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lunedì 9 ottobre 2017

Padre Giovanni Minozzi e Padre Giovanni Semeria

APPROFONDIMENTI

I RAPPORTI
DI PADRE GIOVANNI MINOZZI E PADRE GIOVANNI SEMERIA
CON I CAPPELLANI MILITARI E I PRETI SOLDATI*

Massimo Squillaci

«Io avevo notato, fin dal principio della guerra, un distacco netto tra i Cappellani e i loro confratelli in sacerdozio rimasti semplici preti e adibiti a servizi umili, non di rado assai bassi e faticosi»[1].
Anche Padre Giovanni Minozzi, pertanto, aveva avvertito subito la delicata situazione in cui si trovavano i Preti soldati rispetto ai Cappellani militari. Questi ultimi erano dei graduati e per lo più, tranne non poche eccezioni, non vivevano le vicende belliche in prima linea; mentre i Preti soldati erano a contatto diretto con gli altri militi e ne condividevano pericoli e disagi. Se questo da una parte fece nascere un maggior senso di solidarietà[2], rispetto a quello che i soldati provavano per i Cappellani, dall’altra, però, la parità di grado comportava che spesso non venissero trattati con molto rispetto da parte degli altri commilitoni, specialmente da quelli privi di sentimenti religiosi.
Ed il sacerdote abruzzese, tra i vari compiti che si prefisse di raggiungere nella sua permanenza al fronte, vi fu anche quello di sollecitare la più larga solidarietà e collaborazione tra coloro che in definitiva erano «confratelli in sacerdozio». Perché, come più volte ebbe a dire, il fine ultimo era quello dell’assistenza spirituale, morale e materiale ai soldati e, pertanto, non potevano ammettersi dissidi e incomprensioni tra coloro che a questa santa cura dovevano dedicarsi.

* Si riporta una anteprima del saggio di Massimo Squillaci, che sarà pubblicato sul prossimo numero dei "Quaderni"


[1] Giovanni Minozzi, Ricordi di guerra, Tipografia Orfanotrofio Maschile, Amatrice 1956, vol. 1, pag. 626.
[2] «Si tenga […] presente che molti preti-soldati […] erano di estrazione popolare, spesso contadina come buona parte dell’esercito, e anche semianalfabeti, al pari di tanti semplici soldati» (Roberto Morozzo della Rocca, La fede e la guerra. Cappellani militari e preti soldati 1915, 1919, Gaspari Editore 2015, pag. 95, dal quale sono tratte diverse citazioni del presente articolo).

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