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mercoledì 16 settembre 2026

Poesia per Montelungo.

 ARCHIVIO

A RICORDO DEL PRIMO FATTO D’ARMI DELLA GUERRA DI LIBERAZIONE

Ten. Art. Pe. Sergio Benedetto Sabetta



Versi composti il giorno di Natale del 1943, dal Ten. Luigi Colombo.

MONTE LUNGO

La nebbia triste e dolce di Natale

dal cuor s’esala della buona terra

al ritmo d’una nenia pastorale …

Io penso al nostro Cimiter di guerra



lassù, tra i rovi dei reticolati,

alle falde sanguigne dei roccioni

riarse dalle vampe dei cannoni,

dove tanti, i migliori, son restati …



O Monte Lungo, Golgota del Fante !

quando, nel vespro bigio dicembrino,

gonfi gli occhi di lacrime non piante,

silenziosi scendemmo, a capo chino



dell’armi e della gloria sotto il peso,

volgendo il viso a quel candor di croci,

sommesse in una le Lor note voci

parlare al cuore di noi vivi ho inteso.



Dissero i Morti: “Voi che tornerete,

dopo gli abbracci i baci ed i saluti

dopo gli incontri e le sorprese liete,

ditelo agli altri come siam caduti !



ditelo come, quel fatal mattino,

sempre più avanti, sempre più lontano,

il cuor gettando con le bombe a mano,

puri movemmo a beffa del destino.



Dite: e mostrate, a chi non vuol sapere

o a chi vi domandasse: - Perché mai,

or che la Patria non ha più bandiere ? –

le bandiere di Cederle e di Gay.



  • Perché ! ? – l’insulto e la domanda insani

dilaniano più ancor delle granate

le ossa e le carni nostre martoriate

che componeste con pietose mani.



Posta militare 155 Natale 1943




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