ARCHIVIO
(a cura di Giovanni Riccardo Baldelli)
Generale di Divisione Ruolo d’Onore Regio Esercito
Aldo FINZI
(Legnago (VR), 20 aprile 1891 – Roma, 24 marzo 1944)
La vita di Aldo Finzi rappresenta come si
possa passare da un momento all’altro dallo zenith del successo nadir in poco
tempo e come un regime di cui si è stati promotori possa poi portarti al
patibolo quale traditore. Di tutti i giustiziati, ai più, il nome di Finzi non rappresenta
nulla se non l’indicazione fornita dal cognome di origine ebraica.
Aldo Finzi nasce in una famiglia di religione
ebraica, non praticante, nella provincia veronese da Emanuele proprietario di
tre molini e Rosa Roggia.
Dopo gli studi liceali effettuati a Parma
presso il collegio “Maria Luigia” e la frequenza di un Istituto Tecnico
in Germania, da dove rientra nel 1911, inizia a scrivere quale redattore
sportivo al Corriere del Polesine di Rovigo
e in seguito al Corriere del Mattino di Como, iniziando ad avvicinarsi
all’ambiente motoristico ed aviatorio, non disdegnando la partecipazione a
competizioni sportive di entrambe le discipline. Nel 1913 scende in politica ed
essere eletto al Consiglio comunale di Badia Polesine.
All’entrata in guerra dell’Italia nel primo
Conflitto Mondiale, benché fosse stato già riformato per insufficienza
toracica, chiede di entrare volontariamente nel Regio Esercito nel quale viene
ammesso ed assegnato al Reggimento
Artiglieria a Cavallo come staffetta motociclistica. Ammesso
al Corso per Ufficiali di Complemento, al termine del quale diviene
Aspirante e trasferito nel gennaio del 1916 al 21° Reggimento Artiglieria da
Campagna.
La permanenza presso il Reggimento
di artiglieria è breve in quanto riesce a farsi trasferire al Battaglione
Aerostieri, successivamente al Corpo Aeronautico ed infine al Battaglione
Scuole Aviatori dove il 30 giugno del 1916 diviene infine Allievo Pilota.
Alla promozione a Tenente è assegnato
alla 48a Squadriglia Aeroplani nella quale svolge diverse
missioni di ricognizione, pericolose, poco appaganti per la sua indole, in
quanto effettuate con aeroplani obsoleti. Nonostante tali problematiche caratteriali
e materiali, si guadagna, ad aprile del 1917, durante una missione di
ricognizione sopra i cieli sudtirolesi, una Medaglia di Bronzo al Valor
Militare: ”Pilota
audace e calmo, compita un’ardita ricognizione strategica in Val d’Adige e sul
cielo di Bolzano, trattenendovisi a lungo, nonostante fosse fatto segno ad
intenso fuoco di artiglieria antiaerea. Personalmente riportava precise ed
utili informazioni. Due giorni dopo, eseguiva un’altra ricognizione strategica
su Franzesfeste e Bressanone”.
Finzi consegue altri brevetti di
aeroplano e il 26 gennaio 1918 entra nella neoformata 87a Squadriglia “Serenissima”, nella
quale si distingue nel volo propagandistico di D’Annunzio sui cieli viennesi
del 9 agosto successivo meritando una Medaglia d’Argento al Valor Militare:
“Superando ogni precedente ardimento, con magnifico volo, affermava su
Vienna la potenza delle ali d’Italia, esempio meraviglioso di fede, di tenacia
e di superbo valore”.
A pochi mesi dal
volo su Vienna sempre nella stessa unità si merita una seconda Medaglia di
Bronzo al Valor Militare: “Pilota ardito, tenace e valoroso, si offriva
costantemente per qualsiasi impresa, anche la più arrischiata. Rientrando da
una ricognizione aerea durata quasi tre ore, accortosi che apparecchi nemici
volavano sul nostro territorio, li attaccava risolutamente, mettendone in fuga
due da caccia e abbattendone uno da ricognizione”
Trasferito nei
ranghi della 1a sezione SVA e terminato il conflitto, è assegnato al Commissariato Generale di
Aeronautica per essere congedato il 25 settembre del 1919. Nello stesso si
laurea a Ferrara in giurisprudenza.
Un anno dopo Finzi, rimasto attratto da quanto espresso dai Fasci di combattimento, neo movimento nato nel 1919 che alle elezioni dello stesso anno ottiene a livello
nazionale poco più di 5.000 voti, o dal suo fondatore Mussolini, vi aderisce
entusiasticamente.
Eletto in parlamento nel 1921 Finzi, che si
oppone al patto di pacificazione con i socialisti, esordisce a Montecitorio
aggredendo il deputato comunista Francesco Misiano noto per il suo
antimilitarismo e che sarà processato dal Tribunale di Palermo per
diserzione. L’anno seguente è colui che guida gli squadristi all’assalto di Palazzo Marino a Milano, sede
del comune meneghino, inducendo la giusta socialista a rassegnare le
dimissioni.
Ad agosto del
1922 Mussolini incarica Finzi di contattare i direttori dei quotidiani milanesi
al fine di indurli a perorare la causa fascista. Finzi è nella sede del Popolo
d’Italia con Mussolini la sera del 28 ottobre 1922 in attesa di notizie da
Roma; è sempre Finzi che accompagna il futuro duce nella capitale per ricevere
dal re l’incarico di formare il nuovo governo. Questa dedizione e fedeltà verso
il capo di fascismo si traducono nella nomina di Finzi a Sottosegretario
all’interno. In tale carica, Finzi si adopera affinché l’apparato statale
sia a totale disposizione il regime fascista, inquadrando anche quegli elementi
violenti del partito che potessero nuocere al partito e placare gli animi delle
opposizioni, prima su tutte la dura contrapposizione con gli scout cattolici.
Finzi è anche
colui che riavvicina, in qualche modo, il fascismo alla chiesa cattolica. Anche
se l’episodio non può essere riconducibile all’inizio di una effettiva
conversione, allorché il 21 febbraio 1923 a Roma, nella cappella di Palazzo Vannutelli, alla
celebrazione del matrimonio fra Finzi e la giovane Maria Luigia Clementi di
fede cattolica, Mussolini rimane in ginocchio per tutta la durata della
cerimonia celebrata dal cardinale Vincenzo Vannutelli.
Fonti diverse
attribuiscono a Finzi il merito della stesura del Regio Decreto 24 gennaio 1923
n. 62 “Che istituisce il Commissariato per l'Aeronautica” con al vertice
Mussolini e quale vice proprio Finzi. Nemmeno due mesi dopo , il 28 marzo 1923,
nasce la Regia Aeronautica e per il Vice Commissario inizia un percorso
che porta all’istituzione il 31 luglio 1923 al Regio Corpo del Genio
Aeronautico, al Commissariato Militare dell’Aeronautica, ai Ruoli
del Personale Civile, Tecnico ed Amministrativo, tanto da fare della nuova
Forza Armata un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo.
Finzi, non appena assunto il Commissariato
per l'Aeronautica, si accorge rapidamente della scarsa qualità dei
materiali aeronautici. Scopre che alcuni motori avanzati dalla guerra non erano
stati venduti e si stavano deteriorando o potevano facilmente danneggiarsi,
mettendo in pericolo la vita dei piloti e gravando sul bilancio dello Stato a
causa degli alti costi di manutenzione. Finzi viene a conoscenza di una
direttiva del 1922 che permette di vendere vecchi motori nei settori
dell'aviazione invece di distruggerli, cosa che potrebbe aiutare le finanze
statali. Vista la situazione, è cruciale organizzare il delicato settore dei
materiali aeronautici. Il rifiuto di Douhet di un ruolo offerto da Mussolini
fece sì che il generale Riccardo Moizo rimanesse a capo dell'aviazione militare,
che secondo lui si avrebbe dovuto limitare il suo ruolo al supporto ausiliario
alle forze di terra durante la guerra di trincea, influenzato dalle sue
esperienze nella Prima Guerra Mondiale. I vincoli di bilancio complicavano
ulteriormente la situazione; il budget proposto da Moizo evidenziava tagli
significativi ai fondi per nuovi aerei e per il miglioramento delle basi.
Pertanto,
l'assegnazione di 256 milioni per il periodo da luglio 1923 a giugno 1924
difficilmente può essere considerata significativa. Di fronte a un bilancio
insufficiente per il 1924-25, Finzi presentò persino una decisa lettera di
dimissioni a Mussolini. Tuttavia, i resoconti storici concordano sul fatto che
Finzi lasciò un'organizzazione efficiente al suo successore, il generale Alberto
Bonzani, e Mussolini non accusò Finzi di alcun illecito riguardo all'aviazione.
Ma se l’ascesa è
stata così veloce altrettanto saranno la discesa e la successiva caduta.
Quando il gruppo squadrista capitanato da
Dumini rapisce il 10 giugno del 1924 il deputato socialista Giacomo Matteotti,
il cui cadavere sarà ritrovato il 16 agosto successivo, l’Italia è scossa ed
indignata e Mussolini, che teme la sua fine, ha necessità di trovare dei capri
espiatori che individua in Finzi che costringe alle dimissioni insieme a Cesare
Rossi, addetto stampa del duce e del generale Emilio De Bono Capo della
Polizia.
Il ruolo di Finzi è difficile da definire.
Sebbene Cesare Rossi lo accusi di aver dato denaro a Dumini per la fuga, il
memoriale di Dumini lo scagiona. Nel 1989, lo storico Valentino Zaghi ha
confermato che non ci sono prove del coinvolgimento di Finzi nell'assassinio.
Il problema principale per Finzi non è tanto la sua presunta responsabilità
quanto il suo legame con l'opposizione, che lo ha reso inaffidabile. Nonostante
il suo siluramento, Finzi mantiene il mandato parlamentare fino al 1928, quando
non viene più ricandidato alla Camera. Dichiarandosi estraneo alla vicenda
Matteotti, Finzi si ritira dalla vita pubblica nella casa di Palestrina nella
campagna romana, dedicandosi all'agricoltura e alla coltivazione del tabacco divenendone uno dei principali coltivatori. Nel 1938 manifesta il proprio fermo dissenso nei
confronti dei provvedimenti per la difesa della razza anche se si professa di
fede cattolica e di non appartenere alla “razza ebraica”.
Raggiunto il
grado di Tenente Colonnello nella riserva, continua a frequentare, almeno fino
al 1938 l’aeroporto del Littorio a Roma, per mantenere il brevetto di pilota
d’aeroplano per il quale viene sempre dichiarato “ottimo pilota con punti
19/20”.
Nel 1941 alcune
affermazioni contro il regime gli costano l’invio al confino ad Ischia, a
Ustica, alle Tremiti e infine a Lanciano e, infine, l’espulsione dal partito
fascista avvenuta nel 1942.
All’atto dell’armistizio dell’8 settembre del
1943 partecipa ai combattimenti per le vie di Roma e ritirandosi nella sua
villa di Palestrina, dove costituisce la “Banda Finzi” che si rende
protagonista di atti di sabotaggio contro le truppe tedesche e facendo saltare
anche la polveriera di Valmontone. A questo si
aggiunge anche l’attività di informazione condotta a favore degli alleati in
merito ai movimenti delle truppe tedesche, visto che il comando nazista si era
insediato nella sua proprietà abitativa.
Scoperto, Finzi viene arrestato a Palestrina dalle SS Il 28
febbraio 1944 e tradotto a Regina Coeli e poco meno di un mese dopo è
massacrato nella cava di pozzolana sull’Ardeatina.
In ogni caso, di
una cosa siamo certi: il giudizio su Finzi può essere negativo o, per certi versi,
anche positivo se consideriamo gli ultimi anni della sua esistenza, ma
certamente pagò di persona i suoi errori compiuti in vita.
Riposa al sacello n. 59
del Mausoleo delle Fosse Ardeatine.
Fonti
URL consultate il 28 dicembre 2025
https://www.barbadillo.it/123107-storia-aldo-finzi-un-fascista-da-mussolini-alle-fosse-ardeatine/
https://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/10/28/marcia-su-roma-accompagno-il-duce-dal-re-e-fu-ucciso-alle-fosse-ardeatine-la-vita-in-breve-di-aldo-finzi-fascistissimo-ucciso-dai-nazisti/6853334/
https://www.mausoleofosseardeatine.it
https://www.quellidel72.it/storie/aviatori/finzi.htm
https://www.treccani.it/enciclopedia/aldo-finzi_(Dizionario-Biografico)/


