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venerdì 21 agosto 2020

Materiali per il Glossario 1944

 DIBATTITI

DIZIONARIO MINIMO DELLA  GUERRA DI LIBERAZIONE


Comparto 6: La coalizione Hitleriana


Mazzoloni Serafino, 

ricerca di notizie ed informazioni

 



giovedì 20 agosto 2020

Anzio 8. La situazione 23-24 gennaio. L'iniziale allargamento della testa di ponte

APPROFONDIMENTI
Sviluppo
  Progetto 2017/2
Manoscritto 5





Il VI Corpo, raggiunti i suoi obiettivi iniziali verso il mezzogiorno del giorno D, avanzò per occupare i limiti prestabiliti della testa di sbarco.
La 1a divisione britannica avanzò dai suoi approdi a sinistra verso il fiume Meletta e si assicurò il controllo di 12 chilometri sulla strada di Albano. Nel settore della 3a divisione la avanzata consisté in una serie di azioni tendenti a raggiungere i ponti sul canale della testa di sbarco. La sera del giorno D pattuglie avanzate del 30° Fanteria e del 3° Reconnaissance Troop avevano occupato tutti i ponti lungo il canale. Il nemico riprese nello stessa notte la maggior parte dei ponti in aggressivi appoggiati da carri armati. Sferrati da contingenti della Divisione Corazzata “Hermann Goering”. Il mattino seguente il ten. col. C. McGarr comandante del 30° Fanteria. Con i resti del suo reggimento, appoggiata da carri armati e da cacciatori di carri respinse in aspra lotta il nemico al di là dei ponti lungo il ramo occidentale del canale.
I tedeschi contrattaccarono con tre carri armati ed un pezzo semicingolato per riprendere il ponte della strada di Cisterna a nord di Conca, ma furono respinti dai mezzi corazzati che appoggiarono il 30° Fanteria. Sulla destra del 30° Reconnaissance Troop lungo il canale principale e riprese gli altri ponti perduti.
Il 24 gennaio la 3a divisione aveva occupato il settore di destra della testa di sbarco iniziale lungo il canale Mussolini. Il 504° Paracadutisti di fanteria; al centro il 15° Fanteria, e alla sua sinistra il 30° Fanteria, fronteggiavano Cisterna lungo il ramo occidentale del canale. I Rangers sostituirono tutte quetse unità eccetto il III Battaglione del 7° Fanteria della divisione lasciata nel tranquillo settore della testa di sbarco. Frattanto la II Brigata della 1a Divisione al comando del generale di brigata E.E.J. Moore spostò il suo settore dalla testa di sbarco avanzando verso la linea del fiume Meletta. Il resto della divisione fu tenuto in riserva di Corpo in caso di contrattacco nemico. In due giorni il VI Corpo aveva rafforzato una testa di sbarco profonda 12 chilometri incontrando soltanto sporadica resistenza.
Benchè lo sbarco di Anzio ed il rafforzamento iniziale non avessero praticamente incontrato resistenza iniziale non avessero praticamente incontrato resistenza da parte delle forze germaniche, il nemico reagì prontamente per affrontare la situazione. I Comandi del Gruppo Armate C misero immediatamente in allarme elementi della 4a divisione paracadutisti e della divisione corazzata “Hermann Goering” a sud di Roma e ordinare loro di difendere le strade che ad Anzio conducevano ai Colli Laziali. Alle 06.00 del 22 gennaio entrò in esecuzione il piano prestabilito per far accorrere truppe di oltr’Alpe e lanciarle ad arginare l’invasione alleata.
Due divisioni e molte unità minori partirono immediatamente dalla Francia, dalla Jugoslavia e perfino dalla Germania. Nell’Italia settentrionale tre divisioni della Quattordicesima Armata furono poste in allarme e partirono per la zona di Roma il 22 ed il 23 gennaio. Per dirigere la difesa il I° Corpo paracadutisti ristabilì i suoi comandi nella zona a sud di Roma alle 17.00 del 22 gennaio. Tutte le riserve disponibili provenienti dal fronte meridionale e ivi avviate furono spinte verso Anzio; esse comprendevano: 3a divisione corazzata granatieri e la 71a divisione fanteria e il grosso della divisione “Hermann Goering”. Mentre queste forze si andavano raccogliendo, l’aviazione tedesca bombardava la zona della testa di sbarco e il naviglio di sostegno per ritardare l’avanzata alleata all’interno. Per i primi due giorni, i difensori tedeschi cedettero di essere troppo deboli per fermare l’avanzata alleata verso i Colli Laziali, ma dalla sera del 24 gennaio essi sperarono di poter contenere le forze della testa di sbarco e, non appena avessero completate la raccolta delle forze necessarie, di sferrare un contrattacco che avrebbe eliminato la testa di sbarco alleata.     

mercoledì 19 agosto 2020

Materiali per il Glossario 1944

DIBATTITI

DIZIONARIO MINIMO DELLA  GUERRA DI LIBERAZIONE 

Comparto 6. La Coalizione Hitleriana

Gatteschi Fondelli Piera, 

ricerca di notizie ed informazioni

martedì 18 agosto 2020

Archivio Aldo resta sulla Guerra in URSS 4


ARCHIVI
La Documentazione Aldo Resta
IV parte



 Tribunale di Roma – querela di D’Onofrio contro i reduci di Russia
       58/2. Idem – testi in favore di D’Onofrio
       59/3. Idem – testi in favore di D’Onofrio
       59/4. Idem – testi in favore di D’Onofrio
       60. idem – arringa difensiva dell’Avv. Mastino del Rio – udienze del 20/21 e 22 luglio 1949
61.   Archivio di  Mosca – data di apertura e di chiusura dei lager sovietici (in cirillico)
62.   Traduzione della Dr.ssa M.T. Giusti
63.   P. Resta – i Ministri della difesa Andreatta, Scognamiglio, Martino  e il Presidente della Repubblica Dr. Ciampi e le Medaglie d’Oro al V.M. al labaro della “Legione Tagliamento”
64.   P. Resta – storia della “Legione Tagliamento” agosto 1941/15/02/43
65.   P. Resta – documenti relativi al “RGPT 23 marzo” (6/7/42 – 31/10/43) AUSSME
66.   P. Resta – comunisti italiani emigrati nell’URSS
67.   P. Tocci e P. Resta – la verità sulla campagna di Russia (4 volumi)
68.   Le Medaglie d’Oro ai reparti
69.   Le Medaglie d’Oro al V.M. individuali
70.   Falso del Ge. Reverberi con appunto autografo del Gen. Gariboldi e confronto con la relazione del Col. Ambrosiani – a cura di P. Resta – AUSSME 850 e 1554/1/6
71.   E. Battisti – comandante la 4^ Divisione Alpina “Cuneense” – alla fronte russa 1942/1943
72.   R. Lerici – la 52^Divisione “Torino” a.t. – relazione sul ciclo operativo 19/12/42 – 17/01/1943- AUSSME R 155/1
73.   C. Rossi – comandante le fanterie della 52^ Divisione a.t. “Torino” AUSSME 1882
74.   E. Pascolini – relazione sulla prigionia
75.   A. Massa Gallucci – lettera del prigioniero A. Massa Gallucci al Ministero degli Interni, Ufficio Prigionieri di Guerra AUSSME 2241 e fascicolo N.K.V.D
76.   M. Carloni – relazione sul ciclo operativo 22/01/1943 – 22/02/1943 AUSSME Celere
77.   M.d.G. – cessazione CSIR – XXXV C.d’A. e VIII^ Armata – AUSSME 7/6
78.   Falso bandiere 81° e 82° rgt. Ftr. “Torino” XXVI° e LII° btg. Mortai – Comando Genio – cimitero Rikowo ora Enakievo – 52^ Divione a.t. “Torino”
79.   M.D.E. – CED – elenco caduti e dispersi del Lazio
80.   Trattative per il rimpatrio dei prigionieri dall’URSS – AUSSME 2271/C
81.   Idem – AUSSME 2271/C
82.   Rimpatrio 551 ufficiali inferiori 07/07/1946 – AUSSME 2271/C
83.   50 ufficiali trattenuti a Sighet - AUSSME 2271/C
84.   Prigionieri trattenuti e rimpatriati 3/10/1946 - AUSSME 2271/C
85.   Statistiche prigionieri e varie - AUSSME 2271/C
86.   Prigionieri collaboratori dei sovietici - AUSSME 2271/C
87.   Prigionieri già internati dai tedeschi – notizie relative all’URSS – prigionieri dell’Armata Rossa in mano italiana – relazione del Gen. Lerici su richiesta del Gen. Messe – LXV btg. Genio incorporato nell’Armata Rossa - AUSSME 2271/C
88.   Relazione prigionieri rimpatriati - AUSSME 2271/C
89.   Relazione rimpatrio ufficiali superiori - AUSSME 2271/C
90.   M.D.E. – relazione sull’attività svolta per il rimpatrio dei prigionieri di guerra e internati - AUSSME 2271/C

lunedì 17 agosto 2020

1914 Le accuse di tradimento all'italia

APPROFONDIMENTI
Quando gli Austrici si mostrarono ipocriti




«La triplice è debole perchè è un’alleanza difensiva» scrisse Ludendorff nel «Memoriale del miliardo » del dicembre 1912; ora, dire che un’alleanza difensiva è debole equivale a dichiarare che si ha di mira una politica aggressiva e poichè la politica degli imperi centrali non si poteva evidentemente, nel 1914, considerare come difensiva, ne derivò che gli uomini politici di Vienna e di Berlino non stettero a perdere tempo per cercare di dimostrare a Roma che l’Italia aveva l'obbligo di intervenire. Tale compito — strano a dirsi — se lo assunsero i militari, Conrad e Moltke. Cominciò Conrad a chiedere senz’altro a Cadorna quali forze avrebbe mandato in aiuto all’Austria (oltre quelle pattuite per l’invio in Germania), allegando impegni verbali insussistenti del generale Pollio da poco defunto: l’effetto del tentativo fu nullo.
Ai due capi di stato maggiore non rimase che dare libero sfogo, nella loro corrispondenza, a plateali ingiurie contro il nostro paese. L'argomento delle promesse di Pollio è talmente privo di valore che il generale von Kuhl nella sua opera «Der Weltkrieg» ammette che «il generale Alberti ha ragione che era affare del governo e non dello stato maggiore decidere se nell’agosto 1914 si fosse verificato il casus foederis e se le convenzioni militari dovevano entrare in vigore».
Ma il von Kuhl osserva che «secondo la lettera del trattato della triplice l’Italia doveva soddisfare ai suoi impegni tosto che la Germania fosse, senza provocazioni da parte sua, attaccata dalla Francia: ora, prima ancora che la dichiarazione di guerra tedesca alla Francia fosse nota a Roma, l’Italia dichiarò che non si verificavano le condizioni previste dal trattato».

domenica 16 agosto 2020

Dizionario minimo della Grande Guerra.Indici. Regno d'Italia. Armate. Corpo d'Armata

ARCHIVIO
 Riferimenti compendi
Regno d’Italia,
Unità, Corpi e Reparti 
Esercito
Corpo Speciale d’Albania, 18, 248 (V)
Corpo di Spedizione in Albania, 188 (V)
Corpo di Spedizione in Macedonia, 188 (V)
Comando delle truppe dell’Altipiano, 47 (V)
Zona Carnia, 30 (V)

Armate
- I Armata, 136, 139, 176  (I). 5, 21, 22, 60, 91, 143, 144, 256 (III), 6, 28, 30, 36, 45, 46, 50, 52, 155, 251, 258,
    259, 260, 272 (V), 111, 178, 185, 218, 219, 220 (VII), 51, 154, 287, 288, 347, 355 (IX)
- II Armata, 136, 137, 176  (I), 24, 59, 62, 68, 69, 73, 91, 92, 93, 116, 117, 154, 206, 243, 245 (III, 6, 28, 30, 47,
    54, 138, 224, 252 (V), 50, 58, 106, 107, 108, 111, 113,116, 117, 137, 149, 174, 178, 179, 181,182, 183,
    185, 190, 191, 220, 255, 364, 465 (VII)
- III Armata, 121, 122, 136, 137, 139, 176  (I) - III Armata, 5, 27, 57, 58, 59, 62, 68, 69, 73, 74, 91, 92, 93, 116,
    117, 154, 245 (III), 28, 30, 47, 49, 93, 94, 248 (V), 17, 26, 50,51, 53, 54, 57, 58, 105, 106, 107, 108, 111,
    113, 117, 127, 149,174, 181, 183, 184, 190, 191, 193, 219, 235, 242, 326, 362, 365, 366 (VII), 25, 51, 62,
    63, 65, 67, 68, 70, 82, 95, 96, 136, 143, 150, 154, 215, 216,220, 251, 258, 287, 288 (IX)
- IV Armata, 134, 139, 176  (I), - IV Armata, 5, 19, 20, 30, 62, 91, 143, 145, 147, 150, 265 (III), 5, 28, 30, 35,
    40, 50, 91 (V), 5, 37, 143, 182, 183, 219, 225, 322, 376 (VII), 143, 154, 286, 287 (IX)
- V Armata, 47, 48, 93, 251 (V), 219, 321, 322 (VII)
- VI Armata, 52, 96, 99, 321, 361 (VII), 51, 52, 60, 62, 68, 69, 84, 89, 90, 138, 139, 144, 150 (IX)
- VII Armata, 51, 150, 153, 154, 287, 288, 293, 296 (IX)
- VIII Armata, 62, 66, 136, 138, 143, 150, 216 (IX)
- IX Armata, 143 (IX)
- X Armata, 321, 322 (VII), 136, 138, 147, 148, 150, 154 (IX)
- XI Armata, 84, 138, 146 (IX)
- XII Armata, 136, 138, 143, 147, 148, 150, 154 (IX)
- Armata degli Altipiani, 70, 144, 150 (IX)
- Armata del Grappa, 146, 150, 166 (IX)
- Comando d’Artiglieria della III Armata, 26 (VII)

Corpi di Armata
- I Corpo d’Armata, 163 (I), 30, 146, 149 (III), 91 (V), 54, 58, 93, 107, 108, 110, 218, 219, 362 (VII), 52, 57,
    138, 146, 150, 154, 221 (IX)
- II Corpo d’Armata, 163 (I), 24, 68, 83, 91, 94, 96, 118 (III), 94, 121 (V),54, 58, 93, 107, 108, 110, 218, 219,
    362 (VII), 5, 207, 219, 220, 221, 222, 231, 265, 298 n., 304, 351, 356 (IX)
- III Corpo d’Armata, 163 (I), 22, 60 (III), 47 (V),219 (VII)
- IV Corpo d’Armata, 163 (I), 24, 68, 79, 91,92, 44 (III), 94 (V), 51, 108, 179, 321 (VII)
- V Corpo d’Armata, 163 (I), 22, 90. 143, 155 (III), 12, 34, 96 (V), 320, 321, 322 (VII),
- VI Corpo d’Armata, 163 (I), 27, 68, 71, 73, 83, 92, 96, 97, 117, 118 (III), 51, 107, 114, 320, 321, 322 (VII),
     60, 144 (IX)
- VII Corpo d’Armata, 163 (I), 28, 68, 69, 71, 78, 92, 108, 109, 120 (III), 93, 94, 96 (V), 51, 53, 179 (VII)
- VIII Corpo d’Armata, 164 (I), 22, 92, 116, 247 (III), 48 (V), 51, 107, 113, 130 (VII), 66, 76, 91, 148 (IX)
- IX Corpo d’Armata, 164 (I), 31, 146, 147 (III), 91, 161 (V), 143 (VII), 59, 60, 144 (IX)
- X Corpo d’Armata, 164 (I), 32, 68, 73, 77, 78, 92, 105, 116 (III), 49, 51, 156 (V), 320, 321, 322 (VII)
- XI Corpo d’Armata, 164 (I), 28, 68, 69, 73, 74, 77, 116, 120 (III), 93, 94, 116, 121, 136, 141 (V), 51, 53, 55,
    107, 113, 219 (VII)- XI Corpo d’Armata, 73 (IX)
- XII Corpo d’Armata, 164 (I), 25, 154 (III), 30 (V), 218, 219 (VII)
- XIII Corpo d’Armata, 164 (I), 90 (V), 41, 43, 55, 70, 107, 113, 114, 126, 193, 362 (VII), 57 (IX)
- XIV Corpo d’Armata, 164 (I), 34, 92, 97, 104 (III), 47, 49, 50, 59, 79 (V), 179 (VII), 250 (V)
- XVI Corpo d’Armata, 248 (V), 311, 312 (IX)
- XVIII Corpo d’Armata, 45, 51,156, 161 (V), 96, 225 (VII)
- XX Corpo d’Armata, 49, 50, 51, 81 (V), 96, 221, 340 (VII)
- XXI Corpo d’Armata, 45, 157 (V), 340 (VII)
- XXII Corpo d’Armata, 50n. (V), 96, 97 (VII) , 66, 91 (IX)
- XXIII Corpo d’Armata, 157 (V), 51, 56, 107, 113, 118, 119 (VII), 71, 103 (IX), 50 (V)
- XXIV Corpo d’Armata, 96, 108, 109, 180 (VII)
- XXV Corpo d’Armata, 107, 113, 119 (VII)
- XXVI Corpo d’Armata, 47, 52, 123, 124, 138, 147, 149 (V)
- XXVII Corpo d’Armata, 107, 108, 109, 110, 179, 180, 222 (VII), 66, 80, 148 (IX)
- XXVIII Corpo d’Armata, 179 (VII)
- XXIX Corpo d’Armata, 153, 154 (IX)
- XXX Corpo d’Armata, 66, 94, 144, 164 (IX)
- XXXI Corpo d’Armata, 219 (VII)
- XXXIV Corpo d’Armata, 50 (V)
- Corpo d’Armata Speciale, 135 (I)
- Corpo d’Armata Z, 51 (V)
- Corpo di Cavalleria 219 (VII)
- Corpo Speciale Di Giorgio 183 (VII)

(www.cesvam.org)


sabato 15 agosto 2020

Anzio 7. 22 gennaio 1944. La presa di terra

APPROFONDIMENTI
 Sviluppo del 
Progetto 2017/2
 Manoscritto 5



.  L’assalto

“Il 22 gennaio, cinque minuti dopo la mezzanotte, nella oscurità più profonda, il convoglio d’assalto gettò le ancore al largo di Capo d’Anzio e sostò tranquillamente sul Mediterraneo in calma. Vi era un brusio di attività repressa mentre gli ufficiali davano le ultime istruzioni, gli  uomini si arrampicavano nelle tozze imbarcazioni d’assalto che le gr, facendole oscillare, calavano in mare. Imbarcazioni pattugliavano attivamente fra il naviglio da sbarco, organizzandolo in formazione, indi guidarono le prime ondate nella notte senza luna. Per accrescere la sorpresa,i cannoni delle navi da guerra di scorta rimasero in silenzio; poi, soltanto dieci minuti prima  dell’ora H (02.00), un breve, terrificante bombardamento di razzi scoppiò con rombo assordante da due LCT (R) britannici lungo la spiaggia. Queste nuove imbarcazioni per il lancio dei razzi (ognuna di esse trasporta 798 razzi da 5 pollici) erano impiegate per disorganizzare ogni possibile agguato nemico, farsaltare campi minati lungo l’approdo; quando le navi cessarono il fuoco dinanzi a loro, la spiaggia si stendeva ancora scura e silenziosa.
Quando la prima ondata di mezzi da sbarco toccò la spiaggia e gli uomini si slanciarono per raggiungere il riparo delle dune non c’era alcun nemico ad attenderli. Spingendosi rapidamente all’interno, le truppe meravigliate si resero conto ben presto che era accaduto qual cosa di inatteso: avevano colto il nemico completamente di sorpresa. Benchè i Tedeschi sapessero che uno sbarco anfibio fosse imminente, credevano che non sarebbe stato effettuato che un po’ più tardi nel tempo. Le due divisioni che avevano avuto il compito di difendere questa costa erano state mandate sul fronte meridionale soltanto tre giorni prima, e il settore costiero e a zona sud di Roma era tenuta soltanto da deboli forze. Per conseguenza, fatta eccezione per poca artiglieria da costa e per distaccamenti antiaerei, la sola resistenza immediata allo sbarco di Anzio fu opposta da elementi isolati della 29a divisione Panzer Granatieri Corazzati. Soltanto tre compagnie del Genio ed il II battaglione del 71° Reggimento Panzer Granatieri Corazzati erano stati lasciati a difesa della costa  dalla foce del fiume Tevere fino al canale Mussolini, una estensione di 9 miglia di costa era occupata da una sola compagnia.. Inoltre le truppe della zona di Anzio non erano state messe in guardia contro un imminente sbarco alleato. Le difese costiere si riducevano a campi di mine sparsi lungo l’approdo “Peter” utilizzato dalla 1a divisione britannica, qualche casamatta la maggior parte delle quali non equipaggiata, qualche pezzo dia artiglieria, pochi 88 mm e diversi vecchi pezzi italiani, francesi, jugoslavi gran parte delle quali non venne usata contro gli attaccanti. Con l’aiuto del mare calmo e della pratica assenza di opposizione, gli invasori si stabilirono in fretta sulla spiaggia.[1] Dalla destra la 3a divisione passò rapidamente sulle spiagge ed est di Nettuno. Spazzando via poche pattuglie nemiche sbigottite, si spinse celermente all’interno, si piazzò sulla linea della fase iniziale e serrò sotto per respingere contrattacchi.”[2]

  

Il gen. Clark, accompagnato dal gen. di brigata Donald W. Brann e da altri membri dello Stato Maggiore della V Armata arrivò alla testa di sbarco in una lancia PT della Marina, si trasferì su di un DUKW e sbarcò intorno alle ore 10.00. Pattuglie motorizzate del 3° Recconaissance and Provisional Troops” muoveva decisamente innanzi per prendere e distruggere i ponti sul canale Mussolini, che scorreva sulla destra. Soltanto al ponte più meridionale vennero a contatto con qualche tedesco. Qui essi distrussero con “bazookas” tre autoblindo uccidendo e catturando undici uomini della pattuglia nemica.







[1]        Cartina n. 3 The Landing 22  january 1944
[2]        Anzio Beachhead, Traduzione, pag. 21 e segg.

venerdì 14 agosto 2020

Archivio Aldo resta sulla Guerra in URSS 3

ARCHIVI
La Documentazione Aldo Resta
III parte



 Tribunale di Roma – querela di D’Onofrio contro i reduci di Russia
       58/2. Idem – testi in favore di D’Onofrio
       59/3. Idem – testi in favore di D’Onofrio
       59/4. Idem – testi in favore di D’Onofrio
       60. idem – arringa difensiva dell’Avv. Mastino del Rio – udienze del 20/21 e 22 luglio 1949
61.   Archivio di  Mosca – data di apertura e di chiusura dei lager sovietici (in cirillico)
62.   Traduzione della Dr.ssa M.T. Giusti
63.   P. Resta – i Ministri della difesa Andreatta, Scognamiglio, Martino  e il Presidente della Repubblica Dr. Ciampi e le Medaglie d’Oro al V.M. al labaro della “Legione Tagliamento”
64.   P. Resta – storia della “Legione Tagliamento” agosto 1941/15/02/43
65.   P. Resta – documenti relativi al “RGPT 23 marzo” (6/7/42 – 31/10/43) AUSSME
66.   P. Resta – comunisti italiani emigrati nell’URSS
67.   P. Tocci e P. Resta – la verità sulla campagna di Russia (4 volumi)
68.   Le Medaglie d’Oro ai reparti
69.   Le Medaglie d’Oro al V.M. individuali
70.   Falso del Ge. Reverberi con appunto autografo del Gen. Gariboldi e confronto con la relazione del Col. Ambrosiani – a cura di P. Resta – AUSSME 850 e 1554/1/6
71.   E. Battisti – comandante la 4^ Divisione Alpina “Cuneense” – alla fronte russa 1942/1943
72.   R. Lerici – la 52^Divisione “Torino” a.t. – relazione sul ciclo operativo 19/12/42 – 17/01/1943- AUSSME R 155/1
73.   C. Rossi – comandante le fanterie della 52^ Divisione a.t. “Torino” AUSSME 1882
74.   E. Pascolini – relazione sulla prigionia
75.   A. Massa Gallucci – lettera del prigioniero A. Massa Gallucci al Ministero degli Interni, Ufficio Prigionieri di Guerra AUSSME 2241 e fascicolo N.K.V.D
76.   M. Carloni – relazione sul ciclo operativo 22/01/1943 – 22/02/1943 AUSSME Celere
77.   M.d.G. – cessazione CSIR – XXXV C.d’A. e VIII^ Armata – AUSSME 7/6
78.   Falso bandiere 81° e 82° rgt. Ftr. “Torino” XXVI° e LII° btg. Mortai – Comando Genio – cimitero Rikowo ora Enakievo – 52^ Divione a.t. “Torino”
79.   M.D.E. – CED – elenco caduti e dispersi del Lazio
80.   Trattative per il rimpatrio dei prigionieri dall’URSS – AUSSME 2271/C
81.   Idem – AUSSME 2271/C
82.   Rimpatrio 551 ufficiali inferiori 07/07/1946 – AUSSME 2271/C
83.   50 ufficiali trattenuti a Sighet - AUSSME 2271/C
84.   Prigionieri trattenuti e rimpatriati 3/10/1946 - AUSSME 2271/C
85.   Statistiche prigionieri e varie - AUSSME 2271/C
86.   Prigionieri collaboratori dei sovietici - AUSSME 2271/C
87.   Prigionieri già internati dai tedeschi – notizie relative all’URSS – prigionieri dell’Armata Rossa in mano italiana – relazione del Gen. Lerici su richiesta del Gen. Messe – LXV btg. Genio incorporato nell’Armata Rossa - AUSSME 2271/C
88.   Relazione prigionieri rimpatriati - AUSSME 2271/C
89.   Relazione rimpatrio ufficiali superiori - AUSSME 2271/C
90.   M.D.E. – relazione sull’attività svolta per il rimpatrio dei prigionieri di guerra e internati - AUSSME 2271/C

giovedì 13 agosto 2020

Materiali per il Glossario 1944.

 DIBATTITI


Dizionario minimo della Guerra di Liberazione

Mezzasoma Ferdinando, 

Nasce a Roma il 3 agosto 1907 da una famiglia piccolo borghese (il padre era impiegato alla Banca d’Italia a Perugia dove la famiglia si trasferisce). Perde il padre nel 1920 ed è costretto, ancora adolescente, a fare piccoli lavori saltuari per aiutare la famiglia. Ma non trascura lo studio e si diploma in ragioneria, poi si laurea in scienze economico-commerciali. Dopo un breve lavoro come contabile in una autorimessa diventa segretario dell’avv. Amedeo Fani che, nel settembre 1929 diventa sottosegretario agli Esteri e si trasferisce a Roma portando con sé il segretario. Si iscrive al movimento fascista il 30 giugno 1931. La sua carriera politica in seno al PNF inizia negli anni trenta (esattamente nel 1932), quando, venuto meno il suo rapporto con Fani che cessa dal suo incarico, viene nominato segretario del  Gruppo Universitario Fascista (GUF) e membro del direttorio federale di Perugia (1932-35). Promosso alla carica di vicesegretario generale dei GUF (1935-37), entra come membro di diritto nel direttorio nazionale del PNF nel gennaio 1937. La responsabilità di questa carica gli impedirà di partecipare alla campagna d’Etiopia, come aveva chiesto di fare. Il 23 febbraio 1939, viene nominato vicesegretario del Partito, carica che ricopre, per oltre tre anni, con i segretari Starace, Muti, Serena e Vidussoni. Allo scoppio della guerra, nel 1940, si arruola volontario quale tenente nel 7° Rgt di artiglieria da campagna della divisione “Cremona” e partecipa alla campagna sul fronte occidentale guadagnandosi una medaglia di bronzo. Poi, con la 1^ Divisione C.N. “23 marzo” partecipa alla prima fase della campagna in Africa settentrionale, dove guadagna una medaglia d’argento.   Nel marzo 1942 è vicepresidente della Corporazione carta e stampa e direttore generale della stampa italiana presso il Ministero della Cultura Popolare, incarichi che detiene fino al 25 luglio 1943, impegnandosi attivamente anche nell’organizzare i Littoriali della cultura e dell’arte e nel diffondere gli ideali del Fascismo tra le nuove generazioni.

Apprezzato giornalista e collaboratore di vari giornali ufficiali del regime (“Dottrina fascista” e “Roma fascista” fra i più noti) in cui si firma con lo paseudonimo di “Diogene”, è direttore dell’”Assalto” di Perugia (1934-35) e condirettore di “Libro e Moschetto”, l’organo dei GUF. Nel 1937 pubblica Essenza dei GUF , distribuito capillarmente a tutte le organizzazioni giovanili inquadrate dal regime.Il 25 luglio 1943 Mezzasoma era in Umbria con la famiglia (la moglie Anna Deri, ungherese, sposata il 6 gennaio 1938 e le tre figlie Attilia, Giuseppina e Vittoria). Immediatamente scese a Roma al Ministero della Cultura Popolare per passare le consegne del suo incarico, rifiutando l’invito del nuovo ministro del governo Badoglio di rimanere al suo posto. Dopo di che ritornò in Umbria con la famiglia. Ma subito dopo aver appreso, la sera del 15 settembre, che Mussolini aveva ripreso il suo posto a capo del Fascismo e aveva nominato Pavolini segretario, la mattina del 16 si precipitò a Roma per incontrarlo e riaprire con lui, al palazzo Wedekind in Piazza Colonna, la sede del Partito Fascista Repubblicano.



mercoledì 12 agosto 2020

Master in Storia Militare

 NOTIZIE CESVAM



 Il previsto ricevimento studenti del 17 agosto 2020

come già annunciato 

 è rimandato a venerdi 24 luglio 2020

martedì 11 agosto 2020

Riflessioni sulla Grande Guerra 2

APPROFONDIMENTI
von Conrad contro l'Italia

(nota precedente pubblicata in data 7 agosto 2020)

Nelle udienze del 1° febbraio e 11 maggio 1910, parlando con Sua Maestà della questione italiana: «accennai nuovamente alle spese italiane per l’esercito: il bilancio ordinario di 306 milioni per il 1910-11 conteneva un nuovo credito di 65 milioni, ed infine un altro di 83.750.000. Feci osservare che il notevole aumento del bilancio ordinario (20 milioni di più che nel 1907-08) ed i crediti straordinari di 420 milioni concessi dal 1906 in poi avevano spiccato carattere di armamenti bellici contro l’Austria-Ungheria, di fronte ai quali non dovevamo rimanere ciechi.
«Richiamai nuovamente l’attenzione di Aehrenthal sull’opera cosciente dello scopo, che svolgeva l’Italia per una guerra contro la monarchia ed altresì sul pericolo di essere superati dall’Italia.
«Dei provvedimenti militari concreti, risultanti all’occhio anche dei profani, che sta prendendo l’Italia in modo evidente per una guerra contro la monarchia, fanno parte:
a)        la costruzione, rapidamente spinta, di un sistema di fortificazioni in grande stile;
b)       l'aumento delle guarnigioni nel Veneto e, specialmente, nella zona di frontiera, come pure l’intendimento che ne consegue, non soltanto di proteggere in caso di guerra la frontiera, ma ben anche di irrompere, con corpi pronti ad operare, nel territorio della ‘monarchia, per disturbare la nostra radunata;
c)        lo sviluppo della rete ferroviaria;
d)       l'annuale spostamento dei reparti alpini dalla frontiera francese alla zona di frontiera colla monarchia;
e)        l'intensa attività in fatto di manovre; viaggi di istruzione, manovre con i quadri nella zona di radunata contro la monarchia;
f)         gli incessanti viaggi di ricognizione di navi italiane sulle coste della monarchia;
g)        il riordinamento generale dell’esercito e della flotta, spinto con celerità, per la primavera del 1912, colla visibile tendenza ad opporre alla monarchia forze per lo meno uguali, possibilmente superiori».
In una lettera all’Imperatore, del 9 settembre 1911, scrive:
«In Italia, invero, la vasta costituzione delle forze armate, la dislocazione di parte delle truppe nella frontiera sud-orientale, la costruzione, non avente pari per estensione e per celerità, di fortificazioni, rivolte soltanto contro di noi, la razionale costruzione delle ferrovie di radunata verso il Veneto, la costituzione oltremodo intensiva della protezione della frontiera e delle formazioni di volontari, come pure l’attivissimo servizio di informazioni procedono di pari passo colla assicurazione più amichevole e colle forme diplomatiche più concilianti.
«Ma, poichè gli scopi e le tendenze positive nel senso di una politica nazionale fanno supporre che l’Italia entri aggressivamente in azione in un momento opportuno, mentre da parte nostra siamo ben lontani, data la tendenza puramente conservatrice della monarchia, da un analogo intendimento, è ovvio che le nostre contro misure militari, le quali come già si è accennato rimangono molto in arretrato rispetto ai provvedimenti dell’Italia, possano essere male interpretate per partito preso».
Nel 1912, quale comandante designato della 3a armata, nel prospettare al capo di stato maggiore proposte operative ed organiche, così esordisce: « le fortificazioni italiane costruite in grande stile sul Tagliamento e nel Friuli settentrionale e meridionale si oppongono ormai alla nostra offensiva col grosso dall’Isonzo, che prima era attuabile in modo relativamente facile e decisivo, difficoltà tanto maggiori in quanto i mezzi d’attacco necessari da parte nostra sono rimasti allo status quo, non ostante i miei sforzi di anni.
«L'Italia, da quell’epoca, ha progredito in elevata misura militarmente, specie in quanto concerne le predisposizioni contro la monarchia; e quest’ultima invece è rimasta arretrata in tutto. Mentre ad esempio nel 1906-7 ed ancora nel 1908 sarebbe stato possibile, con i mezzi d’artiglieria della monarchia, avere ragione delle fortificazioni, ciò non è più possibile; mentre allora potevamo subito radunare alla frontiera grandi forze atte ad agire prontamente, ora le cose sono invertite, per lo sviluppo della rete ferroviaria italiana; l’Italia, grazie all'aumento e al rinforzo essenziale delle sue guarnigioni di frontiera, può entrare in azione con numerose forze, ed eziandio anche di sorpresa all’inizio della guerra. Da parte nostra non si sono effettuati gli aumenti di guarnigioni segnalati come imprescindibili, per non creare difficoltà diplomatiche. Mentre l’Italia nel 1906-7 poteva mettere in campo al massimo 24 divisioni, ora ne può aggiungere 6 che ben inteso diverranno 12 di milizia mobile. . . .
«Nulla si fece nè per far subito guerra all’Italia, nè per prepararci energicamente pel momento in cui tale guerra diverrà necessaria, . . . .
«Italia. E’ innegabile che tale stato, dalla sua unione nazionale, si è ininterrottamente consolidato, ha progredito commercialmente, finanziariamente, politicamente e specialmente poi nel campo militare, ed è entrato nella scena mondiale con tutte le tendenze di una grande potenza. Devesi inoltre far notare che sarebbe errore il commisurare l’esercito italiano alla stessa stregua del secolo scorso, e, quand’anche per l’avvenire si faccia calcolo sulla bravura preponderante delle nazioni della nostra monarchia, l’esercito italiano deve essere considerato molto di più di allora a causa anzitutto del suo ottimo ed ambizioso corpo di ufficiali, delle abbondanti dotazioni tecniche, fra le quali considero anche il sistema munificentemente attuato di fortificazioni, ed infine, dell’entusiasmo nazionale alimentato con tutti i mezzi.
«Agli insuccessi in Tripolitania non si deve dare troppo valore da tal punto di vista; giacchè simili fenomeni si sono verificati anche presso altri eserciti in condizioni analoghe».
I progressi del nostro esercito sembrarono tali al Conrad da fargli deporre l’antica idea della guerra preventiva contro di noi, tanto che, nell’aprile 1913, esaminando la condotta politica più conveniente per l’Austria-Ungheria in seguito alle complicazioni balcaniche, disse: «Ogni nostra azione indipendente desterebbe indubbiamente ora la sfiducia dell’Italia e la spingerebbe nelle braccia della Russia.
«Ed allora avremmo quella guerra su tre fronti cui siamo impari. Dobbiamo mantenerci d'accordo con l’Italia nell’agire e solo quando tutto fallisse seguire coll’Italia la via della resa dei conti...».

Tutto il pensiero del Konrad in questi dieci anni prima dello scoppio della Grande Guerra. L’Austria-Ungheria temeva la nostra forza e aveva, per il Konrad opzioni in esame, tenersela amica ad ogni costo nel quadro della Triplice Alleanza oppure, arrivare alla tanto agognata guerra preventiva. Questo per evitare che l'Italia si alleasse con la Russia, costringendo l'Austria ad una eventuale guerra su tre fronti (sviluppare il concetto).
Tutto il pensiero del Konrad è . . . . a sostegno delle sue tesi. L’Italia non era così forte come lui la descriveva.




lunedì 10 agosto 2020

Archivio Aldo Resta sulla Guerra in URSS 2

ARCHIVI
La Documentazione Aldo Resta
II parte







29.   P. Resta – ruolino di marcia della 101^ cp Traghettatori
30.   Delegazione italiana all’ONU riguardante i prigionieri di guerra
31.   A. Giambartolomei – la campagna di Russia – la guerra del 6° rgt. Bersaglieri
32.   V. Luoni – i caduti  e i dispersi del 54° rgtftr Umbria – il btg. Mortai – 2^ cp C/C 47/32 e artiglieria e genio della 2^ divisione Sfrorzesca
33.   Croce rossa tedesca – prigionieri non tedeschi in  mano sovietica
34.   Croce rossa tedesca – elenco dei campi di concentramento dei prigionieri in Russia
35.   Da “Rinascita anticomunismo cattolico e guerra e guerra fascista”
36.   Situazione dei reparti del genio al 1° dicembre 1942 – ISGAG
37.   M.D.E. – CED – codici dei fronti
38.   S.M.R.E. – circolare 18/400 – Addestramento dei reparti minori di fanteria per i  con lettera del Gen. Gariboldi al Capo di Stato Maggiore Regio Esercito
39.   M.d.G. – prontuario di termini in lingua russa di uso corrente
40.   C. Molinari – storia di un pontiere
41.   G. C. Quattrini – Granatieri di Sardegna nella campagna  alla fronte russa
42.   M. D. E. – 7^ Div. Leva Dife – CED – caduti e dispersi della provincia di Savona
43.   Alleanza familiare – elenco ufficiali rimpatriati dalla prigionia nell’URSS
44.   MdG – CED – nominativi convenzionali dei reparti e comandi per l’8^ Armata
45.   Sullini – per un albo d’oro – il 53° rgt Ftr “Umbria”
46.   C. Vicentini – perdite della 4^ Divisione alpina “Cuneense” sul fronte russo
47.   C. Vicentini – perdite della 9^ Div. Fanteria A.T. “Pasubio” sul fronte russo
48.   C. Vicentini – intervento al convegno di studio – dagli archivi russi è arrivata la documentazione sui nostri prigionieri di guerra
49.   M.D.E. – CED – elenco caduti e dispersi di Valenza Po
50.   G. Messe – relazione sugli avvenimenti dello CSIR e XXXV c. d’A. (1/7/1941 – 30/10/ 1942) AUSSME K1 – a cura di P. Resta
51.   G. Messe – allegati alla relazione – Vol. I° - da AUSSME K2
52.   G. Messe - allegati alla relazione – Vol. II° - da AUSSME K2
53.   G. Messe – carte topografiche – da AUSSME K2
54.   Intendenza 8^Armata – relazione sull’attività del Genio in Russia – ISGAG
55.   V. Luoni – sintesi grafiche di storia militare – (1870 – 1973)