ARCHIVIO
( a cura di Giovanni Riccardo Baldelli)
Maggiore di Fanteria (Riserva) del Regio Esercito
Carlo AVOLIO
(Siracusa, 14 settembre 1895– Roma-Fosse
Ardeatine, 24 marzo 1944)
Nato
nella città di Archimede da Federico e di Francesca Maltese in seguito alla
maturità classica ottenuta presso il locale Liceo Gargallo, si arruola
volontario nel Regio Esercito prendendo parte al Primo conflitto mondiale.
Nel
1916 Avolio inizia il percorso costellato di decorazioni al Valor Militare
conseguite sia in servizio nel Regio Esercito sia quale Prefetto, una volta
dismessa l’uniforme.
Il
7 ottobre 1916 consegue la Promozione Straordinaria per Merito di Guerra
con la nomina a Sottotenente in Servizio Permanente come da Bollettino
Ufficiale Dispensa n. 98 dell’11 novembre 1916 (Decreto Luogotenenziale
del 5 novembre precedente), su proposta inoltrata dal Comando Supremo in
data 7 ottobre 1916.
Passato
alla specialità mitraglieri quale Ufficiale della 2145a compagnia
mitraglieri nel corso della Battaglia del Solstizio del giugno 1918
si guadagna sul Montello una Croce di Guerra al Valor Militare “nonostante
fosse dal suo comandante di compagnia invitato a recarsi al posto di medicazione,
si portava in linea con la sua sezione”.
Il
Primo Conflitto Mondiale lascerà sul corpo di Avolio numerosi segni, subendo
mutilazioni (perderà un occhio ed alcune costole) e ben quattordici operazioni.
Durante
la sua permanenza nella città natale viene iniziato alla massoneria nella
Loggia Archimede 342 del Grande Oriente d’Italia.
Questo
suo attaccamento al servizio nei confronti delle istituzioni e della
popolazione porterà Avolio, divenuto Maggiore della Riserva, quale funzionario
del Ministero dell’Africa Italiana, a guadagnarsi nel 1940 sul campo,
nel primo mese del Secondo Conflitto Mondiale, una Croce di Guerra al Valor
Militare accorrendo “di persona, durante i più duri bombardamenti, a
dirigere le opere di soccorso, a portar aiuto a feriti ed infortunati,
incurante della sua persona…”
Un
anno dopo sul fronte della Marmarica ad Avolio, quale Prefetto di Bengasi,
rinnovava il suo modo di essere a disposizione del prossimo, visto che gli
veniva concessa la Medaglia di Bronzo al Valor Militare in quanto “…incurante
del pericolo, con spirito di abnegazione e sacrificio, cooperava validamente a
ché venissero limitati gli effetti dell’offesa nemica e a mantenere alto il
morale della popolazione…”
Rimpatriato,
dopo l’8 settembre 1943 prende parte alla resistenza in seno al Partito
d’Azione con compiti di propaganda fino a che viene arrestato su delazione
il 28 gennaio 1944 dalle SS, viene portato a via Tasso e sottoposto a
maltrattamenti e torture. Dopo quindici giorni è tradotto al carcere di Regina
Coeli al III Braccio e rinchiuso nella cella 345.
Il
suo nome viene inserito nell’elenco di coloro che saranno trucidati il 24 marzo
1944.
Gli sarà concessa nel 1954 la Medaglia d’Argento
al Valor Militare (alla “memoria”).
Riposa al Sacello n. 24 del Mausoleo delle Fosse
Ardeatine.
Fonti
URL consultate il 19 novembre 2025
https://www.antoniorandazzo.it/siracusani/avolio-carlo.html
https://www.combattentiliberazione.it/memoria/?p=644
https://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/
https://www.mausoleofosseardeatine.it/a_gallery/?id=15&ord=0
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