APPROFONDIMENTI
Massimo Coltrinari
L'ipotesi di costituzione di due gruppi di combattimento "Cremona " e "Friuli"
Nel mese di giugno 1944 si intensificarono i contatti anche ad alto livello. La situazione per gli Alleati era migliorata. Il fronte di Cassino era stato sfondato e Roma raggiunta il 4 giugno. Due giorni dopo era iniziato lo sbarco in Normandia, aprendo quel II fronte tanto auspicato. Ormai il fronte italiano aveva perso la sua importanza strategica e tutte le priorità erano per il fronte francese. Gli Alleati, pur non ammettendolo, speravano di arrivare a Berlino entro l’anno 1944 e così porre fine alla guerra in Europa. Interessante notare che, in una riunione a Caserta, il nostro Sottocapo di S.M generale, gen. Infante, prospettò al Capo di S.M. gen. Harding, il braccio destro e la mente pensante del gen Alexander, la eventualità di poter sostituire le unità marocchine, che non si erano ben comportate all’indomani dello sfondamento del fronte di Cassino nei confronti della popolazione italiana, con unità combattenti italiane, che in gran parte erano pronte. In sostanza, Infante faceva presente che nel breve volgere di un paio di mesi una o due divisioni italiane potevano entrare in linea.
Tutte le operazioni propedeutiche per la costituzione di nuove unità combattenti italiane erano state fatte e la pressione delle autorità politico-militare era costante. Si giunse, quindi, alla data del 23 luglio 1944, che può essere considerata come la data di costituzione di quelle unità combattenti che furono poi denominate “Gruppi di Combattimenti”. In una riunione presso la Commissione Alleata di Controllo (A.C.C.) a cui parteciparono da parte italiana il Capo di Stato Maggiore del SMRE, gen. Paolo Berardi, assistito da numerosi ufficiali e il gen. Browning, capo della Commissione Alleata di Controllo, anche lui assistito da numerosi ufficiali, gli Alleati annunciarono che avrebbero permesso la costituzione di “due gruppi di combattimento italiani con armamento inglese”.
Browning fu esplicito: era stato richiesto, alle autorità superiori, tutto il materiale per dotare i due gruppi di combattimenti, i quali non dovevano essere equipaggiati con materiali, armi ed equipaggiamenti, italiani, una novità assoluta. A richiesta di Browning, fu chiesto a Berardi un elenco delle divisioni italiane che potevano fornire uomini alla costituzione dei predetti gruppi di combattimento. Furono indicate le seguenti divisioni “Cremona”, “Friuli”, “Piceno”, “Mantova”, “Bari”, “Granatieri” in ordine decrescente. Ovviamente i due gruppi di combattimento sarebbero stati formati dalla “Cremona” e dalla “Friuli”.
In questa riunione emersero due elementi di novità: il primo, che gli Alleati avrebbero fornito armi ed equipaggiamenti, sollevando quindi la parte italiana da questa incombenza che dimostrava, nella sostanza, un accredito di credibilità; il secondo che, data la situazione, gli Allati stessi avevano bisogno del contributo italiano, almeno su questo fronte. Infatti, era in corso di progettazione l’operazione Anvil, lo sbarco nella Francia meridionale, il cui nerbo fondamentale era stato individuato nel Corpo di Spedizione Francese, che quindi doveva lasciare l’Italia. Queste forze sarebbero state sostituite da unità italiane, riprendendo una idea già prospettata dalle nostre autorità militari. Fu quindi una necessità da parte Alleata, la richiesta di maggiore contributo dell’Italia in termini di unità combattenti. A cui l’Italia rispose positivamente.
Alla luce di questo cambio di atteggiamento da parte Alleata, cambiò anche il nostro atteggiamento: non più reiterate richieste di potenziare le forze esistenti, in sostanza aumento dell’organico delle forze operanti, ovvero del Corpo Italiano di Liberazione, ma sostanzialmente creazione ex novo di unità combattenti, che avrebbe dato un profilo superiore a tutto il contributo italiano alla guerra. Questo stava a significare che per il Corpo Italiano di Liberazione, che proprio in quei giorni si era coperto di gloria, come abbiamo visto, a Filottrano ed aver dato un apporto sostanziale alla presa del porto di Ancona, i giorni della sua esistenza come unità combattente erano contati.
Il lavoro di preparazione per la creazione dei gruppi di combattimento fu articolato in tre comparti:
- costituzione organica del Gruppo di Combattimento
- tattica conseguente alla costituzione organica
- addestramento
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