ARCHIVIO
( a cura di Giovanni Riccardo Baldelli)
Tenente Colonnello dell’Arma dei Carabinieri Reali (Servizio Informazioni Militari)
Dardano FENULLI
(Reggio Emilia, 3 agosto 1889 – Roma, 24 marzo 1944)
Nel 1906 si arruola volontario nel Regio Esercito nel Reggimento
"Lancieri di Milano" e venendo ammesso nel 1910, col grado di
sergente maggiore, alla Scuola Militare di Modena venendo promosso nel
maggio del 1912 quale Sottotenente di Cavalleria. Nello stesso anno il padre
Saverio muore nel corso di un combattimento a Derna in Libia, durante la guerra
italo-turca, venendo decorato nell’occasione con la Medaglia d'Argento al
Valor Militare alla Memoria.
Nel 1913 è assegnato al Reggimento “Cavalleggeri di
Lucca” ed inviato in Tripolitania dove rimane fino all’anno successivo.
Nel corso della Prima Guerra Mondiale prende parte a
diverse azioni di combattimento meritando due Encomi Solenni, anche se
dal luglio del 1916 esce dall’arma di appartenenza per essere
assegnato al 13° Reggimento Artiglieria da campo. Dopo che nel 1917 ha perso il fratello minore Saverio, al termine
del conflitto fa ritorno all’arma di cavalleria e, promosso Capitano, passa al Reggimento
“Nizza Cavalleria”.
Divenuto Tenente Colonnello nel 1934, passa al Reggimento
“Cavalleggeri di Saluzzo”, prendendo parte alle operazioni in Africa Orientale
quale capo della base intendenza di Euda Jesus e, terminato il ciclo operativo,
è assegnato all'Intendenza di Asmara come Capo dell'Ufficio di Stato
Maggiore.
Durante il periodo trascorso in Africa
Orientale ha modo, quale comandante di Reparti del Regio Corpo Truppe
Coloniali, di far valere le proprie capacità, nel corso delle operazioni di
polizia coloniali volte a stroncare la resistenza etiope, meritando una Medaglia
d'Argento al Valor Militare: “Durante un lungo ciclo operativo, al
comando di tre battaglioni coloniali e due gruppi di squadroni costituiva un formidabile
sbarramento su di una importante via di comunicazione, impedendo ad agguerrite
formazioni di ribelli di attraversare la zona affidata alla sua sorveglianza e
di sfuggire alla pressione delle altre colonne operanti. Si portava più volte,
alla testa di aliquote delle sue truppe laddove il nemico tenacemente inseguito
tentava il passaggio, riuscendo ad arrestarlo ed a volgerlo in fuga dopo
avergli inflitto sanguinose perdite. Magnifica tempra di soldato e di
combattente sagace ed ardito”.
Il suo impegno in colonia a dicembre del 1939 gli vale
una Promozione per Merito di Guerra quale: “Ufficiale Superiore di
provata capacità professionale ed esperienza, di vaste risorse, di alto valore.
In tre successivi cicli operativi di grande polizia coloniale, annientava
agguerrite formazioni nemiche, alla testa di colonne costituite da reparti di
fanteria, cavalleria e artiglieria”.
Designato quale comandante del Reggimento Lancieri
"Vittorio Emanuele II" prende parte alle operazioni d’invasione
della Jugoslavia e al ciclo operativo conseguente all’occupazione del
territorio bosniaco. Ad aprile del 1943 è nominato Generale di Brigata
assumendo l’incarico di Vicecomandante e Comandante della V Brigata Corazzata della
135a Divisione Cavalleria Corazzata "Ariete" (o Divisione
Corazzata “Ariete II”).
Il giorno seguente alla notizia dell’armistizio la Divisione
“Ariete II, schierata a Nord Ovest di Roma, contrasta con fermezza i
tentativi tedeschi di raggiungere Roma. Il 10 settembre, in un clima di
confusione generato dall’abbandono della capitale da parte del re e mentre sono
in corso trattative con i tedeschi, Fenulli si pone alla testa di alcune
compagnie per fornire supporto al 1° Reggimento "Granatieri di
Sardegna", nella zona Porta San Paolo e Ardeatina contro l’azione
offensiva portata da elementi della 2. Fallschirmjäger-Division. Quando
l'operazione è ancora in atto e sta portando al successo degli italiani, che
avevano neutralizzato alcuni nuclei germanici, giunta la notizia dell’accordo
raggiunto con i tedeschi, il comandante della Divisione Raffaele Cadorna fa
rientrare i reparti alle basi di partenza.
Dopo lo scioglimento della Divisione, avvenuto il 12
settembre 1943, Fenulli entra in clandestinità divenendo uno dei primi
organizzatori del FMC e prendendo parte a diverse operazioni. Ospitato,
a sua insaputa, a casa di una spia che lo denuncia ai tedeschi, viene da questi
arrestato a gennaio del 1944 e condotto a Via Tasso. Interrogato personalmente
da Kappler e sottoposto a torture e a sevizie, sopporta stoicamente senza
rivelare alcun particolare che possa nuocere all’organizzazione del FMC.
Inserito nell’elenco dei prigionieri da fucilare per rappresaglia all’attentato
di Via Rasella, termina, coraggiosamente, la sua vita di soldato al servizio
dell’Italia il 24 marzo 1944.
Gli sarà concessa con Decreto
Luogotenenziale del 5 giugno 1946 la Medaglia d’oro al Valor Militare
(alla “memoria”).
Riposa al
sacello n. 41 del Mausoleo delle Fosse Ardeatine.
Fonti
URL consultate il 19 dicembre 2025
https://www.anacgenova.it/FattiStorici/DardanoFenulli.pdf
https://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/
https://www.regioesercito.it/pages/divcor135.html
https://www.mausoleofosseardeatine.it

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