà a pompare gas se la Russia invaderà l'Ucraina, nonostante la grave crisi energetica che ha fatto salire alle stelle i prezzi del gas in Europa. In caso di aggressione, ha affermato Baerbock, "prepareremo un pacchetto di sanzioni forti", che includono "anche Nord Stream 2".

Secondo molti osservatori l'infrastruttura aumenterà la dipendenza dell'Europa dal gas russo mentre l'Ucraina l'ha definita come un'"arma geopolitica". L'esatto contrario di quello che disse, lo scorso mese di luglio, l'allora Cancelliera Merkel al presidente Usa Joe Biden: "Non sarà usata per scopi politici".

Negli  anni Duemila l’UE ha intensificato le iniziative per rafforzare la propria politica energetica, con l’obiettivo primario di diversificare le fonti di approvvigionamento rispetto al gas proveniente dalla Russia in quanto la preoccupazione principale era che Mosca potesse avere le chiavi della politica europea e che il Cremlino, tramite i rubinetti del gas, potesse influenzare le scelte strategiche dei singoli Paesi. Nel corso degli anni, quindi, lo sviluppo di un Corridoio Meridionale del Gas, indipendente da Mosca, è diventato il principale banco di prova per l’ambiziosa azione di Bruxelles in questo settore e la Commissione europea ha riconosciuto il Corridoio quale “una delle più alte priorità dell’Unione in campo energetico”, sottolineando la necessità di una cooperazione tra la Commissione stessa, gli Stati membri e i Paesi fornitori coinvolti.

Il 21 dicembre dello scorso anno, secondo i dati dell’operatore di trasporto del Paese, Gascade le consegne di gas naturale russo alla Germania, attraverso il gasdotto Yamal-Europe, sono state completamente interrotte. Inoltre sempre secondo i dati dell’operatore di rete tedesco Gascade il  2 gennaio, il gasdotto Yamal-Europe che di solito fornisce gas all’Europa Occidentale, per il 14° giorno consecutivo ha ordinato il transito nella direzione opposta, verso Est, e a partire dal 21 dicembre  il gas è stato trasportato in modalità inversa, mentre i prezzi energetici nel mercato europeo hanno registrato nuovi picchi.

La capacità massima di trasporto del gasdotto Yamal-Europe è di 89 mmc al giorno ma, nella giornata del 20 dicembre, il transito di gas è stato di soli 3,8 milioni di metri cubi di gas, ossia  solo il 4% della capacità totale del gasdotto. A causa di tali sviluppi, la Russia è stata accusata di aver limitato le forniture di gas verso l’Europa con lo scopo di sfruttare la situazione di crisi per ottenere la rapida approvazione dell’UE del controverso gasdotto Nord Stream 2. Inoltre, Gazprom aveva riferito che le forniture verso l’UE si stavano avvicinando a volumi record e aveva giustificato il carente approvvigionamento, che comunque era conforme ai contratti sottoscritti con il blocco, con il fatto di voler dare la precedenza al rifornimento degli impianti di stoccaggio del gas della Federazione.

La Germania, principale economia europea, importa circa il 40% del proprio gas dalla Russia e ritiene che il gasdotto abbia un ruolo nella transizione energetica da carbone e nucleare alle rinnovabili. L'ex cancelliere Gerhard Schroeder è presidente del comitato degli azionisti del Nord Stream.

Oggi, con i prezzi dell'energia in aumento in tutta Europa e la Russia che come appare sta limitando le forniture di gas per esercitare pressioni sull'Occidente, fermare il Nord Stream 2 sembra un rischio per Berlino.

 

 

domenica 13 marzo 2022

Sergio Benedetto Sabetta. L’ ONORE DI UN SOLDATO ITALIANO NELLA GRANDE GUERRA

 DIBATTITI


            I venti di guerra che in questi giorni soffiano violentemente sull’Europa, nel richiamare le problematiche dell’U.E. in termini di compattezza diplomatico-militare e di mancata differenziazione nelle forniture energetiche, mette alla prova l’Italia sul piano internazionale,  indipendentemente dalle rassicuranti dichiarazioni ufficiali.

            Non si prova solo il peso specifico di ciascuna Nazione all’interno dell’Europa e della NATO, ma anche la sua unione morale.

            A questo riguardo è interessante ricordare un episodio del tutto minore, anonimo e non cruento avvenuto sul fronte francese durante la Grande Guerra, tra un generale francese della Legione e un umile fantaccino italiano, modesto caporale ed ex legionario di nome Edoardo Landi, nonché dell’orgoglio con cui evidenziò la necessità del rispetto reciproco tra Alleati.

            Il fatto ricordato è riportato sul taccuino personale dello stesso, diario ritrovato casualmente su una bancarella in un mercatino in cui si legge la difficile vita giornaliera del Landi, tra conti in rosso riportati e considerazioni personali sulle vicissitudini della vita.

            “Il 13 maggio moriva a Parigi in età di 59 anni il generale Carlo Mangin.

            Volle il Destino che, durante la mia lunga permanenza nella Legione Straniera Francese (1898-1912) io avessi occasione di vederlo, nel 1911 a Oudjda (Marocco). Egli era allora tenente colonnello e comandava un battaglione d’infanteria leggera d’Africa, i famosi zephirs; recentemente soppressi, e partecipò con le sue truppe alle operazioni che sotto il comando del generale Lejantaj, dovevano purgare dai ribelli (!) il vasto territorio dalla Molouja a Zara.

            Ma un’altra occasione io ebbi di vedere il generale Mangin e questa volta parlargli. Egli era allora comandante della X^ armata (nel 1918, durante la guerra europea) composta esclusivamente (meno poche unità) di truppe coloniali: arabi, tonchinesi, malgasci, senegalesi, di cui Mangin versava negli assalti il sangue senza risparmio, a torrenti, tanto da guadagnarsi il soprannome di boucher (macellaio).

            Nel luglio 1918 io mi trovavo con una squadra di territoriali italiani, a lavorare ad un impianto di fili telegrafici presso al Quartiere Generale della Decima armata francese a Belleu. A un tratto, una automobile passa: si ferma davanti a noi, ne scende il generale Mangin, che con la sua abituale familiarità che lo faceva amare dai soldati che egli conduceva al macello, mi domanda a bruciapelo (in francese)

-         Che fate qui?

-         Generale, ripariamo i fili telefonici.

-         Voi parlate bene il francese!

-         Sì, generale, poiché ho avuto l’onore di servire per 14 anni nella gloriosa Legione Straniera.

-         Ah! Sì, e siete voi contento, adesso, di stare in Francia?

Volli tirargli una botta che somigliasse ad un complimento, poiché troppi ricordi amari erano in me e risposi:

-         Generale, io sono così contento adesso di stare in Francia, come i soldati Francesi sono contenti di stare in Italia.

Egli aggrottò le folte sopracciglia nerissime e un lampo passò sui occhi grifani; ma fu un attimo, e con un gesto largo e grandioso tirò fuori una moneta d’oro da venti franchi, e me la mise in mano, dicendomi con accento che mi giunse al cuore:

-         Ben detto, caporale. Ecco questo per bere un bicchiere di vino alla salute della gloriosa e vecchia Legione.

( Dal diario del legionario di Edoardo Landi, 1925).

 

sabato 12 marzo 2022

La minaccia jiaidista in Italia. Valutazione per il 2021

 DIBATTITI



La Relazione annuale sulla politica della informazione  presentata al Parlamento da parte del Sistema di Informazione per la sicurezza della Repubblica ( che in pratica sono i servizi segreti italiani, in merito alla minaccia di attentati terroristici in Italia, così scrive:

Per quanto attiene all’Italia, l’attenzione dell’intelligence continua a focalizzarsi sul rischio rappresentato dai foreign fighters intenzionati a rientrare nel nostro territorio nazionale, sia pure in stato di arresto o sotto falso nome, sfruttando anche circuiti criminali dediti all’immigrazione irregolare. Un fattore di vulnerabilità sul territorio continua a essere rappresentato dal fenomeno della radicalizzazione inframuraria che interessa quei detenuti comuni che manifestano il loro sostegno all’estremismo islamista, in particolare allo Stato Islamico. Costante, infine, prosegue l’impegno dell’intelligence nel fronteggiare la sfida posta dalla radicalizzazione sul web, che si conferma il principale luogo di proselitismo attraverso la condivisione di manualistica e materiale di propaganda.

In data 9 marzo 2022 è stato pubblicato un post in cui si riporta le valutazione per la minaccia jiaidista in Europa.


 La Relazione è stata acquista dalla Emeroteca del CESVAM

venerdì 11 marzo 2022

L'Etiopia contro il Tigray: da una guerra ad un conflitto minore?

 UNA FINESTRA SUL MONDO



Hermann- Habib Kibangou, in La Civiltà  Cattolica, n. 4119 5/19 febbraio 2022, ha modo di focalizzare il conflitto in essere tra il potere centrale e la regione del Tigray . In sintesi scrive che

In Africa Orientale l’attuale sociopolitica è caratterizzata principalmente dalla guerra in Etiopia, soprattutto nel Tigray. L’Europa ha la particolarità di essere uno Stato al tempo stesso dipendente ed indipendente, giovane e vecchio, potente e fragile, moderno ed arcaico ma anche paradossale e dicotomico. In effetti i recenti avvenimenti in Etiopia pongono diversi interrogativi a causa della loro natura paradossale e della loro dicotomia. Tutti questi paradossi hanno assunto una dimensione inquietante per la pandemia di Covid 19 che è arrivata a confondere i politici etiopi.

 

 Il Tigray, scrive ancora Hermann Habib Kibangou  situato nel nord dell’Etiopia è riconosciuto come uno dei 10 Stati amministrati secondo appartenenze etniche. Con una superficie di 50.000 kmq ed una popolazione di 6 milioni di abitanti confina con i suoi immediati vicini Eritrea e Sud Sudan, che sono diventati stati indipendenti rispettivamente nel 1993  e nel 2011. Le relazioni con l’Eritrea non sono buone in quanto l’Esercito eritreo è andato in soccorso dell’esercito etiope nel  conflitto in corso.

E’ bene ricordare, peraltro, che la storia etiope contemporanea è profondamente condizionata dalla realtà del Fronte Popolare di Liberazione del Tigray. Questo partito infatti ha governato il Paese per 27 anni (1991-2018) Uno dei suoi leader Meles Zenawi (1955-2012) è considerato da alcuni come il leader africano più originale ed intelligente di questi ultimi cinquant’anni.

L’Etiopia ha grossi problemi etnici dovuti alla mancata integrazione. “In assenza di una vera politica di costruzione della nazione e di integrazione i leader dell’Etiopia imperiale, e quelli dell’Etiopia rivoluzionaria” decisero di mantenere l’unità con la forza provocando il dissenso dei nazionalismi e delle resistenze armate”. L’articolo si conclude, dopo un ampia  analisi  della situazione del Tigray e dei suoi leader con ipotesi di soluzione ai problemi conflittuali di lungo periodo come il rompere il legame morale dell’etnia ed alcune osservazioni ( l’arrivo di Biden ala Casa Bianca, i diritti umani, l’azione dell’Unione Africana, l’ azione non certo apprezzabile della OMS ( Organizzazione mondiale della Sanità) e la situazione attuale del conflitto.


mercoledì 9 marzo 2022

La minaccia jihaidista in Europa. Valutazione per il 2021

 DIBATTITI


La Relazione annuale sulla apolitica della informazione  presentata al Parlamento da parte del Sistema di Informazione per la sicurezza della Repubblica ( che in pratica sono i servizi segreti italiani, in merito alla minaccia di attentati terroristici in Europa, così scrive:


Proprio la proclamazione dell’Emirato Islamico in Afghanistan ha rappresentato l’evento più significativo del 2021 per i gruppi del terrorismo internazionale di matrice jihadista, soprattutto alla luce della valenza iconica che la terra afghana riveste nell’immaginario dei sostenitori del jihad globale. A livello globale e regionale, sia al Qaida che DAESH hanno proseguito nella riorganizzazione dei rispettivi assetti che, in entrambi i casi, ha portato a una decentralizzazione delle strutture di comando e controllo. Alla particolare attenzione dell’intelligence è il rischio che il modello Afghanistan possa innescare effetti emulativi su gruppi presenti in altri Paesi, dove sussistono le condizioni per l’ascesa e l’affermazione di nuove forme di terrorismo e di estremismo violento. È proseguito serrato, anche quest’anno, il monitoraggio della propaganda jihadista che, soprattutto all’indomani della vittoria dei Talebani, ha visto le principali sigle terroristiche, specie quelle riconducibili al network qaidista globale, rilanciare prontamente la “narrativa della vittoria” legata alla riconquista del potere a opera dei Talebani. Mirata attenzione informativa è stata inoltre rivolta ai meccanismi di finanziamento al terrorismo, atteso che la capacità operativa di un’organizzazione terroristica dipende anche dalla versatilità nel movimentare le proprie disponibilità finanziarie. In Europa, la dinamica degli attacchi di matrice jihadista perpetrati nel 2021 conferma la perdurante esposizione del Vecchio Continente alla minaccia posta da quanti si mobilitano autonomamente per contribuire al jihad globale. L’impegno informativo si focalizza pertanto sulla minaccia rappresentata anche da micro-gruppi o circuiti più ampi e transnazionali, composti tendenzialmente da elementi radicalizzati attivi online e in contatto fra loro soprattutto tramite i social network. 


La Relazione è stata acquista dalla Emeroteca del CESVAM

martedì 8 marzo 2022

INFOCESVAM BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE - GENNAIO FEBBRAIO 2022

 NOTIZIE CESVAM

INFOCESVAM

BOLLETINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO IX, 25/26, N. 1, Gennaio - Febbraio, 1 marzo 202

IX/1/501- La decodificazione di questi numeri è la seguente IX anno di edizione, il mese di edizione di Infocesvam, 501 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento.

IX/1/502 – Progetto 2020/1 – Ordinamenti tra le due Guerre. Il manoscritto n. 5 inviato come pre-bozza ha sviluppato 510 pagine a stampa. Si è quindi deciso di pubblicare sempre il volume, ma in due Tomi: Tomo I – Testo e Tomo II Documenti che svilupperanno in media 250.

IX/1/503 – E’ confermata la data del 26 Marzo 2022 per lo svolgimento del Convegno indetto del CESVAM nell’ambito del Centenario del Nastro Azzurro del Convegno “Ad un anno dal centenario 1923-2023.

IX/1/504 – QUADERNI ON LINE. Nel mese di gennaio 2022 e febbraio 2022  i contatti per il sito www.valoremilitare.blogspot.com sono stati rispettivamente  a gennaio 2022 1895 e febbraio 1920.

IX/1/505 – Progetto 2016/1 Capire la Grande Guerra. Riflessioni. E’ stato inviato alla Casa Editrice il manoscritto n. 5 definitivo e corretto del Volume I “Verso La Guerra Né alleato né amici” per la preparazione della bozza n.1. Paola Tomassini ha predisposto gli Indici.

IX/1/506 – Il CESVAM ha presentato al Presidente Nazionale sabato 12 Febbraio il programma delle iniziative che il CESVAM intende realizzare per la data centenaria dell’Istituto.

IX/1/507 – Progetto 2016/1 Dizionario minimo della Guerra di Liberazione. Compendio 1944. Inviato alla Casa Editrice le correzioni della Bozza 1 con le correzioni. Attesa rinvio della Bozza 2 per correzioni ed inserimento

IX/1/508 – Progetto 2020/1 Ordinamenti tra le due Guerre – Quadro di Battaglia. Luigi Marsibilio e Chiama Mastrantonio stanno approntando il Manoscritto N. 1. Massimo Coltrinari appronterà la parte editing

IX/1/509 – 

IX/1/510 – Piattaforma CESVAM – Istanza su Progetto. Chiara Mastrantonio inizia a pubblicare i dati su reparti italiani del Quadro di Battaglia del 1940. Testi di Marsibilio, Coltrinari Monteverde e Mastroantonio

IX/1/511 –  Progetto “Le vicende dei Militari Italiani in Russia. Volume 1. Inviato il manoscritto n. 5 alle Edizione ArcheoAres

IX/1/512 –  Master di 1° Liv. in Storia Militare Contemporanea. Sessione di Laurea Invernale. E’ stata fissata per Lunedi 21 marzo 2022 ore 15.00

IX/1/513 –  Il Master in Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale con il 28 Febbraio ha avuto il completamento di tutti i suoi moduli

IX/1/514 – Progetto 2020/2 Prigionia. Volume III. P. Bonci. Epistolario di Prigionia. Ricevuta 2 Bozza per inserimento Indici/ Numero di Pagina.

IX/1/515 – E’ attivata una ricerca per la ricostruzione della Storia del Centro Alti Studi con la sede a Palazzo Salviati. Info: www.senioreiasd@istitutonastroazzurro.org

IX/1/516 – Il Volume “Le Quattro battaglie per il Veneto. 1866 la III Guerra di Indipedenza e il Valore Militare” è disponibile nella nuova stampa presso la segreteria generale dell’Istituto (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)

IX/1/517 – Master di 1° Liv. in Terrorismo e Antiterrorismo Internazionale. Le Lezioni di tutti i moduli del programma didattico si sono completa alla data del 28 febbraio. Dal Mese di marzo 2022 è possibile contattare la Direzione Scientifica del Corso per la richiesta della tesi di Laurea sulla base dei temi indicati (vds www.studentiecultori.blogspot.com) oppure www.unicusano.it/master

IX/1/518 –  La richiesta di tesi per i Master in essere presso la Università degli Studi N. Cusano può essere integrata consultando il blog www.studentiecultori.blogspot.com

IX/1/519 – Progetto 2016/1 Dizionario minimo della Guerra di Liberazione. Glossario 1944. Inviato alla Casa Editrice le correzioni della Bozza 1 con le correzioni. Correzioni inviate. Ricevuta Bozza 2 per controllo finale

IX/1/520 – Progetto 2016/1 Capire la Grande Guerra. Riflessioni. E’ stato inviato alla Casa Editrice il manoscritto n. 5 definitivo e corretto del Volume II “La Guerra. Una vittoria sul campo” per la preparazione della bozza n.1. Paola Tomassini ha predisposto gli Indici.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              

IX/1/521 – Master di 1° Liv. in Politica Militare Comparata. Sessione di Laurea Invernale. E’ stata fissata per Lunedi 21 marzo 2022 ore 15.30

IX/1/522 –  Rivista QUADERNI – Report 2019 - 2021 . Inviata bozza alla Edizione Archeoares. Ricevuta la 1 bozza. Corretta Inviata la 2 Bozza per la Stampa

IX/1/523 – I titoli e materiali per lo svolgimento della tesi del Master del Corso di Aggiornamento e Perfezionamento professionale sono su www.studentiecultori.blogspot.com

IX/1/524 –Corso di aggiornamento e perfezionamento per diplomati in in Terrorismo e Antiterrorismo Internazionale. Le Lezioni di tutti i moduli del programma didattico si sono completate alla data del 28 febbraio 2022. Dal Mese di marzo 2022 è possibile contattare la Direzione Scientifica del Corso per la richiesta della tesi di Laurea sulla base dei temi indicati (vds www.studentiecultori.blogspot.com) oppure www.unicusano.it/master

IX/1/525 – Prossimo INFOCESVAM sarà pubblicato il 1 maggio 2022. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblica su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.


lunedì 7 marzo 2022

Le vicende dei militari italiani in Russia. Volume 1. Premessa

 DIBATTITI

Progetto 2020/2 - Russia

Una colonna russa distrutta


Il vero motivo per cui questo volume ha visto la luce è la intensissima, seppur breve, collaborazione avuta a suo tempo (fine anni novanta inizio di questo secolo) con Aldo Resta. Tutta la sua passione ed il suo amore per la Storia e la ricostruzione storica ebbi modo di conoscerla in un contesto difficile, quello dell’associazionismo militare, in cui vi è tanta voglia e volontà di parlare di Storia e di Storia Militare, ma poca preparazione, poca istruzione, molta ideologia mista a nostalgia e molto militarismo di maniera che Aldo Resta aborriva.

 

Fu una collaborazione intensa, tutta incentrata sulla campagna di Russia e sulla Guerra di Liberazione, in parte sulle vicende dell’Africa settentrionale. Per sua decisione, per paura che andassero perduti, insistette per cedere all’Autore i documenti e le carte che formano oggi la base documentale di questo volume, e, si spera, quella dei volumi successivi. Rimaste sempre all’attenzione, queste carte e questi documenti servirono per numerosi scritti, articoli e anche pubblicazioni di un certo impegno. La sua idea di divulgarle così come sono, contrastata a suo tempo da figure e figuri che si stanno perdendo nell’oblio, sembra che si stia realizzando grazie alla attività sia didattica che di ricerca.

 

 Le ragioni della sua scelta nel 1948 di lasciare le Forze Armate per intraprendere una brillantissima carriera civile, lui combattente in Africa Settentrionale, in Russia nelle fila del S.I.M. e poi della Guerra di Liberazione con le Forze del Regno del Sud, nonostante i miei solleciti, non l’ha mai dette. Ora la comprendo, o penso di comprenderla, dopo oltre quaranta anni di vita militare.

 

Proprio per questa supposizione si è dato vita a questa ricerca, sostenuta da un progetto inserito nel CESVAM, a sostegno dei corsi del Master di 1° Livello in Storia Militare. È l’inizio di un percorso, di cui questo è il primo volume. In mente vi è una pianificazione che rimane però solo allo stato di intenzione, per evitare, poi, di doverla non attuare per via dei moltissimi ostacoli e difficoltà che sono presenti e che sono all’orizzonte. In questa ricerca procediamo con un obiettivo lontano da raggiungere, ma enunciando solo l’obiettivo realmente realizzabile nel brevissimo periodo. Intanto si esce con questo primo volume, poi procediamo, con il secondo, e via procedendo. Sono sicuro che Aldo Resta, nel suo pragmatismo, approverebbe questo modo di procedere

domenica 6 marzo 2022

Elisa Bonacini - Ricordo dei Caduti senza sepoltura del 1944

 NOTIZIE CESVAM

 

 COMMEMORAZIONE ERIC FLETCHER WATERS

 E CADUTI SENZA SEPOLTURA DEL 1944

 

 


Sì è tenuta giovedì 18 febbraio ad Aprilia presso il comprensorio studentesco Meucci-Rosselli di via Carroceto la cerimonia commemorativa del Sottotenente dei Fucilieri Britannici Eric Fletcher Waters e dei Caduti senza sepoltura dello Sbarco.

La cerimonia nell’8° anniversario dell’inaugurazione del monumento ha visto la partecipazione del Sindaco Antonio Terra, di autorità civili, militari e religiose del territorio.

Dopo la deposizione della corona d’alloro della Città di Aprilia il consueto omaggio floreale dell’associazione “Un ricordo per la pace” e del veterano britannico Harry Shindler rappresentante in Italia della “ITALY STAR ASSOCIATION 1943-1945” .

L’evento del 18 febbraio 2014, a 70 anni esatti dalla morte del fuciliere britannico, assunse clamore mondiale per la partecipazione del figlio, la rockstar Roger Waters, leader storico dei Pink Floyd, orfano di Eric Fletcher Waters a soli 5 mesi. Il giorno precedente 17 febbraio in una cerimonia strettamente riservata era stato inaugurato il memoriale in via dei Pontoni, località buon Riposo, nei pressi del luogo della morte identificato grazie al ritrovamento del diario di guerra del 18 febbraio 1944. Non è noto il luogo di sepoltura. Il nome di Fletcher Waters compare infatti nel Cimitero del Commonwealth a Cassino le cui lapidi riportano i nominativi di oltre 4000 soldati dispersi nella campagna d'Italia.

Alla commemorazione di quest’anno ha fatto seguito nell’ambito del progetto didattico “Farememoria” un evento organizzato dal Liceo “A. Meucci” in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Aprilia.

 

sabato 5 marzo 2022

Mostra: Oltre il Ghetto. Dentro o Fuori.

NOTIZIE CESVAM



 Martedì 8 marzo alle 17.30 presso la Gipsoteca di Arte Antica dell'Università di Pisa (Piazza S. Paolo All'Orto, 20, Pisa) le curatrici della mostra del MEIS "Oltre il ghetto. Dentro&Fuori" Carlotta Ferrara degli Uberti (Università di Pisa) e Sharon Reichel (MEIS) terranno la lectio "Senza ghetto. Il caso di Pisa e Livorno"

Moderate da Alessandra Veronese (CISE), le due curatrici racconteranno il caso straordinario di Pisa e Livorno, le due città italiane che non videro il confinamento degli ebrei negli angusti spazi del ghetto tra il XVI e il XIX secolo. 

 

I posti in Gipsoteca sono limitati, per prenotare scrivere a ufficio.stampa@meisweb.it. 

Sarà possibile assistere all'evento anche in streaming sul canale Youtube dell'Università di Pisa. L'attività è organizzata dall'Università di Pisa e dal Centro Interdipartimentale di Studi Ebraici in collaborazione con il MEIS

 

 

OLTRE IL GHETTO. DENTRO&FUORI

L'esposizione - curata da Andreina Contessa, Simonetta Della Seta, Carlotta Ferrara degli Uberti e Sharon Reichel e allestita dallo Studio GTRF Giovanni Tortelli Roberto Frassoni - racconta la storia degli ebrei italiani nel periodo che va dal confinamento all'interno dei ghetti (con l'istituzione del primo, a Venezia, nel 1516) all’inizio del Novecento.

 

"Oltre il ghetto. Dentro&Fuori", che ripercorre i momenti cruciali della storia moderna visti dalla prospettiva dell'esperienza ebraica, viene costruita attraverso materiali e opere eterogenee provenienti da tutta Italia e dall'estero, come l'imponente dipinto Ester al cospetto di Assuero di Sebastiano Ricci – prestito del Palazzo del Quirinale –, Interno della sinagoga di Livorno di Ulvi Liegi e il Ritratto di Giuseppe Garibaldi ad opera di Vittorio Corcos (entrambi provenienti dal Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno).

 

Il percorso della mostra è integrato da oggetti che testimoniano la vita ebraica quotidiana, come la porta dell'Aron Ha-Qodesh, l'Armadio sacro dorato in legno intagliato, di una delle sinagoghe del ghetto di Torino che venne donato nel 1884 dalla Università Israelitica locale al Museo Civico di Torino, o le testimonianze di impegno personale, rappresentate per esempio dal baule della crocerossina Matilde Levi in Viterbo. Si snoda così il pensiero alla base della mostra e dell’intero Museo, che affianca a un rigoroso approccio storico e a un significativo riferimento all’arte, contributi di taglio sociologico, aprendo anche alla dimensione individuale e personalissima, che risuona ancora oggi di grande attualità.

 

La mostra è realizzata con il sostegno di Intesa Sanpaolo, The David Berg Foundation, Fondazione Guglielmo De Lévy, TPER e il patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara, l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità Ebraica di Ferrara. Si ringraziano la Fondazione CDEC e il compianto Ambasciatore Giulio Prigioni.

venerdì 4 marzo 2022

Ucraina e l’eredità storica della Rus’ di Kiev

DIBATTITI

 



di

Antonio Trogu

 

L’Ucraina è una vasta frontiera proprio al centro del nostro continente, confina con la Russia a est e nord-est, con la Bielorussia a nord, con la Moldavia a sud e con quattro paesi dell’Unione Europea a ovest: Polonia, Slovacchia, Ungheria e Romania. Si affaccia per un ampio tratto sul mar Nero e sul Mar d’Azov, tra i quali si trova la penisola di Crimea, la regione annessa con la forza dalla Russia con un’invasione nel 2014. A sud-ovest dell’Ucraina c’è anche la Transnistria, un territorio che si è autoproclamato indipendente dalla Moldavia nel 1990 e che è governato da un regime filorusso non riconosciuto a livello internazionale.

 

Un grande territorio (il paese più esteso d’Europa, dopo la Russia: 603.700 chilometri quadrati; il quinto per numero di abitanti: 48 milioni) per lo più pianeggiante, se si escludono le verdi montagne dei Carpazi a sud, e quindi senza grandi difese naturali: distese di fertili campi; steppe che arrivano fino al mare; colline ondulate; immensi boschi; molti laghi e gonfi fiumi; un sottosuolo ricco soprattutto di carbone.

Tra i nuovi Stati sorti dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica, l’Ucraina è uno di quelli con le maggiori potenzialità, per ricchezza di prodotti naturali e per diffusione di industrie e di infrastrutture. Ma è anche tra quelli che più hanno risentito della separazione e sta affrontando una difficile transizione.

Una pianura ondulata costituisce il territorio dell’Ucraina. A ovest, un breve tratto dei Carpazi supera di poco i 2.000 m; tra il corso del Dnestr e quello del Dnepr, la Podolia e la Volinia sono occupate da bassi altipiani. Nel Nord si trovano foreste, mentre steppica è la vegetazione spontanea nelle zone meridionali.

Il clima è continentale e poco piovoso, ma il suolo fertilissimo (detto terra nera) consente notevoli produzioni di cereali e patate, ortaggi e frutta sulle coste del Mar Nero. L’Ucraina però è soprattutto paese di miniere (carbone, ferro e altri metalli) e di industrie (metalmeccanica, chimica), oggi in via di riconversione.

Nell’882 dC, il principe scandinavo Oleg conquistò Kiev (Kyiv), uccise i signori della città (appartenenti alla tribù slava dei Poliani) e dichiarò: «Questa città sarà la madre di tutte le città dei Rus’». I Rus’ erano il potente clan vichingo della città. In poco tempo, quella città commerciale, attraversata dal grande fiume Dnepr (che i romani chiamavano Danaper) divenne il centro di un grande e potente impero che andava dal Mar Baltico al Mar Nero. Nel 988, il principe Vladimir convertì tutto il suo popolo, che era pagano, alla religione cristiano ortodossa.

Sul fiorente regno della Rus’ si abbattè, nel 1240, l’orda dei conquistatori mongoli guidati da Baty Khan. Kiev fu rasa al suolo e i suoi abitanti sterminati. In seguito, il territorio della Rus’ fu diviso in tre principati: Galizia, Volynia e Moscovia (che in seguito divennero: Polonia, Lituania e Russia). Gli ebrei giocarono, loro malgrado, un ruolo assai importante in Ucraina. Le prime testimonianze della loro presenza nella regione di Kiev risalgono al 1018. Nella lotta sanguinosa tra contadini ucraini e proprietari terrieri polacchi, gli ebrei furono sempre dalla parte dei polacchi e quindi costantemente oggetto di manifestazioni ostili da parte dei contadini e dei cosacchi. Il re Sigismondo I di Polonia e Lituania (1506-1548) e il suo successore, Sigismondo Augusto (1548-1572), protessero gli ebrei, garantendo loro eguali diritti e la possibilità di insediarsi liberamente in Polonia e in Ucraina. La situazione peggiorò tragicamente in seguito alle rivolte dei servi della gleba ucraini, guidati dall’atamano cosacco Bohdàn Chmel’nitskij (1596-1657), e alla Guerra russo-polacca (1654-1667), detta Guerra di Ucraina, che si concluse con una significativa espansione territoriale russa e segnò l’inizio della grande potenza politica e militare russa nella regione. 

Nel XVIII secolo, sorsero i più importanti movimenti di rinascita mistica e risveglio devozionale, che mutarono la vita quotidiana, la cultura e la filosofia delle comunità ebraiche dell’Ucraina. Con l’editto di Caterina II del dicembre 1791 (che rimase in vigore fino al marzo 1917) le autorità russe stabilirono delle “zone di residenza” per gli ebrei, al di fuori delle quali non avevano il diritto di abitare e lavorare in maniera permanente. Le autorità inoltre incoraggiarono i pogròmy (persecuzioni): linciaggi e incendi delle case degli gli ebrei. In nessun’altra zona d’Europa, fino all’avvento del nazismo, l’antisemitismo fu così spietato. 

Per lingua e cultura gli Ucraini, detti anche piccoli Russi, sono affini ai Russi con i quali per secoli hanno vissuto insieme. Dopo il 1990 i Russi in Ucraina sono diminuiti, salvo in Crimea e in alcune città dell’Est, come Harkov (Kharkiv) e Doneck. Oltre alla capitale Kiev, sono importanti Dnipropetrovs´k, Odessa e Leopoli (L´viv).

Nel corso dell’Ottocento si sviluppò nel paese un forte sentimento nazionale, stimolato soprattutto dalla politica oppressiva degli zar. Le condizioni per l’indipendenza maturarono tuttavia soltanto negli anni del primo conflitto mondiale (1914-18), quando l’Impero russo fu travolto dalla rivoluzione bolscevica del 1917 e l’Impero asburgico dalla sconfitta in guerra. Raggiunta l’indipendenza tra il 1918 e il 1919, nel 1922 l’Ucraina divenne parte dell’Unione Sovietica. Quando il Partito comunista prese il controllo del paese tentò di imporre a una massa di contadini la collettivizzazione delle terre. Interi villaggi contadini si opposero al progetto di collettivizzazione delle campagne, previsto dal Primo piano quinquennale del 1929. Perciò tutti i contadini (piccoli, grandi e medi) che non accettarono di sottomettersi alla collettivizzazione, vennero bollati, con una campagna di denigrazione molto violenta, come “kulaki” (proprietari), e vennero trattati come dei veri e propri nemici: caricati a forza sui treni e deportati lontano, con il risultato di impoverire ancor di più le campagne. La politica di collettivizzazione forzata di Stalin non portò nessun risultato economico, ma morte per fame ed eccidi di massa.

Holodomor”, deriva dall’espressione ucraina moryty holodom, che significa “infliggere la morte attraverso la fame”, ed è il nome attribuito alla carestia, non generata da cause naturali, che si abbatté sul territorio dell’Ucraina negli anni dal 1929 al 1933 e che causò circa 7 milioni di morti. Questo spiega perché quando i tedeschi, nel 1941, invasero l’Ucraina, molte persone li accolsero salutandoli con il pane e il sale, come dei “liberatori”.  In realtà l’occupazione tedesca fu, in quella regione, di una ferocia particolarmente spietata, non soltanto contro gli ebrei, ma contro tutta la popolazione civile considerata complice di un movimento di resistenza partigiana sempre più forte ed eroico. Dopo la guerra mondiale, si protrasse fino al 1950 una strisciante, e violenta, guerra condotta dall’esercito e le forze di sicurezza russe contro le formazioni clandestine dell’UPA, l’ala militare dell’Organizzazione dei nazionalisti ucraini, fondata il 14 ottobre del 1942, guidata dal generale antisemita Roman Shukhevich. Dalla fine della guerra alla morte di Stalin (1953) 500.000 ucraini vennero deporti in prigioni o in campi di lavoro (Gulag).

Il 26 aprile del 1986 esplose il reattore 4 della centrale atomica di Chernobyl  con diecimila morti come risultato diretto dell’incidente  , ma quelli per le conseguenze delle radiazioni sono milioni (anche se la Russia ha sempre contestato i dati forniti da Greenpeace e dalle organizzazioni internazionali).

Nel 1996, l’ala riformatrice del Parlamento (Verhovna Rada), impose una nuova Costituzione: nel dicembre del 2004 l’Ucraina divenne una Repubblica parlamentare. L’Ucraina proclamò l’indipendenza dall’Unione Sovietica nell’agosto 1991, nel contesto più generale della caduta dei regimi comunisti passando da “membro della famiglia delle nazioni sovietiche” a stato sovrano e iniziando un lungo, e non privo di intoppi, cammino verso la democrazia. L’Ucraina divenne così, nel bene e nel male, un paese “normale e democratico”. Però, pochi individui, appartenenti per lo più alla vecchia oligarchia del Partito Comunista, si impadronirono delle ricchezze del paese e riuscirono in pochi anni, grazie anche alla dilagante corruzione, ad accumulare enormi fortune economiche. 

Da allora il paese ha dovuto affrontare complesse trattative con la Russia e con gli Stati Uniti per lo smantellamento del suo enorme arsenale nucleare risalente all’epoca sovietica, come anche l’avvio di una difficile transizione alla democrazia e all’economia di mercato.

 

 

 

 

 

mercoledì 2 marzo 2022

Relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza 2021

 APPROFONDIMENTI

Come previsto dalla Legge sul Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica (legge 124 del 2007), anche quest’anno viene pubblicata la “Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza” relativa all’anno 2021, curata dal Comparto Intelligence, ai sensi della quale il Governo riferisce ogni anno al Parlamento con una Relazione non classificata sulla politica dell’informazione per la sicurezza.

L’indice del documento riporta i seguenti capitoli:

– premessa; 
– la relazione in breve; 
1. tutela del sistema Paese; 
2. scenari geopolitici; 
3. terrorismo internazionale; 
4. immigrazione irregolare; 
5. eversione ed estremismi;
6. ingerenza criminale;
7. sicurezza ambientale; 
– documento di sicurezza nazionale.


La Relazione, è disponibile presso la Emeroteca del CESVAM

info: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org

martedì 1 marzo 2022

Le vicende dei militari italiani in Russia. Volume 1.

DIBATTITI

Progetto 2022/2   Russia



 

Lo scopo di questo volume è quello, dopo aver dato sommari cenni alle vicende della seconda guerra mondiale nel teatro di guerra orientale e alla partecipazione italiana alla campagna di Russia, mettere a disposizione del lettore il maggior numero di documenti di archivio, scelti tra quelli più importanti e significativi riguardanti le vicende dei militari italiani in Russia. È prevista l’edizione di più volumi, dati i documenti raccolti. Si formerà, quindi, un quadro certamente non esaustivo ma abbastanza significativo di queste vicende basato sulle testimoniane e sulle voci dei protagonisti, colti nel momento coevo del loro impegno e della loro partecipazione. Quindi tutti i documenti prodotti andranno a formare una sorta di antologia, su più volumi, che non risente delle vicende e delle interpretazioni posteriori, essendo tutti i documenti coevi, alcuni quasi scritti sul tamburo. I documenti per questo primo volume si riferiscono ai mesi precedenti l’inizio della campagna. ed al 1941; è riportata anche la relazione Messe, onnicomprensiva delle vicende del C.S.I.R.

 

I limiti di spazio sono ovviamente l’Italia ed i suoi confini del 1941, il fronte russo, lì dove hanno operato le unità italiane, ovvero i territori che sono stati attraversati per raggiungerlo, le retrovie ed il fronte vero e proprio.

 

I limiti di tempo per questo primo volume sono i primi due anni di guerra per l’Italia, il primo per l’Unione Sovietica ed il terzo per la Germania ed i suoi alleati nell’Asse, il XVIII ed il XIX dell’Era Fascista, secondo il calendario del Regime adottato avendo come anno di inizio la Marcia su Roma nel 1922 e il capodanno il 28 ottobre, giorno in cui il movimento sovversivo ebbe inizio. Un primo dato, questo, testimone del sempre divario esistente tra realtà e desiderio, sconfinante spesso nella megalomania e nella irrealtà premessa a tragedie, del regime fascista accentuandosi questo divario nei cosiddetti “anni del consenso”, che rappresenta uno dei presupposti della decisione di partecipare alla guerra sul fronte orientale.

 

La finalità della ricerca che questo volume persegue è quella di mettere a disposizione documenti, quindi dati oggettivi, non interpretativi di questa campagna, una delle più difficili, tremende, tragiche, illogiche e incomprensibili dell’Esercito Italiano, al fine anche di saperne di più ed andare oltre l’approccio che oggi si ha di questi avvenimenti. Documenti presentati a maglie molto larghe in ordine cronologico per formare una sorta, come detto, di antologia, la più estesa e esaustiva possibile. Esiste l’ipotesi che a questo primo volume ne seguiranno altri, come detto, sempre di carattere antologico, per cercare di dare una sempre più ampia base oggettiva all’approccio sopra accennato.