ARCHIVIO
( a cura di GIOVANNI RICCARDO BALELLI)
Roberto LORDI
(Napoli, 11 aprile 1894– Roma, 24 marzo 1944)
Dopo
il diploma conseguito al Collegio Militare di Napoli (Nunziatella)
è ammesso alla frequenza della Regia Accademia per le Armi di Artiglieria e Genio
di Torino, uscendone nel gennaio del 1916 con il grado di Sottotenente di
Artiglieria e venendo assegnato al 2° Reggimento Artiglieria da Montagna
impiegato in zona di guerra.
Dopo
aver presentato domanda nel Corpo Aeronautico Militare a maggio 1916 è assegnato
quale Ufficiale Osservatore alla 29a Squadriglia, passando a
settembre 1917 nella 113ª Squadriglia.
In
questo periodo Lordi viene decorato con una Medaglia d’Argento al Valor
Militare per aver effettuato “…lunghe e difficili ricognizioni ed
osservazioni di tiri d’artiglieria, sfidando il fuoco delle batterie antiaeree
e gli apparecchi da caccia nemici, che spesso colpirono e danneggiarono
gravemente il suo apparecchio senza però riuscire a smuoverlo dal proprio
mandato. Insistendo con accanimento sull’obiettivo indicatogli e volando spesso
a bassa quota condusse sempre a termine, brillantemente, gli importanti compiti
affidatigli portando ogni volta dai suoi voli utilissime notizie.”
Divenuto
pilota, dopo aver frequentato il corso di pilotaggio al Campo Scuola Aerea
di Cascina Costa di Samarate, transita il 6 luglio 1918 quale Tenente pilota nell’89ª
Squadriglia meritando una Croce di Guerra al valor Militare in
quanto “…sapeva col proprio esempio, trascinare i propri dipendenti a
compiere arditi e lontani bombardamenti e mitragliamenti in condizioni
atmosferiche avverse.”
Al
termine del Primo Conflitto Mondiale è destinato all’Aviazione della
Tripolitania fino al 1919 quando rientra in Italia e destinato al Comando
Aeronautica di Roma e poi al 2º Raggruppamento Aeroplani da Bombardamento.
Laureatosi
in ingegneria aeronautica al Politecnico di Torino e, promosso capitano
il 31 marzo 1923, il 10 settembre 1923 è assegnato al 1° Stormo Aeroplani da
Bombardamento di Milano. Il 16 ottobre 1923 transita dal Regio Esercito nella
Regia Aeronautica. Nel maggio 1924, è assegnato al 13° Stormo Aeroplani da Bombardamento
e il 4 novembre 1926 è promosso Maggiore. Dal 15 dicembre 1927, è a capo della Divisione
Operazioni dell’Ufficio di Stato Maggiore Ciampino Sud e nel novembre 1928
è promosso Tenente Colonnello.
Inviato
in Libia il 22 aprile 1929 quale Comandante dell’Aviazione della Cirenaica ha
modo di distinguersi per coraggio e ardimento meritando a giugno del 1930 una
seconda Medaglia d’Argento al Valor Militare per essere « venuto a
conoscenza che un apparecchio in ricognizione aveva atterrato fuori campo in
regione pericolosa e lontana dai centri abitati capottando e causando gravi
ferite all’osservatore, non esitava ad affrontare, mentre sopraggiungeva la
notte, il rischio di un atterraggio difficile per terreno accidentato e
condizioni atmosferiche avverse, pur di assicurare il trasporto in volo del
ferito all’ospedale, dimostrando alto senso di altruismo ed esemplari doti di
Comandante.”
È
promosso pertanto Colonnello per merito di guerra il 17 luglio 1931.
Nel
corso del suo servizio in Libia ha modo di partecipare, quale pilota, al primo
lancio collettivo di paracadutisti effettuato nel 19127 da reparti libici a
Castel Benito e al raid Roma-Torino-Londra.
Nel
settembre del 1933, Roberto Lordi è inviato in Cina a capo di una missione
militare per assistere la formazione della RoCAF (Republic of China Air
Force), grazie agli accordi politici stabiliti da Galeazzo Ciano, genero di
Mussolini. La sua competenza aeronautica e lealtà conquistarono la fiducia del
generalissimo Chiang Kai-shek, che lo nominò suo consigliere personale.
Divenuto Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Cinese il 18 maggio
1934, Lordi si concentra sulla riorganizzazione del settore aeronautico e
ottiene l'approvazione per la creazione di una fabbrica italiana di aerei a
Nanchang, scalzando la concorrenza americana e tedesca.
Promosso
Generale di Brigata Aerea nel marzo del 1935, Lordi riesce ad
assicurarsi importanti contratti per forniture di aerei e armamenti per
l'industria italiana. Tuttavia, i suoi sforzi sono fortemente ostacolati dalla
gestione superficiale del regime e dalle case costruttrici. In seguito, entra
in conflitto con il nuovo ambasciatore italiano in Cina e con l'Addetto
Aeronautico, specificatamente riguardo alla vendita di materiale al governo
di Canton. Al riguardo invia a Mussolini un telegramma denunciando l'avidità e
l'incapacità di alcuni funzionari. Le sue critiche suscitarono invidia tra le
alte sfere politiche e militari, portandolo a subire conseguenze negative.
Richiamato
in Italia nell'agosto del 1935 con la scusa di relazionare sull'andamento della
missione, Lordi è inizialmente arrestato e successivamente internato in una
clinica. Accusato di irregolarità amministrative pretestuose, è messo a riposo
d'autorità per limiti di età a soli 42 anni, nonostante i tentativi coraggiosi
di ricorso al Consiglio di Stato nel 1937 e 1938, tutti respinti nel 1939.
Fino
al 1942, Lordi è sorvegliato dall’OVRA e confinato presso la sua
abitazione a Genzano di Roma, vietandogli di espatriare o di mantenere contatti
con il governo cinese. Le richieste ufficiali di Chiang Kai-shek a Mussolini
per riavere Lordi al suo fianco sono ignorate, soprattutto a causa del
crescente avvicinamento del regime fascista al Giappone.
Lordi
non potendo tornare mai più in Cina, lascia così un vuoto nella missione
aeronautica. Silvio Scaroni lo sostituisce come capo della Missione
Aeronautica, ma deve affrontare l'ostilità di Chiang Kai-shek, infastidito dal
richiamo del suo fidato consigliere. L’eredità di Lordi in Cina rimane segnata
dai contrasti con il regime fascista e dalle sue idee mutate riguardo al
fascismo stesso. La sua storia rappresenta un caso complesso di interazione tra
interessi militari italiani e cinesi durante un periodo cruciale della storia.
Impossibilitato
a rientrare in servizio nella Regia Aeronautica Lordi trova impiego grazie
al conte Ernesto Stacchini quale dirigente dell’omonimo Polverificio Stacchini
in via Cavour a Roma.
All’armistizio
dell’8 settembre 1943, benché sofferente di cuore, accorre con il suo fucile da
caccia a Porta San Paolo per combattere i tedeschi.
Successivamente
si prodiga nel movimento di resistenza organizzando proprie spese con l’amico Sabato
Marcelli Castaldi la banda partigiana “Fulvi”, forte di più
di 500 uomini e altre bande armate nei Monti Prenestini e di Alatri, sottraendo
notevoli quantità di esplosivo nel polverificio dove è direttore passandolo
alle bande della resistenza romana ed ospitando nella sua villa di Genzano militati
sbandati, ricercati politici e ebrei ricercati dalle SS. Provvede poi ad
installare alcune radio trasmittenti clandestine in varie località della città
di Roma, con le quali invia importanti informazioni agli alleati inerenti alla
topografia e alla presenze di unità tedesche nelle zone di Fregene e Anzio.
Quando
il 7 gennaio 1944 i tedeschi insospettiti dalla sottrazione dell’esplosivo
arrestano il proprietario del polverificio, Lordi si presenta volontariamente
al comando tedesco assumendosi la responsabilità e scagionando chi gli aveva
dato un lavoro pochi anni prima.
Recluso
nella cella n. 4 del carcere di via Tasso Lordi essendo cardiopatico e conscio
del destino che lo attende, richiede la visita del cardiologo che lo ha in cura
Giovanni Borromeo, appartenente alla Resistenza e che per la sua opera
di salvataggio degli ebrei sarà dichiarato Giusto tra le Nazioni. Il
medico custodiva nei sotterranei dell’ospedale Fatebenefratelli di Roma dove
lavorava, una delle radio clandestine consegnategli da Lordi. La visita
autorizzata dai nazisti avviene il 12 febbraio 1944, ma durante il finto check
up medico Lordi temendo che sotto tortura potesse cedere, chiese al Borromeo
esponente della Resistenza, chiede al medico di imparare un elenco di nomi, in
modo che fossero avvertiti e si potessero nascondere, nel caso ancora non gli
fosse nota la notizia del suo arresto.
Al
momento della sua uccisione, secondo quanto riportato nel 1948 da Kappler al processo,
Lordi muore gridando “Viva l’Italia!”.
Con
il Decreto Legge del 15 febbraio 1945 gli sarà concessa la Medaglia d’Oro al
Valor Militare (alla “memoria”).
Riposa al sacello n. 91 del Mausoleo delle Fosse
Ardeatine.
Fonti
URL consultate il 9 dicembre 2025
https://www.anpi.it/biografia/roberto-lordi
https://www.combattentiliberazione.it/m-o-v-m-dall8-settembre-1943/movm-regione-lazio/lordi-roberto
https://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/
https://profilbaru.com/it/Roberto_Lordi
https://www.mausoleofosseardeatine.it

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