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lunedì 6 luglio 2026

Fiesole 12 agosto 1944 - Testimonianza di Domenico Bartolini

 ARCVHIVIO

 Progetto 2024/1 Eccidi in Toscana

 Manuel Vignola

 

 2) Bartolini Domenico, fabbro a Fiesole, processo verbale di interrogatorio tenuto presso l’ufficio della Stazione dei Carabinieri di Fiesole il 27 settembre 1944, ore 10. Legione territoriale dei Carabinieri Reali Firenze, Stazione di Fiesole. ….. del Processo Verbale OGGETTO: PROCESSO VERBALE di interrogatorio di Bartolini Domenico fu Leopoldo e di Bartolini Maddalena, nato a Prato Vecchio (Arezzo) il 9/11/1886, domiciliato a Fiesole- via Portigiani n. 3, fabbro. L'anno millenovecentoquarantaquattro addì 27 del mese di settembre in Fiesole, nell'ufficio della stazione alle ore 10. Innanzi a noi Brigadiere Genovese Vincenzo, ufficiale di P.G., è presente Bartolini Domenico fu Leopoldo, in oggetto generalizzato, il quale opportunamente interrogato risponde: Verso le ore 16 del giorno 12 agosto u.s. fui chiamato dal Comune e precisamente da un cantoniere inviato dal ragioniere [Raffaello] Nieri e dal segretario [Luigi] Oretti per aprire la caserma. Seppi che il ragioniere era andato dalla domestica [Torrini Edilia] della caserma e strada facendo mi raggiunse in via Del Cecilia. Ci portammo insieme alla caserma, ma qui giunti notammo che i tedeschi erano già entrati scavalcando un muro di fronte. Aperto il cancello venni in caserma e mi fu ordinato di aprire alcuni mobili e porte interne. Mentre i tedeschi effettuavano una specie di perquisizione al piano superiore della caserma, sentimmo un rumore al piano inferiore. Fu gridato chi c'era e fu risposto: “Carabinieri”. Insieme ai tedeschi scesi all'ingresso e i tedeschi chiesero ai carabinieri le armi. I militari affermativamente risposero di averle. Intervenne il ragioniere e domandò agli stessi carabinieri da quanto tempo avevano abbandonato la caserma e perché. I carabinieri risposero dalla sera precedente e perché mancava loro il vitto ed ogni sostegno. I carabinieri erano in abito civile. Il ragioniere chiese ancora dove avevano depositato le armi e uno dei carabinieri rispose con un cenno che le armi c'erano, ma sotterrate. Il ragioniere domandò se erano del parere di consegnarle. I carabinieri si decisero a vicenda di consegnarle e insieme ai militari tedeschi si portarono nell'angolo del giardino dove presero le armi. Dopo di ciò i tedeschi, caricati i fucili sulle spalle dei carabinieri, insieme al ragioniere Nieri se ne andarono incaricandomi di chiudere la caserma; ciò che feci portando le chiavi al Comune. Non ho altro da aggiungere. Fatto, letto, chiuso, confermato e sottoscritto in data e luogo di cui sopra. [Firmato: Bartolini Domenico Genovese Vincenzo]

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