DIBATTITI
Prof. Sergio Benedetto Sabetta
E’ stato osservato che vi è attualmente in atto la tendenza a sostituire l’immagine di Dio con l’A.I., la tecnologia che sostituisce la Fede come nuova religione secondo una visione che passa dal Transumanesimo al Postumanesimo e Antiumanesimo, fino ad un nuovo materialismo, ognuna di queste correnti è a sua volta distinta in ulteriori filoni, come il Transumanesimo che si suddivide in Libertario, che promuove il libero mercato, Democratico, che sostiene la parità di accesso ai poteri tecnologici, ed Estropianesimo, ottimismo in un progresso perpetuo.
Il Transumanesimo allargando i concetti di razionalità, progresso e ottimismo si pone quale ulteriore estensione della razionalità dell’Illuminismo, finendo per essere definito come “ultra-umanesimo”, ad esso si contrappone il Postumanesimo che vuole superare quello che in Occidente è stata descritta simbolicamente come la “Grande Catena dell’Essere”, dove la vita e la materia sono rappresentate come una struttura gerarchica con in cima Dio, in un sogno libertario assoluto.
Entrambe le correnti condividono tuttavia la nozione di tecnogenesi, quale smantellamento dei rigidi confini tra organismo e macchina, tra la tecnologia e l’essere, nel Postumanesimo si supera tuttavia il primato umano senza creare altri primati, rifiutando il centralismo rigido a favore di centralità mutevoli e pluraliste, il primato umano viene pertanto superato senza sostituirlo con quello delle macchine, rimane comunque la necessità di una identità pena il dissolversi dell’Io, questo presuppone una relazione che potrà essere conflittuale o collaborativa.
Anche nel più radicale concetto di “mind uploading”, detto “emulazione cerebrale completa”, in cui vi è un ipotetico processo di trasferimento della mente cosciente dal biologico al non biologico del digitale, resta la problematica dell’aspetto predatorio insito nella specie umana, che diventa prevalente in alcuni individui i quali nel supere una certa percentuale vengono a distruggere il tessuto collaborativo, prevalendo per imitazione a seguito del loro successo sociale.
Vi è inoltre il problema nel Postumanesimo del rifiuto della dicotomia natura/cultura con una eccessiva astrazione, come osservato nel Nuovo Materialismo, anche se con l’aspetto relazionale emerge la necessità di valorizzare l’ecosistema essendone l’umano parte, come già osservato in varie culture compresa quella classica, infatti in ogni civiltà nel ricavare nuove informazioni vanno perdute quelle precedenti, finché nel recuperarle diventano nuove. (I. Velikovsky, Mankind in Amnesia, New York, 1982).
I limiti dell’A.I. è la performance, la necessità di ricorrere l’efficienza di per sé, una volta che si è disegnata la struttura questa si evolve autonomamente, si scoprono così le sue possibilità che diventano capacità politiche, ne deriva una possibile strategia che l’A.I. pianifica senza etica, dove l’estrema ratio diventa elemento usuale della politica ma senza la prevedibilità dell’esito.
I rischi riguardano la verità, il lavoro e la libertà, ossia la democrazia, il rischio è quindi sostanzialmente di ridurre l’umanità alla sola efficienza sotto un potere transnazionale anonimo, un neo - feudalesimo in cui i privati surclassano lo Stato con il passaggio da una economia industriale ad una economia finanziarizzata, ossia una tecnocrazia finanziaria fondata sull’A.I. che nel sostituire l’umano crea una nuova Torre di Babele eretta sull’arroganza e la superbia.
Vi è pertanto la necessità di elaborare una nuova responsabilizzazione che deve peraltro essere imposta dall’esterno, da contropoteri, a causa dell’impossibilità di operare dall’interno per la pressione concorrenziale.
I pericoli si possono vedere nelle attuali guerre che secondo il metodo dell’efficienza per logica digitale diventano “guerre selvatiche”, con obiettivi apparentemente definiti che tuttavia vanno per esaurimento, mediante una serie di tregue, non potendo fermare la marea montante del gelido mondo informatico questo va infiltrato eticamente, ecco il nuovo campo di umanizzazione evangelica che la Chiesa propone mediante l’enciclica “Magnifica Humanitas”.
Infatti non è il solo mondo che cambia ma stiamo cambiando noi, l’algoritmo procede autonomamente così che le macchine ci guidano autonome, ma l’automaticità tecnica può portare alla guerra automatica, in assenza di una morale condivisa si tenta di normare tutto ma non essendovi una condivisione etica tutto rimane piuttosto vago, infatti se il centro del sistema va in crisi questa si espande, come dimostra un sondaggio negli USA dove un cittadino su tre è depresso e sette su dieci non crede più nel sogno Americano.
Le attuali guerre hanno riposto al centro dell’attenzione l’importanza statuale nelle dinamiche economiche e politiche globali, occorre tuttavia evitare che il potere tecnico diventi un potere politico con la gestione dei dati raccolti, mediante l’A.I. si ha un controllo assoluto, nasce il problema di tracciare i dati raccolti per individuarne la provenienza.
Dobbiamo considerare che l’umano fiorisce entro il limite e non superando qualsiasi limite perché si rischia di diventare autoreferenti, si deve quindi superare il concetto assoluto di performance nel desiderio di eliminare le differenze, questo in favore di un raffronto equilibrato.
La digitalizzazione rischia di indebolire la soggettività individuale con la parcellizzazione e precarizzazione del lavoro, come la dissoluzione delle grandi ideologie ha indebolito la soggettività dei corpi intermedi, la finanziarizzazione e il neo-feudalesimo a loro volta hanno indebolito Stato e Costituzione, erodendo la certezza del diritto, mentre i processi comunicativi digitali se non disciplinati possono produrre un autismo linguistico.
Nella necessità di dare un’etica all’A.I. non si deve supporre l’esistere di una sua possibile coscienza, essa non possiede un riflesso del sé, non agisce riflettendo sul contesto secondo una priorità di valori, ne deriva la necessità che vengano imposte delle regole etiche dall’esterno che, come già detto, non possono essere date dall’interno causa anche le pressioni commerciali e concorrenziali.
BIBLIOGRAFIA
F. Ferrando, Postumanesimo, transumanesimo, antiumanesimo, meta umanesimo e nuovo materialismo. Relazioni e differenze, Riv. di filosofia “Lo Sguardo”, n. 24/2017 (II);
M. Luciani, Il mondo vuoto. L’ordine sociale nel crepuscolo del soggetto, Laterza 2026;
O.Roy, L’appiattimento del mondo: La crisi della cultura e il dominio della norma, Feltrinelli 2024.
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