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giovedì 23 settembre 2021

Afganistan e le guerre dell'800

 APPROFONDIMENTI

La Prima Guerra Afgana 1838-1842

I Precedenti

Massimo Coltrinari 

Nel 1809, si erano avuti i primi contati diretti tra Londra e il governo afghano, quando la Gran Bretagna impegnò tutte le sue forze nel Medio Oriente, dalla Persia ad Aden, al fine di contrastare da ogni parte possibile i progetti di Napoleone sull'India, aiutato dalla Russia e dalla Persia. L'accordo anglo-afghano contro la Francia prevedeva anche l'opposizione afghana a un'eventuale invasione persiana dell'India, ciò nel caso che la Persia avesse accettato di appoggiare in qualche modo la Francia, in seguito al trattato franco-persiano del 1807. Gli interessi strategici inglesi nel settore fecero costantemente oscillare la politica britannica tra l'occupazione di tutto il territorio afghano, e non dei soli monti di frontiera oltre la valle dell’Indo (che avrebbero rafforzato il confine Nord-Occidentale dell’Impero), per garantirsi completamente, o limitarsi a dominare con la propria egemonia economico-militare l'intera zona, lasciando però all'Afghanistan la propria sovranità e trattandolo sostanzialmente come uno Stato satellite. Queste incertezze britanniche perdurarono per quasi tutto il XIX secolo.

Con un altro trattato, concluso tra l’Inghilterra e la Persia nel 1814, in caso di invasione della Persia da parte di ogni altra nazione europea, l’Inghilterra avrebbe soccorso lo Shah o mediante l’invio di truppe dall’India o attraverso il pagamento di un sussidio annuale a copertura delle spese sostenute per la guerra.

 

Si trattava di un accordo oneroso, anche se era stato posto il caveat che tale impegno sarebbe venuto meno nel caso in cui l’attaccante fosse stata la Persia. Venuta meno la possibilità di una invasione francese dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, provocò inevitabilmente la perdita di influenza nei confronti della Persia ed il rapido declino dei rapporti anglo-persiani, con la inevitabile conseguenza che la Persia potesse cadere sotto l’influenza russa. La Russia era infatti l’altro avversario potente che lavorava nel Medio Oriente contro la Gran Bretagna, per scalzarne almeno in parte il dominio. E fu proprio la Russia che convinse il governo persiano, durante la fase filorussa della continua politica pendolare persiana, incerta tra la Gran Bretagna e lo zar, a invadere l'Afghanistan; ciò ebbe come immediata conseguenza l'intervento inglese[1].

 

Dost Mohamet[2] cingeva  la corona di Kabul e tenta di riunire con la forza delle armi, usando le sue doti diplomatiche e politiche e con l’aiuto della Persia e della Russia le sparse membra dell’Afghanistan. Per raggiungere i suoi fini l’Inghilterra decise di sbalzarlo dal trono e di porvi in sua vece Shah Soojah, rampollo della dinastia decaduta e precedente governatore di Kabul dal 1803 al 1809.

 

Nella dichiarazione di guerra dell’Inghilterra all’Afghanistan si legge: “Dost Mohamet ha mostrato chiaramente con il suo contegno che gli interessi dell’impero indiano corrono pericolo fino a che Kabul rimane in suo potere. Noi facciamo la guerra l Kabul per allontanarne un capo troppo intelligente”.  La logica che sottende alla I guerra afgana è semplice. poichè la Persia era governata da una leaderschip filo-russo, l’Inghilterra voleva instaurare in Afghanistan un re filo-britannico al fine di prevenire che la Russia divenisse la potenza dominante nell’area e che minacciasse la frontiera Nord-Occidentale dell’Impero Britannico.

 

I due obiettivi di Lord Auckland[3], nella temeraria impresa afghana, erano pertanto due:

. sollevare l’assedio persiano di Herat (obiettivo più pressante e per il quale il tempo era un fattore critico);

. la salita di Shah Soojah sul trono afghano.

 

Il piano operativo di Lord Auckland prese corpo all’inizio dell’estate del 1838, quando concluse un accordo tra il governo anglo-indiano, Runjeet Singh e Shah Soojah, lo stesso Sahh Soojah che con una forza comandata dall’esercito indiano e pagato con denaro britannico (nonché con il supporto del Maraja del Punjab) aveva tentato di riprendere il trono di Kabul.

 

Qualunque azione dell’esercito anglo-indiano doveva, secondo le abitudini del tempo, essere giustificata con un manifesto e quindi per giustificare il suo piano Lord Aucland, rilasciò il manifesto di Simla (la capitale del regno britannico in India) il 1°ottobre 1838 spiegando le ragioni per l’intervento inglese in Afghanistan. Nel manifesto si stabiliva che al fine di assicurare il benessere e la sicurezza dell’India, i Britannici avrebbero dovuto avere sicurezza alla frontiera occidentale.

 



[1] Vedasi Post in data 22 settembre 2021 di questo blog www.valoremilitare.blogspot.com

[2] Amir Dost Mohamad Khan: Governatore di Kabul dal 1826 al 1863 ( ad esclusione dei tre anni dell’occupazione britannica). Arresosi ai britannici nell’assedio a Kabul, fu inviato come prigioniero in India, per poi ritornare sul trono di Kabul una volta che il figlio Sardar Mohammad Akbar Khan sconfisse gli inglesi. Consolidato il suo potere conquistò Candahar nel 1855 ed Herat nel 1863.  L’altra figura di spicco afgana in questa guerra fu Wazir Mohammad Akbar Khan; figlio di Amir Dost Mmohammed Khan, ricondusse gli afghani alla conquista di Kabul e vi fece rientrare il padre come governatore. Ricostruì un impero simile a quello di Ahmad Shah Abdali. Tutt’oggi viene visto come uno dei più grandi eroi afghani. La leggenda narra che fu avvelenato dal padre all’età di 29 anni.

 

 

[3] Sir Frederick Lord Auckland:  sebbene non fosse un capo militare, era colui che poteva decidere l’impiego delle forze britanniche. Dopo aver studiato ad Eaton e ad Oxford nominato primo ammiraglio, divenne Governatore generale dell’India dal 1836-1842. Dopo la rovinosa fine della campagna afghana, gli succedette Lord Ellenborough. Altre figure di spicco inglesi erano William Hay Macnaghten , capo missione a Kabul, John Keane, comandante del corpo di spedizione anglo indiano e William Elphinstone, Comandante del contingente inglese di presidio a Kabul

 

 

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