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venerdì 10 luglio 2026

Progetto 2024/2 Valore Militare alle Fosse Ardeatine. Ten . PS Maurizio Giglio

 ARCHIVIO

Maurizio GIGLIO

(Parigi, 20 dicembre 1920 – Roma, 24 marzo 1944) 

 


Figlio di Armando e Anna Isnard trascorre l’infanzia e la prima adolescenza tra la Francia e Roma, dove frequenta il ginnasio, il liceo “Terenzio Mamiani”, conseguendo la laurea in giurisprudenza a soli 21 anni e distinguendosi per un’intensa attività sportiva.

Il padre nel corso del primo Conflitto Mondiale, quale Capitano di fanteria, era stato decorato con una Medaglia d'Argento al Valor Militare perché ferito in Francia. Al termine della guerra entra nei ruoli dei Funzionari di Pubblica Sicurezza, portandolo nel corso della carriera ad assumere la dirigenza della III Zona OVRA e la Questura di Bologna.

Nel 1939 è ammesso alla frequenza dei Corsi per Allievi Ufficiali di Complemento e con l’ingresso dell’Italia nel Secondo Conflitto Mondiale, dopo aver preso parte alla campagna contro la Francia del giugno 1940 chiede e ottiene di partire volontariamente per la Grecia.

Nel corso di questa campagna quale Ufficiale del III Battaglione del 42° Reggimento Fanteria “Modena”, inquadrato nell’omonima Divisione di Fanteria (37a) si distingue per coraggio e ardimento meritando, a brevissima distanza di tempo:

-      il 14 dicembre 1940 sulle Pendici occidentali di Monte Spat una Croce di Guerra al Valor Militare in quanto “Nel corso di un aspro combattimento contro forze nemiche soverchianti, era di esempio ai propri dipendenti per ardimento e sprezzo del pericolo. Durante l'azione, accortosi che il nemico diminuiva la sua pressione in seguito alle perdite subite, lo contrattaccava decisamente a bombe a mano, ponendolo in fuga.”

-     il 30 dicembre 1940 a Kurvelesc una Medaglia di Bronzo al Valor Militare per aver condotto “… un reparto di volontari del suo Battaglione eseguiva un colpo di mano su importante postazione nemica. Ferito continuava nel suo compito senza allontanarsi dal suo reparto fino ad operazione compiuta.”,

Giglio viene anche proposto per ulteriori ricompense al Valor Militare e per il passaggio in servizio permanente.

Comandato a Torino nella Commissione Armistiziale con la Francia con sede a Torino, rimanendovi fino al gennaio del 1943, e dove otteneva la promozione a Tenente. Giglio ritenendosi insoddisfatto dell’inattività delle mansioni a cui è sottoposto, chiede di essere trasferito ad un reparto operativo venendo assegnato all'81° Reggimento Fanteria “Torino”, rientrato dalla campagna di Russia e stanziato a Roma.

Al momento della notizia dell’armistizio pur essendo cresciuto nel culto dell'ideologia e della mistica fascista, con il padre appartenente all'OVRA, rompe nettamente con il passato rimanendo fedel al giuramento di Soldato e di Ufficiale. Il 9 settembre del 1943 raccoglie a sé alcuni soldati del Reggimento e li conduce al combattimento contro i tedeschi a Porta San Paolo; evita poi che le armi in dotazione al reparto possano finire in mano ai nazisti.

Dopo la resa della capitale ai tedeschi il 17 settembre abbandona Roma e attraversa le linee nei pressi di Benevento dove giunge il 4 ottobre consegnandosi a delle pattuglie statunitensi e ricongiungendosi con gli elementi del Regio Esercito rimasti fedeli a Vittorio Emanuele III.

Il 7 ottobre arriva si trasferì a Napoli per presentarsi al comando della 5ª Armata USA comunicando di avere importanti notizie sui movimenti delle truppe tedesche osservate durante viaggio effettuato da Roma verso sud.

Nel capoluogo campano Giglio è indirizzato all' OSS (Office of Strategic Services), che gli chiede di divenire un proprio agente informativo a Roma ed arruolarsi nel corpo di polizia della Repubblica Sociale, non prima però di aver informato le autorità governative italiane a Bari. Dopo il rientro a Napoli, Giglio, munito di cifrari e di apparati ricetrasmittenti, è accompagnato in automobile nei pressi dell'altopiano del Matese, da dove, dopo aver passato ancora una volta le linee, raggiungerà Roma con altri elementi volontari italiani ingaggiati dai servizi informativi statunitensi.

Raggiunta la capitale il 28 ottobre del 1943 Giglio si espone a gravi rischi riuscendo per ben due volte a sottrarsi alla cattura dei nazifascisti riuscendo a salvare anche le apparecchiature ricetrasmittenti. Per poter svolgere l’incarico in tranquillità durante le ore in cui è attivo il coprifuoco e non suscitare sospetti nelle polizie nazifasciste, Giglio si arruola nella Polizia Ausiliaria Repubblicana con il grado di Sottotenente Ausiliario. In questo periodo stringe contatti con gli esponenti dei partiti antifascisti e con il FMC di Cordero di Montezemolo.

Assunto il nome di battaglia di “Cervo” conduce le attività del Servizio Informazioni Radio Vittoria, una stazione radio clandestina installata su di un barcone ancorato nei pressi di Castel Sant’Angelo con la complicità del proprietario. Qui Giglio provvedeva ad inviare agli Alleati messaggi in codice concernenti operazioni da condurre oltre le linee tedesche, fornire informazioni sugli spostamenti delle forze della Werhmacht e ricevere ogni informazione utile per dare ospitalità a spie, sabotatori e rifornimenti di armi da dare alla Resistenza.

A questo si aggiungeva un’altra importante missione affidata a Giglio consistente nell’organizzare nella zona di Grosseto delle basi da dove esponenti militari e politici antifascisti avrebbero potuto raggiungere a bordo di unità navali alleate, le zone dell’Italia libera dal giogo nazifascista

Il giorno antecedente allo sbarco alleato di Anzio, avvenuto tra il 21 e il 22 gennaio 1944, Giglio accoglie a Roma il Maggiore Peter Tompkins, agente e plenipotenziario dell'OSS in Italia ospitandolo anche nella sua abitazione ed instaurando una stretta collaborazione, che si intensifica in particolar modo durante la stagnazione delle operazioni statunitensi sul fronte di Nettuno.

Il 4 febbraio 1944 Giglio, durante un servizio alla Basilica di San Paolo “Fuori le Mura” è fermato dalla polizia italiana mentre è intento a fotografare l’arresto effettuato dai tedeschi e dagli italiani ai danni di alcuni antifascisti; l’intervento del padre sul questore Caruso porta al suo rilascio, anche se cominciano a montare sospetti sulla sua fedeltà al regime fascista.

Il 16 marzo 1944 viene arrestato l’operatore radio Enzo Bonocore che sottoposto ad interrogatorio tradisce Giglio, il quale, il giorno successivo avuta notizia dell’arresto del collaboratore, insieme al proprio attendente Scottu mentre stanno recuperando l’apparato ricetrasmittente dal barcone ancorato nel Tevere, cadono in un’imboscata tesagli dagli uomini di Caruso e della banda del criminale fascista Pietro Koch. Trasferiti immediatamente alla Pensione Oltremare, sede della “Banda Koch”, dove vengono sottoposti ad estenuanti interrogatori. Giglio resosi conto che è impossibile negare il suo coinvolgimento nella Resistenza si assume ogni responsabilità per evitare che qualche esponente del movimento clandestino possa essere coinvolto. Ma ciò non basta in quanto gli aguzzini agli ordini di Koch cercano con sevizie e torture di far rivelare a Giglio nomi e le località dove si erano nascosti gli appartenenti al movimento di Resistenza. Il suo compagno Scottu testimonierà nel dopoguerra al Processo Koch le sevizie e torture a cui fu sottoposto Giglio nei sei giorni di permanenza alla Pensione Oltremare. Tompkins pianificherà anche un blitz per liberare Giglio dalla prigione, tentativo che rimarrà inattuato.

Nella notte del 23 marzo Giglio subisce un ultimo interrogatorio e all’indomani mattina impossibiliato a reggersi in piedi, viene condotto a Regina Coeli e da qui viene trasportato su una barella alle Fosse ardeatine per essere giustiziato.

Gli sarà concessa la Medaglia d’oro al Valor Militare (alla “memoria”).

Riposa nel sacello n. 150 del Mausoleo delle Fosse Ardeatine.

Fonti URL consultate il 20 e il 30 dicembre 2025

https://www.anpi.it/biografia/maurizio-giglio

https://gnosis.aisi.gov.it/Gnosis/Rivista39.nsf/ServNavig/12

https://it.insideover.com/spionaggio/in-ricordo-di-maurizio-giglio-nome-in-codice-cervo.html

https://www.poliziadistato.it/statics/50/maurizio-giglio.pdf

www.treccani.it

 


 

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