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martedì 7 settembre 2021

L'Afganistan e le guerre dell'800. La Storia

   APPROFONDIMENTI

Massimo Coltrinari 




  Relativamente alla storia antica, possiamo dire che, originariamente abitato da popolazioni iraniche, l’Afghanistan fu prima invaso dai barbari (140 a.c.), poi dai Kushan, ramo dei Yue-chi provenienti dal Turkestan cinese (90 d.c.), i quali fondarono un vasto impero che si estendeva dal confine partico al Gange, e a nord toccava la Sogdiana. I Kushan si mantennero in Afghanistan fino all’invasione degli Unni bianchi (Eftaliti), che conquistarono Cabul e Gandara verso il ‘500. Gli Unni, spodestati da una nuova invasione di iranici provenienti da Nord, regnarono a Cabul fino a quando vi comparvero i Musulmani.

- I Musulmani. Dal VII sec. al X sec. i Kushan decaddero, in seguito agli attacchi musulmani e alle ribellioni dei loro sudditi Indiani, e si succedettero nell’Afghanistan dinastie musulmane e capi locali indipendenti musulmani, zoroastriani, duddhisti e pagani. Alla fine del secolo X, lo schiavo turco Subuktaghin (976-997), sovrano di Ghazni, a sud-ovest di Cabul e fondatore della celebre dinastia che ebbe per capitale questa città, aggiunse il Zamindawar (regione a nord-est di Qandahar) e Ghor (regione fra Herat e la valle del Helmand) al suo stato, ed ebbe dai Simanidi il governo di Hhorasan. Figlio di Subuktaghin fu il sultano Mahmud di Ghazni, il grande conquistatore dell’India. Egli tolse ai Samanidi il Badakshan e il Turkestan, conquistò la Pesia e invase l’India 15 volte, dal 1001 al 1026. Alla morte di Mahmud (1030) l’impero ghaznavide comprendeva il Khorasan, parte dell’Iraq, il Tabaristan, il Turkestan a sud dell’Oxus, tutto il Panjab e, al centro, l’Afghanistan odierno. Nelle campagne di Mahmud comparvero per la prima volta gli Afghani, nei suoi eserciti composti di vari elementi, Turchi, Indiani, etc. I successori di Mahmud non seppero tenere unito l’impero, sicchè i Ghoridi riconquistarono l’India superiore (1206) e poco dopo l’Afghanistan cadeva nelle mani del re di Khwarizm, quindi dei Mongoli che lo tennero fino al 1251 e ne fecero la base della sua conquista dell’India. Appartiene al periodo tra Cinghiz Khan e Tamerlao la dinastia tagik dei Kart, vassalla dei Mongoli, che nel suo maggiore splendore regnò sul Sistan Herat, Ghor, il Zamindawar e il Zabulistan (valle del Tarnak). Tra il 1220 e il 1223 Cinghiz Khan devastò il paese riducendo Balkh, Herat, Ghazni e Bamiyan a cumuli di macerie. Riparati i danni, attorno al 1380 la regione fu nuovamente distrutta da Tamerlano. Il regno di questo sovrano diede inizio alla fiorente era timuride, nel corso della quale la poesia, l'architettura e la pittura delle miniature raggiunsero l'apice della propria espressione artistica. Il quarto figlio di Tamerlano, Shah Rukh, fece costruire santuari, moschee e madrase in tutto il Khorasan da Mashad, nel territorio dell'odierno Iran, fino a Balkh. Herat continuò a prosperare con il sultano Hussain Baykara (morto nel 1506) e in quest'epoca diede i natali a grandi poeti dell'Asia centrale quali Jami e Alisher Navoi. Kabul era intanto semi-indipendente sotto vari sovrani della famiglia di Tamerlao, mentre a Qandahar regnava la dinastia mongola degli Arghun.

- I Mongoli. Baber, il fondatore della dinastia dei Moghul, prese nel 1505 Cabul, che fu la sua capitale. Dopo la conquista dell’India essa fece parte dell’Impero di Delhi, mentre Herat e il Sistan toccavano alla Persia e Qandahar, contesa fra i due stati, cambiò più volte mani, finchè non fu tolta ai Moghul dalla Persia nel 1648. La morte di Baber infatti (tra l’altro scrittore pregevolissimo di carte geografiche), liberò alla sfuggita gli Afghani, i quali dilaniati da civili discordie, caddero presto sotto la signoria della Persia. 

- Nel secolo XVI iniziò l’espansione degli Afgani, che incominciarono a scendere dalle loro sedi montuose per occupare le pianure di Qandahar e del Zamindawar, le valli del Tarnak e dell’Arghandab. Rimasti relativamente immuni dalle invasioni, essi si sostituirono ai Tagik, che avevano sostenuto l’urto dei Mongoli, e tennero testa ai governatori di Cabul, che rimase tuttavia ai Moghul fino al 1738. Qandahar appartenne alla Persia fino al 1708, quando la tribù dei Ghilza si ribellò al governatore, e il suo capo Mir Wais divenne sovrano della città. Mentre i Ghilzai ascendevano, la tribù degli Abdali s’impadroniva della provincia di Herat, e vi si manteneva fino ai tempi di Nadir Shah, nuovo sovrano della Persia, che nel 1737-38 riconquistò Qandahar ai Ghilza e tolse Cabul ai Mongoli. Tra il 1722 e il 1736 le vicende interne dell'Iran avevano infatti portato al potere, dopo un'aspra lotta contro le tribù afghane ribelli alla dinastia precedentemente regnante, Nādir Shah, che una volta sul trono iranico proclamò, per eliminare i dissidi originati dalla presenza a oriente degli afgani (sunniti, in contrasto religioso con la maggioranza iranica seguace dell'eresia sciita fin dal suo sorgere), la religione sunnita ortodossa culto ufficiale dello Stato persiano. Nadir, pur avendo spezzato la potenza dei Ghilza, si mostrò conciliante con le altre tribù afghane, appoggiandosi specialmente sugli Abdali. Appena Nādir venne assassinato dai fanatici sciiti, l'unità del suo regno si spezzò, a cominciare proprio dalla zona dove Nādir aveva ottenuto i massimi temporanei successi. Infatti il generale afghano Ahmed - capo degli Abdali – chiamando alla riscossa i suoi connazionali, si proclamò, nel 1747, sovrano dell'Afghanistan, da allora Stato indipendente, s’impadronì di tutta la parte orientale dello stato di Nādir, fino all’Indo, cui aggiunse poi Herat e parte del Khorasan. Egli assunse l’epiteto di Durr-i Durran (perla delle perle), e la tribù degli Abdali cambiò il suo nome in quelle di Durrani. Ahmed Shah fu il fondatore dello stato nazionale afghano, nel momento stesso in cui le truppe europee minavano l’influenza dei Moghul, ormai in declino nel sub-continente indiano.

 

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