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lunedì 22 giugno 2026

Progetto 2024/2 Il Valore Militare alle Fosse Ardeatine.

 ARCHIVIO

(a cura di Giovanni Riccardo Baldelli)

Generale di Divisione Ruolo d’Onore Regio Esercito

Aldo FINZI

(Legnago (VR), 20 aprile 1891 – Roma, 24 marzo 1944)


 

La vita di Aldo Finzi rappresenta come si possa passare da un momento all’altro dallo zenith del successo nadir in poco tempo e come un regime di cui si è stati promotori possa poi portarti al patibolo quale traditore. Di tutti i giustiziati, ai più, il nome di Finzi non rappresenta nulla se non l’indicazione fornita dal cognome di origine ebraica.

Aldo Finzi nasce in una famiglia di religione ebraica, non praticante, nella provincia veronese da Emanuele proprietario di tre molini e Rosa Roggia.

Dopo gli studi liceali effettuati a Parma presso il collegio “Maria Luigia” e la frequenza di un Istituto Tecnico in Germania, da dove rientra nel 1911, inizia a scrivere quale redattore sportivo al Corriere del Polesine di Rovigo e in seguito al Corriere del Mattino di Como, iniziando ad avvicinarsi all’ambiente motoristico ed aviatorio, non disdegnando la partecipazione a competizioni sportive di entrambe le discipline. Nel 1913 scende in politica ed essere eletto al Consiglio comunale di Badia Polesine.

All’entrata in guerra dell’Italia nel primo Conflitto Mondiale, benché fosse stato già riformato per insufficienza toracica, chiede di entrare volontariamente nel Regio Esercito nel quale viene ammesso ed assegnato al Reggimento Artiglieria a Cavallo come staffetta motociclistica. Ammesso al Corso per Ufficiali di Complemento, al termine del quale diviene Aspirante e trasferito nel gennaio del 1916 al 21° Reggimento Artiglieria da Campagna.

La permanenza presso il Reggimento di artiglieria è breve in quanto riesce a farsi trasferire al Battaglione Aerostieri, successivamente al Corpo Aeronautico ed infine al Battaglione Scuole Aviatori dove il 30 giugno del 1916 diviene infine Allievo Pilota.

Alla promozione a Tenente è assegnato alla 48a Squadriglia Aeroplani nella quale svolge diverse missioni di ricognizione, pericolose, poco appaganti per la sua indole, in quanto effettuate con aeroplani obsoleti. Nonostante tali problematiche caratteriali e materiali, si guadagna, ad aprile del 1917, durante una missione di ricognizione sopra i cieli sudtirolesi, una Medaglia di Bronzo al Valor Militare: ”Pilota audace e calmo, compita un’ardita ricognizione strategica in Val d’Adige e sul cielo di Bolzano, trattenendovisi a lungo, nonostante fosse fatto segno ad intenso fuoco di artiglieria antiaerea. Personalmente riportava precise ed utili informazioni. Due giorni dopo, eseguiva un’altra ricognizione strategica su Franzesfeste e Bressanone”.

Finzi consegue altri brevetti di aeroplano e il 26 gennaio 1918 entra nella neoformata 87a Squadriglia “Serenissima”, nella quale si distingue nel volo propagandistico di D’Annunzio sui cieli viennesi del 9 agosto successivo meritando una Medaglia d’Argento al Valor Militare: “Superando ogni precedente ardimento, con magnifico volo, affermava su Vienna la potenza delle ali d’Italia, esempio meraviglioso di fede, di tenacia e di superbo valore”.

A pochi mesi dal volo su Vienna sempre nella stessa unità si merita una seconda Medaglia di Bronzo al Valor Militare: “Pilota ardito, tenace e valoroso, si offriva costantemente per qualsiasi impresa, anche la più arrischiata. Rientrando da una ricognizione aerea durata quasi tre ore, accortosi che apparecchi nemici volavano sul nostro territorio, li attaccava risolutamente, mettendone in fuga due da caccia e abbattendone uno da ricognizione”

Trasferito nei ranghi della 1a sezione SVA e terminato il conflitto, è assegnato al Commissariato Generale di Aeronautica per essere congedato il 25 settembre del 1919. Nello stesso si laurea a Ferrara in giurisprudenza.

Un anno dopo Finzi, rimasto attratto da quanto espresso dai Fasci di combattimento, neo movimento nato nel 1919 che alle elezioni dello stesso anno ottiene a livello nazionale poco più di 5.000 voti, o dal suo fondatore Mussolini, vi aderisce entusiasticamente.

Eletto in parlamento nel 1921 Finzi, che si oppone al patto di pacificazione con i socialisti, esordisce a Montecitorio aggredendo il deputato comunista Francesco Misiano noto per il suo antimilitarismo e che sarà processato dal Tribunale di Palermo per diserzione. L’anno seguente è colui che guida gli squadristi all’assalto di Palazzo Marino a Milano, sede del comune meneghino, inducendo la giusta socialista a rassegnare le dimissioni.

Ad agosto del 1922 Mussolini incarica Finzi di contattare i direttori dei quotidiani milanesi al fine di indurli a perorare la causa fascista. Finzi è nella sede del Popolo d’Italia con Mussolini la sera del 28 ottobre 1922 in attesa di notizie da Roma; è sempre Finzi che accompagna il futuro duce nella capitale per ricevere dal re l’incarico di formare il nuovo governo. Questa dedizione e fedeltà verso il capo di fascismo si traducono nella nomina di Finzi a Sottosegretario all’interno. In tale carica, Finzi si adopera affinché l’apparato statale sia a totale disposizione il regime fascista, inquadrando anche quegli elementi violenti del partito che potessero nuocere al partito e placare gli animi delle opposizioni, prima su tutte la dura contrapposizione con gli scout cattolici.

Finzi è anche colui che riavvicina, in qualche modo, il fascismo alla chiesa cattolica. Anche se l’episodio non può essere riconducibile all’inizio di una effettiva conversione, allorché il 21 febbraio 1923 a Roma, nella cappella di Palazzo Vannutelli, alla celebrazione del matrimonio fra Finzi e la giovane Maria Luigia Clementi di fede cattolica, Mussolini rimane in ginocchio per tutta la durata della cerimonia celebrata dal cardinale Vincenzo Vannutelli.

Fonti diverse attribuiscono a Finzi il merito della stesura del Regio Decreto 24 gennaio 1923 n. 62 “Che istituisce il Commissariato per l'Aeronautica” con al vertice Mussolini e quale vice proprio Finzi. Nemmeno due mesi dopo , il 28 marzo 1923, nasce la Regia Aeronautica e per il Vice Commissario inizia un percorso che porta all’istituzione il 31 luglio 1923 al Regio Corpo del Genio Aeronautico, al Commissariato Militare dell’Aeronautica, ai Ruoli del Personale Civile, Tecnico ed Amministrativo, tanto da fare della nuova Forza Armata un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo.

Finzi, non appena assunto il Commissariato per l'Aeronautica, si accorge rapidamente della scarsa qualità dei materiali aeronautici. Scopre che alcuni motori avanzati dalla guerra non erano stati venduti e si stavano deteriorando o potevano facilmente danneggiarsi, mettendo in pericolo la vita dei piloti e gravando sul bilancio dello Stato a causa degli alti costi di manutenzione. Finzi viene a conoscenza di una direttiva del 1922 che permette di vendere vecchi motori nei settori dell'aviazione invece di distruggerli, cosa che potrebbe aiutare le finanze statali. Vista la situazione, è cruciale organizzare il delicato settore dei materiali aeronautici. Il rifiuto di Douhet di un ruolo offerto da Mussolini fece sì che il generale Riccardo Moizo rimanesse a capo dell'aviazione militare, che secondo lui si avrebbe dovuto limitare il suo ruolo al supporto ausiliario alle forze di terra durante la guerra di trincea, influenzato dalle sue esperienze nella Prima Guerra Mondiale. I vincoli di bilancio complicavano ulteriormente la situazione; il budget proposto da Moizo evidenziava tagli significativi ai fondi per nuovi aerei e per il miglioramento delle basi.

Pertanto, l'assegnazione di 256 milioni per il periodo da luglio 1923 a giugno 1924 difficilmente può essere considerata significativa. Di fronte a un bilancio insufficiente per il 1924-25, Finzi presentò persino una decisa lettera di dimissioni a Mussolini. Tuttavia, i resoconti storici concordano sul fatto che Finzi lasciò un'organizzazione efficiente al suo successore, il generale Alberto Bonzani, e Mussolini non accusò Finzi di alcun illecito riguardo all'aviazione.

Ma se l’ascesa è stata così veloce altrettanto saranno la discesa e la successiva caduta.

Quando il gruppo squadrista capitanato da Dumini rapisce il 10 giugno del 1924 il deputato socialista Giacomo Matteotti, il cui cadavere sarà ritrovato il 16 agosto successivo, l’Italia è scossa ed indignata e Mussolini, che teme la sua fine, ha necessità di trovare dei capri espiatori che individua in Finzi che costringe alle dimissioni insieme a Cesare Rossi, addetto stampa del duce e del generale Emilio De Bono Capo della Polizia.

Il ruolo di Finzi è difficile da definire. Sebbene Cesare Rossi lo accusi di aver dato denaro a Dumini per la fuga, il memoriale di Dumini lo scagiona. Nel 1989, lo storico Valentino Zaghi ha confermato che non ci sono prove del coinvolgimento di Finzi nell'assassinio. Il problema principale per Finzi non è tanto la sua presunta responsabilità quanto il suo legame con l'opposizione, che lo ha reso inaffidabile. Nonostante il suo siluramento, Finzi mantiene il mandato parlamentare fino al 1928, quando non viene più ricandidato alla Camera. Dichiarandosi estraneo alla vicenda Matteotti, Finzi si ritira dalla vita pubblica nella casa di Palestrina nella campagna romana, dedicandosi all'agricoltura e alla coltivazione del tabacco divenendone uno dei principali coltivatori. Nel 1938 manifesta il proprio fermo dissenso nei confronti dei provvedimenti per la difesa della razza anche se si professa di fede cattolica e di non appartenere alla “razza ebraica”.

Raggiunto il grado di Tenente Colonnello nella riserva, continua a frequentare, almeno fino al 1938 l’aeroporto del Littorio a Roma, per mantenere il brevetto di pilota d’aeroplano per il quale viene sempre dichiarato “ottimo pilota con punti 19/20”.

Nel 1941 alcune affermazioni contro il regime gli costano l’invio al confino ad Ischia, a Ustica, alle Tremiti e infine a Lanciano e, infine, l’espulsione dal partito fascista avvenuta nel 1942.

All’atto dell’armistizio dell’8 settembre del 1943 partecipa ai combattimenti per le vie di Roma e ritirandosi nella sua villa di Palestrina, dove costituisce la “Banda Finzi” che si rende protagonista di atti di sabotaggio contro le truppe tedesche e facendo saltare anche la polveriera di Valmontone. A questo si aggiunge anche l’attività di informazione condotta a favore degli alleati in merito ai movimenti delle truppe tedesche, visto che il comando nazista si era insediato nella sua proprietà abitativa.

Scoperto, Finzi viene arrestato a Palestrina dalle SS Il 28 febbraio 1944 e tradotto a Regina Coeli e poco meno di un mese dopo è massacrato nella cava di pozzolana sull’Ardeatina.

In ogni caso, di una cosa siamo certi: il giudizio su Finzi può essere negativo o, per certi versi, anche positivo se consideriamo gli ultimi anni della sua esistenza, ma certamente pagò di persona i suoi errori compiuti in vita.

Riposa al sacello n. 59 del Mausoleo delle Fosse Ardeatine.

Fonti URL consultate il 28 dicembre 2025

https://www.barbadillo.it/123107-storia-aldo-finzi-un-fascista-da-mussolini-alle-fosse-ardeatine/

https://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/10/28/marcia-su-roma-accompagno-il-duce-dal-re-e-fu-ucciso-alle-fosse-ardeatine-la-vita-in-breve-di-aldo-finzi-fascistissimo-ucciso-dai-nazisti/6853334/

https://www.mausoleofosseardeatine.it

https://www.quellidel72.it/storie/aviatori/finzi.htm

https://www.treccani.it/enciclopedia/aldo-finzi_(Dizionario-Biografico)/

 


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