DIBATTITI
Sergio Benedetto Sabetta
La Groenlandia è un paradigma dei rapporti tra gli USA e l’Eurasia, dopo la sua occupazione di fatto durante la Seconda Guerra Mondiale da parte USA per controllare il Nord Atlantico e l’accordo del 1949 con la Danimarca in cui mantenendo il possesso formale agli USA si concedeva l’uso militare dell’isola, nel 1955 gli USA riproposero come nel 1946 l’acquisto dell’isola, proposta che venne respinta.
Dobbiamo tuttavia considerare il cambio di paradigma avvenuto in America con Trump dove il concetto di progresso proprio della rivoluzione industriale, inteso quale cambiamento sociale nella direzione della storia incarnato dagli USA, tanto tra i democratici che nei repubblicani, viene attaccato in quanto ideologia incardinata nella globalizzazione la quale conduce alla distruzione della classe media a favore di una ristretta elite il progresso così inteso non è la soluzione ma diventa il problema, necessita pertanto il ritorno alla famiglia, alla qualità dell’istruzione e alla costruzione delle comunità, passando dall’impero globale alla dottrina di Monroe.
La Groenlandia tra l’altro possiede il 10% circa delle terre rare, nonostante le difficoltà climatiche nello sfruttamento e una crescente resistenza della popolazione per i problemi dell’inquinamento, il giacimento di Kvanefyeld ha destato l’interesse della Cina, come la Russia ha mostrato un interesse strategico per il controllo delle rotte glaciali e la vicinanza al Nord America.
Le proposte di investimenti sia cinesi che russe in infrastrutture sono state respinte con l’appoggio USA che ha garantito gli investimenti e una diminuzione dei dazi, tuttavia nonostante una crescente tensione tra la popolazione locale e la Danimarca vi è una certa diffidenza verso le proposte USA. Mentre i Democratici con il 30% tendono a mantenersi in equilibrio tra USA e Danimarca, il partito dei nativi Naleraq con il 25% punta apertamente all’indipendenza, quest’ultimo è in crescita dal 2021 quale espressione del malcontento della popolazione autoctona degli Inuit, uno dei motivi principali è lo sfruttamento della riserva minerale, deve comunque considerarsi che metà degli introiti dell’isola derivano da trasferimenti dalla Danimarca a cui gli USA hanno proposto di sostituirsi.
L’acquisizione della Groenlandia permetterebbe tra l’altro agli USA il controllo della rotta artica avendo già il possesso dell’altra porta di accesso che è l’Alaska, oltre al blocco dei tentativi già menzionati di penetrazione cinese e russa, il momento è favorevole quale scambio territoriale con la Russia, ad un suo acquisto in Ucraina vi è altrettanto un acquisto USA nel Nord America analogamente con la Cina per Taiwan, con gli europei stretti tra vari fronti, compreso il Medio Oriente, inoltre vi è la prevedibilità di una ricaduta elettorale interna favorevole.
Dobbiamo considerare che se nella cooperazione vi è la fragilità di un guadagno non sicuro, nella reciprocità il guadagno è sicuro, nella prima ipotesi la logica della circolazione funziona bene in situazioni di parità nella seconda ipotesi interviene la redistribuzione del guadagno quale funzione della gerarchia, vi è comunque la necessità di collegare i fatti in un unico disegno strategico.
Per una cooperazione vi sono cinque possibili ipotesi, i legami di parentela, una reciprocità diretta per ripetizione dell’incontro, una reciprocità indiretta derivante dalla creazione del capitale reputazionale a seguito della circolazione delle informazioni che porteranno a futuri vantaggi nelle relazioni con terzi, una reciprocità di rete a seguito della struttura sociale in cui si è inseriti, ossia i vantaggi della massa, infine vi è la selezione di gruppo dove i gruppi più cooperativi prevalgono sui gruppi meno cooperativi.
A sua volta mentre la potenza è statica il potere è dinamico, esso è esteso dalle cose materiali alle informazioni, attualmente la morfologia del potere è la morfologia dell’incertezza, ossia della risposta che veniva dal mondo virtuale la quale crea la rappresentazione della realtà, esso si sovrappone alla materialità dell’analogico.
Il digitale può falsare l’analogico, ossia la realtà, non solo per confondere ma anche come una semplificazione non corrispondente alla realtà, il digitale nel suo crescere aumenta la necessità del controllo da parte dell’analogico (sovranità nell’analogico), il mercato al quale è stato delegato il controllo del digitale non può controllarlo, né risolvere le sue problematicità, questa è una funzione che spetta alla politica, la quale nel riequilibrare e disinnescare le potenziali conflittualità strutturali limita l’economia alla produzione e alla creazione di ricchezza, riservando a sé i rapporti umani, la distribuzione delle risorse e la preservazione dell’ambiente, evitando il totale assorbimento etico dell’uomo al mondo digitale in pervasiva crescita ed attraverso il controllo del digitale controllare indirettamente l’analogico, vi è in questo un problema culturale come lo è l’economia nella formazione dei bisogni (economia portamenti sta).
A sua volta il potere può essere fondato in senso negativo solo forza, ma può anche in senso positivo fondarsi sul prestigio, ossia la capacità di guidare gli altri dove la punizione acquista la funzione di rinsaldare la cooperazione sociale rendendo non premiante i comportamenti opportunistici, il potere d’altronde può avere due funzioni una di dominio, l’altra di prendersi cura, in questo esso socialmente si appoggia nell’età contemporanea sulla massa, elemento organizzato ai fini della massimizzazione produttiva e finanziaria, nonché per la sua distribuzione in contrapposizione alla caoticità della folla.
Bibliografia
Brown R., Psicologia sociale, UTET 1980;
Surowiecki J., La saggezza delle folle, Fusi Orari 2007;
Morin E., La sfida della complessità, Le Lettere 2017.
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