Il blog è espressione del Centro Studi sul Valore Militare - Ce.S.Va.M.- istituito il 25 settembre 2014 dal Consiglio Nazionale dell'Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valore Militare.Lo scopo del CEsVAM è quello di promuovere studi sul Valore Militare.E' anche la continuazione on line della Rivista "Quaderni" del Nastro Azzurro. Il Blog è curato dal Direttore del CEsVAN, Gen. Dott. Massimo Coltrinari (direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org)
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venerdì 15 aprile 2016
giovedì 14 aprile 2016
Una Opportunità per i Giovani.
Grazie alla squisita disponibilità di Enzo Orlanducci
per i giovani che ci seguono e altri che voglio contattarci
esiste la possibilità di freqnentare il sotto descritto
Corso di Alta Formazione
in Peacekeeping
avendo la possibilità di ottenere Borse di Studio
che in pratica azzero i costi di frequenza.
Scadenza delle Domande
25 aprile 2015
Chi è interessato scriva a
direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.or
SCUOLA DI AGGIORNAMENTO E ALTA FORMAZIONE
“Giuseppe Arcaroli ”
“Giuseppe Arcaroli ”
Anno Accademico 2015-2016
Enti promotori
La Scuola di aggiornamento e alta formazione “Giuseppe Arcaroli”, istituita dall’ANVCG - Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra Ente Morale (D.C.P.S. 19 gennaio 1947) e dall’ANRP - Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari (Ente Morale D.P.R. 30 maggio 1949), è rivolta in particolare alla trattazione dei temi relativi ai diritti umani e ai conflitti, al fine di esaminare le conseguenze di questi ultimi nei confronti degli stessi belligeranti, dei prigionieri o feriti e della popolazione civile, nonché allo scopo di sottolineare che la violazione dei diritti umani, sempre di più, accende la responsabilità penale dei singoli di fronte alla Comunità internazionale in quanto tale.
Il tratto distintivo della Scuola è la multidisciplinarietà, caratteristica che permette di approfondire la tematica dei diritti umani nelle sue varie sfaccettature e di promuovere, inoltre, l'insieme delle attività formative in linea con le attuali dinamiche, volte ad assicurare un pieno rispetto dei diritti e dei bisogni delle vittime dei conflitti armati, a ridurre mali superflui e sofferenze inutili, nonché a facilitare il processo di riconciliazione e pace.
Corso di alta formazione anno accademico 2015-2016
Dal Peacekeeping al Peacebuilding:
gestire i conflitti per costruire la pace
gestire i conflitti per costruire la pace
Documentazione scaricabile:
mercoledì 13 aprile 2016
Lanzarotto Malocello: la scoperta delle Canarie
Un interessante libro di Alfonso Licata sulla scoperta di Lanzarote
da parte del (poco noto) navigatore genovese.
Durante l’anno tanti italiani vanno alle Canarie. Con differenti motivazioni.
Chi va per turismo, culturale e balneare. Chi va d’inverno in quell’arcipelago di isole, anticamente
dette Fortunate, per fuggire dall’umido freddo padano (e meno male che da un po’ non appaiono
i nebiùn). Ed esistono poi cittadini del Belpaese che vanno alle Canarie per godersi una pensione
un po’ più grassottella (meno tasse ma devono risiedereìvi almeno 6 mesi all’anno –e vabbè, molto
meglio lì che a Sesto San Giovanni o Quarto Oggiaro-).
E una delle Sette Canarie è Lanzarote. Forse la più nota, non tanto perché la più vicina all’Europa
E una delle Sette Canarie è Lanzarote. Forse la più nota, non tanto perché la più vicina all’Europa
(per navigatori provenienti dalle ex Colonne d’Ercole) quanto per la morfologia del suo territorio,
una meraviglia quei fenomeni vulcanici, da cui le spiagge, di sabbia che più nera non si può, e
quell’affascinante (non meno che cromaticamente suggestivo, la cupa lava facente risaltare le varie
tonalità verdi della vite) vicenda dell’uva coltivata nelle buche (piove poco eppertanto la rugiada
notturna meglio s’accomoda in uno spazio ristretto). Se poi a far bella Lanzarote non è stato
sufficiente l’intervento di madre natura, l’inventivo artista Cesar Manrique ha arricchito la capitale,
Arrecife, e non solo, di opere tanto belle quanto moderne.
Già, Lanzarote, e ritenendo (a ragione) che il toponimo possa derivare da un nome proprio, il turista
Già, Lanzarote, e ritenendo (a ragione) che il toponimo possa derivare da un nome proprio, il turista
si chiederà lodevolmente (perché chi viaggia deve abbondare di curiosità) non meno che
donabbondianamente “Chi era costui?”. E qui giunti, ecco queste righe arricchirsi di pessimismo
in quanto quasi certe che ben pochi conoscono, appunto, Chi Era Costui, che nel nel XIV secolo
“scoprì” Lanzarote (virgolette per uso improprio del verbo: le Canarie erano già note nell’antichità
e volendo metterla sullo storico/mitico “dicunt” che da quelle parti fiorì l’Atlantide).
Fortunatamente, a porre fine alla suesposta, ignorante (aggettivo da molti ritenuto insultante ma
in realtà non lo è: si riferisce solo a chi non sa, appunto ignora) domanda ha pensato Alfonso Licata
con un libro “Lanzarotto Malocello” (Commissione Italiana Storia Militare, Comitato promotore per le celebrazioni del VII centenario della scopert di Lanzarote e delle isole Canarie da parte del navigatore Lanzarotto
Malocello, importante prefazione di Franco Cardini e Francesco Surdich). Un corposo
(ma non … pesante) volume, sia per a completezza e l’accuratezza della descrizione della vicenda
“malocelliana”, sia per la versione inglese a fronte di ciascuna pagina (un dettaglio importante per
i … curiosi che amano migliorare la conoscenza di questa lingua procedendo a utili raffronti).
Grazie all’opera di Licata (profondo studioso di vicende storiche, avvocato romano, così dimostrando
viepiù che i migliori esperti di un settore sono i dilettanti ancorchè fortemente vocati e
intelligentemente dedicati) le tre suesposte categorie di residenti più o meno provvisori a Lanzarote
(viaggiatori, turisti e pensionati) potranno finalmente saperne di più sulle vicende storiche dell’isola
canaria e ancor di più su chi le diede nome. Dopodichè, letto “Lazzarotto Malocello” si … scoprirà
pure che quei balossi dei Genovesi (pardòn, la Serenissima Repubblica di Genova –in lingua indigena
Repubrica de Zena- alias La Dominante e ancor più nota come La Superba) già allora parlavano
poco (più il fisco sa, più ti frega le palanche) ma combinavano tanto. Ecco allora, dal XIII secolo,
i navigatori genovesi scorrazzare nel misterioso Atlantico, per far soldi con i commerci nonché alla
ricerca di una (quasi) certa via di comunicazione tra i due oceani. Un’impresa resa viepiù difficile per
la concorrenza (oltre che dei Venexian, peraltro impegnati a oriente, laddove, comunque i Genovesi
fecero loro grande concorrenza con ricchi fondaci financo sul mar Mero) dei navigatori portoghesi,
che oltretutto, per dirla calcisticamente, giocavano in casa grazie alla gloriosa scuola di esplorazioni
marittime creata a Sagres dal principe Enrico il Navigatore.
Appunto, le Canarie e Lazzarotto (o Lancellotto o Lanzarotus) Malocello (o, precisa Licata, Maroxello), una famiglia tra le più nobili di Genova ancorchè si tramandi che Lanzarotto nacque a Varazze (laddove una via del centro storico –precisa Alfonso Licata in un dèpliant dedicato all’impresa marittima- porta il suo nome). L’arcipelago il cui nome compare per la prima volta nel 1339 (Lanzarotto approdò nella “sua” isola nel 1312) in una carta di Angelino Dulcert laddove la terra più settentrionale è denominata “Insula de lanzarotus Marocellus”. Un gruppo di isole (originariamente abitate dai selvatici Guanci, ahiloro destinati a scomparire man mano che arrivavano genti a torto o a ragione dette ‘civili’) le cui vie marittime risultavano da tempo abbastanza trafficate, con quel viavai
di navigatori alla ricerca della Via delle Indie. Tra questi, i fratelli Vadino
e Ugolino Vivaldi, salpati da Genova nel 1291 e a lungo cercati senza successo (e con questa
motivazione si spiega l’approdo di Lanzarotto alle Canarie).
Il libro di Alfonso Licata oltre che documentatissimo è estremamente valido, sia per saperne di più
di un’epoca storica poco conosciuta, non a caso detta dei Secoli Bui, sia per la vasta platea dei suoi
potenziali lettori comprendente gli appassionati di storia e geografia, di navigazione, non parliamo
poi se liguri. Perché Colombo, fu, sì, il Navigatore per eccellenza, ma –soprattutto in terre rivierasche
- qualche altro eroe del mare non guasta mai. Eppoi, sono tante le patrie attribuite allo Scopritore del
continente americano (e come se non bastasse Lisbona, più recentemente s’è aggiunto pure il
Monferrato) mentre Lanzarotto Malocello è ligure 100% doc
martedì 12 aprile 2016
Presentazione di Proposte al Valor MIlitare per Caduti: scadenza il 25 aprile 2016
IN RIFERIMENTO AL DECRETO LEGGE N. 3513
IL COSIDDETTO “MILLEPROROGHE”
CONTENENTE TRA L’ALTRO
LA NORMA
che proroga al 25 aprile 2016
i termini per la presentazione di proposte al Valor Militare per i
Caduti, i comuni e le province, nonché per la concessione della qualifica di partigiano.
DI SEGUITO SI PUBBLICA IL DETTATO DELLA NORMA Articolo 1, commi da 7-bis a 7-uinquies (Riconoscimento del valor militare) I commi da 7-bis a 7-quinquies
riguardano la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di riconoscimento delle qualifiche di partigiano, caduto nella lotta di liberazione, patriota per i caduti, i comuni e le province, ai sensi del decreto luogotenenziale n. 518 del 1945. Il nuovo termine viene indicato nel 25 aprile 2016.
Le proposte di riconoscimento e la relativa documentazione vanno inviate, secondo quanto disposto dal comma 7-ter, alla Commissione unica nazionale di primo grado per la concessione delle qualifiche dei partigiani e delle decorazioni al valor militare, istituita presso il Ministero della difesa dall'articolo 4 della legge 28 marzo 1968, n. 341, che aveva a sua volta riaperto i termini di presentazione delle candidature.
Il riconoscimento delle qualifiche ha effetto solo ai fini delle ricompense al valore, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica (comma 7-quater), infatti il comma 7-quinquies dispone che il Ministero della difesa provveda all'attuazione delle norme relative a nuovi riconoscimenti nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. E Ordine del Giorno 9/03513-A/004 di Mercoledì 10 febbraio 2016, seduta n. 566 presentato dall’On. Mario Tullo
La Camera, premesso che: l'Italia si appresta a celebrare il Settantaduesimo anniversario della Resistenza e della Guerra di liberazione; la ricorrenza dovrebbe divenire occasione per valorizzare i caduti, i comuni e le province che nella guerra di liberazione partigiana sono stati protagonisti della nostra storia e che non hanno potuto ottenere il meritato riconoscimento a seguito della decadenza dei termini previsti dalla legge; la ricostituzione delle citate Commissioni è di difficile, se non impossibile, attuazione in considerazione dell'età ormai raggiunta dai potenziali componenti che rivestono la qualifica di partigiano; è necessario il mantenimento, nella memoria collettiva, dei valori partigiani e della Resistenza;
il provvedimento in esame, all'articolo 1, commi da 7-bis a 7-sexies prevede la riapertura dei termini di cui all'articolo 12, del decreto legislativo luogotenenziale 21 agosto 1945, n. 518, fino al 25 aprile 2016
per la presentazione di proposte al valor militare per i caduti, i comuni e le province; è indispensabile per dare pronta, efficace e legittima attuazione alla disposizione, normare in maniera semplice e tempestiva, soggetti, procedure e risorse dedicate, impegna il Governo: ad adottare un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per l'attuazione delle disposizioni (in corso di approvazione) sopra richiamate, che preveda: modalità, tempi e soggetti legittimati a presentare istanza/proposta di riconoscimento delle onorificenze al valore militare e, ove ritenuto necessario anche istanza/proposta di riconoscimento della qualifica di partigiano, considerando in particolare la peculiare posizione delle province; che la definizione delle proposte al valor militare per i caduti, i comuni e le province, preveda l'acquisizione del parere espresso da un comitato etico, da costituirsi presso il Ministero della difesa, composto da un presidente e tre rappresentanti delle Forze armate, prescelti dal Ministro della difesa, e da sei altri componenti designati dalle tre associazioni partigiane: ANPI, FIVL e FIAP; la gratuità per la partecipazione all'anzidetto comitato; il recupero delle attribuzioni di Commissione di secondo grado in capo alla Presidenza del Consiglio dei ministri. 9/3513-A/4. (Testo modificato nel corso della seduta) Tullo.
PER QUANTO SOPRA
Entro il 25 aprile occorre inviare una lettera di richiesta al
Ministero della Difesa al seguente
indirizzo:
Ministero della Difesa, Gabinetto del Ministro, Via XX Settembre, 8 - 00187 Roma.
Poi bisognerà attendere l'emanazione di un DPCM che fa riferimento al sopraindicato ordine del
giorno approvato in sede di esame del suddetto decreto "Milleproroghe",
presentato dall'on. Tullo,
proponente della proroga di cui sopra.
I tempi però dovrebbero essere da un minino di sei mesi all'anno
CHi è interessato può scrivere
a
segreteriuagenerale@istitutonastroazzurro.org
o
direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org
Mercoledi del Nastro Azzurro. Rassegna Stampa
Comitato promotore delle
celebrazioni del VII centenario
della scoperta delle Isole Canarie
Riporta il testo già pubblicato dalla Lega Navale.
Il Testo e' stato ripreso anche da
www.mondoitaliano.net
Il Testo e' stato ripreso anche da
www.mondoitaliano.net
Mercoledi del Nastro Azzurro Resoconti. Lega Navale Italiana
Lega navale italiana
il portale di chi ama il mare
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- Lanzarotto Malocello “sbarca” a Roma
Lanzarotto Malocello “sbarca” a Roma
Mercoledì 6 aprile in Roma, nella prestigiosa sede nazionale dell’Istituto del Nastro Azzurro tra decorati al valor militare, si è svolta la conferenza di presentazione del libro di Alfonso Licata “Lanzarotto Malocello, dall’Italia alle Canarie”, edito dalla Commissione Italiana di Storia Militare - oggi Ufficio Storico dello SMD - con la partecipazione dello stesso autore, nonché Presidente del Comitato delle Celebrazioni del VII Centenario della scoperta di Lanzarote e delle Isole Canarie da parte del navigatore italiano Lanzarotto Malocello (1312-2012).
Subito dopo, ha preso la parola l’Avv. Alfonso Licata, il quale, dopo aver tracciato un esauriente quadro della città di Genova a cavallo dei secoli XII e XIV, ha affermato come vada riconosciuto al navigatore varazzino Lanzarotto Malocello, considerato – a torto – fino ad oggi tra i navigatori minori, il merito storico di aver sfatato il mito delle Colonne d’Ercole, dando inizio, con la scoperta dell’arcipelago canario nel 1312, all’Età moderna. E’ questa infatti, la tesi dell’autore, secondo il quale la scoperta di Malocello è di tale rilevanza da poter essere considerata come il vero inizio dell’Età Moderna, anticipando di 180 anni la data attualmente riportata dai testi di storia, ovvero la scoperta del Nuovo Mondo da parte di Cristoforo Colombo nel 1492.
L’Avv. Licata ha poi illustrato la fitta serie di iniziative realizzate dal Comitato Promotore delle Celebrazioni, che proseguiranno con la presentazione dell’opera editoriale il prossimo 31 maggio presso la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles e poi, in autunno, nelle prestigiose sedi delle Ambasciate italiane di cinque capitali europee: Parigi, Londra, Berlino, Madrid e Lisbona.
Infine, ha concluso il suo intervento chiedendo il sostegno della Presidenza Nazionale del sodalizio ospitante affinché lo Stato Maggiore della Marina Militare italiana possa accogliere la proposta del Comitato promotore di intitolare al navigatore Malocello una unità navale di nuova costruzione, così come avvenuto nel secolo scorso con uno dei cacciatorpediniere della classe “Navigatori” (Vedi foto a lato), che è stata tra l’altro una delle primissime Unità della Regia Marina ad essere dotata di radar.
A chiusura della serie degli interventi, lo scrittore Fernando Acitelli ha idealmente tratteggiato la figura senza volto del misterioso navigatore/scopritore ligure, sul quale esiste pochissima documentazione storiografica, delineando l’ipotetica traiettoria della sua esistenza.
Al termine dell’incontro, il Presidente della Federazione di Roma, Stefano Pighini, ha voluto donare all’Avv. Licata la medaglia commemorativa coniata dall’Istituto del Nastro Azzurro in occasione del centesimo anniversario della Grande Guerra mentre il Comitato Promotore ha fatto omaggio ai presenti di alcune copie del volume e dello speciale annullo postale emesso da Poste Italiane in occasione della dedica ed inaugurazione di un parco pubblico nella città di Roma Capitale al navigatore Lanzarotto Malocello.
Fonte: Comitato Promotore delle Celebrazioni del VII centenario della scoperta di Lanzarote e delle Isole Canarie da parte del navigatore Lanzarotto Malocello.
Pagine correlate
Mercoledi del Nastro Azzurro. Note di Cronaca
A Roma presentato libro su Malocello
Scritto da Alfonso Licata per
l'Ufficio storico della Difesa

Roma. Nella prestigiosa sede nazionale dell’”Istituto del Nastro Azzurro tra decorati al valor militare”si è svolta la conferenza di presentazione del libro di Alfonso Licata “Lanzarotto Malocello, dall’Italia alle Canarie”, edito dall’ufficio storico dello Stato maggiore della Difesa – con la partecipazione dello stesso autore nonché presidente del Comitato delle Celebrazioni del VII Centenario della scoperta di Lanzarote e delle Isole Canarie da parte del navigatore italiano Lanzarotto Malocello (1312-2012).
Hanno introdotto la manifestazione il presidente della Federazione romana del Nastro Azzurro Stefano Pighini, ed il maestro del Lavoro Tommaso Gramiccia, seguìti dall’intervento del generale Massimo Coltrinari il quale, tra l’altro, ha sottolineato l’importanza della riscoperta delle Isole Canarie per la conseguente indubbia apertura della via oceanica alle successive scoperte geografiche.
Subito dopo ha preso la parola Alfonso Licata il quale, dopo aver tracciato un esauriente quadro della città di Genova a cavallo dei secoli XII e XIV, ha affermato che deve essere riconosciuto al navigatore varazzino Lanzarotto Malocello, considerato a torto fino ad oggi tra i navigatori minori,il merito storico di aver sfatato il mito delle Colonne d’Ercole e che con la scoperta dell’arcipelago canario nel 1312 ha l’inizio della Età moderna. Questa, secondo l’autore del volume, non deve più farsi decorrere dal 1492, data della scoperta dell’America, ma deve essere fatta risalire a 180 anni prima, ragione per la quale devono essere rivisti e corretti i testi di storia .
L’avvocato Licata ha poi illustrato la fitta serie di iniziative realizzate dal Comitato promotore delle Celebrazioni, che proseguiranno con la presentazione dell’opera editoriale il prossimo 31 maggio 2016 presso la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles e poi, in autunno, nelle prestigiose sedi delle Ambasciate italiane di cinque capitali europee : Parigi, Londra, Berlino, Madrid e Lisbona. Infine ha concluso il suo intervento chiedendo il sostegno della Presidenza Nazionale del sodalizio ospitante affinchè lo Stato Maggiore della Marina Militare italiana possa accogliere la proposta del Comitato promotore di intitolare al navigatore Malocello una unità navale di nuova costruzione.
Per ultimo, a chiusura della serie degli interventi, lo scrittore Fernando Acitelli ha idealmente tratteggiato la figura senza volto del misterioso navigatore/scopritore ligure, delineando la ipotetica traiettoria della sua esistenza.
Al termine dell’incontro Il presidente della federazione di Roma Stefano Pighini ha donato a Licata la medaglia commemorativa della Grande Guerra coniata dall’Istituto del Nastro Azzurro in occasione del centesimo anniversario, mentre il comitato promotore ha fatto omaggio ai presenti di alcune copie del volume e dello speciale annullo postale emesso da Poste Italiane in occasione della dedica ed inaugurazione nel’Urbe di un parco pubblico al navigatore Lanzarotto Malocello.
lunedì 11 aprile 2016
L'Artico e gli Interessi delle Multinazionali nella Regione
SCENARI, REGIONI, QUADRANTI
Alessandra Caruso
Negli
ultimi anni l’Oceano Artico è stato oggetto di una sempre più
crescente attenzione a livello mondiale da parte delle grandi potenze
economiche. A partire dagli anni Settanta si è andato trasformando,
da terreno di scontro bipolare, a un’area mondiale dal crescente
peso geografico-politico e geostrategico.
Un’accelerazione
all’interesse globale verso questa regione è stata data dalle
scoperte di giacimenti di combustibili fossili di vitale importanza -
gas naturale e petrolio, sempre più sfruttabili grazie al progresso
tecnologico che permette l’accessibilità dell’Artico alle
attività industriali. Questa potenzialità è la principale fonte di
attrazione ed una fonte latente di conflitto internazionale, non
sempre inquadrabile in compromessi e in accordi internazionali. A
giocare un fattore determinante è stato l’incremento del prezzo
dell’energia degli ultimi anni, che ha reso conveniente alle
compagnie petrolifere investire nell’area.
Allo
sfruttamento di nuove risorse, si è aggiunto anche il problema
dell’apertura di nuove rotte commerciali, conseguenza del crescente
riscaldamento globale, che vede al Polo i suoi maggiori e più gravi
effetti. L’apertura del Passaggio a Nord-ovest prossimo alle coste
del Canada e del Passaggio a Nord est, che costeggia il territorio
russo, permettono di accorciare le distanze, i tempi i percorrenza e
di fruire in modo più veloce delle risorse disponibili. Entrambi gli
stretti permettono di evitare l’ingorgo del Canale di Suez e del
Canale di Panama, ma soprattutto zone politicamente instabili come il
quadro mediorientale e le acque infestate dai pirati.
Questi
fattori stanno creando grandi sconvolgimenti mondiali, sia economici
che politici. I vantaggi economici, commerciali, e strategici hanno
fatto riemergere vecchi e nuovi contrasti di sovranità territoriale,
dalle quali può derivare una vera e propria “rivoluzione
spaziale”. La questione tocca diverse problematiche tutte
intrecciate tra loro: una revisione della ripartizione “settoriale”
dell’Artico, un riesame dei principi di diritto internazionale del
mare, una ristrutturazione dei traffici transcontinentali, e una
potenziale perdita di potenza per i Paesi delle aree meridionali del
pianeta, che basano il loro potenziale economico sulla disponibilità
di ingenti fonti energetiche e la diminuzione del loro ruolo
predominante nel mercato internazionale dell’energia.
Un
altro fattore che aggrava i conflitti geopolitici in atto è
l’incertezza dello status giuridico della regione e la mancanza di
istituzioni internazionali forti che possano fornire una governance
artica,
a fronte di potenziali rivoluzioni commerciali e nuove fonti di
energia da sfruttare. Si è di fronte a un cambiamento
giuridico-politico-strategico di dimensioni epocali, capace di
generare nuove concezioni spaziali e un ruolo geopolitico diverso per
i Paesi che controllano o riusciranno a controllare una regione dalle
immense potenzialità.
Una
particolare analisi deve essere dedicata agli interessi delle
multinazionali ed, in particolare, alle compagnie del petrolio in una
regione ormai definita strategicamente “calda”. Lo “United
States Geological Survey World Assessment 2000” ha stimato che
sotto l'Oceano artico giaccia il 25% di risorse mondiali, nello
specifico: 375 miliardi di barili di greggio, superiore anche a
quelle dell'Arabia Saudita che si fermerebbero “solo” a 264,3
miliardi di barili, e 47,3 triliardi di metri cubi di gas. Il fatto
che il petrolio artico sia diventato competitivo è dovuto
all’aumento del prezzo dell’energia e al fatto di trovarsi in
un’area in cui i conflitti e l’instabilità politica non mettono
a rischio una fornitura costante e sicura - a differenza della zona
mediorientale. Questo spiega l’interesse delle grandi compagnie
petrolifere e degli Stati rivieraschi. I grandi protagonisti dello
sfruttamento delle risorse artiche sono i colossi dell'energia russa
Gazprom e Rosneft, seguiti dalla compagnia norvegese StatoilHydro -
che ha dimostrato di saper affrontare con successo trivellazioni in
condizioni climatiche ed ambientali estreme, in particolare nel
giacimento di Snøhvit, nel Mare di Barents. Anche le due compagnie
anglo-americane del petrolio e del gas Exxon e British Petroleum
potrebbero beneficiare dello sviluppo delle risorse energetiche
artiche. La Royal Dutch Shell (in Alalska e nell’Artico russo),
l’Eni e la ExxonMobil (nelle acque russe) hanno già firmato
importanti accordi per lo sfruttamento di risorse strategiche.
La
grande sfida delle compagnie petrolifere però sarà quella di
ammodernare le strutture preesistenti, utilizzare tecnologie più
efficaci a condizioni meno onerose e ridurre le conseguenze di
eventuali rischi ambientali dovuti a fuoriuscite accidentali di
petrolio o incidenti delle petroliere dovuti alla presenza di iceberg
galleggianti.
domenica 10 aprile 2016
Giugno 1940: L'avanzata italiana nel Somaliland
APPROFONDIMENTI
Si riportano alcune immagini della breve campagna condotta dalle Forze Armate Italiane contro il Somaliland nei primi mesi di guerra (Giugno-Settembre 1940)
Guerre dell'Acqua o guerre per l'Acqua
GEOPOLITICA DELLE PROSSIME SFIDE
S. Sferrazza
E’ convinzione diffusa fra i
macroecomisti e gli esperti di strategia
militare che nei prossimi anni il problema dell’acqua diverrà uno dei più
centrali nei possibili conflitti in varie aree del mondo. Queste previsioni si
basano su dati statistici difficilmente smentibili perché derivati da una
osservazione di quasi due decenni. Come conferma una fonte Uesco attualmente
nel mondo una persona su sei non ha disponibilità di acqua potabile. Se poi si
confrontano le varie arie continentali i dati sono altamente preoccupanti. Nel
1990 la media mondiale in metri cubi della disponibilità d’acqua pro capite
era di 7.800, che precipiterà nel 2025 a 4.800. Dando uno sguardo continente per
continente si rileva sempre nel confronto 1990-2025: Asia da 3.840 a 2.350. Africa, dato
da guardare con apprensione, da 6.180
a 2.460. L’Europa resta abbastanza stabile: da 3.990 a 3.920. Calano anche
il continente americano : il Nord America da 17.800 a 12.500, il Sud
America da 46.600 a
24.000. L’Oceania resta ancora in testa anche se con una evidente differenza:
da 85.800 a
61.400. Questi sono i dati freddamente numerici, dati che certo non nascondono pericoli evidenti su vari piani,
da quelli economici, a quelli sociali e militari. Confermano queste paure studi
di provenienza statunitense: tra una ventina d’anni oltre il 60% della
popolazione terrestre soffrirà per la mancanza d’acqua. Diversamente dalla
crisi delle fonti energetiche non rinnovabili, vedi petrolio e carbone, che
hanno messo in movimento azioni volte alla loro sostituzione con fonti
rinnovabili o con il discutibilissimo nucleare, sul problema dell’acqua non si
avverte un identico interesse e tensione della politica e della società civile.
Che succederà nel 2025 quando la terrà sarà abitata da oltre 2,4 miliardi di
persone? Assisteremo ad un dilemma di non facile soluzione. Avremo una sempre
maggiore domanda, di fronte ad una sempre minore disponibilità di quello che
viene chiamato “oro blu”. E’ a questo punto che il panorama si incupisce ed
emergono le paure di possibili conflitti. La storia è ricca di esempi, dai
tempi dei sumeri, alle guerre fra
Israele e Paesi Arabi vicini. E proprio
l’area medio-orientale è uno dei punti critici. Oltre al “contenzioso” per lo
sfruttamento del Giordano fra Israele, Palestinesi, Giordania e Siria (ancora
in atto), nel non lontano passato si è assistito ad una crisi fra Iraq e Siria
per le acque dell’Eufrate, crisi che ha poi visto come attore di non secondo
piano la Turchia.
Ankara ha costruito nella zona curda una ventina di dighe e
centrali sull’Eufrate, portando via così oltre il 40% del suo flusso alla Siria
e ben l’80% all’Iraq. Forte dello scudo Nato il governo turco ha di fatto
sfidato i due Paesi, arrivando poi a cose fatte ad una specie di accordo che
certo non li avrà soddisfatti.
Altre zone del mondo corrono dei
rischi. In Africa gli analisti ne indicano almeno tre: il fiume Okavango ( ha
la particolarità di non sfociare in mare…) che interessa il Botswana, la Namidia e l’Angola. Il
Nilo, che fu all’origini di forti contrasti fra l’Egitto e l’Etiopia e il Sudan
già dai tempi di Sadat. Nel non sopito contrasto, si aggiungono oggi i cinesi
interessati alla costruzioni di dighe e centrali e tre Paesi a monte, Tanzania,
Kenia e Uganda che vogliono sfruttare al massimo il lago Vittoria. Sempre in
Africa il Sudafrica si è impossessato di quasi tutte le fonti d’acqua del
Lesotho.
Anche l’Asia non è esente da
pericoli, e vari Paesi sono interessati a dispute per fiumi e bacini, alcuni di
questi paesi fra l’altro detentori di armi nucleari, il che rende ancor più
fosche le previsioni. Ci riferiamo alla contesa fra Cina ed India per il
sistema dei fiumi Gange- Brahmaputra. Attorno a questi due Paesi, si affollano
sullo stesso problema anche Bangladech, Bhutan, Nepal e Myanmar ( già
Birmania).
Il quadro generale, analizzato da
istituti specializzato, quasi tutti statunitensi, fa emergere una situazione
assai pericolosa. Nella seconda parte del XX secolo sono state oltre 500 le
crisi politiche per problemi legati all’acqua. Fortunatamente solo una
quarantina si sono tramutate in atti di guerra. Ciò fa pensare che per il
futuro, visto il trend che sta manifestando il problema, si possono
facilmente prevedere possibilità di guerre ben più violente e di vasta portata.
Sempre gli istituti americani hanno censito 260 o poco più di bacini fluviali,
di grande importanza dove si concentrano oltre il 60% delle risorse idriche
mondiali. Lungo il loro corso è dislocato il 40% della popolazione mondiale.
Come si vede un insieme di problematiche che possono dar vita ad eventi
pericolosi di ogni tipo e che potrebbero far maturare soluzioni belliche.
Uno dei punti deboli del problema
è la totale mancanza di un quadro giuridico internazionale che disegni e preveda
norme per lo sfruttamento delle risorse idriche e tuteli i diritti di tutti i “rivieraschi”. Esiste
una convenzione ONU del 1997 che
regola(!) l’uso dei fiumi “non a fini di navigazione”. Non emergono
molte possibilità per interventi sull’effettivo controllo dello sfruttamento
per tutti. Ancora una volta il più forte, specie se sta a monte resta il solo
padrone dell’acqua!
Analizzare i problemi,
individuare le soluzioni. Ma soprattutto conoscere le tematica con l’aiuto di
esperti: questo lo scopo dell’incontro. Un faccia a faccia con un giornalista
specializzato, un economista ed un militare esperto dei temi.
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