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giovedì 3 settembre 2020

Anacleto Novarese, M.B.V.M. C.G.V.M Nota a margine di un Decorato


ARCHIVIO
  Ricostruzione storica
 dell'intervento italiano 
nella guerra civile spagnola





ANACLETO NOVARESE, M.B.V.M. E C.G.V.M. 
DELL’AVIAZIONE (LEGIONARIA)

L’arruolamento nella Regia Aeronautica e il successivo addestramento

Anacleto Novarese, figlio di Angelo e Maria Gabbiano, nasce il 26 luglio 1911 in quello che oggi è il Comune di Dusino San Michele, appartenente alla Provincia di Asti. Terminati gli studi con la quinta classe elementare, il suo futuro in un primo tempo sembrò indirizzarsi verso il lavoro di falegname, ma la partecipazione, fra il 1930 e l’anno successivo, al “Corso di Specializzazione pre-Aeronautica”, specialità Motoristi, rende manifesta l’ambizione del ragazzo di vivere esperienze dal respiro ben più ampio.

Infatti, i giovani che, dopo un consistente numero di lezioni, ne avessero superato le prove finali avevano diritto all’arruolamento nell’”Arma Azzurra”. Anacleto fu tra questi e così, il 15 maggio 1932, prestò giuramento presso il Distaccamento di Napoli (Capodichino) della “Scuola Specialisti Arma Aeronautica”.

Il suo battesimo dell’aria avvenne, dopo un lungo periodo di addestramento a terra, il 5 aprile 1934, su un biplano da ricognizione e bombardamento IMAM Ro.1bis della 40a Squadriglia Aeroplani. Seguirono molti altri decolli, quasi sempre su tale velivolo come pure, sporadicamente, su uno dei pochissimi biplani da ricognizione Ansaldo A.300/6 in dotazione alla Regia Aeronautica. Nel tempo, Anacleto prese dimestichezza con tutte le operazioni di bordo, compreso addirittura il “lancio di manifestini” e alla fine dell’anno il tempo di volo che poté vantare assommò a quasi 39 ore.

Tale quotidianità andò avanti fino all’agosto del 1935, sempre nei cieli piemontesi sopra e vicino all’Aeroporto di Venaria Reale, situato a circa 5 km dalla città di Torino e base della 40a Squadriglia.

Il mese successivo Anacleto passò al XIII Stormo Aeroplani da Bombardamento - XLIII Gruppo - 5a Squadriglia, di stanza all’Aeroporto di Lonate Pozzolo, nel varesino, iniziando a volare sull’imponente bombardiere, trimotore e monoplano, Savoia-Marchetti S.81 Pipistrello, acquisendo su di esso particolare esperienza con il puntamento ed i “tiri di caduta” [1].

Salì poi, per la prima volta, il 16 aprile 1937, sul bombardiere medio bimotore FIAT B.R.20 Cicogna, entrato in servizio l’anno precedente, i cui primi esemplari usciti dalla fabbrica erano stati distribuiti proprio alla 5a Squadriglia, che per questo assunse il nome di “5a Squadriglia BR.20” (sempre di base nello stesso Aeroporto e sempre facente parte degli stessi Stormo e Gruppo).

Ciò che cambiò la tranquilla quotidianità di Anacleto, proiettandolo in un crudele conflitto internazionale, nel quale si guadagnò la M.B.V.M. ed anche la C.G.V.M., aveva avuto la sua genesi poco più di un anno prima del suo primo volo sul B.R.20, in una Nazione molto lontana dall’Italia.

Parliamo della Spagna ove, nel febbraio del 1936, un gruppo di partiti di sinistra, riuniti nel cosiddetto “Fronte Popolare”, grazie anche all’appoggio degli anarchici, aveva vinto le elezioni proclamando la Repubblica. Ciò aveva determinato la reazione delle forze di destra, che iniziarono a cospirare per rovesciare tale governo. Regista delle trame fu il Generale Emilio Mola, Comandante della guarnigione di Pamplona [2], capitale della Navarra. Egli, infatti, riuscì ad unificare tutte le componenti golpiste le quali, il successivo 17 luglio, si sollevarono in armi (Alzamiento). Epicentri della rivolta furono: al nord la Navarra; al sud Cadiz, Granada e Sevilla; i territori del Marocco spagnolo. Era scoppiata la “Guerra civil españolache ebbe, quali maggiori protagonisti:

 

-     per le forze reazionarie (Nazionalisti); Francisco Franco, Gonzalo Queipo de Llano, José Enrique Varela e il già citato Emilio Mola;

 

-     per le forze governative (Repubblicani); Julio Álvarez del Vayo, Francisco Largo Caballero, Vicente Rojo Lluch, Enrique Líster Forján, Manuel Azaña Díaz, José Giral Pereira.


Nell’Aviazione Legionaria

Prima di spiegare come Anacleto s’inserì in tale conflitto, occorre necessariamente parlare di come lo fece la Regia Aviazione. Già alla fine di luglio del 1936, erano decollati dall’Italia dodici S.81, portati da equipaggi italiani, tutti di volontari. Il Colonnello Ruggero Bonomi ne era il Comandante. I “Pipistrelli” provenivano: tre dal VII Stormo Aeroplani da Bombardamento; tre dal X Stormo Aeroplani da Bombardamento; tre dal XIII Stormo Aeroplani da Bombardamento. In quest’ultimo, come già detto, prestava servizio Anacleto, cui certamente non sfuggì la partenza dei colleghi.

La missione era quella di portare i bombardieri ai Nazionalisti che li avevano acquistati. Quattro S.81 non superarono il viaggio, pertanto ne giunsero in Spagna solo otto, fra cui quello di Bonomi. Egli, partì dall’Italia d’accordo con il Governo circa il fatto di potere: se gli fosse stato chiesto, rimanere in Spagna come consulente aeronautico del Generale Francisco Franco; dire agli altri piloti, come pure agli specialisti, della possibilità, su base volontaria, di rimanere a istruire i colleghi spagnoli. Certamente, sapeva d’avere carta bianca anche per arruolarsi nel “Tercio”, la “Legión Extranjera Española” e ancora chiedere a tutti i suoi uomini di fare altrettanto, cosa che effettivamente avvenne. Il suo racconto [3]:

Mi reco a Melilla in auto e prendo contatto con le locali autorità militari spagnole. Nessuno ha ordini per noi. Faccio chiedere istruzioni telefonicamente a Tetuan. Il Generale Franco comunica che ha assoluto e urgente bisogno degli apparecchi per iniziare le operazioni. Mi informa sulla situazione generale. I nazionali dispongono di ben pochi piloti. Quasi tutto il personale di aviazione è rimasto dalla parte dei rossi, molti volontariamente, ma molti anche costretti. Le basi principali sono a Madrid, a Barcellona, a Los Alcazares, ad Albacete. Gli aviatori di sentimenti nazionali o sono stati uccisi o devono per forza far servizio per i rossi che tengono in ostaggio le loro famiglie. Che fare? Il Generale Franco ha bisogno dei nostri apparecchi subito. E chi li impiega se non rimaniamo noi? A Melilla è di sede la quarta bandera de "El Tercio"Decido di arruolarmi nella "Legione Straniera"in questo glorioso "El Tercio", magnifico corpo fondato dall'eroe nazionale Milan Astray. Lo Stato Maggiore di Melilla accoglie con entusiasmo la mia decisione. Ritorno a Nador e riunisco gli equipaggi. Metto il personale al corrente della situazione, comunico che mi sono arruolato nel "El Tercio" e invito a fare un passo avanti quelli che vogliono seguirmi volontariamente. Tutti indistintamente, senza la minima indecisione, aderiscono entusiasticamente al mio invito, fieri di dare la loro opera di fascisti alla causa nazionale spagnola.

Nacque così la cosiddetta “Aviacion de El Tercio”, comandata da Bonomi, che raggiunse, il 28 dicembre 1936, giorno del suo scioglimento, la forza di: un gruppo di S.81; un gruppo di Ro.37; quattro squadriglie di C.R.32; un gruppo spagnolo di Junkers; una squadriglia spagnola di Ro.37 (BASI a: Sevilla; Arenas de San Pedro; Cáceres – CAMPI a: Cordova; Granada; Navalmoral; tre a Talavera; due a Torrijos).


Dalle sue ceneri sorse l’”Aviazione Legionaria”, con a capo il Colonnello Vincenzo Velardi, che però, inizialmente incorporò solo quanto c’era di italiano, velivoli - piloti - specialisti, nell’Aviazione “tercista”, quindi: il gruppo di S.81, il gruppo di Ro.37 e le quattro squadriglie di C.R.32. Sarà in essa che qualche mese dopo Anacleto troverà posto. Vedremo come, ma prima è essenziale, scopriremo fra poche righe il perché, raccontare la battaglia di Guadalajara, cominciata l’8 marzo 1937.

Tale città era il punto di convergenza di importanti strade che dal nord e dal Mediterraneo si dirigevano verso Madrid, distante solamente 58 chilometri. Quindi, i Nazionalisti intendevano conquistarla per aprirsi la via proprio verso la capitale spagnola. Il peso principale dell’offensiva fu sopportato dal “Corpo Truppe Volontarie” (C.T.V.) italiano che, tuttavia, non riuscì a svellere le difese Repubblicane. Questa volta l’Aviazione Legionaria non influì positivamente, come in altre precedenti occasioni, sull’andamento della lotta. Le ragioni furono varie, ma una delle più importanti è che il numero dei suoi aerei era di molto inferiore a quello cui disponevano i Repubblicani che per giunta continuavano a riceverne dall’Unione Sovietica.

In seguito a tale insuccesso, il Generale Mario Roatta, Comandante del C.T.V., cominciò pressantemente a chiedere al Governo italiano “quanti più possibile apparecchi S.79 o B(R).20 e Ba.65” [4]. Tale richiesta venne esaudita. A condurli, sempre piloti e specialisti della Regia Aeronautica volontari.

Stavolta partì anche Anacleto, inquadrato nella 230a Squadriglia Bombardamento Terrestre (XXI Stormo - XXIV Gruppo) dell’Aviazione Legionaria [5]. L’8 giugno 1937 raggiunse Palma de Mallorca, quindi le piste di Sevilla-Tablada ed infine, il successivo giorno 18, quelle del campo di aviazione di Soria, cittadina a metà strada tra Valladolid e Zaragoza. Campo così disastrato che, complici le pessime condizioni atmosferiche, sia il decollo sia l’atterraggio degli aerei Nazionalisti ivi radunati per partecipare alla battaglia di Guadalajara, erano stati problematici. Ecco un altro motivo che influì sul negativo andamento di detto scontro.

Le missioni del 1937

Anacleto ebbe il suo battesimo del fuoco poco tempo dopo, il 1° luglio, quando partecipò al bombardamento di Cifuentes, cittadina a pochi chilometri da Guadalajara. Nei mesi a seguire decollò con il suo B.R.20, per missioni di guerra, praticamente ogni giorno. Poi, il 16 novembre, la sua Squadriglia si trasferì dal malridotto campo di Soria a quello, vicino ed assai migliore, di Tudela.

Le missioni di guerra compiute da Anacleto in Spagna durante il 1937, iscritte sul suo libretto di volo, furono tutte compiute sul B.R.20 e per comodità del lettore sono state elencate nella seguente tabella:
08.06
Guidonia (Montecelio)
Palma de Mallorca
Trasferimento
11.06
Palma de Mallorca
Sevilla
Trasferimento
18.06
Sevilla
Soria
Trasferimento
01.07
Soria
Soria
Bomb.to di Cifuentes
11.07
Soria
Soria
Bomb.to Valdemorillo
13.07
Soria
Soria
Bomb.to Galapagar
18.07
Soria
Soria
Bomb.to Villanueva de la Cañada
23.07
Soria
Soria
Bomb.to Villanueva de la Cañada
24.07
Soria
Soria
Bomb.to Villanueva de la Cañada
24.07
Soria
Soria
Bomb.to Valdemorillo
26.07
Soria
Soria
Bomb.to Villanueva de la Cañada
05.08
Soria
Soria
Bomb.to Stazione Gibaja (Santander)
15.08
Soria
Soria
Bomb.to Puerto del Escudo (Santander)
17.08
Soria
Soria
Bomb.to Stazione Ferr.ia Saron (Santander)
01.09
Soria
Soria
Bomb.to Truppe a Belchite (Aragón )
13.09
Soria
Soria
Bomb.to Truppe a est Canredondo
27.09
Soria
Soria
Bomb.to Truppe a Argente
28.09
Soria
Soria
Bomb.to Campo Aviazione Sariñena
18.10
Soria
Soria
Bomb.to Campo Aviazione Bujaraloz (Aragón )
18.10
Soria
Soria
Bomb.to Caspe (Aragón )
02.11
Soria
Soria
Bomb.to Bujaraloz (Aragón)
11.11
Soria
Soria
Bomb.to Caspe (Aragón )
16.11
Soria
Tudela
Trasferimento
05.12
Tudela
Tudela
Bomb.to Muniesa (Aragón)
10.12
Tudela
Tudela
Bomb.to Barbastro (Aragón) 
13.12
Tudela
Tudela
Bomb.to Bujaraloz (Aragón) 
19.12
Tudela
Tudela
Bomb.to Perales del Alfambra (Teruel)
26.12
Tudela
Tudela
Bomb.to Peralejos (Teruel). Violenta reazione antiaerea
27.12
Tudela
Tudela
Bomb.to Rubiales (Teruel). Reazione antiaerea
28.12
Tudela
Tudela
Bomb.to Villalba Baja (Teruel). Violenta reazione antiaerea
29.12
Tudela
Tudela
Bomb.to trincer.ti e batterie Celadas (Teruel). Violenta reazione antiaerea
30.12
Tudela
Tudela
Bomb.to El Muletón (Teruel). Violenta reazione antiaerea

Come dimostrato dalle località bombardate, la Squadriglia di Anacleto partecipò a quattro importanti battaglie che influirono profondamente sulla prima fase della guerra spagnola, ovvero:

-     la battaglia di Brunete (6 luglio÷24 luglio), scatenata dai Repubblicani al fine di interrompere, o almeno disturbare, l’azione Nazionalista sia su Santander sia verso il Nord della Spagna. I risultati non furono quelli voluti, in quanto Brunete venne sì espugnata ma fu presto riconquistata dai Nazionalisti;

-     la battaglia di Belchite (24 agosto÷7 settembre), sempre su iniziativa dei Repubblicani, con l’obiettivo: in primis di continuare a distogliere i Nazionalisti dall’avanzare verso il Nord della Spagna; in secundis d’aprirsi la strada verso Zaragoza, situata a pochi chilometri dietro le linee nemiche, che era il centro strategico per le comunicazioni di tutta la regione dell'Aragón di cui era il capoluogo. Seppur la vittoria arrise agli attaccanti, anche stavolta le conseguenze non furono appieno quelle sperate, poiché l’obiettivo di rompere definitivamente le linee nemiche circondanti Zaragoza non venne raggiunto.

-     la battaglia di Santander (14 agosto÷1° settembre), una delle più sanguinose di tutta la guerra civile, stavolta provocata dai Nazionalisti che, alla fine, riuscirono a sfondare al Nord, conquistando l’importante territorio della Cantabria. Ciò fu possibile anche grazie al sostanziale apporto dell’Aviazione Legionaria;

-     la battaglia di Teruel (15 dicembre 1937÷22 febbraio 1938), voluta dai Repubblicani allo scopo di impedire che i Nazionalisti avanzassero sull’importante regione della Catalogna, densa di industrie pesanti, nonché di distrarli dal solito obiettivo di prendersi Madrid. Alla fine, il successo arrise ai Nazionalisti, che così poterono avanzare proprio verso la Catalogna. Per tale motivo, oltre a quello delle ingenti perdite di uomini, mezzi e materiali subite dai Repubblicani, fu una delle battaglie fondamentali di tutto il conflitto. Anche stavolta il contributo dato dall’Aviazione Legionaria fu fondamentale.

In riconoscimento di tale incessante ed importante servizio, ad Anacleto fu concessa la prima decorazione al Valor Militare, la Croce di Guerra, con la seguente motivazione: “Volontario in missione di guerra per l’affermazione degli ideali fascisti, già distintosi in precedenza partecipava ad altre azioni belliche, riconfermando le sue qualità di combattente calmo e sprezzante del pericolo – Cielo di Spagna, giugno - dicembre 1937”.

Le missioni del 1938

Anche nel 1938, le missioni di guerra compiute da Anacleto in Spagna, sempre riportate sul suo libretto di volo, avvennero tutte sul bombardiere B.R.20. Pure stavolta, per comodità del lettore sono state elencate in una tabella analoga a quella precedente:

02.01
Tudela
Tudela
Bomb.to Tortajada (Teruel)
06.01
Tudela
Tudela
Bomb.to Strada fra Villalba Baja e Tortajada (Teruel)
11.01
Tudela
Tudela
Bomb.to Villastar (Teruel). Violenta reazione antiaerea
13.01
Tudela
Tudela
Bomb.to Fañanás (Huesca)
15.01
Tudela
Tudela
Bomb.to (località illeggibile). Violenta reazione antiaerea
17.01
Tudela
Tudela
Bomb.to Villalba Baja e Dintorni (Teruel). Violenta reazione antiaerea
17.01
Tudela
Tudela
Bomb.to El Muletón (Teruel). Violenta reazione antiaerea
21.01
Tudela
Tudela
Bomb.to Velillas (Huesca). Violenta reazione antiaerea
25.01
Tudela
Tudela
Bomb.to Sierra Palomera (Teruel)
21.02
Tudela
Tudela
Bomb.to Quota 1041 Est (località illeggibile) (Teruel). Violenta reazione antiaerea
09.03
Tudela
Tudela
Bomb.to Strada fra (località illeggibili)
11.03
Tudela
Tudela
Bomb.to Strada fra Muniesa e Alacón (Aragón)
13.03
Tudela
Tudela
Bomb.to Andorra (Aragón)
17.03
Tudela
Tudela
Bomb.to Torrecilla (Alcañiz). Avvistata caccia nemica
17.03
Tudela
Tudela
Bomb.to Fórnoles (Alcañiz)
18.03
Tudela
Tudela
Bomb.to Quota 595 Santa Barbara (Alcañiz)
19.03
Tudela
Tudela
Bomb.to Quota 595 Santa Barbara (Alcañiz)
20.03
Tudela
Tudela
Bomb.to Quota 595 Santa Barbara (Alcañiz)
20.03
Tudela
Tudela
Bomb.to (località illeggibile)
26.03
Tudela
Tudela
Bomb.to Torre del Compte (Alcañiz). Attacco da 4 caccia nemici del tipo “Rata”
27.03
Tudela
Tudela
Bomb.to Mas de Labrador (Alcañiz). Reazione antiaerea
29.03
Tudela
Tudela
Bomb.to Cañada del Verich (Aragón)
29.03
Tudela
Tudela
Bomb.to Maella (Caspe)
30.03
Tudela
Tudela
Bomb.to (località illeggibile)
30.03
Tudela
Tudela
Bomb.to e lancio manifestini Strada Gandesa (Cataluña)
31.03
Tudela
Tudela
Bomb.to Strada Caseres - Gandesa (Cataluña). Reazione antiaerea vivace e precisa
02.04
Tudela
Tudela
Bomb.to Trivio est Prat de Comte (Cataluña)
03.04
Tudela
Tudela
Bomb.to Strada fra Gandesa e El Pinell de Brai (Cataluña)
05.04
Tudela
Tudela
Bomb.to Xerta (Cataluña)
06.04
Tudela
Tudela
Bomb.to Alfara de Carles (Cataluña)
08.04
Tudela
Tudela

Bomb.to Strada fra Paüls e Xerta (Cataluña)

08.04
Tudela
Tudela
Bomb.to Zona Cimitero di Xerta (Cataluña). Reazione anitaerea
11.04
Tudela
Tudela
Bomb.to Strada fra Prat de Comte e Xerta (Cataluña). Violenta e precisa reazione antiaerea
12.04
Tudela
Tudela
Bomb.to Regués (Cataluña). Reazione antiaerea
15.04
Tudela
Tudela
Bomb.to Ponti Stradali di Tortosa (Cataluña). Individuata batteria antiaerea. Violenta reazione antiaerea
15.04
Tudela
Tudela
Bomb.to Ponti di Tortosa (Cataluña)
16.04
Tudela
Tudela
Bomb.to (località illeggibile)
19.04
Tudela
Tudela
Bomb.to di Tortosa e Dintorni (Cataluña)
01.05
Tudela
Tudela
Bomb.to mancato Accampamento (località illeggibile) (Teruel)

Le azioni aeree che impegnarono la Squadriglia di Anacleto, oltre a quelle relative alla già descritta battaglia di Teruel che proseguì fino al 22 febbraio 1938, riguardarono l’offensiva Nazionalista di Aragón (7 marzo÷19 aprile), la cui meta fu, dopo aver aperto un corridoio a sud dell’Ebro, quella di raggiungere il Mediterraneo. In tal modo la Catalogna sarebbe rimasta isolata dal resto della Repubblica, di conseguenza sarebbe diventata una facile preda. Regione che, è il caso di ripetere, faceva gola a Franco ed ai suoi per le industrie pesanti che la costellavano. L’attacco si sviluppò: prima con la conquista di Alcañiz; dopo di Caspe e Alcorisa; poi di Zaragoza e di Gandesa; infine di Tortosa. Pertanto, i Nazionalisti raggiunsero l’obiettivo voluto, ponendo al tempo stesso una forte ipoteca sulla vittoria finale.

Il tempo era maturo perché ad Anacleto fosse concessa una seconda decorazione al Valor Militare, stavolta di Bronzo. La motivazione fu: “Volontario in missione di guerra per l’affermazione degli ideali fascisti partecipava quale armiere mitragliere, a numerose azioni belliche, a bordo di apparecchio da bombardamento, dimostrando sprezzo del pericolo e valore – Cielo di Spagna, dicembre 1937- maggio 1938”.

Anche la neonata Spagna Franchista insignì Anacleto di prestigiose onorificenze: la “Medalla Militar”; la “Medalla de la Campaña”; la “Cruz Roja”.

La sua ultima missione spagnola avvenne il 1° maggio 1938, con il mancato bombardamento di un accampamento nella zona di Teruel. Le ore di volo di guerra che compì inquadrato nell’Aviazione Legionaria furono più di 133.

Dal cielo di Spagna a quello della Libia

Anacleto tornò in Italia, ma non per starci, infatti, fu trasferito all’Aeronautica della Libia. Dopo essersi imbarcato a Napoli il 25 luglio 1939, sbarcò tre giorni dopo a Bengasi per raggiungere, il Ferragosto successivo, l’Aeroporto di Castel Benito, situato ad una trentina di chilometri a sud di Tripoli, inquadrato nel 2° Stormo Caccia Terrestre (C.T.) - XIII Gruppo - 78a Squadriglia.

Proprio a Castel Benito, il 28 marzo 1940, in occasione del 28° Anniversario della Fondazione dell’Aeronautica, gli fu consegnata la M.B.V.M. meritata in Spagna. Ad appuntargliela sul petto, Italo Balbo, Quadrunviro del Fascismo diventato Governatore Generale della Libia, con in testa il caratteristico berretto dalla doppia greca da Maresciallo dell’Aria. Tale momento è immortalato in una delle fotografie che corredano questo articolo. Non possiamo non emozionarci vedendo, vicino a quello degli “Arditi d’Italia - Reparto di Tripoli”, il Labaro del “Nastro Azzurro - Sezione di Tripoli”. Il Generale che appare all’estrema sinistra della fotografia sembra proprio essere Alberto Briganti, Comandante dell’Aeronautica della Libia e amico di Balbo.

Il libretto di volo di Anacleto, relativamente al periodo libico annota pochissimi voli, per giunta su aerei destinati prevalentemente al trasporto (Savoia-Marchetti S.75; S.82; S.75). Il Foglio Matricolare, invece, fornisce maggiori informazioni. Le più salienti riguardano: il suo rientro in Patria, ove restò dall’aprile al novembre del 1941 (Aeroporti di Milano; Venegono (VA); Ciampino Nord); il ritorno, il 24 febbraio 1942, all’Aeroporto di Castel Benito.

Quando i britannici vinsero la seconda battaglia di El Alamein, combattuta fra la fine di ottobre ed i primi di novembre del 1942, i resti delle forze italo-tedesche furono costretti ad abbandonare, definitivamente, la Libia, sconfinando in Tunisia per salvarsi. Anacleto, in una testimonianza registrata, racconta di come avvenne il suo ripiegamento dall’Aeroporto di Tobruk, ove si trovava, alla città di Sfax. Non in volo, poiché “i nostri aerei Savoia Marchetti erano stati tutti distrutti dalle incursioni nemiche”. Bensì, insieme a una trentina di uomini affidatigli dal Comando: in una prima fase su un autobus; poi su un camion. Il viaggio, incredibilmente complicato nonché drammatico ed esilarante al tempo stesso, meriterebbe un racconto a parte. Basti sapere che alla fine tutti raggiunsero Sfax. Dal vicino Aeroporto di Gabès, Anacleto e pochi altri decollarono, l’ultimo giorno di gennaio 1943, su “un aereo con le ruote bucate e sistemato alla bell’e meglio” per atterrare, poche ore dopo, all’Aeroporto di Castelvetrano, rischiando fino all’ultimo in quanto, “in avvicinamento […] i nostri ci sparano addosso perché dovevamo segnalare l’arrivo del nostro aereo. Alla fine ci hanno riconosciuti permettendoci l’atterraggio. Cosa volevi segnalare se tutte le strumentazioni di bordo e anche la radio erano in disuso?”.

L’Armistizio dell’8 settembre sorprese Anacleto all’Aeroporto pisano di Metato. Per lui la guerra era finita.

Congedo dall’Aeronautica Militare

Il 2 agosto 1950, il Tenente Colonnello Paolo Zanini scrisse un “rapporto informativo relativo al maresciallo armiere NOVARESE” riguardante il lasso di tempo marzo-settembre del 1942. L’alto ufficiale, in tale periodo era stato Comandante della già citata 78a Squadriglia in cui Anacleto aveva prestato servizio. Eccone il contenuto:

Quale Comandante la 78a Squadriglia C.T. (2° Stormo C.T.) ho avuto alle mie dirette dipendenze il Maresciallo Novarese […]. Di aspetto distinto, ha maniere signorili ed è assai educato; serio, riservato. Capo-Armiere della Squadriglia ha dato ogni sua energia, instancabilmente, di giorno e di notte, per la cura, l’approntamento e la riparazione delle armi, la cui efficienza era gravemente compromessa dal continuo uso di esse, dai terreni sabbiosi dei campi e dalla scarsezza di materiale di ricambio e di personale specialista. Animato da nobili ed alti sentimenti non ha conosciuto riposo e, sempre, silenziosamente, con scrupolosa serietà e con raro attaccamento al dovere, ha saputo anche egregiamente assolvere i compiti che gli venivano affidati in ufficio e quelli della cura e del controllo del personale. In considerazione delle sue doti d’animo, di specialista e di militare, posso giudicare – in sintesi – il Maresciallo NOVARESE uno dei migliori sottufficiali dell’Arma.

Nessun Bronzo, nessuna Croce, né smalti, né nastrini, ma diamantine parole in grado di incidere profondamente il nome di Anacleto nella durissima pietra dell’Onore militare.

Anacleto diventò: il 16 settembre 1937 Sergente; il 1°ottobre 1938 Sergente Maggiore; il 1° maggio 1942 Maresciallo di 3a Classe. Mentre chiuse la carriera militare il 2 marzo 1953, data del Foglio di Congedo Illimitato, con il grado di Maresciallo di 2a Classe per poi essere, il 27 luglio 1973, collocato in congedo assoluto per raggiunti limiti d’età. Compirà il suo ultimo decollo verso l’azzurro del Cielo il 25 aprile 1997.

Conclusioni

Nel 1940, Anacleto sposò la sua Irene. Dall’unione nacquero cinque figli: Annamaria, Maria Luisa, Pier Giorgio, Chiara e Grazia. Pier Giorgio, stimato membro della Federazione di Asti del nostro Istituto, è purtroppo deceduto. Pochissimi giorni prima dell’infausta data, mi ha affidato, fornendo la necessaria documentazione, il compito di scrivere la storia militare del Padre. Spero d’aver degnamente adempiuto al compito, in modo da onorare, meritatamente, non solo un Eroe di Guerra, ma anche Pier Giorgio, Gentiluomo del tempo di pace.

Il Presidente della Federazione di Asti
Marco Montagnani



[1]    Ciò fu reso possibile perché nei pressi dell’Aeroporto venne requisita un'area di circa 250 ettari di brughiera che divenne poligono di tiro per l'addestramento al bombardamento.
[2]    Tutti i toponimi spagnoli sono stati, ove possibile, riportati nella lingua originale.
[4]    Pedriali Ferdinando, Guerra di Spagna e Aviazione Italiana, 2a ed., Roma, Ufficio Storico Aeronautica Militare Italiana, 1992, pag. 208.
[5]    Il 15 novembre 1937, tale Squadriglia cessò di far parte del XXIV Gruppo Bombardamento Terrestre e passò alle dipendenze del XXXV Gruppo Speciale, poi Gruppo autonomo dal luglio 1938.

mercoledì 2 settembre 2020

Grande Guerra. la Memoria. 1

ARCHIVIO
Progetto 2017/2
Raccolta dpocumenti


 

Cimiteri e Memoria

Friuli Venezia Giulia

di Alessia Biasiolo

 

Ossario-tempio di Timau, Paluzza (Udine)

L’ossario, inaugurato nel 1939,  raccoglie le spoglie di 1763 caduti, compresi 298 ignoti italiani e 65 ignoti austro-ungarici, riuniti in loco da cimiteri di guerra sparsi nella zona carnica, su iniziativa di don Titta Bulfon che volle per loro un luogo onorevole di sepoltura, utilizzando un antico santuario. Trova sepoltura nel Tempio anche la portatrice carnica Maria Plozner Mentil.


Cimitero degli Eroi di Valbruna, Malborghetto (Udine)
“Heldenfriedhof” in tedesco, il “Cimitero degli Eroi” venne costruito a gradoni in prossimità della seconda linea difensiva all’imbocco della Val Saisera sin dal 1916, per raccogliere i resti di soldati austro-ungarici caduti tra le cime delle Alpi Giulie. I comandi militari asburgici decisero di spostare in un unico cimitero le salme seppellite in vari piccoli cimiteri di guerra, tra cui i soldati che riuscirono a respingere l’attacco italiano al Piccolo Miezegnot nel luglio 1916, oltre a prigionieri russi che lavoravano nelle retrovie. La cappella di legno del cimitero venne costruita dalla 59esima Brigata di Montagna.

Tempio Ossario di S. Nicolò, Udine
Maestoso edificio sormontato da una cupola di 62 metri, completato nel 1940, raccoglie le salme di 21.874 (dei quali 16.214 noti e 5.660 ignoti) caduti della Grande Guerra provenienti dai cimiteri di guerra creati tra l’Isonzo e il Tagliamento, oltre a 344 caduti della seconda guerra mondiale. Eleganti colonne di marmo dividono il Tempio in tre navate con vani per i caduti, così come la cripta che comprende anche due grandi tombe collettive per gli ignoti, ricordati con la frase “Et nomen una cum sanguine pro Patria dedimus”, “Col sangue anche il nome dedicammo alla Patria”.

Cimitero militare britannico, Udine
Il camposanto sorge nel comune di Tavagnacco, sulla piana di Adegliacco, nella prima periferia di Udine, per volere della “Commonwealth War Graves Commission”. Vi riposano 415 militari del Commonwealth (precisamente provenienti da Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica), di cui 14 ignoti caduti durante il secondo conflitto mondiale. Lapidi uguali in marmo bianco recano i dati dei caduti e l’appartenenza al reparto.

Cimitero di guerra austro-ungarico, Palmanova (Udine)
Vi riposano i resti di 19.259 soldati provenienti soprattutto dalla zona di Gorizia, ricordati da lapidi uguali accanto a due fosse comuni per gli ignoti.

Cimitero militare di Aquileia (Udine)
Situato dietro al campanile della basilica cittadina, custodisce le spoglie dei primi 214 caduti italiani della prima guerra mondiale. Il camposanto è datato quindi 1915, caratterizzato da tombe individuali riconoscibili da croci in ferro e bronzo recanti il nome del milite e la fotografia, quando possibile. Tra le croci, l’arca in pietra tomba della Medaglia d’Oro al Valor Militare Giovanni Randaccio, maggiore del 77esimo fanteria, caduto a Fonti del Timavo nel 1917. Il cimitero venne rispettato dai nemici quando presero possesso dell’area, tuttavia ne scalpellarono la frase di Gabriele D’Annunzio, che il poeta aveva scritto dopo una visita al luogo sacro e che venne scolpita campeggiando sul cimitero dalla parete della basilica. Fu la prima sistemazione messa in atto una volta riconquistato il territorio patrio da parte degli italiani. Il cimitero racchiude in un sarcofago di pietra le salme dei dieci ignoti rimasti ad Aquileia dopo la scelta del Milite Ignoto da inviare a Roma, per seppellirlo nell’Altare della Patria. La scelta venne compiuta da Maria Bergamas, simbolo delle madri italiane che avevano perso i figli per la patria. La signora, morta a Trieste nel 1953, venne sepolta nel camposanto con l’epigrafe “Maria Bergamas per tutte le madri d’Italia”.

continua. il post sarà pubblicato in data 10 settembre 2020

martedì 1 settembre 2020

Prima Guerra Mondiale. ordinamento dell'Austria Ungheria. Altre Tipologie di Grandi Unità

ARCHIVIO



Altre tipologie di grandi unità

Balkanstreitkräfte, Kommando der, comando delle forze armate dei Balcani costituito nell’agosto del 1914 con la 5. e 6. Armee, comandato dal FZM. Oskar Potiorek fino al 27 dicembre dello stesso anno, quando fu destituito a causa della pesante sconfitta subita dalle sue armate e sostituito nell’incarico dal GdK. arciduca Eugenio fino al maggio del 1915.
Südwestfront, Kommando der, comando del fronte sud-ovest, ossia del fronte italiano, costituito il 27 maggio 1915 con sede a Marburg, l’attuale Maribor, e comandato dal GO. arciduca Eugenio, dal quale dipendevano in origine il Landesverteidigungskommando in Tirol, l’Alpenkorps tedesco, l’Armeegruppe GdK. Rohr, la 5 Armee e la circoscrizione del porto militare di Pola. Sciolto l’11 gennaio 1918.
Erzherzog Joseph Ferdinand, Heeresgruppe, gruppo d’esercito arciduca Giuseppe Ferdinando, comandato dal Gdl. arciduca Giuseppe Ferdinando, costituito sul fronte russo nell’estate del 1915 con la 1 e 4 Armee e il Gruppe Smekal.
Böhm-Ermolli, Heeresgruppe, gruppo d’esercito Böhm-Ermolli, costituito nel settembre del 1915 sul fronte russo, comandato dal GO. Eduard von Böhm-Ermolli e composto nel primo semestre del 1916 dalla 1 e 2 Armee.
Linsingen, Heeresgruppe, gruppo d’esercito Linsingen, costituito il 18 settembre 1915 sul fronte russo, comandato dal Gdl. prussiano Alexander von Linsingen e composto nel primo semestre del 1916 dalla 4 Armee, dal Korps Fath, e dal Kavalleriekorps Hauer austro-ungarici e dal Gruppe Gronau tedesco. Nel luglio dello stesso anno era composto, invece, dalla 1 e 4 Armee austro-ungariche, dall’Armeegruppe Marwitz, dal Gruppe Falkenhayn e dal X. Armeekorps tedeschi.
Mackensen, Heeresgruppe, gruppo d’esercito Mackensen, comandato dal GaFM August von Mackensen, costituito il 18 settembre 1915 sul fronte dei Balcani con la 3 Armee austro-ungarica, la Deutsche 11 Armee mista e la 1a armata bulgara; ricostituito il 28 agosto del 1916 sul fronte rumeno, composto inizialmente dalla 3a armata bulgara e dal Lll. Korps tedesco, cui fu aggiunta poi la Deutsche 9 Armee, nella quale erano incorporate anche unità austro-ungariche.
Erzherzog Eugen, Heeresgruppe, gruppo d’esercito arciduca Eugenio, costituito a Bolzano nel marzo del 1916 per la “Strafexpedition” contro la 1a Armata italiana, comandato dal GO. arciduca Eugenio e composto dall’11 e 3 Armee e dal Landesverteidigungskommando in Tirol.
Erzherzog Karl, Heeresgruppe, gruppo d’esercito arciduca Carlo, comandato dal GdK. arciduca ereditario Karl, costituito nell’agosto del 1916 sul fronte russo-rumeno e sciolto il 20 ottobre dello stesso anno.
Conrad, Heeresgruppe, gruppo d’esercito Conrad, costituito sul fronte del Tirolo il 1a marzo 1917, comandato dal FM. Franz Conrad von Hötzendorf e composto nell’autunno del 1917 dal Gruppe Erzherzog Peter Ferdinand e dalla 10 e 11 Armee. Sciolto nel luglio del 1918.
Boroević, Heeresgruppe, gruppo d’esercito Boro, costituito il 23 agosto 1917 sul fronte dell’Isonzo, comandato dal GO. Svetozar Boroević von Boina e composto dalla 1 e 2 Isonzo-Armee. Dall’inizio del 1918 era composto invece dall’Armeegruppe Belluno, la 6 Armee e l’Isonzo-Armee.
Erzherzog Joseph, Heeresgruppe, gruppo d’esercito arciduca Giuseppe, comandato dal GO. arciduca Giuseppe e composto dalla 10 e 11 Armee, costituito nel luglio del 1918 sul fronte italiano, in sostituzione dell’Heeresgruppe Conrad.
Kövess, Heeresgruppe, gruppo d’esercito Kövess, costituito nell’ottobre del 1918 sul fronte dei Balcani, comandato dal FM Hermann Kövess von Kövessháza e composto dall’11a armata tedesca, dall’Armeegruppe Albanien e dal Kommandierenden Generals in BHD.
Prinz Leopold von Bayern, fronte d’esercito principe Leopoldo di Baviera, costituito nell’agosto del 1916 sul fronte russo, composto nell’autunno dello stesso anno dall’Heeresgruppe Böhm-Armolli e Heeresgruppe Linsingen.
Erzherzog Karl, Heeresfront, fronte d’esercito arciduca Carlo, costituito il 20 ottobre del 1916 sul fronte russo-rumeno, comandato dal GdK. arciduca ereditario Karl e composto dalla 9 Armee tedesca, 1 e 7 Armee e Kavalleriekorps Brudermann austro-ungarici. Sciolto il 2 dicembre 1916.
Erzherzog Joseph, Heeresfront, fronte d’esercito arciduca Giuseppe, costituito il 2 dicembre 1916 sul fronte russo-rumeno, comandato dal GO. arciduca Giuseppe e composto dalla 1 e 7 Armee. Sciolto il 15 gennaio 1918.
Erzherzog Eugen, Heeresfront, fronte d’esercito arciduca Eugenio, costituito nell’autunno del 1917 sul fronte italiano con la Deutsche 14 Armee e l’Heeresgruppe Boroević, e comandato dal FM. arciduca Eugenio.
Kövess, Heeresfront, fronte d’esercito Kövess, comandato dal FM. Hermann Kövess von Kövessháza, costituito il 16 gennaio 1918 sul fronte russo e sciolto il 5 aprile dello stesso anno.

Divisioni e Brigate

Per queste unità, data la complessità dell’ordinamento si rinvia al volume citato in nota, che riporta il quadro completo e le variazioni intervenute guerra durante[1]