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mercoledì 8 luglio 2026

Progetto 2024/2 Il Valore Militare alle Fosse Ardeatine. Roberto Lordi

 ARCHIVIO 

( a cura di GIOVANNI RICCARDO BALELLI)

Roberto LORDI

(Napoli, 11 aprile 1894– Roma, 24 marzo 1944)


 

Dopo il diploma conseguito al Collegio Militare di Napoli (Nunziatella) è ammesso alla frequenza della Regia Accademia per le Armi di Artiglieria e Genio di Torino, uscendone nel gennaio del 1916 con il grado di Sottotenente di Artiglieria e venendo assegnato al 2° Reggimento Artiglieria da Montagna impiegato in zona di guerra.

Dopo aver presentato domanda nel Corpo Aeronautico Militare a maggio 1916 è assegnato quale Ufficiale Osservatore alla 29a Squadriglia, passando a settembre 1917 nella 113ª Squadriglia.

In questo periodo Lordi viene decorato con una Medaglia d’Argento al Valor Militare per aver effettuato “…lunghe e difficili ricognizioni ed osservazioni di tiri d’artiglieria, sfidando il fuoco delle batterie antiaeree e gli apparecchi da caccia nemici, che spesso colpirono e danneggiarono gravemente il suo apparecchio senza però riuscire a smuoverlo dal proprio mandato. Insistendo con accanimento sull’obiettivo indicatogli e volando spesso a bassa quota condusse sempre a termine, brillantemente, gli importanti compiti affidatigli portando ogni volta dai suoi voli utilissime notizie.”

Divenuto pilota, dopo aver frequentato il corso di pilotaggio al Campo Scuola Aerea di Cascina Costa di Samarate, transita il 6 luglio 1918 quale Tenente pilota nell’89ª Squadriglia meritando una Croce di Guerra al valor Militare in quanto “…sapeva col proprio esempio, trascinare i propri dipendenti a compiere arditi e lontani bombardamenti e mitragliamenti in condizioni atmosferiche avverse.”

Al termine del Primo Conflitto Mondiale è destinato all’Aviazione della Tripolitania fino al 1919 quando rientra in Italia e destinato al Comando Aeronautica di Roma e poi al 2º Raggruppamento Aeroplani da Bombardamento.

Laureatosi in ingegneria aeronautica al Politecnico di Torino e, promosso capitano il 31 marzo 1923, il 10 settembre 1923 è assegnato al 1° Stormo Aeroplani da Bombardamento di Milano. Il 16 ottobre 1923 transita dal Regio Esercito nella Regia Aeronautica. Nel maggio 1924, è assegnato al 13° Stormo Aeroplani da Bombardamento e il 4 novembre 1926 è promosso Maggiore. Dal 15 dicembre 1927, è a capo della Divisione Operazioni dell’Ufficio di Stato Maggiore Ciampino Sud e nel novembre 1928 è promosso Tenente Colonnello.

Inviato in Libia il 22 aprile 1929 quale Comandante dell’Aviazione della Cirenaica ha modo di distinguersi per coraggio e ardimento meritando a giugno del 1930 una seconda Medaglia d’Argento al Valor Militare per essere « venuto a conoscenza che un apparecchio in ricognizione aveva atterrato fuori campo in regione pericolosa e lontana dai centri abitati capottando e causando gravi ferite all’osservatore, non esitava ad affrontare, mentre sopraggiungeva la notte, il rischio di un atterraggio difficile per terreno accidentato e condizioni atmosferiche avverse, pur di assicurare il trasporto in volo del ferito all’ospedale, dimostrando alto senso di altruismo ed esemplari doti di Comandante.”

È promosso pertanto Colonnello per merito di guerra il 17 luglio 1931.

Nel corso del suo servizio in Libia ha modo di partecipare, quale pilota, al primo lancio collettivo di paracadutisti effettuato nel 19127 da reparti libici a Castel Benito e al raid Roma-Torino-Londra.

Nel settembre del 1933, Roberto Lordi è inviato in Cina a capo di una missione militare per assistere la formazione della RoCAF (Republic of China Air Force), grazie agli accordi politici stabiliti da Galeazzo Ciano, genero di Mussolini. La sua competenza aeronautica e lealtà conquistarono la fiducia del generalissimo Chiang Kai-shek, che lo nominò suo consigliere personale. Divenuto Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Cinese il 18 maggio 1934, Lordi si concentra sulla riorganizzazione del settore aeronautico e ottiene l'approvazione per la creazione di una fabbrica italiana di aerei a Nanchang, scalzando la concorrenza americana e tedesca.

Promosso Generale di Brigata Aerea nel marzo del 1935, Lordi riesce ad assicurarsi importanti contratti per forniture di aerei e armamenti per l'industria italiana. Tuttavia, i suoi sforzi sono fortemente ostacolati dalla gestione superficiale del regime e dalle case costruttrici. In seguito, entra in conflitto con il nuovo ambasciatore italiano in Cina e con l'Addetto Aeronautico, specificatamente riguardo alla vendita di materiale al governo di Canton. Al riguardo invia a Mussolini un telegramma denunciando l'avidità e l'incapacità di alcuni funzionari. Le sue critiche suscitarono invidia tra le alte sfere politiche e militari, portandolo a subire conseguenze negative.

Richiamato in Italia nell'agosto del 1935 con la scusa di relazionare sull'andamento della missione, Lordi è inizialmente arrestato e successivamente internato in una clinica. Accusato di irregolarità amministrative pretestuose, è messo a riposo d'autorità per limiti di età a soli 42 anni, nonostante i tentativi coraggiosi di ricorso al Consiglio di Stato nel 1937 e 1938, tutti respinti nel 1939.

Fino al 1942, Lordi è sorvegliato dall’OVRA e confinato presso la sua abitazione a Genzano di Roma, vietandogli di espatriare o di mantenere contatti con il governo cinese. Le richieste ufficiali di Chiang Kai-shek a Mussolini per riavere Lordi al suo fianco sono ignorate, soprattutto a causa del crescente avvicinamento del regime fascista al Giappone.

Lordi non potendo tornare mai più in Cina, lascia così un vuoto nella missione aeronautica. Silvio Scaroni lo sostituisce come capo della Missione Aeronautica, ma deve affrontare l'ostilità di Chiang Kai-shek, infastidito dal richiamo del suo fidato consigliere. L’eredità di Lordi in Cina rimane segnata dai contrasti con il regime fascista e dalle sue idee mutate riguardo al fascismo stesso. La sua storia rappresenta un caso complesso di interazione tra interessi militari italiani e cinesi durante un periodo cruciale della storia.

Impossibilitato a rientrare in servizio nella Regia Aeronautica Lordi trova impiego grazie al conte Ernesto Stacchini quale dirigente dell’omonimo Polverificio Stacchini in via Cavour a Roma.

All’armistizio dell’8 settembre 1943, benché sofferente di cuore, accorre con il suo fucile da caccia a Porta San Paolo per combattere i tedeschi.

Successivamente si prodiga nel movimento di resistenza organizzando proprie spese con l’amico Sabato Marcelli Castaldi la banda partigiana “Fulvi”, forte di più di 500 uomini e altre bande armate nei Monti Prenestini e di Alatri, sottraendo notevoli quantità di esplosivo nel polverificio dove è direttore passandolo alle bande della resistenza romana ed ospitando nella sua villa di Genzano militati sbandati, ricercati politici e ebrei ricercati dalle SS. Provvede poi ad installare alcune radio trasmittenti clandestine in varie località della città di Roma, con le quali invia importanti informazioni agli alleati inerenti alla topografia e alla presenze di unità tedesche nelle zone di Fregene e Anzio.

Quando il 7 gennaio 1944 i tedeschi insospettiti dalla sottrazione dell’esplosivo arrestano il proprietario del polverificio, Lordi si presenta volontariamente al comando tedesco assumendosi la responsabilità e scagionando chi gli aveva dato un lavoro pochi anni prima.

Recluso nella cella n. 4 del carcere di via Tasso Lordi essendo cardiopatico e conscio del destino che lo attende, richiede la visita del cardiologo che lo ha in cura Giovanni Borromeo, appartenente alla Resistenza e che per la sua opera di salvataggio degli ebrei sarà dichiarato Giusto tra le Nazioni. Il medico custodiva nei sotterranei dell’ospedale Fatebenefratelli di Roma dove lavorava, una delle radio clandestine consegnategli da Lordi. La visita autorizzata dai nazisti avviene il 12 febbraio 1944, ma durante il finto check up medico Lordi temendo che sotto tortura potesse cedere, chiese al Borromeo esponente della Resistenza, chiede al medico di imparare un elenco di nomi, in modo che fossero avvertiti e si potessero nascondere, nel caso ancora non gli fosse nota la notizia del suo arresto.

Al momento della sua uccisione, secondo quanto riportato nel 1948 da Kappler al processo, Lordi muore gridando “Viva l’Italia!”.

Con il Decreto Legge del 15 febbraio 1945 gli sarà concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare (alla “memoria”).

Riposa al sacello n. 91 del Mausoleo delle Fosse Ardeatine.

Fonti URL consultate il 9 dicembre 2025

https://www.anpi.it/biografia/roberto-lordi

https://www.combattentiliberazione.it/m-o-v-m-dall8-settembre-1943/movm-regione-lazio/lordi-roberto

https://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/

https://profilbaru.com/it/Roberto_Lordi

https://www.mausoleofosseardeatine.it

 


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