ARCVHIVIO
Progetto 2024/1 Eccidi in Toscana
Manuel Vignola
2) Bartolini Domenico, fabbro a
Fiesole, processo verbale di interrogatorio tenuto presso l’ufficio della
Stazione dei Carabinieri di Fiesole il 27 settembre 1944, ore 10. Legione
territoriale dei Carabinieri Reali Firenze, Stazione di Fiesole. ….. del Processo
Verbale OGGETTO: PROCESSO VERBALE di interrogatorio di Bartolini Domenico fu
Leopoldo e di Bartolini Maddalena, nato a Prato Vecchio (Arezzo) il 9/11/1886,
domiciliato a Fiesole- via Portigiani n. 3, fabbro. L'anno
millenovecentoquarantaquattro addì 27 del mese di settembre in Fiesole,
nell'ufficio della stazione alle ore 10. Innanzi a noi Brigadiere Genovese
Vincenzo, ufficiale di P.G., è presente Bartolini Domenico fu Leopoldo, in
oggetto generalizzato, il quale opportunamente interrogato risponde: Verso le
ore 16 del giorno 12 agosto u.s. fui chiamato dal Comune e precisamente da un
cantoniere inviato dal ragioniere [Raffaello] Nieri e dal segretario [Luigi]
Oretti per aprire la caserma. Seppi che il ragioniere era andato dalla
domestica [Torrini Edilia] della caserma e strada facendo mi raggiunse in via
Del Cecilia. Ci portammo insieme alla caserma, ma qui giunti notammo che i
tedeschi erano già entrati scavalcando un muro di fronte. Aperto il cancello
venni in caserma e mi fu ordinato di aprire alcuni mobili e porte interne.
Mentre i tedeschi effettuavano una specie di perquisizione al piano superiore
della caserma, sentimmo un rumore al piano inferiore. Fu gridato chi c'era e fu
risposto: “Carabinieri”. Insieme ai tedeschi scesi all'ingresso e i tedeschi
chiesero ai carabinieri le armi. I militari affermativamente risposero di
averle. Intervenne il ragioniere e domandò agli stessi carabinieri da quanto
tempo avevano abbandonato la caserma e perché. I carabinieri risposero dalla
sera precedente e perché mancava loro il vitto ed ogni sostegno. I carabinieri
erano in abito civile. Il ragioniere chiese ancora dove avevano depositato le
armi e uno dei carabinieri rispose con un cenno che le armi c'erano, ma
sotterrate. Il ragioniere domandò se erano del parere di consegnarle. I
carabinieri si decisero a vicenda di consegnarle e insieme ai militari tedeschi
si portarono nell'angolo del giardino dove presero le armi. Dopo di ciò i
tedeschi, caricati i fucili sulle spalle dei carabinieri, insieme al ragioniere
Nieri se ne andarono incaricandomi di chiudere la caserma; ciò che feci
portando le chiavi al Comune. Non ho altro da aggiungere. Fatto, letto, chiuso,
confermato e sottoscritto in data e luogo di cui sopra. [Firmato: Bartolini
Domenico Genovese Vincenzo]
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