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domenica 19 settembre 2021

La Parola Genocidio

 DIBATTITI

 Una parola terribile

 Genocidio è un termine che è stato coniato nel 1944 e che oggi è usato per eventi precedenti alla sua coniazione, distogliendo la prospettiva reale degli eventi stessi.

Nel volume Axis Rule in Occupied Europe, scritto da Raphael Lemkin, avvocato di origine israelita, la parola Genocidio è stata usata per indicare lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti tedeschi Genocidio è la combinazione della parola tratta dal greco antico “genos” con la parola tratta dal latino “cidio”. “Genos” fu interpretato da Lemkin come “razza” “tribù” mentre “cidio”, derivato dal verbo “caedere”, tradotto in “massacro”. Due parole di due lingue diverse, di due culture diverse, coniate e combinate tra loro per indicare un evento che mai si era visto prima nella storia della umanità come il sistematico sterminio di un popolo su scala industriale, scientifica, con il consenso di tutto un altro popolo e non solo, ma anche di parte di altri popoli, come fu l’azione dei nazisti tedeschi verso gli ebrei dal 1933 al 1945.

 L’uso di questa parola dovrebbe essere limitato al solo sterminio degli ebrei in Germania nel periodo considerato, dalle le peculiarità che esso mostra. Invece è diventato di uso comune in tutte le lingue per indicare altri eventi che poco hanno a che fare con lo sterminio degli ebrei, anche se vi sono alcuni elementi in comune. Abbiamo quindi il genocidio dei pellirossa negli Stati Uniti, il genocidio degli Armeni (195 -1916), il genocidio dei bosniaci (Anni ’90), il genocidio in Ruanda (anni ’90).

Applicare al passato criteri e mentalità di oggi è diventata una prassi comune. L’uso di termini impropri agevola questo che si può chiamare “anacronismo”. IL problema sorge quando degli anacronismi se ne fa un uso strategico per legittimare obiettivi di potenza. Niente è più pericoloso di un anacronismo abbracciato con entusiasmo dal popolo.

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