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mercoledì 28 ottobre 2020

Progetto 2019/1 - Le Vicende dei Militari Italiani In Russia

 ARCHIVIO 



Nell'ambito del progetto dedicato ai militari italiani in Russia, la Ricerca ha portato  alla attenzione il documento che proponiamo, Siamo in piena operazione Saturmo, secondo la denominazione russa, e già si traggono lezioni da olte due settimane di combattimenti. (Massimo Coltrinari)



 

UFFICIO OPERAZIONI

 

n. 6785 di protocollo                                                             P. M. 108, lì 26 Dicembre 1942/XXI

 

 OGGETTO : insegnamenti tratti dall'offensiva in atto.

 

AI COMANDI DELLE DIVISIONI DIPENDENTI
AI COMANDI D'ARMA DEL CORPO D'ARMATA

e per conoscenza :

ALL'UFFICIO SERVIZI DEL CORPO D'ARMATA

AL COMANDO ZONA DEL CORPO D'ARMATA

 La grande offensiva nemica tuttora in atto sul fronte della 8 Armata Italiana ha chiaramente messo in evidenza che :

         la fanteria deve essere preparata ad affrontare i carri armati e a distruggerli quando ne ha la possibilità, evitando sbandamenti qualora gli stessi raggiungessero od oltrepassassero le posizioni da essa occupate;

         superate le nostre linee difensive diventa facile ai carri armati eseguire puntate nelle retrovie e raggiungere di sorpresa centri vitali tattici e logistici, procurare la disorganizzazione dei comandi ed arrestare l'alimentazione della battaglia;

         la fanteria nemica, dove non è stata appoggiata da carri armati, non è riuscita a vincere la difesa di truppe decise a combattere e ben sistemate;

         il fosso controcarri è la migliore difesa passiva contro l'azione dei carri armati.

                      

            Occorre pertanto convincere ogni militare :

a)  che il carro armato senza fanteria al seguito non può occupare permanentemente una posizione e che         avendo autonomia e munizionamento limitati può bensì raggiungere posizioni e centri dislocati molto in profondità, ma è obbligato a ritornare presto o tardi verso le proprie basi. La permanenza dei carri in località lontane, senza appoggio di masse di fanteria, deve pertanto essere considerata di breve durata.

b) le azioni di carri armati in profondità hanno generalmente obiettivi ben definiti e limitati (magazzini,   stazioni ferroviarie, ponti, ecc.). Ben difficilmente essi deviano per andare a cacciare militari singoli o reparti fuori del proprio itinerario.

c) che ogni posizione accessibile al carro armato deve essere sbarrata con ostacoli anticarro artificiali (campi di mine, abbattute, fossi anticarro, profonde trincee, buche per tiratori). La creazione di questi ostacoli deve effettuarsi nel più breve tempo possibile: Il lavoro in questo campo non sarà mai troppo e non sarà mai troppo quanto il soldato potrà dare. Si tratta di vita o di morte. Il riparo dei carri armati deve avere la precedenza quasi assoluta su tutti i lavori, anche sulla posa dei reticolati.

 E' inoltre indispensabile che ogni presidio, sia esso piccolo o grande all'annuncio  di operazioni offensive nemiche si metta immediatamente in allarme pronto a fare fronte a qualsiasi evenienza. La difesa dei centri di maggiore importanza deve essere sempre in atto e considerare sia l'azione attiva di reparti schierati e alla mano, pronti ad attaccare l'eventuale fanteria che segue i carri, sia l'azione passiva predisponendo ostacoli a protezione dei reparti e degli stabilimenti principali. Un pronto ed ordinato allarme, una ben rispondente difesa sono frutto di una precisa ed accurata organizzazione, di frequenti esercitazioni, di minute predisposizioni che devono far parte di un progetto conosciuto da tutti gli interessati, ma particolarmente frutto di comandanti capaci che sanno esplicare una energica azione di comando e disciplinare.

 Cito due esempi. Durante il ripiegamento del II Corpo d'Armata un reparto salmerie investito in prossimità della prima linea, come tanti altri servizi, da fuggiaschi, non solo ne subì l'influenza, ma, in perfetta efficienza, eseguì gli ordini ricevuti e raggiunse la zona di raccolta quasi senza perdite di uomini, muli, materiali. In contrasto sta il comportamento di un altro reparto dislocato nelle lontane retrovie che, sotto l'influenza del panico provocato dall'improvvisa comparsa di alcuni carri armati nemici, subì un collasso tale che lo stesso comandante rimase solo senza neppure il proprio attendente, perdendo completamente le dotazioni.

 Le considerazioni dianzi esposte devono costituire argomento di meditazione da parte di tutti, specie degli ufficiali che sono i responsabili della compattezza e disciplina dei reparti. Desidero esse siano opportunamente commentate fino al singolo uomo e che le prescrizioni siano applicate scrupolosamente dai comandanti di reparto e di presidio.

  

                           IL GENERALE DI CORPO D' ARMATA                                                           

                                                                    

                                                           F/ to Gabriele Nasci

 

      

           p. c. c.

 

IL TENENTE COLONNELLO CAPO DI S. M. ff.

           -  Giuseppe Massaioli -

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