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Il blog è espressione del Centro Studi sul Valore Militare - Ce.S.Va.M.- istituito il 25 settembre 2014 dal Consiglio Nazionale dell'Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valore Militare.Lo scopo del CEsVAM è quello di promuovere studi sul Valore Militare.E' anche la continuazione on line della Rivista "Quaderni" del Nastro Azzurro. Il Blog è curato dal Direttore del CEsVAN, Gen. Dott. Massimo Coltrinari (direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org)
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mercoledì 31 dicembre 2025
martedì 30 dicembre 2025
Editoriale Dicembre 2025
Editoriale.
Dicembre porta una bella notizia: sembra che in questo mese i contatti per "Valore Militare" siano oltre gli 8000. Un dato estremamente significativo. Nel primo semestre del 2025 si sono avuti oltre 58.000 contatti in sei mesi, con i mesi di maggio e giugno veramente anomali con oltre 19.000 contatti mensili. Nel II semestre 2025, in sei mesi, 28.000. La media mensile è di circa 7000 contatti, un dato lusinghiero.
Questo significa che il CESVAM - Centro Studi sul Valore Militare assolve la sua funzione di diffusione oltre l'orizzonte associativo in modo accettabile.
Dati da tenere presenti e verificarli nel prossimi mesi con monitoraggio costante. Per il momento se ne prende atto
Massimo Coltrinari
lunedì 29 dicembre 2025
domenica 28 dicembre 2025
sabato 27 dicembre 2025
giovedì 25 dicembre 2025
mercoledì 24 dicembre 2025
martedì 23 dicembre 2025
Corpo di Spedizione Francese in Italia. Il Comandante
lunedì 22 dicembre 2025
La consistenza dell'apporto del Regio Esercito alla Campagna d'Italia al marzo 1944
DIBATTITI
Massimo Coltrinari
La situazione generale a fine marzo 1944 dell’apporto delle forze armate italiane alla campagna degli Alleati in Italia ci viene data da un documento 1 che il “il 23 marzo 1944 la MMIA indirizzò al generale Berardi, e per conoscenza al maresciallo Messe, al ministro della Guerra generale Orlando, al generale Mason-MacFarlane, come capo della ACC, ed al Comando del XV Gruppo di Armate alleate, in cui si stabiliva la consistenza e l'impiego dell'Esercito italiano, fino al previsto raggiungimento della linea Pisa-Rimini.
Al documento erano unite cinque tabelle, contrassegnate da A ad E, nelle quali si indicavano nell'ordine: i vari contingenti delle forze italiane anche in relazione alla loro dipendenza; gli organici consentiti per la organizzazione centrale (Comando Supremo, Ministero della Guerra, Stato Maggiore dell'Esercito, Guardia Reale, I Gruppo Guide, Accademia militare); idem per i distretti, depositi e campi di transito (denominati unità statiche); idem per i servizi delle nostre unità; idem per i Carabinieri e la Guardia di Finanza.”2
In totale il contributo che il Regio Esercito era chiamato a dare era di 377.070 uomini gtra combattenti e non combattenti, esclusi i Carabinieri e la Guardia di Finanza.
Merita di essere indicata la tabella A, che da un quadro
esaustivo del contributo chiesto al Governo del Sud.
Unitàcombattente 14.100 uomini
UnitàdipendentidalloStatoMaggioreR. Esercito
a) nel territorio continentale:
Comando LI Corpo d'Armata
divisione "Mantova"
divisione "Piceno"
altro Comando di Corpo d'Armata
tre divisioni difesa contraerea Calabria
b) in Sicilia:
un Comando di Corpo d'Armata
51.100 uomini divisione "Sabauda"
una divisione (da trasferire dalla Sardegna) 20.300 uomini
c) in Sardegna:
un comando di Corpo d'Armata
tre divisioni difesa contraerea 32.300 uomini
- Unità dipendenti dal Comando del XV Gruppo di Armate alleate
. già impiegate
. da impiegare
. controllo traffico 185.400 uomini
- Personale in unità miste 1.000 uomini
- Amministrazione:
Organizzazione centrale
unità statiche
servizi 42.870 uomini
- Carabinieri e Guardia di Finanza 30.000 uomini
Il totale generale dei contingenti riportati nella
tabella sud-detta assommava a 377.070 uomini.
Il generale
Duchesne accennava ad alcune questioni, come La possibile contrazione
del personale dei distretti, e la trasformazione dei Comandi del IX e
XXXI Corpo d'Armata in Comandi Territoriali. Ma soprattutto invitava
il generale Berardi a rargli conoscere in tempi brevi il suo punto di
vista in merito al prospettato ordinamento del nostro Esercito, sì
da poterne informare a sua volta il generale Mason-MacFarlane, capo
della ACC.3
Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Gen. Berardi,
diede riscontro immediato a questa richiesta alleata sottolieneando
che per la prima volta si affrontava in modo preciso la suddivisione
delle forze italiane atte a dare un contributo concreto alla lotta
alla Germania. Sottolineava, peraltro, che le forze di immediato
impego in combattimento avrebbero dovuto ammontare a 20750 uomini,
cifra che si riteneva necessaria per svolere i compiti assegnati.
Avanzava altre indicazioni ed osservazioni, tutte tendenti ad
aumentare in primoluogo le forze combattenti, e in generale l’apporto
italiano.
Ai nostri fini interessa sottolineare il dato che, alla vigilia dell’azione su Monte Marrone, i nostro vertici militari continuavano la loro opera incessante per una partecipazione più massiccia alla campagna d’Italia degli alleati, cercando di avere il maggior numero di forze combattenti, rispetto all’apporto chiesto e dato di forze destinate alla logistica. In pratica l’apporto dato in termini di forze combatteti/forze logistiche era di 4 soldati combattenti contro 96 impiegati nel settore logistico. Chiara ed evidente l’intensione alleata, sopratutto britannica, di non voler far partecipare alle operazioni forze italiane combattenti al fine di evitare, al momento della vittoria, presese dell’Italia che era e doveva rimanere un paese sconfitto.
1Sottocommissione per l’Esercito ACC Comando Principale (MMIA) Lequile (Lecce), G(6/1/35 Segreto. Oggetto Disposizioni Esercito Italiano. Gen. b. G.C.Duchesne, 6 aprile 1944.
2Loi S., I rapporti fra Alleati ed Italiani nella Cobelligerenza, Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, Roma, 1986, pag. 80
3Ibidem, pag. 81DIBATTITI
domenica 21 dicembre 2025
Brigata Partigiana "Maiella" Il Comandante
DIBATTITI
sabato 20 dicembre 2025
LA LOGISTICA ALLEATA NELLA CAMPAGNA D' ITALIA 1943 -1945 I Parte
DIBATTITI
Le Salmerie da Combattimento nel Regio Esercito Italiano
La
costituzione dei reparti salmerie ed il loro impiego alle dirette dipendenze
dei Comandi alleati costituisce uno degli aspetti di maggior rilievo della
collaborazione offerta dall'Italia alle operazioni belliche condotte dagli
Anglo-Americani nella Penisola.
Gli Alleati
che non disponevano di unità del genere sentirono l'esigenza di tali reparti
non appena il progredire della guerra portò le loro unità ad affrontare il
nemico nelle zone montane nelle quali organi dei servizi interamente
motorizzati non erano grado di sostenere le prime linee con l'indispensabile
aderenza. I Comandi alleati, pertanto, si rivolsero ai nostri Stati Maggiori
Centrali, chiedendo, progressivamente nel tempo, un numero sen crescente di
reparti di salmerie.
Già il 5
ottobre 1943 lo Stato Maggiore Regio
Esercito (SMRE) aveva ricevuto dal
Comando de Armata britannica una richiesta di 250 muli, da fornirsi completi di
bardatura, con il relativo personale (conducenti e quadri). Qui primo
contingente di salmerie era destinato a raggiungere le unità alleate nella zona
di Foggia. In conseguenza di questa richiesta SMRE invitò il Comando del LI
Corpo d’Armata a costituire un reparto salmerie della forza predetta, con il
personale ed i quadrupedi del 67° Reggimento fanteria. Il Comando della
Divisione «Legnano», peraltro, nell'emanare gli ordini esecutivi, diede
incarico di costituire il reparto al 58° reggimento artiglieria divisionale traendo
i muli dal 67° reggimento fanteria e dal V battaglione armi d'accompagnamento.
Il 18
ottobre il Comando del LI Corpo d’Armata comunicò allo SMRE al Comando della 7a
Armata( italiana) che il reparto salmerie, costituito su 5 ufficiali, 11 sottufficiali,
318 militari di truppa e 233 muli era partito per raggiungere le prime linee a
disposizione degli Alleati. Pochi giorni dopo l’8a Armata (britannica) chiese un secondo
reparto salmerie; il Comando del LI Corpo d’Armata ne dispose la costituzione
presso la Divisione fanteria “Piceno”. Il reparto, costituito su 7 ufficiali,
309 sottufficiali e truppa e 203 muli, partì il 13 novembre per Severo, donde avrebbe
raggiunto le prime linee”.[1]
.
[1] Lollio
L., Le unità ausiliare dell’Esercito
Italiano nella Guerra di Liberazione, Narrazione e Documenti Roma,
Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, Roma,,
1977, pag. 58
venerdì 19 dicembre 2025
giovedì 18 dicembre 2025
Le Divisioni ausiliare del Regio Esercito nella Guerra di Liberazione. 1943- 1945
DIBATTITI
La vera esigenza primaria
per gli Alleati in Italia era quella di avere uomini da impiegare nella
organizzazione logistica per non sottrarli alle forze combattenti. Da qui la
sempre pressante richiesta al Regno d’Italia di fornire uomini da impiegare
nelle retrovie nel settore logistico. Subito dopo la proclamazione
dell’armistizio, gli Alleati chiesero contingenti di uomini da impiegare nelle
retrovie per sopperire ai più svariati servizi. Gli statunitensi ed i
britannici avevano due distinti organizzazioni logistiche. I primi nelle
retrovie della loro V Armata avevano la cosiddetta Peninsular Base Section
(PBS), che aveva come fulcro centrale il porto di Napoli e dal luglio 1944,
quello di Livorno: i secondi nelle retrovie della loro VIII Armata avevano
creato dei punti di smistamento e rifornimento chiamati “distretti”, che
avevano il loro fulcro il porto di bari, poi dal luglio 1944, quello di Ancona.
In questo quadro è inserito l’apporto italiano allo sforzo bellico alleato
sotto il profilo logistico. Tale apporto divenne una prerogativa italiana,
tanto che si può ben dire che il sostegno logistico alleato era per la
stragrande maggioranza, in termini di uomini, in mano italiana. Un aspetto
della Guerra di Liberazione che va sottolineato, questo dell’apporto non
combattente che l’Italia ha dato alla causa alleata. Questo apporto si
materializzò fin dall’ottobre del 1943 con la creazione dei primi Battaglioni
di lavoratori e dei primi Reparti di Salmerie. Queste unità erano state
costituite dopo la creazione dei cosiddetti Campi di riordinamento, in cui
erano stati concentrati inizialemnte i soldati italiani che non avevano una
dipendenza organica ed avevano la funzione di recuperare il personale militare
sbandato a seguito della crisi armistiziale.[1]
Da questo momento fu un
continuo crescendo di unità di questo tipo che ricevettero il nome di Divisioni
Ausiliare. Nel dicembre del 1943 due divisioni costiere, già inquadrate nelle
nella V Armata Statunitense e VIII Armata britannica, si trasformarono in
Divisione Ausiliare. Si ebbero così la 209a Divisione Ausiliaria, schierandosi
nell’area di Chieti-Pescara, e la 210a Divisione Ausiliaria, creata per il
sostegno logistico della V Armata statunitense. I Reparti dislocati nelle
Puglie ed in Calabria furono messi a disposizione del II Distretto Logistico
britannico.
Nella primavera del 1944 fu
creato l’Ispettorato Truppe Ausiliarie, che si avvaleva di du Comandi di
Delegazioni)[2]
avente il compito di coordinare le attività di tutte le unità ausiliare
italiane in base alle richieste alleate e in base alla progressione verso nord
del fronte alleato.
Attraverso l’Ispettorato
Truppe Ausiliare, lo Stato Maggiore Regio Esercito (SRME) creò otto Grandi
Unità Amministrative procedendo:
. alla trasformazione di alcune Divisioni Costiere (205a, 209a, 210a, 229a)
. alla costituzione di nuove divisioni ausiliarie (228a, 230a, 231a, e Comando Italiano 212°)
Dall’ottobre 1943
all’aprile 1945 furono create attraverso i Comandi di delegazione nuove
unità i cui organici non erano standard
per ciascuna tipologia ma variavano da
reparto a reparto.[3]
Al termine della guerra, nel
maggio del 1945, i militari italiani che componevano le Divisioni Ausiliare
ammontavano a 196.000 uomini, di cui alle dirette dipendenze dei Comandi
alleati 57.000 e nelle retrovie 137.000.
[1]
I Campi di riordinamento non si devono confondere con il Campi di Affluenza,
che accoglieva il personale già di previsto impiego
[2]
“T” per l’area tirrenica ed “A” per l’area adriatica
[3]
Nei 20 mesi di cobelligeranza le nuove unità di nuova costituzione furono:
- tredici Reggimenti pionieri (400°, 401°, 402°, 403°,
404°, 405°, 406°, 407°, 409°, 410°, 412°, 413° e 417°);
- cinque Reggimenti Lavoratori, di costituzione
omogenea con il personale appartenente alla stessa arma (513°, 516°, 525°, 541°
e 548°);
- quarantadue
Battaglioni Servizi;
- ventisei
Battaglioni Guardie; - cinque Battaglioni ferrovieri;
- sette Battaglioni Portuali; - ottantatré compagnie
genio;
- ottantuno compagnie autieri;
- trentatré Reparti Salmerie e portatori;
- altre unità
specialistiche.
A queste unità operative vennero avviate, a cura dello
SMRE o delle forze Alleate, anche delle unità addestrative:
- la Scuola Allievi Telegrafisti, per il personale
addetto all’esercizio delle linee telefoniche;
- la Scuola
Autieri di Polignano, per la formazione dei conduttori addetti agli automezzi
alleati;
- la Scuola Autieri di Frattamaggiore, per la
formazione degli autieri e gli Allievi Meccanici;
- la Scuola Inglese di Polizia Militare, per
l’addestramento dei militari addetti al servizio di moviere;
- il Centro R.A.O.C., delle forze britanniche, per il
personale specializzato di artiglieria, del genio
e
commissariato;
- i Centri di Cignano e Fossombrone, per la formazione
dei militari conducenti dei dei Reparti di Salmerie
- il 525°Reggimento della 210° Divisione Ausiliaria per l’addestramento a decorrere dal gennaio 1945 dei genieri e degli autieri delle stessa Grane Unità. Cfr. Baldelli G. R. Un ventennio di preparazione ed una conclusione amara. Gli Organici del Regio Esercito dal 10 giugno 1940 al 2 giugno 1946. La prova dei fatti. Dal 10 giugno 1940 al 25 luglio 1943, Roma- Viterbo, Edizioni Archeoares, Vol. 2 Tomo II, pag.83 e segg.
mercoledì 17 dicembre 2025
martedì 16 dicembre 2025
La Medaglia d'oro al Valore Militare conferita a Nazario Sauro
ARCHIVIO
Dopo l'esecuzione, avvenuta alle 19:45, il corpo di Nazario Sauro fu sotterrato di notte e in maniera segreta dagli austriaci in area sconsacrata nei pressi del cimitero militare. Solo al termine della guerra la Marina italiana riuscì a sapere il luogo ove era stato sepolto[ e provvide a riesumarne la salma (10 gennaio 1919) e alla sepoltura, in forma solenne, avvenuta il successivo 26 gennaio nel cimitero di Marina di San Policarpo a Pola
Paolo Thaon di Revel, emise il seguente ordine del giorno:
— Alto Adriatico, 23 maggio 1915 - 10 agosto 1916
La medaglia d'oro al valor militare alla memoria[12] gli fu conferita motu proprio dal re Vittorio Emanuele III con decreto del 20 gennaio 1919 e consegnata alla madre di Sauro, a Pola, il 26 gennaio 1919 in occasione della esumazione della salma e successiva sepoltura nel cimitero marina.
Da Vikipedia. Accesso in data odierna.
lunedì 15 dicembre 2025
domenica 14 dicembre 2025
sabato 13 dicembre 2025
venerdì 12 dicembre 2025
giovedì 11 dicembre 2025
11 Dicembre 1941. L'Italia dichiara guerra agli Stati Uniti
DIBATTITI
Affacciandosi al suo Balcone in Piazza Venezia, Mussolini l'11 Dicembre 1941,annucia al popolo italiano che la Dichiarazione di Guerra è stata consegnata all'ambasciatore degli Stati Uniti. Erano le 12 di una giornata assolata e fredda. L'adunata era stata chiamata e tutta la organizzazione del partito si era mobilitate per il Grande Annuncio. Tutti si misero l'uniforme prescritta e parteciparono. Ma ormai gli entusiasmi erano passati. I retro pensieri di ognuno era quanto mai cupi. Eravamo in guerra con mezzo mondo. Avevamo sei mesi prima perso l'Impero, eravamo impegnati in Africa Settentrionale e gli Inglesi erano arrivati ad Agedabia, ma erano stati fermati grazie all'intervento di due divisioni tedesche. La campagna di Grecia aveva rilevato tantissime cose, non tutte positive. Eravamo in Russia con un contingente di 60.000 uomini. Ora eravamo in Guerra con gli Stati Uniti. La parola d'ordine era "Vincere", ma i dubbi erano tanti. In quel dicembre 1941 tutti erano in attesa di buone notizie. Questa della dichiarazione di guerra, ovvero nuovi nemici non era quella che ci si aspettava. La folla al termine del Grande Annuncio si disperse in fretta, silenziosa, ognuno preso dai suoi pensieri, rivolti rivolti al futuro, non tutti di segno positivi. Il 1942 sarebbe stato un anno di vittorie e di speranza nella Vittoria. Ma era solo una illusione.
mercoledì 10 dicembre 2025
La visione del Mondo tra speranza e realtà
DIBATTITI
Sergio Benedetto Sabetta
Chiede Re
Mida a Sileno quale cosa è più desiderabile per sé, risponde Sileno che è una
domanda da non porsi perché la cosa più desiderabile sarebbe essere non nato,
nei greci vi è il senso della tragedia nella mancanza della speranza.
Nell’osservare il gregge i pastori si rispecchiavano in esso, nella violenza
della Natura e nel suo prevalere sulla dimensione umana da questo ne deriva il
limite di cui bisogna esserne coscienti, ognuno con una propria misura o demone
il cui superamento porta alla rovina, ma come osserva Freud noi nell’età della
tecnica non introitiamo mai il senso del limite.
Nella
mancanza di un senso nella Natura, come ci ricorda Nietzsche, devi crearti un
tuo senso per resistere alla sua implosione, l’Io è una maschera indossata per
non vedere ma necessaria per vivere, se Schopenhauer afferma che per vincere la
volontà irrazionale vi deve essere
compassione, estetica o castità, Nietzsche viene a identificarsi solo nell’estetica.
Prometeo è
colui che vede in anticipo le conseguenze dell’agire, ma nella velocità della
tecnica si perde la visione di quello che accadrà, rimane la speranza
escatologica cristiana nel futuro di un destino finale, anche il tempo da
ciclico pre-cristiano diventa quindi lineare in una sintesi tra scienza e
teologia e nella sua finalità escatologica, sempre positiva, crea la Storia
quale concatenazione di eventi verso un fine ultimo, a differenza dei greci
dove vi è la sola cronaca, ma con il nichilismo, nella morte o negazione di
Dio, si perde nuovamente il fine della storia lo scopo ed il perché.
Già Goethe
nel recuperare la cultura greca immagina la Natura come una danzatrice che
perde nella danza gli esseri umani a Lei attaccati, anticipando
l’irrazionalismo di Schopenhauer e in
contrasto con l’idealismo hegeliano, fino al nichilismo ed a Freud, tanto che i
giovani nella negazione di Dio hanno il nichilismo in sé, con una angoscia sul
futuro anestetizzata nella violenza, nell’alcool, nei social e nei
psicofarmaci.
Platone
introduce l’idea di anima quale criterio di verità che crea conoscenza
attraverso una dimensione astratta permettendo di superare le contraddizioni
della fisicità, l’idea presa da S. Agostino, afferma Platone conosci te stesso
secondo misura, appartenendo il male e la follia agli Dei che si manifestano
nei momenti più imprevisti, ma la creazione risiede nel limite tra la ragione e
la follia, tuttavia con il rischio di cadere in una eterna follia.
Per Platone
vi sono quattro tipi di follia: profetica, poetica, amorosa e iniziatica;
l’amore non è che l’immersione della razionalità nella follia da cui se ne esce
mutati, diversamente dall’istinto della specie che si fonda sulla sola
riproduzione e aggressività.
Per
relazionare necessitano i codici, questi vengono rafforzati dai miti e
razionalizzati (regole di comportamento), con la ragione, secondo il principio
di non contraddizione, ma questi nel presente vengono cancellati o rivisti in
modo da poter cancellare la Storia o rivisitarla in forma apologetica.
Applicando le categorie presenti agli eventi storici del passato si creano o
più semplicemente rafforzano i miti a sostegno del potere, ma nascono anche
possibili conflitti che fanno perdere la fiducia nelle istituzioni.
In questa
mitologia rientra anche l’attribuzione della parte cattiva del mondo ai soli
leaders e non ai popoli, permettendo pertanto di assimilarli alla propria
cultura, nel tenere legate agli imperi le province i costi economici aumentano,
come depredarle impoverisce la periferia ma il tutto si ripercuote anche sul
centro dell’impero. Viene a mancare la fede nella propria Nazione divorata nei
costi umani ed economici in presenza di continue guerre, come accade
attualmente negli USA dove il 70% della popolazione non ha più fiducia nel sogno americano, e il 95% non si
interessa del resto del mondo.
Nel
sentimento USA di una mancanza di appoggio da parte delle province europee
dell’impero nello scontro per la ridefinizione delle aree di influenza, gli USA
manifestano chiaramente il vuoto politico che è per loro l’UE, attraverso lo
specchio della guerra in Ucraina. D'altronde nella tensione determinata dal
riarmo tedesco con gli altri Stati europei, memori della storia, la Germania
tende a nascondersi a sua volta dietro le istituzioni europee, salvando la
grande area di influenza economica da lei ricostituita dopo la guerra fredda
nell’Europa centrale, con la Francia indecisa se aderire o meno al sistema
economico del centro Europa, volendo comunque mantenere il proprio primato
militare nell’UE.
Bibliografia
·
AA.VV.,
Tutti contro tutti, Limes, 10/25;
·
Galimberti
U., L’uomo nell’età della tecnica, Albo Versorio ed. , 2011;
·
Abbagnano
N., Storia della filosofia, Utet, 1991.
martedì 9 dicembre 2025
Monica Apostoli Un Bosco per resistere
DIBATTITI
DIBATTITI
“Con voi ho vissuto, in montagna, le belle e le brutte
giornate della vita partigiana; con voi ho combattuto, ho
lavorato, ho sacrificato. So che tutto non è andato bene.
So che ci sono dei malcontenti, delle questioni personali,
degli egoismi insoddisfatti. È forse umano che sia stato
così. Vorrei dire a tutti voi di essere uniti, concordi,
severi nel giudicare le disonestà, ma anche e soprattutto,
coscienti del nostro passato e del nostro avvenire. Forse
la guerriglia avrà ancora bisogno dei sui partigiani e i
migliori risponderanno ancora…Ricordatevi che i nostri
Morti stanno a giudicarci, ci malediranno se non saremo
capaci di continuare nella Lotta per la quale essi hanno
saputa dare la vita.”
Dal discorso di saluto di Giorgio Vicchi della Divisione d’Assalto Garibaldi “Nino
Nanetti” alla “Brigata Ciro Menotti”
Vittorio Veneto, 30 settembre 1945
lunedì 8 dicembre 2025
Irma Bandiera, Medaglia d'Oro al Valore Militare
ARCHIVIO
Alessia Biasiolo
Il
ricordo delle Medaglie al Valor Militare permette di mantenere il legame con
quella parte di vita vera che speriamo di non dover provare sulla nostra pelle:
persone che hanno dovuto affrontare problemi e incombenze alle quale mai
avrebbero pensato e che hanno stabilito il confine tra subire e voltarsi
dall’altra parte, oppure reagire, anche a costo della propria vita o di quella
dei propri cari.
Il
caso di Irma Bandiera è uno di quelli. Bolognese, classe 1915, apparteneva ad
una famiglia antifascista. Fidanzata con il militare Federico Cremonini di
stanza a Creta, se lo ritrovò fatto prigioniero dopo l’8 settembre e,
tragicamente, la nave che lo stava portando in un campo di prigionia verso il
Pireo venne bombardata dagli Alleati. Cremonini venne dato per disperso.
La
tragica situazione italiana e il dolore per la perdita di Federico, avvicinò
Irma ai resistenti che cominciò ad aiutare, entrando nel contempo nelle fila
del Partito Comunista.
Conosciuto
Dino Cipollani, noto con il nome di battaglia di Marco, Irma prese sempre più
parte attiva alla Resistenza diventando la sua staffetta con il nome di
battaglia di Mimma, fino al suo ingresso nella VII Brigata GAP di Bologna;
nella sua abitazione di Via Gorizia a Bologna allestì una base logistica
partigiana.
A
Funo, dove la donna aveva dei parenti che visitava di frequente, il 5 agosto
1944 venne ucciso un ufficiale tedesco e un comandante delle Brigate Nere: la
rappresaglia seguente portò all’arresto di tre partigiani e il 7 agosto anche
di Irma, che si era appena occupata di portare armi alla sua formazione. Venne
rinchiusa nelle scuole di San Giorgio di Piano separata dagli altri partigiani
arrestati, poi tradotta a Bologna e sottoposta a continue torture per sei
giorni per farle tradire i suoi compagni. Delle sevizie si occuparono i fascisti
della Compagnia Autonoma Speciale guidata dal capitano Renato Tartarotti. La
crudeltà nei confronti di Irma arrivò ad accecarla con una baionetta e, pur in
possesso di documenti cifrati, ella non rivelò i nomi dei suoi compagni oppure
la sede delle basi partigiane.
Il
14 agosto, in fin di vita e cieca, Irma venne portata sotto la sua abitazione
ancora nel tentativo di farla parlare. Date le inutili torture, i fascisti la
uccisero al Meloncello di Bologna.
I
familiari la cercarono ovunque, non avendo sue notizie: al centro di
smistamento delle Caserme Rosse in Via Coticella, o nel carcere bolognese di
San Giovanni in Monte; in Questura e al comando tedesco di Via Santa Chiara,
inutilmente.
Il
suo corpo venne ritrovato il 14 agosto sul selciato dello stabilimento di una
fabbrica di materiale sanitario dove doveva restare esposto per una giornata a
monito per chi sosteneva i partigiani.
Trasportato
il cadavere all’Istituto di Medicina Legale di Bologna, il custode scattò ai
poveri resti delle fotografie per testimoniare le torture alle quali era stata
sottoposta la donna.
Quindi
Irma Bandiera venne sepolta nel Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna.
Il
Partito Comunista diramò un foglio clandestino per incitare ad intensificare
lotta contro gli occupanti, proprio in nome di Irma, e la formazione di
partigiani attivi a Bologna prese il suo nome: Prima Brigata Garibaldi “Irma
Bandiera”. Le venne intitolata una Brigata SAP e un Gruppo di Difesa della
Donna.
Al
termine del conflitto venne riconosciuta ad Irma Bandiera la Medaglia d’Oro al
Valor Militare alla Memoria con la seguente motivazione: “Prima fra le donne bolognesi a impugnare le armi per la lotta nel nome
della libertà, si batté sempre con leonino coraggio. Catturata in combattimento
dalle SS tedesche, sottoposta a feroci torture, non disse una parola che
potesse compromettere i compagni. Dopo essere stata accecata fu barbaramente
trucidata e il corpo lasciato sulla pubblica via. Eroina purissima degna delle
virtù delle italiche donne, fu faro luminoso di tutti i patrioti bolognesi
nella guerra di liberazione”.
A Bologna la lapide in suo ricordo recita:
“Irma Bandiera/ Eroina nazionale/
1915 – 1944/ Il tuo ideale seppe vincere le torture e la morte/ La libertà e la
giovinezza offristi/ Per la vita e il riscatto del popolo e dell'Italia/ Solo
l'immenso orgoglio attenua il fiero dolore/ Dei compagni di lotta/ Quanti ti
conobbero e amarono/ Nel luogo del tuo sacrificio/ A perenne ricordo/ Posero”.
Lasciata Bologna, Renato Tartarotti si trasferì a Trieste. All’inizio del
1945, con gli uomini della sua Compagnia, si trovò a Vobarno (Brescia) dove
venne arrestato per estorsione e rapina e rinchiuso in carcere a Brescia.
Riuscito ad evadere, venne catturato il 16 maggio dai gappisti della
135esima Brigata Garibaldi in Val Trompia e riportato in carcere a Brescia.
Processato a Bologna dalla Corte d’Assise Straordinaria, venne condannato a
morte per fucilazione alla schiena. La sentenza venne applicata presso il
Poligono di Tiro di Bologna il 2 ottobre 1945, alle sei del mattino.
Alessia Biasiolo
domenica 7 dicembre 2025
Pedagogia imperiale
DIBATTITI
Sergio Benedetto Sabetta
Nel racconto
pedagogico gli elementi sono : il mito, la predestinazione e il trauma.
Il mito
modifica la Storia, riscrivendola sino a trasformare una sconfitta in vittoria,
nella predestinazione ogni evento è letto come indicazione di un radioso
futuro, il trauma è l’elemento che spinge a riformare una mancanza per
recuperare il collegamento all’eterna grandezza. Per cambiare il racconto
pedagogico indirizzandolo verso un senso imperiale bisogna quindi agire sulla
Storia e sulla necessaria crescita demografica, superando il puro
individualismo in funzione della collettività.
Nelle
diverse letture possibili, ad esempio, il concetto stesso di rivoluzione viene
a modificarsi tra Europa e Cina, mentre nella prima è intesa quale cambiamento
istituzionale, nella seconda significa passaggio del mandato celeste da una
vecchia ad una nuova realtà.
Attualmente
l’Europa è sostanzialmente divisa tra Oriente e Occidente, dove l’Oriente è in
fase risorgimentale con nuovi progetti, ma per loro la Russia non è Europa
essendo una landa barbarica, mentre la stessa Germania risulta divisa tra
Oriente e Occidente sul confine dell’Elba.
I regimi
sono fatti dai popoli e nel cambiamento del racconto occorre sempre almeno il
tempo di una generazione, attualmente
negli USA vi è un problema di identità che nello scontro tra le opposte
correnti ideologiche provoca una tribalizzazione che rischia di minare la
credibilità imperiale, facendo venire meno la coerenza del racconto, uno scontro
che si è esteso anche alle più prestigiose istituzioni culturali.
Contro le
politiche di diversità appoggiate dai democratici si sono schierate la Corte
Suprema, Venti Stati Repubblicani ed il Clermont Institute, uno scontro che ha
travolto le direzione delle stesse Accademie rompendo la fiducia nella
popolazione americana sulle loro istituzioni culturali. Questo ha provocato una
progressiva perdita del pensiero critico a seguito del venire meno della
capacità di analisi critica, in un appiattimento progettuale della politica
internazionale, problematiche che tendono ad allargarsi all’Europa.
Gli USA dopo
la vittoria nella Guerra Fredda, negli anni ’90 e i primi del 2000 hanno
creduto possibile estendere il loro modello culturale a tutto il globo, partendo
dall’errato presupposto che tutti desiderassero adottarlo, con le guerre in
Afghanistan, Iraq e Siria vi è stato il crollo del mito, l’impossibilità di
controllare il mondo nell’eccesso di una sovra estensione, conseguenza del
venire meno del nemico storico rappresentato dall’URSS che disciplinava
l’impero americano ponendo de limiti.
Già nell’età
romana si era posto il problema dei limiti nell’estensione territoriale
dell’Impero, in Germania raggiunto l’Elba in età augustea, con puntate fino
alla Vistola, nonostante il ritorno offensivo romano dopo la disfatta di
Teotoburgo si era preferito ripiegare sul Reno mantenendo una serie di
avamposti e alleanze con tribù germaniche oltre il Reno, identica situazione in
Oriente dove nonostante l’avanzata di Traiano oltre l’Eufrate si preferì
ripiegare con Adriano in Siria, così anche in Scozia nonostante la vittoriosa
avanzata di Settimio Severo, come in Boemia contro i Marcomanni con la campagna
di Marco Aurelio.
Se negli USA
si lotta per determinare l’identità, questo ha anche comportato un
rallentamento nella mobilità interna creando due blocchi contrapposti statuali,
venendo anche meno la spinta missionaria religiosa universale propria degli
USA, ormai solo il 47% degli americani è credente.
Nella crisi
americana interna si sono innestate in ambito internazionale una serie di crisi
anche belliche per riempire i vuoti creati dal ritiro USA, da questo la loro
richiesta agli alleati, in primis all’Europa, di riarmarsi partecipando allo
sforzo sia produttivo che finanziario, anche attraverso i dazi quale tributo,
richiamo al tributum romano, tassa applicata ai clientes prima di una grande
guerra, rompendo il racconto pedagogico economicista della fine della Storia.
L’Europa in
tale frangente risulta essere divisa e ondivaga, quale mosaico di popoli,
divenendo semplice spettatrice, l’interesse degli USA è peraltro incentrato in
particolare sulla parte orientale dell’Europa a contatto con la Russia, in
quest’ambito emerge la Polonia, mentre Francia, Germania e Italia rimangono in
ombra, riducendosi prevalentemente all’aspetto finanziario e produttivo.
Uscendo
l’Italia dall’aspetto esclusivamente economicista e rientrando nella Storia in
particolare dovrebbe concentrare l’attenzione su tre porte di accesso piuttosto
sensibili, Trieste per i Balcani, Taranto per il Mediterraneo orientale e
Augusta per il canale di Sicilia.
BIBLIOGRAFIA
·
AA.VV.
, Mal d’America Limes, 5/2024;
·
AA.VV.,
America contro Europa, Limes, 3/2025
sabato 6 dicembre 2025
INFOCESVAM ANNESSO ALBO D'ORO Novembre 2025, 1 Dicembre 2025
NOTIZIE CESVAM
ANNESSO
A: BOLLETTINO NOTIZIE
DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
Situazione bimestrale dello stato di sviluppo,
approntamento e finalizzazione de:
ALBO
D’ORO NAZIONALE DEI DECORATI ITALIANI E STRANIERI DAL 1793 AD OGGI
Email:
albodoro@istitutonastroazzurro.org
Indirizzo: Canale YOU TUBE: ISTITUTO NASTRO
AZZURRO. CESVAM
ANNO
III, N. 11, Novembre 2025, 1 Dicembre 2025
III/11/676.
La decodificazione di questi numeri è la seguente: III anno di edizione
dell’annesso, 11 il mese di edizione di INFOCESVAM – ANNESSO ALBO D’ORO, 676,
il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi, riferita ad ogni
Federazione/Provincia citata o altra notizia. Il presente Bollettino svolge
anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e
realizzazione del ALBO D’ORO NAZIONALE DEI DECORATI ITALIANI E STRANIERI DAL
1793 AD OGGI”. Dal mese di aprile 2024 riporta anche indicazioni e notizie su
tutti i materiali editi dall’Istituto del Nastro Azzurro. Questo ANNESSO trova
come naturale complemento la piattaforma www.cesvam.org.
Dal 1 gennaio 2025 anche come report dei video pubblicati sul Canale You Tube
dell’Istituto Nastro Azzurro - CESVAM
III/11/677
- – Si è tenuto a Genova il XXXII Congresso Nazionale dell’Istituto. Il Gen
Carlo Maria Magnani è stato confermato nella carica di Presidenti. IL n. 6 del
Periodico Nazionale “Il Nastro Azzurro” N. 6 Novembre Dicembre 2025, Riporta la
composizione del Consiglio Nazionale e delle altre cariche elettive. Inoltre
ampia documentazione relativa al Congresso.
III/11/678
– Utenti. Provincia di Imperia. Manuel Vignola: numero inserimento pari a 743.
III/11/679
- Progetto 2022/1. La Memoria. Ipotesi di Stampa da Data Base Albo d’oro. Per
la Versione Integrale II Versione: Grado, Cognome, Nome, Luogo di Nascita,
Provincia, Data di Nascita, Classe; Forza Armata, Arma o Copro, Specialità,
Mil/Civ, Nazionalità, Genere; Decorazione, Modalità di Ass.; Motivazione, Data
Ass. Luogo, Periodo Storico; Rif. Legge, Fonte, Utente, Note. Richiesta ad
Roberto Orioli: Questa è la versione interna.
III/11/681
- Utenti. Varie Province. Carlo Maria Magnani alla data del 30 novembre 2025
numero inserimento pari a 9496.
III/11/682
– Provincia di Imperia. I Versione. Dall’esame è stata completamente riproposta
in quanto: 1) ha caratteri differenti 2) le decorazioni portano il segno con la
sottolineatura. Questa versione riceve la Copertina di Albo d’Oro.
III/11/683
– Studio di fattibilità grafica per le Copertine degli Albi d’Oro. Criteri. La versione
esterna deve essere a Colori, con Cognome e Nome Utente, Foto di riferimento;
Titolazione; Anno di Edizione; La Versione Interna, deve riportare la dicitura:
Da non divulgare. Solo ed Esclusivo uso interno.
III/11/684-
Utenti. Provincia di Fermo ed Ascoli Piceno. Claudio Fiori : alla data del 30
novembre 2025 numero inserimento pari
463.
III/11/685-
Progetto 2022/1. La Memoria. Ipotesi di Stampa. Eseguita da Roberto orioli
versione Esterna I. composta da. Grado, Cognome, Nome, Luogo di Nascita,
Provincia, Data di Nascita; Classe; Forza Armata, Arma o Corpo Specialità;
Militare/Civile, Decorazione, Modalità di Ass. Motivazione; Data Assegnazione.
Periodo Storico.
III/11/686
– Soci Collettivi. Ipotesi di edizione a Stampa. I campi presi in
considerazione sono Ente/Reparto/Città/Istitutzione, Militare/Civile/ Insegna (Bandiera,
Stendardo, Labaro, Gonfalone), Forza Armata/, Arma/Corpo/Specialità, Tipo di
Decorazione, Motivazione, Luogo/Evento; Data, periodo Storico
III/11/687
- Utenti. Varie Province. Olevano Roberto: alla data del 30 novembre 2025 numero
inserimento pari a 456.
III/11/688
– Il Canale You Tube. Istituto del Nastro Azzurro CESVAM. Nel Mese di NOVEMBRE
sono stati prodotti 4 Long Video pubblicati ogni giovedi, e 4 Schort Video
pubblicati ogni Lunedi dedicati alle produzioni editoriali del Cesvam. Parola
di accesso: CESVAM
III/11/689
- Utenti. Varie Province. Laura Tomassini: alla data del 30 novembre 2025 numero inserimento pari a 2443.
III/11/690
– Il Blog di Riferimento ed aggiornamento è: www.associazionismomilitare.blogspot.com
. Per informazioni e dettagli di
carattere generale. Il blog riporta anche altre notizie sull’associazionismo
militare
III/11/691
– Roberto Orioli ha presentato il pdf della versione su Carta versione esterna
II (vds. III/11/685). Varianti da apportare1) titolazione della provincia; 2)
Inserimento numero di pagina, 3) Grado Militare – no neretto) e sempre il grado
più alto conseguito dal Decorato; 4) Luogo e Data di Nascita levare le
parentesi); 5) Dopo Militare, Forza Armata, Arma o Corpo, Specialità 6) Dopo
Partigiano: non inserire nulla 7) Dopo Civile: non inserire nulla. 7) tutto
deve essere dello stesso carattere come già applicato.
III/11/692
- Utenti. Varie Province. Paola Tomassini: alla data del 30 novembre 2025 numero inserimento pari a 5600.
III/11/693
– Il numero degli iscritti al Canale You Tube dell’Istituto del Nastro Azzurro
– CESVAM – Centro Studi sul Valore Militare nel mese di novembre ammonta a 79
persone. Persiste ancora la difficoltà dell’insieme dei soci dell’Istituto di
avere grosse difficoltà ad usufruisce di questa opportunità in quando dotati di
poca dimestichezza con l’informatica.
III/11/694-
Albo d’Oro Nazionale Decorati –
inserimenti alla data del 30 novembre 2025 – N.49280. Il numero degli Utenti
iscritti, tra attivi e non, è di 45.
III/11/695
- Utenti. Varie Province. Laura Monteverde: alla data del 30 novembre 2025 numero
inserimento pari a 6244.
III/11/696
- La Chat dedicata all’Albo d’Oro è al momento seguita da 24 utenti.
Aggiornamenti ed informazioni hanno una cadenza circa trisettimanale.
III/11/697
– Provincia di Imperia. II Versione 24 novembre 2024. Fatte le osservazioni
migliorative per la III Versione. Esterna. Inviate a Roberto Orioli
III/11/690
- Utenti. Varie Province. Roberta Bottoni: alla data del 30 novembre 2025 numero inserimento pari 5175.
III/11/698
– Le Versioni su Carta dell’Albo d’Oro sono su pdf di due tipi: Versione
Interna, che riporta tutti i campi; Versione esterna che riporta solo i campi
scelti. Questo sia per i singoli Decorati sia per i Decorati Collettivi
III/11/699
- Utenti. Varie Province. Chiara Mastrantonio: alla data del 30 novembre
2025 numero inserimento pari a 2378.
III/11/700
- Prossimo INFOCESVAM – ANNESSO PER ALBO D’ORO sarà pubblicato il 1 GENNAIO
2026. Precedenti numeri di Infocesvam
(dal gennaio 2023) ANNESSO sono,
pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro
Azzurro/ comparto CESVAM e sui blog: www.associazionismomilitare e su
www.valoremilitare.org. Dal gennaio 2024 L’ANNESSO al Bollettino Infocesvam ha
cadenza mensile ed uscirà in modo autonomo.
(massimo
coltrinari)




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