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sabato 20 giugno 2026

Progetto 2024/1 Valore Militare alle Fosse Ardeatine. MOVM Dardano Fenulli

 ARCHIVIO
( a cura di Giovanni Riccardo Baldelli)



Tenente Colonnello dell’Arma dei Carabinieri Reali (Servizio Informazioni Militari)

Dardano FENULLI

(Reggio Emilia, 3 agosto 1889 – Roma, 24 marzo 1944)

 

Nel 1906 si arruola volontario nel Regio Esercito nel Reggimento "Lancieri di Milano" e venendo ammesso nel 1910, col grado di sergente maggiore, alla Scuola Militare di Modena venendo promosso nel maggio del 1912 quale Sottotenente di Cavalleria. Nello stesso anno il padre Saverio muore nel corso di un combattimento a Derna in Libia, durante la guerra italo-turca, venendo decorato nell’occasione con la Medaglia d'Argento al Valor Militare alla Memoria.

Nel 1913 è assegnato al Reggimento “Cavalleggeri di Lucca” ed inviato in Tripolitania dove rimane fino all’anno successivo.

Nel corso della Prima Guerra Mondiale prende parte a diverse azioni di combattimento meritando due Encomi Solenni, anche se dal luglio del 1916 esce dall’arma di appartenenza per essere assegnato al 13° Reggimento Artiglieria da campo. Dopo che nel 1917 ha perso il fratello minore Saverio, al termine del conflitto fa ritorno all’arma di cavalleria e, promosso Capitano, passa al Reggimento “Nizza Cavalleria”.

Divenuto Tenente Colonnello nel 1934, passa al Reggimento “Cavalleggeri di Saluzzo”, prendendo parte alle operazioni in Africa Orientale quale capo della base intendenza di Euda Jesus e, terminato il ciclo operativo, è assegnato all'Intendenza di Asmara come Capo dell'Ufficio di Stato Maggiore.

Durante il periodo trascorso in Africa Orientale ha modo, quale comandante di Reparti del Regio Corpo Truppe Coloniali, di far valere le proprie capacità, nel corso delle operazioni di polizia coloniali volte a stroncare la resistenza etiope, meritando una Medaglia d'Argento al Valor Militare: “Durante un lungo ciclo operativo, al comando di tre battaglioni coloniali e due gruppi di squadroni costituiva un formidabile sbarramento su di una importante via di comunicazione, impedendo ad agguerrite formazioni di ribelli di attraversare la zona affidata alla sua sorveglianza e di sfuggire alla pressione delle altre colonne operanti. Si portava più volte, alla testa di aliquote delle sue truppe laddove il nemico tenacemente inseguito tentava il passaggio, riuscendo ad arrestarlo ed a volgerlo in fuga dopo avergli inflitto sanguinose perdite. Magnifica tempra di soldato e di combattente sagace ed ardito”.

Il suo impegno in colonia a dicembre del 1939 gli vale una Promozione per Merito di Guerra quale: “Ufficiale Superiore di provata capacità professionale ed esperienza, di vaste risorse, di alto valore. In tre successivi cicli operativi di grande polizia coloniale, annientava agguerrite formazioni nemiche, alla testa di colonne costituite da reparti di fanteria, cavalleria e artiglieria”.

Designato quale comandante del Reggimento Lancieri "Vittorio Emanuele II" prende parte alle operazioni d’invasione della Jugoslavia e al ciclo operativo conseguente all’occupazione del territorio bosniaco. Ad aprile del 1943 è nominato Generale di Brigata assumendo l’incarico di Vicecomandante e Comandante della V Brigata Corazzata della 135a Divisione Cavalleria Corazzata "Ariete" (o Divisione Corazzata “Ariete II”).

Il giorno seguente alla notizia dell’armistizio la Divisione “Ariete II, schierata a Nord Ovest di Roma, contrasta con fermezza i tentativi tedeschi di raggiungere Roma. Il 10 settembre, in un clima di confusione generato dall’abbandono della capitale da parte del re e mentre sono in corso trattative con i tedeschi, Fenulli si pone alla testa di alcune compagnie per fornire supporto al 1° Reggimento "Granatieri di Sardegna", nella zona Porta San Paolo e Ardeatina contro l’azione offensiva portata da elementi della 2. Fallschirmjäger-Division. Quando l'operazione è ancora in atto e sta portando al successo degli italiani, che avevano neutralizzato alcuni nuclei germanici, giunta la notizia dell’accordo raggiunto con i tedeschi, il comandante della Divisione Raffaele Cadorna fa rientrare i reparti alle basi di partenza.

Dopo lo scioglimento della Divisione, avvenuto il 12 settembre 1943, Fenulli entra in clandestinità divenendo uno dei primi organizzatori del FMC e prendendo parte a diverse operazioni. Ospitato, a sua insaputa, a casa di una spia che lo denuncia ai tedeschi, viene da questi arrestato a gennaio del 1944 e condotto a Via Tasso. Interrogato personalmente da Kappler e sottoposto a torture e a sevizie, sopporta stoicamente senza rivelare alcun particolare che possa nuocere all’organizzazione del FMC. Inserito nell’elenco dei prigionieri da fucilare per rappresaglia all’attentato di Via Rasella, termina, coraggiosamente, la sua vita di soldato al servizio dell’Italia il 24 marzo 1944.

Gli sarà concessa con Decreto Luogotenenziale del 5 giugno 1946 la Medaglia d’oro al Valor Militare (alla “memoria”).

Riposa al sacello n. 41 del Mausoleo delle Fosse Ardeatine.

Fonti URL consultate il 19 dicembre 2025

https://www.anacgenova.it/FattiStorici/DardanoFenulli.pdf

https://www.combattentiliberazione.it/m-o-v-m-dall8-settembre-1943/movm-regione-lazio/fenulli-dardano

https://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/

https://www.regioesercito.it/pages/divcor135.html

https://www.roma8settembre1943.it/i-personaggi/i-personaggi-di-parte-italiana/gen-brig-dardano-fenulli/

https://www.mausoleofosseardeatine.it


 


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