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A RICORDO DEL PRIMO FATTO D’ARMI DELLA GUERRA DI LIBERAZIONE
Ten. Art. Pe. Sergio Benedetto Sabetta
Versi composti il giorno di Natale del 1943, dal Ten. Luigi Colombo.
MONTE LUNGO
La nebbia triste e dolce di Natale
dal cuor s’esala della buona terra
al ritmo d’una nenia pastorale …
Io penso al nostro Cimiter di guerra
lassù, tra i rovi dei reticolati,
alle falde sanguigne dei roccioni
riarse dalle vampe dei cannoni,
dove tanti, i migliori, son restati …
O Monte Lungo, Golgota del Fante !
quando, nel vespro bigio dicembrino,
gonfi gli occhi di lacrime non piante,
silenziosi scendemmo, a capo chino
dell’armi e della gloria sotto il peso,
volgendo il viso a quel candor di croci,
sommesse in una le Lor note voci
parlare al cuore di noi vivi ho inteso.
Dissero i Morti: “Voi che tornerete,
dopo gli abbracci i baci ed i saluti
dopo gli incontri e le sorprese liete,
ditelo agli altri come siam caduti !
ditelo come, quel fatal mattino,
sempre più avanti, sempre più lontano,
il cuor gettando con le bombe a mano,
puri movemmo a beffa del destino.
Dite: e mostrate, a chi non vuol sapere
o a chi vi domandasse: - Perché mai,
or che la Patria non ha più bandiere ? –
le bandiere di Cederle e di Gay.
Perché ! ? – l’insulto e la domanda insani
dilaniano più ancor delle granate
le ossa e le carni nostre martoriate
che componeste con pietose mani.
Posta militare 155 Natale 1943
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